Tutti gli articoli relativi a: cultura

"In coda per i musei, il volto più bello del pianeta-giovani", di Alessandro Perissinotto

A Torino migliaia per avere la tessera-sconto. I ragazzi in coda a Palazzo Nuovo a Torino, sede delle facoltà umanistiche A generalizzare – potremmo dire parafrasando Andreotti – si fa peccato (verso l’intelligenza), ma spesso ci si azzecca. Come non dar ragione a Ernesto Galli della Loggia che ieri, dalle pagine del Corriere, stigmatizzava la volgarità dei giovani? Chiunque abbia a che fare con la fascia d’età 15-25 anni si scontra, prima ancora che con il turpiloquio o la bestemmia, con una diffusa sciatteria della mente, con un appiattimento del pensiero di cui la parolaccia o l’oscenità non sono che conseguenze e neppure tra le più preoccupanti. Ma se accettare l’evidenza del luogo comune è un sano antidoto contro i facili idealismi che per lungo tempo abbiamo coltivato, non meno importante, e anche piacevole, in fondo, è lasciarsi sorprendere dalla realtà. E la sorpresa, specie con i giovani, è sempre in agguato. Ne ho avuto la prova ieri, entrando in Università per la mia settimanale dose di esami (non meno di 70 la settimana prescrive …

"Il declino dei ceti medi", di Ilvo Diamanti

È finita un’era, in Italia. Ha segnato la società e l’economia e, quindi, anche la politica. È l’era dei ceti medi, che ha marcato la crescita del Paese, dopo gli anni Ottanta. Quando lo sviluppo economico ha cambiato geografia e localizzazione produttiva. Dalle grandi fabbriche delle metropoli del Nord si è spostato nelle piccole aziende del Nordest — e dell’Italia centrale. Giuseppe De Rita, con il suo linguaggio immaginifico, negli anni Novanta, aveva definito questa tendenza: “cetomedizzazione”. Un processo antropologico, oltre (e più) che socioeconomico. Si spiega attraverso «l’innalzamento di coloro i quali erano alla base della piramide e lo scivolamento di una parte della vecchia elite». In altri termini, a partire dagli anni Ottanta, si è assistito al declino della borghesia urbana e industriale, peraltro, in Italia, tradizionalmente debole. E al parallelo affermarsi di una piccola borghesia, diffusa nel mondo delle piccole imprese e del lavoro autonomo. Distante e ostile rispetto allo Stato e alla politica. Educata ai valori della competizione individuale e, meglio ancora, dell’individualismo possessivo, per citare Macpherson. Questa realtà socio-economica si …

"Rai, quella storia spezzata", di Oreste Pivetta

Come è possibile che la tv (la Rai, servizio pubblico) riesca a trasformare la «nostra» storia in una mortificante sequenza di immaginette prive proprio di «storia», lontane dalle ragioni, dai sentimenti, persino dalla cronaca? Dalla fiction sull’assassino di Calabresi a quella sulla Fiat e la marcia dei 40mila, vince la mistificazione. Sto cercando di mettere in fila i titoli di quei romanzi, tra i più belli, che hanno raccontato la storia. Faccio fatica a non pensare all’Iliade o all’Anabasi di Senofonte, la cronaca di una lunga marcia di ritorno dalla guerra e dalla morte (come lo fu La tregua di Primo Levi). Ryszard Kapuscinski, il grande giornalista polacco scomparso nel 2007, in un libro spiegava quanto gli fosse stata d’insegnamento la lettura delle Storie di Erodoto (il suo libro si intitola appunto In viaggio con Erodoto). Capisco che l’antico e immenso Ero- doto (forse solo antiquato, polvere da museo, per alcuni) metta paura, ma basterebbe la lettura di qualcuna delle sue pagine per capire che cosa significhi «scrivere la storia»: il rapimento di Elena ad …

