Tutti gli articoli relativi a: economia

"La spallata dei giovani nel voto dell’Europa", di Tito Boeri

Il boom c´è stato, eccome. Il super-Sunday elettorale europeo è stato un utile termometro del disagio soprattutto giovanile, presente in tutti i paesi del contagio e ben oltre nella zona Euro. Pericoloso ignorare il messaggio o anche solo sminuirne l´importanza. Gli elettori greci, italiani e tedeschi, dopo quelli francesi del primo turno delle presidenziali di due settimane fa, hanno premiato i partiti che si sono opposti con maggiore vigore alla “barbarie dell´austerity”. E se il consolidamento fiscale è inevitabile, lo è altrettanto, se non di più, l´esercizio della democrazia. Il dilemma è come conciliare il rientro del debito con l´esame delle urne, cui per fortuna chi ci governa deve prestarsi. Come sempre, qualche risposta può venire cercando di interpretare questo voto. Tre sue caratteristiche ci paiono particolarmente importanti. La prima è che la sconfitta dei partiti di governo questa volta è stata decretata dai giovani. Sono stati protagonisti nel voto come nel non voto. I dati Ipsos ci dicono che al primo turno delle presidenziali francesi, Sarkozy ha ottenuto solo il 18 per cento dei …

"Il dramma dei suicidi oltre le cifre" di Mario Calabresi

La nostra paura del futuro aumenta ogni giorno, c’è una continua perdita di fiducia e di speranza e l’attenzione degli italiani è calamitata dalle notizie di chi si toglie la vita, le più lette in assoluto nelle ultime settimane. Un lettore di Modena, rappresentativo delle centinaia di e-mail che arrivano qui al giornale da settimane, mi scrive angosciato che «suicidi per motivi economici, fallimenti di impresa e debiti anche fiscali, stanno aumentando di giorno in giorno in maniera preoccupante». Il presidente del Consiglio e il primo partito della sua maggioranza duellano sulle responsabilità della crisi e sulle sue conseguenze, evitando solo di pronunciare la parola suicidio, di gettarsi addosso l’accusa più grave e infamante. Ma stiamo discutendo di un fenomeno davvero nuovo, che non conoscevamo prima, esploso soltanto negli ultimi tre mesi, o di qualcosa che per anni non abbiamo visto e abbiamo sottovalutato? I numeri sembrano dare ragione alla seconda ipotesi e ci dicono quanto la nostra percezione dei fatti possa cambiare influenzata dalle nostre ansie e dall’enfasi con cui le notizie vengono date …

"Ecco come Tremonti ci è costato un punto di Pil", di Bianca Di Giovanni

Scarsa trasparenza dei costi «effettivamente e globalmente sostenuti e dei risultati realmente conseguiti». Così si esprime la Corte dei Conti in un’audizione sulle cartolarizzazioni di immobili varate dal governo Berlusconi all’inizio degli anni 2000. Sui risultati realmente conseguiti si è fatta piena luce subito dopo il ritorno al governo del duo Berlusconi-Tremonti nel 2008. A qualche mese dal ritorno in via Venti Settembre del ministro «creativo» la Ragioneria ha contabilizzato una perdita di un miliardo e 700 milioni che metteva la parola fine all’avventura sciagurata delle Scip, le società veicolo di quelle che furono annunciate come le più grandi operazioni di cartolarizzazioni mai viste in Europa. Un «buco» miliardario, rimasto per lo più nascosto nelle carte impolverate dei contabili, mentre le cronache cominciavano a parlare di rigore e sacrifici. Alla fine della fiera di sofisticate operazioni finanziarie, ha pagato Pantalone. Forse oggi, in tempi di spending review, varrebbe la pena inserire nella lista degli sprechi anche quei «buchi» nascosti lasciati in eredità dal centrodestra. Con gli stessi toni altisonanti che annunciavano la vendita «virtuale» degli …

"Intervista a Bersani: «Ha unito sinistra e centro Un modello anche per l'Italia»", di Monica Guerzoni

