Tutti gli articoli relativi a: cultura

“Aiuto, stanno finendo i soldi anche per i premi Nobel”, di Anais Ginori

Quando scrisse il suo testamento nel 1895, un anno prima di morire a Sanremo, Alfred Nobel si raccomandò: «Investimenti sicuri e senza rischio». Un secolo dopo, il tesoretto lasciato dal ricco chimico svedese è ancora nelle casseforti della fondazione di Stoccolma. Si tratta di 31 miliardi di corone dell’epoca, l’equivalente di 1,7 miliardi di corone attuali, quasi 194 milioni di euro. In tutti questi decenni, i ricavi finanziari del patrimonio di Nobel sono serviti a finanziare il lavoro di 829 laureati, personalità che si sono “distinte”, secondo il testamento, nella fisica, la chimica, la letteratura, la medicina, l’economia e la promozione della pace. Eppure la crisi bussa anche alla porta dei Nobel. A lanciare l’allarme è Lars Heikensten, ex governatore della banca centrale svedese che dal 2011 è alla guida dell’omonima fondazione. La gloriosa istituzione non è ancora in bancarotta, tutt’altro, però comincia a preoccuparsi di come salvare il suo patrimonio in un’epoca in cui le Borse crollano, i fondi di investimento prendono rischi sconsiderati, i titoli di Stato non sono più una garanzia, la …

“L’Unità e la speranza”, di Claudio Sardo

La crisi sociale semina sfiducia, talvolta disperazione, corrode il senso di appartenenza alla comunità, eppure centinaia di migliaia di donne, di uomini, di giovani continuano a offrire il loro impegno gratuito per aiutare chi ha bisogno. La scuola, la nostra principale risorsa per il futuro, è sfiancata dalle scarse risorse e da una trop- po lunga disattenzione, ma tantissimi insegnanti, in ogni angolo d’Italia, continuano a fare il loro dovere, a lavorare oltre l’orario contrattuale, promuovendo conoscenze e senso civico. L’illegalità e la criminalità occupano spazi inaccettabili del potere, dell’economia, del territorio, ma ci sono persone, associazioni, istituzioni che le combattono con coraggio, forti dei valori che sono alla base della nostra Carta costituzionale. E si potrebbe continuare elencando i conflitti aperti tra le paure diffuse e le speranze incomprimibili, tra le sopraffazioni e la voglia di combatterle: i lavoratori che lottano perché non venga dilapidato il patrimonio produttivo, gli imprenditori che sfidano i conti drammatici della crisi tenendo aperte le loro aziende e innovando, le donne che si battono non solo per difendere la …

“Brunetta, missione compiuta Rai colpita e affondata”, di Curzio Maltese

Missione compiuta, soldato Brunetta. Con l’attacco a freddo sullo stipendio di Fazio, utile anche a non rispondere a una questione seria (Alitalia), Renato Brunetta è riuscito a bloccare i contratti Rai con Maurizio Crozza e Roberto Benigni. Vale a dire, il meglio che la televisione italiana riesce a esprimere fra tanta spazzatura. AMediaset possono festeggiare. In questi giorni si firmano i contratti pubblicitari e l’assenza di due campioni di ascolti come Benigni e Crozza dai palinsesti della concorrenza è una bella notizia per le tv di Berlusconi. Una delle poche. Le reti Mediaset se la passano piuttosto male e continuano a collezionare flop di ascolti, nonostante lo strenuo sforzo di abbassare il livello dell’offerta, ultimo esempio Radio Belva. S’intende che i soldi di Fazio sono tanti e si può, anzi si deve discutere gli ingaggi calcistici della tv pubblica e una strana politica di appalti. Nel nostro piccolo noi lo facciamo dalla fine degli anni Ottanta. Al tempo, per dire, Brunetta era consigliere economico dei governi Craxi, i peggiori dissipatori di denaro pubblico della storia, …

