Tutti gli articoli relativi a: cultura

"La bellezza italiana e il sonno del reame", di Giovanni Valentini

La nostra immensa ricchezza è anche il nostro principale ostacolo alla crescita. (da “Più uguali, più ricchi” di Yoram Gutgeld – Rizzoli, 2013 – pag. 185). Siamo passati da un anno all’altro nel segno dell’austerità, con il numero dei poveri che raddoppia e quello dei disoccupati che continua ad aumentare. Ma non riusciamo ancora a valorizzare adeguatamente la nostra principale ricchezza nazionale: la bellezza dell’ambiente e della natura, delle città e dei paesaggi, dei beni artistici e culturali. È come se l’Italia disponesse di un immenso giacimento d’oro e non fosse capace di sfruttarlo a pieno, come dimostrano anche i casi recenti dell’isola di Budelli (Sardegna) e della Reggia di Carditello (Caserta) acquistate nei giorni scorsi dallo Stato. Può darsi, come suggerisce l’autore del libro citato all’inizio, che tutto questo dipenda dal paradosso che la nostra ricchezza è eccessiva, che possediamo cioè troppi beni da conservare e tutelare. E perciò, le risorse economiche e umane a disposizione non bastano mai. Oppure, questa dissipazione deriva dal fatto che non abbiamo la piena consapevolezza del patrimonio di …

"L’italiano vero non esiste Gli italiani? Sono 57 tipi diversi", di Stefano Rizzato

A tenerli insieme ci sono il passaporto e una bandiera. A dividerli quasi tutto il resto. Lingua e tradizioni, ostacoli naturali e colore degli occhi. E, più in profondità, anche il patrimonio genetico: tutto il codice nascosto tra le eliche del Dna e destinato a passare di padre in figlio. Eccoli qua, i 57 diversi tipi di italiani. Diversi tra loro più di quanto lo siano uno spagnolo e un ungherese. Siamo il Paese con la biodiversità umana più estesa d’Europa e a ricordarcelo ora c’è uno studio specifico, che ha coinvolto quattro atenei: la Sapienza di Roma insieme alle università di Bologna, Cagliari e Pisa. Il lavoro è partito nel 2007 e ha unito genetica e antropologia. Da una parte, la raccolta di campioni di saliva, poi catalogati e confrontati, nei luoghi più isolati d’Italia. Dall’altra, di pari passo e incrociato, un meticoloso studio linguistico, culturale ed etnografico. «Abbiamo sfruttato l’aspetto genetico per mostrare in tutta la sua ricchezza la diversità umana del nostro Paese», spiega Giovanni Destro Bisol, antropologo della Sapienza che ha …

"Cognome e pastoie", di Chiara Saraceno

L’idea che ci debba essere un privilegio paterno, almeno nella continuità del cognome, continua a prevalere tra i nostri legislatori. Il disegno di legge sul cognome che può essere attribuito ai figli approvato dal Consiglio dei ministri sembra partire con il piede sbagliato, rischiando così di incorrere di nuovo nella censura della Corte di Strasburgo. Secondo le notizie di agenzia, il disegno di legge prevede che il figlio «assume il cognome del padre ovvero, in caso di accordo tra i genitori risultante dalla dichiarazione di nascita, quello della madre o quello di entrambi i genitori». Questa formulazione ancora una volta privilegia il cognome paterno, che verrebbe attribuito di default, mentre per attribuire il cognome materno o quello di entrambi i genitori occorrerebbe una esplicita richiesta e dichiarazione di consenso. In ottemperanza al principio di libertà di scelta nelle questioni che riguardano la vita privata e della uguaglianza tra madri e padri, la norma dovrebbe essere formulata in modo da non privilegiare alcuna delle tre soluzioni, chiedendo che all’atto della dichiarazione di nascita, eventualmente prima che …

