Tutti gli articoli relativi a: economia

"Wall Street, la mano visibile che avvelena", di Francesco Guerrera

Il platano di fronte al numero 68 di Wall Street non c’è più. Ma lo spirito dei 24 pionieri che nel 1792 si riunirono sotto quell’albero e fondarono il primo mercato azionario di New York si respira ancora nelle anguste viuzze del Sud di Manhattan. Basta fermarsi un momento ad un angolo di Wall Street ed alzare gli occhi dal Blackberry per osservare dal vivo la psiche dei mercati e del capitalismo americano. Il flusso umano è rapido ed ininterrotto, quasi fosse diretto da un burattinaio con mille mani. La gente cammina con passo alacre, spinta dal desiderio di fare soldi e dalla paura di fallire – lo yin and yang della vita newyorchese. E gli edifici torreggiano sulle strade, totem solenni pronti ad accogliere le migliaia di persone che hanno deciso di spendere gran parte della vita comprando e vendendo azioni. «Il mercato è re, siamo noi sudditi che a volte sbagliamo», mi disse tanti anni fa un vecchio operatore di Borsa per spiegarmi in due parole l’essenza della finanza. Negli ultimi anni, però, …

"Il rigore nei conti non guarisce ogni male", di Stefano Lepri

La dose di austerità è sufficiente; la ricetta per tornare alla crescita va cercata con pazienza e fantasia, ma nessuno l’ha in tasca già pronta. Arrivano al momento giusto, le parole del Fondo monetario, per sprovincializzare il dibattito italiano in vista del Consiglio dei ministri di oggi. Se c’è un allarme, riguarda il rischio di una nuova crisi dell’euro: dovrebbero ascoltarlo soprattutto in Germania. Non solo in Italia, ma in tutti i Paesi avanzati del mondo, si prospetta una lunga fase di crescita economica lenta, frenata dal fardello dei troppi debiti. Qualche Paese quei debiti li ha contratti nell’euforia finanziaria di prima del 2007, qualcuno durante la crisi per lenirne le conseguenze, qualcuno, come noi, se li trascinava dietro da ancora prima. Non è facile per nessuno ripagare il debito e nello stesso tempo trovare i soldi per investire sul futuro. In più, l’area dell’euro mostrandosi fragile ora danneggia i Paesi deboli al suo interno, dopo averli aiutati fin troppo negli anni buoni. Sotto la pressione dei mercati, anche l’Italia e la Spagna, accortesi in …

"L’unico modello è sul Reno", di Franco Mosconi

Si rifletta un momento su questo semplice elenco di paesi: Nuova Zelanda, Australia, Italia, Regno Unito, Portogallo, Israele, Stati Uniti, Turchia, Messico e Cile. Sono i dieci paesi con la peggiore diseguaglianza nella distribuzione del reddito, ordinati dal decimo al primo. I dati sono stati elaborati direttamente dall’Ocse e hanno tutti i crismi dell’ufficialità. Ci sono i paesi che siamo soliti ricondurre sotto l’etichetta di “capitalismo anglosassone”; ci sono alcuni paesi emergenti e in via di sviluppo. C’è il Portogallo e c’è la nostra Italia, sì il Belpaese (un tempo, forse). Basta questo semplice fatto per spazzare via la narrazione da paese dei balocchi che sull’economia e la società italiana ci è stata propinata per anni e anni. In quell’elenco non c’è la Germania, non c’è la Francia; più in generale non ci sono i paesi del “capitalismo renano” né i paesi scandinavi. Beninteso, nell’ultimo decennio – è l’Ocse stesso ad annotarlo – anche questi paesi, caratterizzati storicamente da bassi livelli di diseguaglianza, hanno sperimentato incrementi significativi: ma nessuno di loro è in quella non …

