Tutti gli articoli relativi a: cultura

“Vent’anni di nausea”, di Valeria Viganò

E arrivarono le motivazioni della sentenza Ruby. Ne avevamo bisogno per fare chiarezza su una vicenda sordida, sporca di sesso e potere? No, tutto era molto limpido già dalla notte della telefonata di Berlusconi. Quella fatta per liberare e affidare la «nipote di Mubarak» alla cura educativa della igienista personale del Cavaliere. Ci sono voluti tre interminabili gradi di giudizio. Leggere nuovamente del vecchio satrapo e delle sue ancelle non cancella il disgusto di fronte a una marcescenza della carne e al vizio corrotto nella mente retriva di un settantenne che si crede immortale e vuole merce fresca. Ma non sorprende più, conosciamo ormai tutto, anzi stanca, annoia, è come una barzelletta ripetuta allo sfinimento, che a metà, siccome la si sa a menadito, ti fa alzare gli occhi al cielo e sbuffare. Vedere la foto dell’ex premier e della ragazza allora minorenne tra le prime notizie relative a questo Paese, provoca la nausea. Sentire il coro greco che accompagna una sentenza più che corretta, e usa parole totalmente incongrue rispetto alla verità di fatti …

“Uomini la questione maschile”, di Adriano Sofri

Pressochè ciascuno, se guarda abbastanza in profondità dentro se stesso (non troppo in profondità: si annega), se è capace di ricordare la propria formazione di maschio, paura e spavalderia, ignoranza e presunzione, riconosce con raccapriccio il capo di un filo che porta dei suoi simili, ammesso che non abbia portato lui stesso, a molestare, violentare o uccidere una donna. Ho appena incontrato Mary Pereira Mendes, signora indiana che lavora per l’Unicef in Kurdistan e fra i profughi siriani, e guida un programma contro le mutilazioni genitali femminili. Mary spiega la difficoltà incontrata nelle donne, levatrici e madri, attaccate all’orrenda tradizione, attente tutt’al più a una modalità d’intervento più “pulito”, e disposte a barattare l’infelicità sessuale con la gratificazione domestica. La tradizione è patriarcale, dice, ma sono le donne a trasmetterla, e non di rado gli uomini la ignorano. Penso che proprio questo riveli l’ottusità della sessualità maschile: se gli uomini non si accorgono e comunque non danno peso alla negazione del piacere sessuale delle “proprie” donne, è perché il loro stesso piacere sessuale è mutilato. …

“Uomini che non odiano le donne come combattere il femminicidio”, di Concita De Gregorio

Nel 2013 in Italia sono state uccise 128 donne. Da mariti, fidanzati, amanti o semplici conoscenti. Per non dimenticare e cercare di fermare la strage il 25 novembre è la giornata mondiale contro la violenza. In principio è il linguaggio. Le parole per dirlo. Il posto che la lingua dà alle cose diventa il posto giusto delle cose. Per capirci, ecco un test semplice. Quante volte avete detto o sentito dire: mio marito/mio figlio in casa è un disastro, se fosse per lui vivrebbe nel caos. O apparentemente al contrario: mi aiuta moltissimo, cucina e fa i piatti, si prende cura dei bambini. Quante volte avete sentito un uomo dire: oggi mia moglie non c’è, faccio da babysitter. Questo è il problema. Questa è la norma, dunque la norma è il problema. Dalla subordinazione alla sopraffazione alla violenza lo scarto non è di qualità del gesto, è di quantità. Dalla normale “delegittimazione del lavoro domestico maschile” — dalla divisione di ruoli e di compiti tutto attorno a noi per cui non c’è niente di strano …

“La bellezza tradita della mia Sardegna così abbiamo consumato ogni speranza”, di Marcello Fois

Io sono venuto al mondo perché mio padre e mia madre avevano una prospettiva di vita abbastanza stabile da potersi permettere un figlio. Erano gli anni Sessanta. Si ragionava in questi termini allora. Mio padre aveva esperienza di carpentiere, ed era scolarizzato. Mia madre era stata in continente, aveva studiato da puericultrice. Abitavano in Sardegna quando abitare in Sardegna significava vivere altrove, ma non se ne accorgevano. Abitavano a Nuoro, in una città che era ancora un paesone, e che confinava armonicamente con la campagna. Qualche anno prima, da ragazzo, mio padre aveva lavorato per la Fondazione Rockfeller, era stato cioè uno di quei guardiani splendenti, armati di pompe al piretro, che avevano contribuito a liberare le coste della Sardegna dall’odiosa zanzara culex portatrice di malaria. Quei viaggi di lavoro cambiarono la vita di mio padre e anche, in seguito, la mia vita. S’innamorò perdutamente della sua terra, come non gli era mai successo, fino alla commozione. Le spiagge erano smaglianti allora, il mare era puro cristallo. Tutto era reso meraviglioso dallo sguardo della giovinezza. …

