Tutti gli articoli relativi a: economia

Mezze parole, mezze decisioni, passi a metà, non servono più

“Il PD si sta impegnando perché ci sia una piattaforma comune dei progressisti europei, così che nella crisi già si veda finalmente un’Europa come comunità e non solo come tavolo di nazioni”. Dichiarazione di voto di Pier Luigi Bersani alla Camera dopo il discorso del premier Monti sulla politica europea dell’Italia Signor Presidente, come si sa noi sosteniamo lealmente e con le nostre idee il Governo Monti, che per noi è un Governo di emergenza e di impegno nazionale. Fuori sacco dirò che al Governo di emergenza formuliamo l’auspicio che voglia presidiare visibilmente emergenze sociali che si mostrano nel Paese; un Paese che deve essere guardato in faccia certamente nell’esigenza di riforma, ma anche nelle difficoltà più immediate ed acute che sta vivendo. Al Governo di impegno nazionale – arrivo al tema di oggi – chiediamo, fra le altre cose, di rimettere in carreggiata il nostro ruolo europeo e di ridarci il nostro profilo europeo, che non è quello di parlare di Europa come se si bussasse alla porta di casa altrui per vedere se …

"Fornero frena «Mai detto di togliere la Cigs»", di Massimo Franchi

Giornata difficile per la ministra dopo le polemiche. Anche nel governo c’è freddezza Il nuovo testo da presentare ai sindacati sarà pronto soltanto la prossima settimana. Precisazioni e amarezza. Il day after del primo tavolo con le parti sociali per il ministro Elsa Fornero non è facile. C’è da rassicurare sulla cassa integrazione straordinaria gli oltre 300mila lavoratori che ne stanno usufruendo. «Sono assolutamente ipotesi premature,non siamo entrati nella individuazione di soluzioni, il che sarebbe stato arrogante da parte del governo», precisa di buon mattino il ministro. «È stato detto che Fornero vuole eliminare la Cassa straordinaria. Non è scritto nel documento e non lo so, vedremo, ne parleremo con i sindacati», precisa ulteriormente nel pomeriggio. Poi l’amara constatazione: «Il 2012 sarà un anno molto difficile, non potremo fare grandi innovazioni». La professoressa non è abituata ad essere nell’occhio del ciclone. Le era già capitato dopo le lacrime nel pronunciare la parola «sacrifici» per la sua riforma delle pensioni. Questa volta è diverso. Questa volta in discussione non è una sua reazione emotiva. Questa volta …

"Investiamo su donne e giovani", di Alessio Postiglione

L’austerità da sola non basta. Anzi, può affossare l’Italia e l’Europa. Lo sa bene Mario Monti che, non a caso, subito dopo il piano tagli, ha puntato sulle liberalizzazioni. Aprire i mercati, infatti, equivale a spalancare le finestre e far spirare la brezza fresca della concorrenza, il cui obiettivo è rimettere in moto l’economia e favorire la crescita. Ma ritenere le liberalizzazioni l’unica soluzione sarebbe un fatale errore. Negli ultimi quindici anni, d’altronde, abbiamo registrato un tasso medio di crescita economica annua pari ad un mediocre 0,75 per cento; molto di meno dell’interesse sul debito che paghiamo. Non usciremo dai marosi della crisi, dunque, solo con i tagli finalizzati ad abbattere un debito pubblico pari al 118 per cento del Pil. Preoccupa, anche, la nostra probabile incapacità a ripagare gli interessi sul debito, che il governo salda con un imponente ricorso alle tasse. Gli italiani, d’altronde, sono gravati da pochi debiti privati e hanno sottoscritto pochi mutui. Lo stato è indebitato, gli italiani no. In questo modo, la debolezza della finanza pubblica è controbilanciata da …

"Classi sociali, i ricchi sempre più su ora guadagnano 10 volte più dei poveri", di Luisa Grion