Governo: stop a "beauty contest". Frequenze tv andranno all'asta

Il governo sta per presentare un emendamento al dl fiscale in commissione Finanze della Camera, per annullare il cosiddetto beauty contest sulle frequenze tv che, così com’è, favorirebbe Rai e Mediaset. Lo ha annunciato il presidente della commissione e relatore al provvedimento Gianfranco Conte. Il quale ha aggiunto che verrà fissato un termine per presentare i subemendamenti, che saranno votati domattina, come il testo del governo. Resta da verificare se l’emendamento è ammissibile. Stando all’emendamento approvato dal consiglio dei ministri, le frequenze tv saranno assegnate tramite un’asta pubblica – entro 120 giorni – ma non a prezzi stracciati. Il 20 aprile scadono i 90 giorni di sospensione della procedura di beauty contest fissati dal ministero dello Sviluppo Economico. Entro questa data il governo deve stabilire una soluzione alternativa. Per Vincenzo Vita, componente Pd in Commissione Vigilanza Rai, «la scelta del governo di presentare un emendamento al dl fiscale per annullare il beauty contest è un segnale positivo. E’ il risultato di una lunga discussione. Sarà da verificare ovviamente il testo, ma certamente siamo a una …

«L’Europa si muova. Il rigore è necessario ma non è la soluzione», intervista a Lucrezia Reichlin di Bianca Di Giovanni

«I cittadini Ue non vogliono condividere il rischio, nessun partito se la sente di sfidare questo sentimento. Così, addio euro». Dall’Europa continuano a giungere segnali inquietanti. L’ultimo allarme della Bce ha riguardato il lavoro. Quanto ai mercati, le tensioni restano alte. Cosa si è sbagliato? Ne parliamo con Lucrezia Reichlin, docente di economia alla London Business School. L’Europa non esce dal tunnel della crisi. Quali errori sono stati fatti? «L’Europa ha difficoltà ad uscire dalla crisi per errori passati e recenti. Per il passato si è sottovalutato l’effetto sulla stabilità della zona euro della combinazione di tre fattori: integrazione finanziaria, un sistema bancario mal regolato e una mancanza di coordinamento tra le politiche macroeconomiche dei paesi dell’Unione. La crisi internazionale è arrivata dall’esterno ma ha reso palese la fragilità di un sistema in cui le banche del nord favorivano flussi di capitale verso il sud che andavano ad alimentare bolle speculative. La crisi ha inoltre dimostrato che le istituzioni europee non avevano gli strumenti per fronteggiare lo stress finanziario date le restrizioni sul mandato della …

"L'araba fenice e le misure per la crescita", di Giuliano Amato

Ha ragione il Capo dello Stato quando osserva che il continuo richiamo alla crescita, fatto troppo spesso con la sola enunciazione della parola, la trasforma in una sorta di araba fenice, che nessuno sa come sia e che il governo avrebbe però il torto di non catturare. Sia chiaro, il problema della crescita esiste e su questo giornale siamo stati in diversi a sollevarlo più volte. Ma quando se ne parla, è bene essere consapevoli di chi e di che cosa può fare al riguardo, giacché ci sono dei limiti oggettivi a ciò che può essere fatto dal nostro governo (come dal governo di ogni altro Stato dell’eurozona), mentre c’è molto, anzi moltissimo che può e deve essere fatto a livello europeo. Tocca di sicuro ai governi nazionali cimentarsi con le cosiddette riforme di struttura – le pensioni, le liberalizzazioni, il mercato del lavoro- e il nostro lo ha fatto da subito. Ma le riforme di strutture producono i loro effetti a una qualche distanza di tempo e ad un’economia in affanno non possono dare …

"Famiglie povere senza difesa perso il 12% del potere d'acquisto", di Filippo Santelli

Per loro il costo più alto della crisi. L’identikit della classe più svantaggiata: donne pensionate residenti al Sud. Di mille euro da usare per spese e bollette, 120 sono andati letteralmente in fumo. C’è un gruppo di famiglie italiane che dalla crisi non è mai uscito. Neanche nel 2010, anno in cui l’economia del Paese era tornata a crescere. Sono quelle più povere, costrette ad arrangiarsi con meno di mille euro al mese. Per lo più pensionati, molte donne, in gran parte residenti al Sud o nelle Isole. Il loro reddito disponibile, negli ultimi anni, non ha fatto che diminuire. Lo rivela un’analisi di tre ricercatori, Monica Montella, Franco Mostacci e Paolo Roberti, basata sui dati della Banca d’Italia e pubblicata sul sito lavoce.info. Nel biennio 2009-2010 il reddito delle famiglie italiane, al netto dell’inflazione, è di poco aumentato. Ma mentre per la classe media il recupero di potere d’acquisto è stato sensibile, il decimo più povero delle famiglie italiane lo ha visto scendere del 4,5%. Una caduta che sommata a quella del biennio precedente, …