Tutti gli articoli relativi a: cultura

“Doris Lessing, la rossa”, di Enrico Palandri

Nata in Iran nel 1919 e cresciuta in Zimbabwe (all’epoca Rhodesia), dove è ambientato il suo primo romanzo «L’erba canta», l’autrice ha vissuto a Londra per oltre mezzo secolo. Tra i suoi titoli più celebri, il romanzo «Il taccuino d’oro», da molti considerato un classico della letteratura femminista. Di Doris Lessing, morta ieri a 94 anni, gli inglesi citano sempre la battuta con cui ha accolto la notizia del Nobel del 2007. “Christ!” un po’seccata. Ha poi ulteriormente sottolineato la sprezzatura per l’onore conferitole dicendo che, non potendoglielo dare da morta glielo avevano dato a 88 anni, e altri commenti simili. Il discorso tenuto a Stoccolma si intitolava On not winning the Nobel Prize. Sul non vincere il premio Nobel. Certo fanno più simpatia le risposte di questo genere, eccentriche e sarcastiche, che non gli inchini commossi di chi, sentendosi profondamente meritorio, ringrazia pomposamente trasformando il mondo in uno specchio dell’ottima opinione che si ha di sé. Viene in mente la splendida battuta di Leo Longanesi: i premi non basta non vincerli, bisogna non meritarli. …

Dalla Nigeria in Italia sognando un lavoro, poi l’hanno costretta a prostituirsi. «Quando ho detto basta e sono andata via, mio padre in Africa è stato ucciso», di Sara Gandolfi

Piange Henna, alla fine. In silenzio, quasi di soppiatto. Strofina via le lacrime dagli zigomi, con le sue grandi mani. Non vuole crollare, mostrarsi debole. Non l’ha fatto, forse, neppure quando i clienti «mi caricavano, facevano tutto quello che volevano su di me e poi mi buttavano fuori dall’auto, senza pagare, a decine di chilometri dal mio posto di lavoro». Lo chiama ancora così, «il posto di lavoro», anche se laggi ù, su quella provinciale in mezzo ai campi, nell’hinterland milanese, non ci va più da qualche anno. È fuori dal giro. «Non ho più paura», dice. Non basta. «Non mi fido di nessuno», sussurra poco dopo, piantandoti quegli occhi neri addosso, gonfi di dolore e vuoti di speranza, mentre il suo sguardo ferito dice tutto il contrario: «Voglio fidarmi di te, posso raccontare». Racconta Henna (un nome di fantasia per proteggere la sua identità), parla per quasi un’ora, seduta sul lettino della casa d’accoglienza dove sta cercando di cominciare una vita tutta nuova, assieme al suo bambino paffuto e dolce di due anni, che …

“Capitale della cultura, sei in finale. Delusione per Venezia e il Nord”, di Paolo Conti

Siena, Cagliari, Lecce, Ravenna, Perugia-Assisi e Matera sono le candidate italiane a Capitale europea della cultura per il 2019. Lo ha deciso ieri la giuria europea di selezione che ha proposto al ministero per i Beni culturali la «short list», ovvero la lista abbreviata, che entro un mese il dicastero guidato da Massimo Bray potrà ratificare. Nessuna città del Nord, dunque: tutte candidature concentrate soprattutto tra il Centro e il Sud. E addio ai sogni di gloria delle altre candidature: Venezia-Triveneto, Vallo di Diano e Cilento, Taranto, Mantova, Caserta, Palermo, Aosta, Erice, Reggio Calabria, Urbino, l’Aquila, Bergamo, Grosseto, Siracusa e Pisa. La giuria, presieduta dal britannico Steve Green (sette membri internazionali, sei italiani) ora si riunirà nell’ultimo trimestre del 2014, ovvero tra un anno, per scegliere la città vincitrice. Entusiasmo nelle città «finaliste». Il sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali: «Grande soddisfazione, abbiamo fatto un lavoro serio e intelligente». Fabrizio Matteucci, sindaco di Ravenna: «Da lunedì cominceremo a lavorare pancia a terra, tutti insieme». A Siena il sindaco Bruno Valentini dichiara: «La nostra città è in …