"Noi, insultate a Montecitorio", di Michela Marzano

Doveva essere una sera come tante. Una seduta notturna in Commissione Giustizia per lavorare al decreto sui diritti dei detenuti e il sovraffollamento carcerario. Due volumi pieni di emendamenti ostruzionistici presentati dalla Lega e dal Movimento 5 Stelle, cui però ormai si è fatta l’abitudine. E invece è andato tutto per traverso. Gli emendamenti, la seduta, i voti, il dibattito. Perché invece di discutere, si è finito con il litigare. Invece di votare, si è occupata l’aula della commissione. Invece di licenziare il provvedimento, si sono licenziati l’educazione e il rispetto. Le cose hanno cominciato a mettersi male fin dall’inizio. Quando la Presidente Ferranti ha aperto la seduta e i deputati del M5S hanno cominciato ad accalcarsi davanti la porta. A differenza di quanto accade di solito, anche chi non fa parte della commissione pretende di assistere ai lavori, e non accetta che per ragioni di sicurezza non sia possibile entrare in un’aula già stracolma. Mentre la Presidente cerca una soluzione, il malcontento aumenta. C’è chi sbuffa esasperato dalla giornata interminabile. C’è chi provoca. C’è …

"Scuola. La battaglia dei sessi", di Maria Novella De Luca

Sono i figli e le figlie della famiglia che muta, cambia, implode, si rigenera, si perde e si ritrova. Nei libri di testo nessuno li nomina, e invece nella scuola sono ormai più della metà. Bambini con, bambini senza. Multi-genere, multi-culturale, multi-tutto. C’è Francesca che vive con la madre e la nonna, il padre un tempo c’era, poi chissà. C’è Alioscia, adottato, ha gli occhi azzurri e non riesce a dimenticare il suo “internat” russo. C’è Giovanni che abita soltanto con il papà, e in classe ha una compagna con due madri, ma anche Mirko, albanese, e Yongdong, cinese. Poi i bambini della casa-famiglia che magari ai genitori sono stati tolti, e sognano forse di trovare un nuovo approdo. Così ad ogni festa della mamma o del papà qualcuno si sente escluso. Ad ogni rappresentazione di albero genealogico qualcuno è costretto a ricordare il buio delle proprie origini. Perché la famiglia è cambiata, ma i programmi ministeriali no. E allora maestre coraggiose e prof di frontiera provano a bruciare i tempi. Saltano ricorrenze e riscrivono …

Senza corruzione riparte il futuro. Le parole di Luigi Ciotti dopo la vittoria in Senato

Ciao Manuela Ghizzoni, il Senato ha dato il via libera al DDL contro il voto di scambio politico-mafioso, anche grazie agli oltre 377.000 cittadini che hanno firmato la petizione della campagna Riparte il futuro. Ecco il commento di Luigi Ciotti: L’approvazione del Senato della modifica del 416ter – norma che colpisce lo scambio elettorale politico-mafioso – è una bella notizia. L’auspicio, ora, è che la Camera dei Deputati trasformi definitivamente questa proposta in una legge dello Stato rispondendo concretamente alla sollecitazione di oltre 377 mila cittadini che hanno firmato la petizione della campagna Riparte il futuro promossa da Libera e Gruppo Abele. La lotta alla corruzione è infatti una priorità non solo etica ma economica: non meno delle mafie, la corruzione è furto di bene comune, furto di diritti e di speranze, di opportunità e di lavoro. Ed è soprattutto un impegno che deve coinvolgerci tutti, toccare le coscienze laiche e quelle religiose, stimolare una comune ricerca di giustizia e di verità. «La corruzione odora di putrefazione» ci ha ricordato Papa Francesco, sottolineando l’insidia di …

"La felicità della cultura", di Simonetta Fiori

Questa nostra società veloce che non riesce più a pensare. Un saggio di Gustavo Zagrebelsky sull’importanza del sapere per la qualità della democrazia. E se davvero ci fossimo ridotti come Funes “el memorioso”, che ricordava tutto ma non capiva niente? Il sospetto è avanzato dal nuovo saggio di Gustavo Zagrebelsky, Fondata sulla cultura, che sceglie il personaggio di Borges come emblematico delle dissennatezze presenti (Einaudi, pagg. 110, euro 10). Capace di ricordare ogni dettaglio, anche il più insignificante, Funes però non sa pensare. Le idee generali gli sfuggono. Nella sua mente sovraccarica di elementi infinitesimali, non c’è spazio per concetti compiuti. E che c’entriamo noi con questo prodigioso matto, che «sapeva le forme delle nubi astrali dell’alba del 30 aprile 1882 e poteva confrontarle nel ricordo con la copertina marmorizzata d’un libro visto una sola volta»? C’entriamo eccome, ci dice Zagrebelsky. Questa è la condizione in cui ci conduce il sapere iperspecializzato, suddiviso in competenze differenziate e sempre più piccole, e soprattutto sprovviste di una cornice comune. E a questo ci costringe anche una politica …