“Un cinema su 4 rischia di sparire”, di Paolo Mereghetti

Il capodanno 2014 rischia di essere il più amaro per il cinema italiano. Il 31 dicembre le sale cinematografiche nazionali dovrebbero passare al digitale, altrimenti rischiano di non avere più film da proiettare, da quella data disponibili solo in formato digitale. E a quaranta giorni dalla scadenza, chi ha già sostituito i vecchi proiettori con il digitale non copre il 70 per cento del mercato. Al 31 ottobre erano passati al digitale 2.434 schermi sui 3.936 in attività, cioè il 61,8 per cento del totale. Ma nelle ultime settimane l’ammodernamento delle strutture sta crescendo con più intensità e «alla fine dell’anno dovremmo arrivare al 70-75 per cento» sostiene Lionello Cerri, presidente dell’Associazione degli esercenti (Anec), che con la Sezione distributori dell’Anica ha favorito un protocollo per aiutare i «ritardatari»: visto che il passaggio al digitale chiede investimenti intorno ai 50 mila euro per sala (una cifra spesso fuori portata per i bilanci delle piccole monosale) e molte leggi regionali di aiuto alla riconversione diventeranno operative nei primi mesi dell’anno prossimo, i distributori chiedono che entro …

“Napolitano e il corpo delle donne “Tv e spot, più dignità e sobrietà”, di Maria Novella De Luca

Il corpo femminile ridotto a bene di consumo. La reazione violenta degli uomini alle conquiste di libertà delle donne. Il richiamo ad una rappresentazione “sobria e dignitosa” nei media e nelle pubblicità. Arriva dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il nuovo e severo appello contro il femminicidio e l’abuso dell’immagine femminile, alla vigilia della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, ma anche a due giorni dall’ultimo omicidio che porta a oltre cento il bollettino di ragazze, donne e bambine uccise dall’inizio dell’anno in Italia. Assassinate da mariti, amanti, fidanzati, padri. Un richiamo forte, che il presidente della Repubblica invia come videomessaggio alla IX Conferenza internazionale della Comunicazione, organizzata a Milano da Pubblicità Progresso e dal titolo “Il valore della diversità. Verso una nuova cultura di genere”. Tocca tutti i temi della “violenza” sul corpo delle donne Giorgio Napolitano, da quella fisica a quella psicologica. Un’aggressione che muta e si trasforma nell’emarginazione delle donne nel mondo del lavoro, o che sfrutta i loro corpi per pubblicità sessiste, che ancora dominano e trionfano soprattutto in televisione. …

“Quando l’Italia divenne razzista”, di Aldo Cazzullo

Racconta Norberto Bobbio che durante la guerra a Padova, dove allora insegnava, nel bar che era solito frequentare apparve un avviso che proibiva l’ingresso agli ebrei: «“Adesso strappo quel cartello”, dissi fra me e me. Ma sono uscito senza averlo fatto. Non ne avevo avuto il coraggio. Quanti atti di viltà, di cosciente viltà, come questo abbiamo commesso allora?». Nel dopoguerra, per lungo tempo, l’inclinazione all’autoassoluzione da parte degli italiani, nel quadro più generale della «defascistizzazione» del Paese, attraverso la raffigurazione del regime fascista come dittatura da «operetta», ha portato all’errata conclusione che le leggi razziali fossero state disapprovate dai più e non fossero mai state davvero applicate, o quantomeno non in modo scrupoloso ed efficace. Così come nessuna colpa sarebbe imputabile agli italiani per la drammatica efficacia della Shoah nella penisola, con oltre 7.500 vittime. È molto diversa la conclusione cui giunge la ricerca di Mario Avagliano e Marco Palmieri, intitolata Di pura razza italiana. L’Italia «ariana» di fronte alle leggi razziali (Baldini & Castoldi), che esce oggi in libreria, proprio nei giorni in …