Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Tra tweet e turboleader la politica delle vecchie pastoie scopre il dogma della velocità", di Filippo Ceccarelli

Festina lente, affrettati lentamente, motto attribuito da Svetonio all’imperatore Augusto, si è scoperto essere il nome di una delle associazioni che hanno sostenuto sul piano finanziario la rapidissima ascesa di Matteo Renzi. Dunque velocità, ma anche ponderazione, entrambe indispensabili in ogni impresa. Molto prima del Sindaco e dei suoi più fidati consiglieri Alberto Bianchi e Marco Carrai, l’antica massima era stata scelta da Cosimo de ’Medici, che pure l’aveva inserita nel suo stemma sotto l’immagine di una tartaruga sul cui guscio si leva una vela gonfiata dal vento. Ora, per la verità, Renzi appare assai più affrettato che prudente. «O la va o la spacca», «mi gioco l’osso del collo» e così via, spesso attraverso twitter o Facebook, tecnologia dell’immediatezza. E tuttavia, anche al netto di altri mezzi e messaggi quali Smart, maratone e Frecce rosse, pare evidente che da quando il giovane leader ha stravinto le primarie, l’intera vita pubblica ha preso a correre. L’accordo per l’Italicum, la direzione del Pd, la crisi di governo, perfino quelle consultazioni che vengono assimilate a vecchi riti …

"Contro l'odio che corre sul web", di Giovanni Valentini

Malfgrado il suo aspetto formalmente del tutto definito, il testo digitale è permanentemente e intrinsecamente instabile. (da “Presi nella rete” di Raffaele Simone – Garzanti, 2012 – pagg. 91-92). Con il suicidio della quattordicenne padovana, perseguitata dagli insulti e dalle volgarità su un social network che non merita neppure di essere nominato, è stato raggiunto ormai un punto di non ritorno. Un’invalicabile linea di confine tra la libertà di espressione e la violenza verbale, tra la convivenza civile e la barbarie. E ha fatto più che bene perciò la presidente della Camera, Laura Boldrini, a lanciare nei giorni scorsi un richiamo alla responsabilità e un appello contro il cyber-bullismo. Ora, prodotta tutta la letteratura sociologica e psicoanalitica del caso, bisogna passare alle soluzioni concrete e alle norme di legge. La Rete, come qui abbiamo già detto altre volte, è libertaria e anarchica per sua natura: e queste sue caratteristiche vanno rispettate e salvaguardate. In particolare, i social network sono un luogo virtuale di dibattito e di confronto che si configura legittimamente come una moderna agorà …

"Quel divario tra ricchezza e povertà che minaccia crescita e coesione sociale", di Alberto Martinelli

Secondo il rapporto Istat «Noi Italia, 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo» nel 2011 una famiglia italiana su quattro era in una situazione di «deprivazione»(ovvero aveva almeno tre dei nove indici di disagio economico come, per esempio, non poter sostenere spese impreviste, arretrati nei pagamenti o un pasto proteico ogni due giorni). Si tratta di un’ulteriore conferma di un problema generale di particolare gravità, quello della crescente disuguaglianza sia nelle diverse società nazionali, sia a livello dell’intero mondo. Per quanto riguarda il nostro Paese, anche l’analisi della Banca d’Italia sui bilanci delle famiglie nel 2012 mostra disuguaglianza in aumento: il 10% delle famiglie più ricche possiede il 46,6% della ricchezza netta (ovvero la somma delle attività reali, ossia immobili, aziende e oggetti di valore; e attività finanziarie, dunque depositi, titoli di Stato, azioni, eccetera), mentre l’indice Gini di concentrazione della ricchezza ha raggiunto il 64%, in aumento rispetto al 60,7% del 2008. Quanto alla situazione mondiale, basti citare il rapporto dell’Oxfam da poco discusso al World Economic Forum di Davos: lo 0,7% …

"Vini, moda o auto il brand non siamo noi", di Valeria Fedeli

L’italian quality è un’urgenza: siamo al quinto posto nelle classifiche globali perché il marchio Italia non viene valorizzato come dovrebbe. Anche nei settori dove dovremmo primeggiare I dati pubblicati da FutureBrand – ripresi dal Sole 24 ore – sulla forza del made in Italy nelle opinioni dei consumatori di tutto il mondo sono passati sotto silenzio, come un aspetto marginale rispetto ai problemi del paese. Penso che questa sia una visione miope, e che invece quei dati siano di grande rilevanza e segno pericoloso per tutto il sistema Italia. Il made in Italy è al quinto posto tra i brand nazionali globali, dopo made in Usa, made in France, made in Germany e made in Japan. La classifica emerge da una ricerca che ha misurato il valore di 140 paesi nelle percezioni e nelle opinioni dei consumatori globali. Agli intervistati è stato chiesto di valutare l’impatto sulle scelte di consumo della provenienza di un prodotto: attraverso una pluralità di indicatori e test che hanno riguardato brand di varia provenienza nazionale, si è misurato il valore …