“Prostituzione minorile, non chiamiamole baby escort”, di Pia Locatelli

Il modo in cui la nostra stampa ha trattato e sta trattando il caso delle ragazzine sfruttate come prostitute a Roma e a Milano è a dir poco disgustoso. Vedere quello che è considerato il più autorevole quotidiano nazionale dedicare due pagine a una squallida vicenda, soffermandosi su particolari e dettagli della vita delle ragazze, per soddisfare la curiosità dei propri lettori e vendere qualche copia in più, è qualcosa che ha ben poco a che fare con il diritto di cronaca e bene ha fatto il Garante della privacy a richiamare i media al “più rigoroso rispetto della riservatezza delle giovani”. Non si tratta certo di nascondere o non dare le notizie ma del modo e del linguaggio che viene usato nel darle. “Baby escort”, “ragazze doccia”, “prostitute bambine”, “puttanelle”, sono solo alcuni degli aggettivi con cui vengono definite coloro che non sono altro che ragazzine di 14, 15 al massimo 16 anni finite in un giro più grande di loro, vittime di individui senza scrupoli. Si parla fin troppo delle intercettazioni sui telefonini …

“L’ultima tentazione razzista”, di Tahar Ben Jelloun

Il razzismo è proprio dell’uomo. È un dato di fatto: tanto vale prenderne atto, impedire che progredisca e combatterlo per legge. Ma non basta. È necessario educare, dimostrare l’assurdità delle sue basi, smontare i suoi meccanismi, non abbassare mai la guardia. In questi ultimi tempi la società francese è percepita come un contesto violentemente razzista, ma in fondo non lo è più di tante altre. Il rifiuto dello straniero, del diverso, di chi è visto come una minaccia per la propria sicurezza è un riflesso universale, che può prendere di mira chiunque. In certi casi questa ripulsa può focalizzarsi su una comunità, ma ciò non vuol dire che le altre non ne saranno colpite. L’esercizio dell’odio non conosce discriminazioni: nessuno può credersi al riparo. Perciò vorrei rassicurare coloro che in Francia incitano a un «razzismo contro i bianchi»: chi è roso dal razzismo non ama nessuno. Dopo gli ebrei, ha colpito i neri, poi gli arabi; ma a seconda del tempo e del luogo, potrebbe arrivare anche il turno dei bianchi. Dipende da dove allignano …

“Il centrosinistra finisce di regolare i conti in libreria”, di Francesco Cundari

C’è qualcosa di antico nei reparti novità delle librerie che in questi giorni si riempiono di un’ampia produzione storico-polemica sul centrosinistra. Anzi, antichissimo: combattivi pamphlet, polemici libri-intervista, scioccanti libri-verità in cui, direttamente o indirettamente, ora facendo nomi e cognomi ora lasciandoli intuire, a volte mettendoci la faccia e altre volte schermandosi dietro quella dell’intervistatore, del retroscenista o del portavoce, i principali dirigenti del centrosinistra ricostruiscono le vicende che li hanno visti protagonisti. Già i titoli dicono molto. Se ad esempio il libro firmato dal portavoce di Pier Luigi Bersani Stefano Di Traglia, insieme con la direttrice di Youdem Chiara Geloni, si intitola Giorni Bugiardi («Primarie, elezioni, Quirinale. Così poteva cambiare l’Italia», Editori Riuniti), il libro di Sandra Zampa, ex portavoce di Romano Prodi e oggi parlamentare del Pd, restringendo il campo dell’indagine alla sola vicenda del voto sul presidente della Repubblica, si intitola I tre giorni che sconvolsero il Pd (Imprimatur editore). Più ampio invece l’arco temporale preso in esame dal giornalista dell’Espresso Marco Damilano, in un saggio in cui parlano, rievocano e si punzecchiano …

“La nostra ricchezza. L’immigrato fa bene ai conti”, di Adriana Comaschi

Oggi piccola imprenditrice, ieri bambina-soldato in fuga dalla guerra civile. Azeb Gebrewahid ne ha fatta di strada, in tutti i sensi. Da Adua a Bologna, passando per Karthoum e la Svizzera per approdare in Italia come richiedente asilo. Quando è sbarcata a Milano non aveva nulla, neanche una giacca per proteggersi dal freddo di dicembre, nessun appoggio. Ora ha una sua ditta di pulizie, tre dipendenti assunti e diversi stagisti. Italiani e stranieri. Viene da pensare anche a lei, oggi che l’ampio dossier statistico sull’immigrazione 2013, a cura del Centro studi IDOS, certifica al di là di luoghi comuni e dibattiti pregiudiziali che gli immigrati sono una ricchezza per il Belpaese. Nel dettaglio: nel 2011, lo Stato italiano tra contributi e tasse ha incassato da cittadini stranieri 13,3 miliardi, a fronte di 11,9 miliardi di spese sostenute per loro. Il che dà un saldo netto di 1,4 miliardi. Spese peraltro concentrate sulla gestione delle emergenze, tra Cie («non devono essere una pena per gli irregolari», ha commentato proprio ieri il ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge) …