Bersani: foto di Vasto o Casini? Con Hollande sia Mélenchon sia Bayrou ROMA — «È una grande soddisfazione, una bella notizia per l’Europa». Per scaramanzia non ha voluto parlare fino all’apertura delle urne, ma alle otto di sera Pier Luigi Bersani è «ovviamente» contento. Il socialista Hollande ha detronizzato Sarkozy e lanciato la «campagna elettorale europea» dei progressisti, che nel 2013 potrebbe portarlo a Palazzo Chigi. Spera in un’onda lunga per la sinistra, segretario? «È una vittoria che attendevo. Penso possa essere un passo determinante per invertire un ciclo decennale di governo delle destre e per trattenere quelle tendenze populiste regressive che, in una crisi così acuta, insorgono in Europa. Ora si può imboccare una strada di cambiamento». Lei ci ha creduto da subito, è salito sul palco con lui, ha firmato a Parigi il manifesto dell’Europa progressista. Quanto le somiglia, Hollande? «Non lo so… Si dice che sia arrivato il momento della normalità, della sobrietà e se è così dico alla buon’ora. Non è solo una questione di rapporto personale tra me e Hollande, …

«Fassina: ora una svolta Il governo deve rinviare il sì al “Fiscal compact. E rallentare il processo-riduzione del deficit», di Fabio Martini

Il primo, tangibile rimbalzo in Italia della vittoria socialista in Francia si può misurare attraverso le parole di Stefano Fassina, responsabile economico del Pd, che non si limita a compiacersi per la vittoria di Hollande, ma si spinge oltre: «A questo punto credo che il governo italiano debba sintonizzarsi sulla novità francese, disponendosi, da una parte a rinviare l’approvazione in Parlamento del Fiscal compact, dall’altra rallentando il processo verso la riduzione del deficit». Parole impegnative ma meditate quelle di un raggiante Stefano Fassina, coriaceo assertore di una linea di sinistra dentro il Pd, ma anche parole destinate ad aprire qualcosa più di un dibattito accademico. Era da 23 anni che un socialista non conquistava l’Eliseo: che segno è? «E’ il segno che si riapre una prospettiva progressista in tutta l’area Euro e cambia l’agenda in Europa. Anche alla luce dei risultati in Grecia». Della piattaforma di sinistra con la quale Hollande è riuscito a vincere, c’è qualcosa che può essere importato in Italia? «Una piattaforma di buonsenso più che di sinistra. Esce battuta la linea …

"Imu, governo pronto a trattare con i Comuni e il Pd vuole portare la detrazione a 300 euro", di Valentina Conte

Una patrimoniale mascherata. Un balzello di Stato, travestito da imposta comunale. Gli attacchi dei sindaci, allarmati per il forte disagio sociale che il ritorno dell´Imu sta provocando tra i cittadini, alla fine colgono nel segno. Il governo si dice pronto a ridiscutere il meccanismo dell´imposta con i Comuni. Il governo è pronto a cambiare l´Imu. Prima che la rabbia dei sindaci si trasformi in sciopero fiscale o, peggio, in ulteriori rincari per recuperare risorse altrove, l´esecutivo si prepara a riconsegnare l´imposta nelle mani dei Comuni. Non da subito, però. Occorrerà attendere il 18 giugno, temuta scadenza dell´acconto, per verificare se l´obiettivo di gettito previsto per quest´anno – 21,4 miliardi – sia o meno realistico. Dopodiché si aprirà un confronto tra governo ed enti locali per restituire al territorio l´imposta. A partire, però, dal 2013. LO SCONTRO POLITICO La tensione politica, intanto, non si placa. Maroni cavalca l´ipotesi di azzerare l´Imu nei Comuni a guida leghista e minaccia Monti. «Stia attento ad accusare Lega e sindaci di coprire gli evasori», ha tuonato ieri da Marcon, nel …

"Il fisco e il disonore", di Michele Serra

Guai a chi soffia sul fuoco. Ma qualcosa di sbagliato, e forse di guasto, tra i cittadini e il Fisco, deve pure esserci, se negli ultimi mesi Equitalia è diventata un nemico da colpire o addirittura una trincea dove immolarsi. Perché non c´è nesso politico né etico tra i gesti di terrorismo vigliacco (i pacchi bomba), il suicidio “esemplare” davanti all´esattoria di Bologna e la pazzesca irruzione di ieri a Romano di Lombardia, in punta di fucile. Sono atti diversi compiuti con intenzioni diverse da persone diversissime. Ma c´è un fin troppo evidente nesso simbolico, con l´agenzia di riscossione che campeggia sullo sfondo di troppe speculazioni elettorali, ma anche di troppe rovine personali. Mai dimenticare che molti dei recenti suicidi di “imprenditori” (generica parola che comprende anche moltitudini di lavoratori in proprio) hanno la disperata qualità del disonore che il debitore sente gravare su di sé. Non riuscire più a pagare gli operai, non riuscire più a pagare le tasse è forse un vanto per i furbi e per i leggeri, ma è un peso …