Tutti gli articoli relativi a: economia

"Le sfide del sindacato unito", di Guglielmo Epifani

Partendo dalla manifestazione unitaria dei sindacati in difesa di quei lavoratori costretti dalle scelte del governo a non avere né pensione né lavoro, Franco Marini rilancia con forza il bisogno di un sindacato che ritrovi la sua unità e di un Paese che torni a investire sulla concertazione, intesa come metodo e come valore. Queste parole vanno ascoltate e per quanto non facile, per il peso delle divisioni che vi sono state durante il governo Berlusconi e che tuttora permangono su molti aspetti delle scelte confederali, va riaperto il dibattito sul tema dell’unita. Lo richiede anzitutto la durata e la qualità della crisi che attraversiamo, che è insieme finanziaria, monetaria, economica e sociale; e il rischio che corrono la nostra democrazia e la costruzione europea. Nessuno sa, a distanza di quattro anni, come uscire dalla situazione in cui siamo, e dalle trappole che la caratterizzano. Avremmo bisogno di tregua da parte dei mercati e questa non ci viene data; avremmo bisogno di politiche per lo sviluppo per contrastare disoccupazione e crescita del debito, e questo …

"Produzione industriale a febbraio rosso del 6,8%", di Tonia Mastrobuoni

A febbraio la produzione industriale è crollata del 6,8 per cento rispetto a un anno fa. È il sesto calo consecutivo su base tendenziale (anno su anno) ed è il dato più negativo da novembre del 2009. Ma anche rispetto al mese precedente uno dei principali termometri dell’economia italiana ha subito una flessione dello 0,7 per cento, fa sapere l’Istat. Tra dicembre e febbraio il calo è stato dunque dell’1 per cento mentre a gennaio e febbraio la produzione industriale ha totalizzato una contrazione del 5,7 per cento rispetto agli sessi mesi del 2011. Il ministro dello Sviluppo Corrado Passera ha commentato il dato sottolineando che «dobbiamo rimettere in moto la crescita e battere le previsioni. È necessario fare in modo che l’Italia esca dalla recessione prima di ciò che indicano enti di ricerca e istituzioni». Per il ministro va affrontato con particolare impegno «un disagio sociale di grandissima serietà. E non parliamo solo dei disoccupati ma anche degli inoccupati, dei cassintegrati e dei sotto-occupati». Confindustria ha reagito al dato Istat con le consuete previsioni …

"Il piano Pd per uscire dalla crisi: produttività e innovazione" di Laura Matteucci

Si parte da un’analisi critica delle difficoltà dell’eurozona, che vengono rilette in una chiave differente rispetto a quella corrente. Questo per evitare risposte sbagliate, o comunque inadeguate. Poi si arriva all’Italia e alla annosa debolezza della sua crescita. Con alcune proposte e, anche in questo caso, contrastando l’interpretazione della produttività come fosse una questione delegata al lavoratore e al costo del lavoro, tra deflazioni salariali e ulteriori flessibilità. Il punto, invece, sono gli investimenti e le condizioni di contesto che possono permettere alle aziende di crescere. Con alcuni obiettivi prioritari: l’innalzamento del tasso di occupazione femminile, fino a raggiungere nel 2020 il 60% (3 milioni di donne occupate in più rispetto ad oggi, obiettivo correlato all’aumento di occupazione nel Mezzogiorno), e l’innalzamento della specializzazione produttiva. Il Pd l’ha presentato ieri alle altre forze di maggioranza: un insieme di proposte di politica economica, per l’Europa e per l’Italia, l’impianto della strategia di sviluppo messa a punto dal dipartimento Economia e lavoro. Da leggersi a complemento delle proposte per la riforma fiscale e delle politiche sociali. È …