IL DOSSIER. Le misure del governo. I dati diffusi dall´Istat collocano l´iniquità economica italiana al di sopra della media dei Paesi dell´Ocse Il reddito del 10% di popolazione più benestante è di 49.300 euro, mentre al 10% più povero ne vanno 4.877 Ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri. In Italia l´ascensore sociale si è rotto, le categorie di reddito sono sempre più chiuse e il divario fra classi – invece di diminuire – aumenta. La tendenza accomuna quasi tutte le economie sviluppate, ma da noi la distanza è superiore rispetto alla media dei Paesi Ocse. Uomini e donne non salgono più i gradini della scala sociale e restano aggrappati alla ringhiera anche al momento delle nozze: il matrimonio tende a «polarizzare» i redditi. Il medico sposa quasi sempre il medico, l´avvocato dice «sì» solo all´avvocatessa, l´operaio all´operaia. Ricchi con ricchi, poveri con poveri: una dura legge che nemmeno la favola bella di Cenerentola riesce a contrastare. Oggi i principi azzurri e le ricche ereditiere non rappresentano più la soluzione del problema: ce …

Le "lenzuolate" e la memoria corta della stampa

Il dossier de L’Unità dedicato alle “dimenticate” liberalizzazioni di Prodi e Bersani, articoli di Bianca De Giovanni, Pietro Spataro e Marcella Ciarnelli. “Dalle lenzuolate di Prodi e Bersani maggiori risparmi ai consumatori”, di Bianca De Giovanni – L’Unità Non sappiamo se si tratti di innocenti amnesie, o di una studiata «damnatio memoriae». Sta di fatto che da quando il decreto liberalizzazioni è stato varato venerdì scorso, sui mass media si ripete lo stesso ritornello: finalmente l’Italia ha fatto cose mai viste prima. Qualche ministro (sottaciamo il nome) si attribuisce anche altisonanti primati: queste misure aspettavano da 20 anni. Tutto bene, per carità. Meglio agire che restare fermi come Berlusconi. Male però che si racconti una storia «addomesticata». Dalle cosiddette lenzuolate del governo Prodi non è passato molto tempo: difficile che tutti le abbiano dimenticate. E altrettanto poco credibili appaiono questi inni, dopo un triennio di silenzio assordante su tutti i tentativi, spesso riusciti, di ammorbidire quelle norme. Vale la pena abbozzare un confronto sull’impatto delle misure di allora, rispetto a quelle che ora affronteranno l’esame …

"Fornero, riforma in 5 punti che rimangono sulla carta", di Mariantonietta Colimberti

No delle parti sociali che potrebbero decidere di incontrarsi senza governo immagine documento Al momento la notizia è che non c’è notizia e che questo non deve essere considerato un fatto negativo. Sfrondata dai distinguo e dalle differenti modalità di espressione, la valutazione comune dei protagonisti dell’incontro – oltre quattro ore – di ieri a palazzo Chigi tra governo e parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro è stata che il confronto si è aperto e che tutti si sforzeranno di avere un atteggiamento costruttivo. Niente di più, anzi, qualcosa di meno. Nel senso che il documento in cinque punti che Elsa Fornero ha letto agli ospiti della sala Verde di palazzo Chigi non è stato consegnato alla fine della riunione. Non è, dunque, la proposta ufficiale del governo. O meglio, per ora si tratta di punti di riflessione che la ministro del lavoro approfondirà, pur invitando le parti ad un confronto tematico-informatico. I sindacati, però, non hanno gradito e qualcuno – nella Cisl per esempio – sta pensando alla possibilità di promuovere un …

“I padroncini della mobilità” di Ilvo Diamanti

È inquietante, ma anche significativa, la condizione di questo Paese, in questo momento. Paralizzato, letteralmente. Città e autostrade, inagibili. Bloccate dalla protesta dei tassisti e dei camionisti. È significativa del paradosso in cui viviamo. Noi, cittadini globali di un mondo globalizzato, dove le distanze spazio temporali sono vanificate, perché avvengono per via “immateriale”. Attraverso la Rete, la comunicazione internautica, satellitare, digitale. Mentre il movimento delle persone – da casa al lavoro, scuola, alla palestra, al cinema (e viceversa) – avviene su strade, autostrade, rotaie: vie assolutamente “materiali”. Che è facile bloccare, interrompere, ostruire. Con conseguenze devastanti in un Paese, l´Italia, divenuto ormai una grande unica conurbazione. Una grande azienda diffusa, sparsa in larghe aree del Centro e del Nord. Ma anche nel Sud. Un Paese difficile da attraversare, perché occupato, per larghi tratti, da catene montuose. E perché le politiche, almeno fino agli anni Settanta, hanno badato agli interessi dell´industria dell´auto e del trasporto privato assai più che a quelli pubblici. Per questo oggi è divenuta strategica la questione della “mobilità” (come ha osservato, già …