"Il codice di Babilonia", di Giulio Azzolini

“Sono in mesopotamia le vere origini della nostra politica. Parla l’archeologo Giorgio Buccellati, docente a Los Angeles, che per anni ha scavato nella regione. “Lo sviluppo del linguaggio urbano e il politeismo hanno portato il progresso scientifico” «Nel 1968, entrando nell’Istituto Orientale di Los Angeles dove lavoravo con mia moglie Marilyn, alzai gli occhi e riconobbi una scritta sulla facciata: “Le passioni dell’irrilevanza”. A ripensarci, fu una sorta di monito». Da allora è come se Giorgio Buccellati, archeologo, classe 1937, non abbia mai smesso di “rilevare”. Oggi si divide tra la California e la Val d’Ossola, ma ha attraversato il mondo, scavando in Siria, Turchia, Iraq e Caucaso. Distinguendo l’effimero dal prezioso. Calibrando le epoche sul metro dei millenni. Ricostruendo grammatica e semantica di lingue morte («meglio non chiamarle così», precisa). E sforzandosi di mostrare la rilevante attualità di ciò che un giorno apparteneva a una civiltà «interrotta» (l’aggettivo giusto). Professore, leggere i primi due volumi del suo Corpus mesopotamico. Il paese delle quattro rive pubblicati negli ultimi mesi da Jaca Book (gli altri due …

"L’argine dei populismi", di Michele Prospero

Che le grandi coalizioni siano un terreno fertile per i populismi, non è una scoperta di Le Monde. È storicamente accertato che le forze antisistema proliferano, con lo stile dell’antipolitica, in presenza di un governo di larghe intese. Proprio in rivolta contro le ammucchiate partitocratiche, che nel dopoguerra vedevano insieme la Dc e il Pci, in Italia nacque il movimento populista del commediografo Giannini. Tornato in scena il grande conflitto politico, con la cacciata delle sinistre dall’esecutivo, la frattura dell’Uomo Qualunque fu subito riassorbita dalla Dc. Era necessario recuperare delle truppe fresche per l’edificazione degasperiana della diga contro il comunismo minaccioso dopo le forche di Praga. E i qualunquisti furono reclutati in fretta. Anche il secondo populismo, quello raccolto con notevole abilità dal comico Grillo, non avrebbe sfondato così facilmente nel corpo elettorale, sino a diventare dal nulla il primo partito, senza il quadro favorevole fornito dalla sospensione del conflitto politico. Con il varo del governo dei tecnici, appoggiato dalla strana maggioranza Pd-Pdl, divenne propizia l’occasione per l’insorgenza di un nuovo e dirompente movimento antisistema …

"Ma quanto sono falsi gli anni di piombo in tv", di Antonio Di Pollina

Forse è il momento di una moratoria per le fiction di ricostruzione storica. Intendiamo quelle che tralasciano qualsiasi spunto narrativo fondante e fanno invece da surrogato a un libro di storia recente. Il caso limite del Commissario degli Anni spezzati di RaiUno è una specie di punto di non ritorno, uno slalom lungo quattro ore a evitare la tale questione e a inserirne un’altra, a saltare un punto di vista e a squadernare atti giudiziari: se anche, grazie magari al buon Solfrizzi, si vuole raccontare una parabola umana e tormentata e tragica, conviene lavorare di richiami e rimandi. È del tutto chiaro che il marchio a fuoco della fiction italiana per il grande pubblico (presunto e non raggiunto, sempre più spesso) condiziona tutto e tutti. Come per le vite di personaggi famosi strette in miniserie da due puntate: si obbedisce a codici precisi, per cui alla fine in quella di Padre Pio ti sembra di ritrovare lo stesso passo di certi momenti della fiction su Walter Chiari. Si somigliano tutte perché c’è un dettato comune …

«Sugli omosessuali basta rinvii A loro i diritti di tutte le coppie», di Alessandra Arachi

«L’intervento di Renzi sulle unioni civili anche omosessuali deve essere ascoltato. Questo non è un problema che deve aspettare, non più». Maria Cecilia Guerra, viceministro per il Lavoro, ha tra le mani la delicata delega per le Pari opportunità. Non ha intenzione di lasciarla sulla carta. Cosa intende fare per dar seguito alle parole del segretario Matteo Renzi sulle unioni civili omosessuali, un decreto del governo? «No, il governo è maggioranza. E questo non è un tema che deve essere affrontato da una maggioranza o da una parte politica. Non deve essere un tema da campagna elettorale. Deve essere un dibattito trasversale, sereno. Il Paese è maturo per questo. Ci sono leggi già in Parlamento sulle unioni civili, bisogna dare seguito a quelle». Quali? Ce ne sono tante… «Lo deciderà il Parlamento». Ma lei quale legge vorrebbe? «Esprimo un parere personale. E dico che non ci sono motivi per trattare in modo diverso una coppia omosessuale rispetto ad una coppia eterosessuale. Siamo sempre davanti a due persone che hanno un rapporto d’amore e sono disponibili …