"Qualche euro in più in busta paga", di Rinaldo Gianola

Con la Borsa in ribasso del 5% in un solo giorno e lo spread tra Btp e Bund tedeschi che risale fino alla soglia d’allarme di 400 punti la domanda che emerge è se abbiamo sbagliato tutto, se dobbiamo attenderci un’altra correzione dei conti pubblici, se la baraonda della crisi non finisce mai. Naturalmente prendiamo per buone le assicurazioni del presidente Mario Monti che esclude qualsiasi manovra aggiuntiva nel corso dell’anno, ma non possiamo negare, tuttavia, che la situazione resterà ancora al limite dell’emergenza nei prossimi mesi come indicano previsioni e analisi di autorevoli fonti italiane e internazionali. La sensazione più chiara, lampante, che deriva dalla mole finanziaria e dall’impatto sociale delle manovre, decise dall’agosto scorso ad oggi prima da Tremonti-Berlusconi e poi dall’esecutivo dei tecnici, è che il malato è debole, troppo debole e rischia di non farcela. Famiglie e imprese, che pur non si sono tirate indietro quando sono state chiamate a sopportare pesanti sacrifici, hanno bisogno di una mano, di un alleggerimento della pressione fiscale, di liberare un po’ di risorse da …

"Quando il cittadino diventa un clandestino", di Barbara Spinelli

Risale a più di dieci anni fa un articolo di Paul Krugman – uno dei più profetici – sul collasso della compagnia energetica Enron. La Grande Crisi che traversiamo fu preceduta da quel primo cupo segnale, e in esso l´economista vide, sul New York Times del 29 gennaio 2002, la forma delle cose future. Quella storia di finta gloria mischiata a frode era ben più decisiva dell´assalto al Trade Center, che l´11 settembre 2001 aveva seminato morte e offeso la potenza Usa. «UN GRANDE EVENTO – era scritto – cambia ogni cosa solo se cambia il modo in cui vedi te stesso. L´attacco terrorista non poteva farlo, perché di esso fummo vittime più che perpetratori. L´11 settembre ci insegnò molto sul wahabismo, ma non molto sull´americanismo». La vicenda Enron mise fine all´età di innocenza del capitalismo, svelando le sregolatezze e il lassismo in cui era precipitato. I sacerdoti di quell´età erano prigionieri di dogmi, e nessuna domanda dura scalfiva la convinzione che questo fosse il migliore dei mondi possibili. Fu come il terremoto di Lisbona, …

"Il vero allarme è sulla crescita", di Massimo Riva

Una riapertura pessima dei mercati dopo la parentesi pasquale con le Borse in calo in tutta Europa e un record negativo di Milano a meno cinque per cento, mentre il fatidico “spread” è risalito di colpo oltre quota quattrocento. Ma stavolta sarebbe davvero un serio errore di prospettiva leggere questi scivoloni come l´ennesimo avvertimento a rincarare la dose dei tagli alla finanza pubblica. Il mini-tsunami finanziario di ieri per unanime e planetaria convinzione nasce tutto da fattori connessi all´economia reale. È da questo terreno, infatti, che stanno arrivando segnali particolarmente allarmanti che investono le due principali potenze mondiali. Negli Usa si sta aprendo la stagione dei primi rendiconti trimestrali delle aziende e le previsioni sono nettamente di profitti in calo. Da Pechino poi giunge la conferma che il temuto rallentamento della grande locomotiva cinese è ormai un dato di fatto reso esplicito dalla frenata delle importazioni. Se fino a ieri dinanzi alle brusche altalene sui mercati era possibile almeno in parte consolarsi con la tesi dell´irrazionalità dei movimenti speculativi, ora la questione sta cambiando pericolosamente …

"Crolla il reddito, famiglie sempre più povere", di Luisa Grion

Per Via Nazionale, la casa paterna ha funzionato da vero ammortizzatore sociale. Ha mantenuto figli ormai grandi, ha dato fondo ai risparmi pur di rendere meno duro l´impatto con la crisi, ha assicurato un sostegno al reddito a chi non ne aveva alcuno. La crisi economica l´ha colpita, ma non piegata. Anzi se c´è una istituzione che ne è uscita rafforzata, questa è la famiglia. Nulla è più inossidabile dell´aiuto di mamma e papà, che stanno dalla tua parte anche quando lo Stato non c´è e il lavoro ti ha tradito. Questo dicono i dati che Anna Maria Tarantola, vice direttore generale della Banca d´Italia, ha presentato ieri intervenendo ad in convegno dal titolo che suona come una sentenza: «La famiglia, un pilastro per l´economia del Paese». “BAMBOCCIONI” PER FORZA E´ così: lo è sempre stato, ma ora perfino di più. I “tuoi” sono l´ammortizzatore sociale più importante del Paese, quello che arriva dove gli altri – cassa integrazione, mobilità, disoccupazione – si fermano. E´ il caso di molti precari, ma non solo. Nel «tarda …