"Un patrimonio si sbriciola in silenzio", di Gian Antonio Stella

Castelli, mura del Seicento e monumenti Il patrimonio italiano si sta sbriciolando Dalle fortificazioni di Palmanova ai bassorilievi della Galleria Umberto I a Napoli Non sono venute giù, fermandoci il fiato, solo le mura di Volterra. La verità è che da settimane, un giorno dopo l’altro, vengono giù pezzi della nostra storia. Castelli medievali, antichi palazzi gentilizi, muraglioni, archi… Colpa dell’acqua? Sicuro: erano decenni che non pioveva tanto. Ma è troppo comodo maledire il cielo. Troppo comodo scaricare sugli Dei altre responsabilità: l’incuria, la sciatteria, il disinteresse per la sana manutenzione quotidiana che nessuno gioca in campagna elettorale. Gli ultimi a schiantarsi al suolo, rischiando di ferire i passanti, sono stati due pezzi del bassorilievo di uno degli archi dell’elegante (e ammaccata) Galleria Umberto I di Napoli, in faccia al teatro San Carlo. Uno di quegli archi sotto i quali, in una scena indimenticabile del film di Ettore Scola «Maccheroni», Marcello Mastroianni faceva conoscere a Jack Lemmon i piaceri irresistibili di un gigantesco babà con panna. Più o meno nelle stesse ore, crollavano a Palmanova …

L'ANISA sostiene l'iniziativa PD "Metti in circolo il pittore"

L’ANISA – Associazione Nazionale insegnanti di Storia dell’arte sostiene l’iniziativa “Metti in circolo il pittore”, organizzata dai circoli del Partito Democratico in Italia e all’Estero “In coerenza con l’intenso impegno sociale che da sempre accompagna la sua azione associativa, ANISA ha accolto l’invito del Partito Democratico a collaborare alla iniziativa “Metti in circolo il pittore”, volta a promuovere la Storia dell’Arte ed il suo insegnamento nei circoli del PD grazie al coinvolgimento di docenti di ruolo e precari della scuola italiana. Si tratta di una proposta fresca e intelligente che intende soprattutto arrivare al cuore del paese, nei piccoli come nei grandi centri, attraverso una molteplicità di incontri capaci di coinvolgere i cittadini in un grande fenomeno collettivo di valorizzazione del patrimonio diffuso e dei principi identitari che, da sempre, accompagnano la Storia dell’Arte nel nostro Paese. ANISA coinvolgerà le proprie sezioni provinciali, i referenti territoriali e le scuole per offrire assistenza alla elaborazione dei contenuti e delle manifestazioni collegate al progetto. Dopo gli anni difficili che hanno visto la contrazione delle ore di storia …

"Il branco virtuale", di Gabriela Romagnoli

SE UNA ragazza di 14 anni si uccide buttandosi dal tetto di chi o che cosa è la responsabilità? Della sua fragilità mentale? Di chi l’ha incitata a farlo dietro il lurido velo dell’anonimato? Di due fratelli lettoni che, tra tante cose che potevano inventarsi, hanno creato un social per adolescenti dove ogni cosa può essere detta senza lasciare firma? A seconda delle opinioni (o del coinvolgimento) si attribuiranno percentuali diverse a questi tre fattori. Resta una differenza di fondo: tra le cose inevitabili e quelle superflue, tra il percorso ordinario e già di per sé dolente della vita e la straordinaria crudeltà che aggiunge la mano umana a quella del destino. Partiamo dall’ultimo fattore: il sito Ask.fm. Lo hanno creato i fratelli Tarabin, ha un’utenza quasi esclusivamente compresa fra i 13 e i 18 anni e una particolarità: chi risponde alle domande (di qui il nome) immesse sul profilo lo può fare in maniera totalmente anonima. La differenza tra un post firmato (anche con pseudonimo) e uno anonimo è la stessa che correva fra …