“La scelta della Rai. Teatro e Scienza?”, di Luca Dal Fra

Sarà l’ossessione dell’audience a tarpare le ali a Rai Teatro? Il nascente canale della televisione pubblica dedicato allo spettacolo dal vivo rischia un palinsesto dove la vocazione di rete tematica è ibridata con le oramai trite pulsioni generaliste. Il tutto avviene mentre la Rai attraversa un momento cruciale, alle prese con un ristrutturazione profonda, dove concezioni diverse del ruolo della televisione si fronteggiano. Ecco che allora «l’Unità», dopo aver fatto propria un’idea di Franco Scaglia rilanciandola in estate con una campagna stampa che aveva posto al centro dell’attenzione Rai teatro, ora rilancia proponendo Rai scienza, un altro canale tematico che nel nostro paese ancora non esiste. «Sarebbe di grandissima utilità spiega il professore Giovanni Bignami, uno dei nostri maggiori astrofisici da decenni impegnato nella divulgazione e comunicazione scientifica attraverso la televisione -, per mostrare ogni giorno come la scienza sia parte della cultura». Ma andiamo con ordine: sull’onda della campagna de «l’Unità», il 19 settembre ufficialmente nasce Rai teatro, un canale tematico dedicato allo spettacolo dal vivo. In pri- mis teatro, di parola e musicale …

“L’orfanotrofio del mare”, di Alessandra Ziniti

«Amud, Amud, vieni». Sta seduto per terra a gambe incrociate Amud (ma si chiamerà veramente così?) mentre una dolce signora che potrebbe essere sua nonna gli tende la mano in una cucina pervasa dal buon profumo del pranzo. Ma le nocche della manina di Amud sono strette attorno alla macchinetta rossa che gli hanno regalato appena ha messo piede a terra e i suoi occhi, neri e profondi come non dovrebbero mai essere quelli di un bambino così piccolo, guardano fissi un punto nel vuoto, davanti a lui. Chissà cosa “guarda” Amud o forse chissà quali sconvolgenti immagini “vede” questo bimbo siriano fuggito con la sua famiglia dalle bombe nel suo paese e sopravvissuto all’ultimo terribile naufragio nel Canale di Sicilia. Lo ha salvato quella incredibile catena umana di profughi che l’11 ottobre, tra Malta e Lampedusa, è riuscita a rimanere a galla affidando poi nelle mani dei soccorritori quanti più bimbi possibile. Erano tanti, troppi a bordo di quel barcone prima preso a colpi di mitra dalle motovedette libiche e poi capovoltosi nel tentativo …

“Piccoli bulli crescono in tempi di crisi”, di Carlo Buttaroni

Benvenuti nel mondo dei giovani senza identità, dove le storie di vita s’incrociano, dove innocenza e violenza si mescolano senza soluzione, dove il disagio è negli sguardi anche di chi ha l’aria sfrontata e l’atteggiamento da «bullo». Benvenuti nel mondo dei giovani oltre i limiti, bambini diventati adolescenti sulle note del Grandefratello, con i sogni presi in prestito da una pubblicità che trasforma la vita in un videogame e i sentimenti condensati sul display di un cellulare. Giovani cresciuti sotto il segno della globalizzazione, della comunicazione mobile, di internet e delle classi multietniche. Lo abbiamo immaginato come un mondo di speranze, lo abbiamo scoperto carico di incognite. Benvenuti nel mondo dove vittime e carnefici si nutrono dello stesso disagio, condividono le stesse paure e le stesse insicurezze. E insieme percorrono il miglio verde che separa la vita dalla sua dissolvenza. L’ultimo tratto di strada di una generazione sulla quale nessuno ha investito nulla. Non i politici, alla ricerca di consensi e voti; non i media, perché ci sono copie da vendere e obiettivi di audience …

“L’Ospedale, che bellezza!”, di Luca Molinari

Appartengo a una generazione che è stata pericolosamente educata all’happy end. Mi si dirà che non sono i tempi giusti per un atteggiamento di questo tipo, ma oggi credo sia significativo guardare a questa bella storia d’architettura da questo punto di vista. Poche settimane fa l’Aga Khan Award for Architecture, una sorta di corrispettivo del Pritzker Price per il mondo islamico, ma con una cadenza triennale e una forte prospettiva sociale concentrata sull’opera piuttosto che sull’architetto, ha indicato le cinque opere meritevoli del prestigioso premio. Tra queste c’è il Centro di Cardiochirurgia Salam di Emergency a Khartoum disegnato dallo studio veneziano Tamassociati. Questa è l’ultima di una lunga serie di belle notizie che hanno accompagnato l’opera e che comincia con l’inaugurazione nel 2007 del l’incredibile, piccolo, edificio sorto al l’estrema periferia della capitale sudanese tra il deserto e il Nilo Bianco, e diventato il più importante centro di cardiochirurgia di tutta l’Africa Equatoriale, con un bacino d’utenza di almeno 300 milioni di abitanti. In questi anni l’ospedale ha accolto e curato, gratuitamente, pazienti da 23 …