Tutti gli articoli relativi a: economia

Piano liberalizzazioni, Fassina: bene che il governo vada avanti

Proponiamo grande attenzione su tre punti: lavoro, energia e distribuzione benzina. Punti su cui il Pd presenterà emendamenti in Parlamento se il decreto non dovesse contenerli. Le liberalizzazioni sono in cima alle priorità del Pd: è un ambito su cui lavora da sempre, un tema su cui ha provato a lasciare un segno con il governo Prodi. Da qui la considerazione più che positiva sulla volontà di Mario Monti e Corrado Passera ad andare avanti. A dirlo è Stefano Fassina, responsabile economia e lavoro Pd, che premette subito: «Aver messo le liberalizzazioni in agenda è un fatto rilevante». Ma da un primo esame dei testi – peraltro provvisori – è necessaria una riflessione che lo stesso Fassina sintetizza in tre punti: – No alla possibilità di non applicare i contratti nazionali di lavoro nei settori liberalizzati – Rivedere i compiti dell`Autorità dell`energia perché così com`è «non funziona» e rischia di bloccare l`operatività sul settore – Per la benzina un grande acquirente che faccia arrivare carburante dei diversi marchi anche ai piccoli gestori Il primo è …

"Dall´operaio alla commessa i due milioni di lavoratori con le dimissioni in bianco", di Maria Novella De Luca

Colpite soprattutto le donne-mamme. “Ricatto intollerabile”. Le regole distorte Accade nei cantieri, nei negozi, nei centri commerciali, nelle botteghe artigiane, nelle imprese. Tra le ricamatrici di abiti da sposa di Barletta come tra gli operai metalmeccanici di Terni. Nelle aziende in crisi ma anche in quelle sane. Dove ci sono 10 dipendenti, ma anche 50. Al Sud e al Nord. Si chiamano “dimissioni in bianco”. Che cosa si può fare oggi concretamente per difendersi da questo sopruso? Cos´è questa prassi illegale e come si fa ad attuare una distorsione delle regole tanto evidente? Sono una delle piaghe più sommerse e invisibili del mercato del lavoro in Italia, la clausola nascosta del 15% dei contratti a tempo indeterminato, un ricatto che colpisce due milioni di dipendenti, in gran parte donne. Ricorda Fabrizio B., meccanico specializzato di 34 anni, oggi a contratto in una grande acciaieria umbra: «Con un´unica penna ho firmato la mia assunzione e le mie dimissioni, la speranza e la condanna, sapevo che era un ricatto, sapevo che era illegale, ma avevo due figlie …

"Due milioni di ragazzi rassegnati. Disoccupati, ma non cercano lavoro", di Francesco Semprini

48.5 per cento. Quasi un disoccupato su due, a un anno dalla perdita del lavoro non ne ha ancora trovato un altro Giovani, senza lavoro e con una scarsa attitudine agli studi. È la fotografia scattata dall’Istat nel rapporto «Noi Italia: 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo». Quello in cui viviamo è un Paese in cui nel 2010 più di 2 milioni di giovani, ovvero 1 su 5 tra 15 e 29 anni, era fuori dal circuito formativo e lavorativo. L’Italia si assicura così un triste primato in ambito Eurozona mentre nella Ue è seconda dietro alla Bulgaria. In gergo statistico si chiamano «Not in Education, Employment or Training», o Neet, senza arte né parte, rassegnati a essere senza lavoro tanto che non lo cercano nemmeno più, la cui incidenza è tornata a crescere a causa della crisi, colpendo di più le donne degli uomini, il Sud rispetto a Centro e Nord. I Neet sono in parte il corollario di un altro fenomeno, l’abbandono degli studi per il quale l’Italia si aggiudica …

"Italiani più sensibili ai doveri", di Luigi La Spina

È sempre azzardato collegare segnali che sembrano arrivare da più parti nella società italiana per cercare di cogliere nuovi sentimenti e nuovi bisogni. Eppure, notizie e reazioni alle notizie che si sono succedute in queste ultime settimane paiono indicare la necessità, ma anche il desiderio, di ritrovare nella responsabilità individuale, nell’impegno personale al rigore dei comportamenti, nella consapevolezza dei doveri oltre che dei diritti, la strada più sicura, forse l’unica, per un riscatto nazionale. Per uscire da una specie di depressione psicologica collettiva, umiliata per un confronto negativo da parte degli stranieri che riteniamo ingiusto, ma che non sappiamo contrastare. Come se fosse frutto di una inesorabile congiura del destino. Quello che conferma, con l’ostinazione dei fatti e delle opinioni, vecchi pregiudizi e vecchi sospetti verso l’Italia e verso gli italiani. Perché, nonostante le furiose opposizioni delle categorie colpite dalle annunciate liberalizzazioni del governo e dopo i duri tagli imposti ai bilanci familiari, il premier Monti mantiene un così elevato consenso popolare in tutti i sondaggi? Perché i richiami secchi del capitano De Falco ai …

Istat: il 4,6% dei nuclei in condizioni di povertà assoluta

L’Istat ha presentato oggi l’edizione 2012 di Noi Italia – 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo Roma – Il 4% delle famiglie italiane e’ in condizione di poverta’ assoluta. È quanto dice l’Istat che ha reso note 100 statistiche ‘per capire il Paese in cui viviamo’. Nel 2010, “le famiglie in condizioni di poverta’ relativa sono l’11% delle famiglie residenti; si tratta di 8,3 milioni di individui poveri, il 13,8% della popolazione residente. La poverta’ assoluta coinvolge il 4,6% delle famiglie, per un totale di 3,1 milioni di individui”. Nel 2009, spiega ancora l’Istituto, “circa il 58% delle famiglie residenti in Italia ha conseguito un reddito netto inferiore all’importo medio annuo (29.766 euro, circa 2.480 euro al mese)”. In Sicilia l’Istat “osserva la piu’ elevata diseguaglianza nella distribuzione del reddito e il reddito medio annuo piu’ basso (oltre il 25% in meno del dato medio italiano). Inoltre, in tale regione, in base al reddito mediano, il 50% delle famiglie si colloca al di sotto di 18.302 euro annui (circa 1.525 euro al …

"Dall’Eni ai taxi, il governo ora liberalizza sul serio", di Gianni Del Vecchio

La bozza prevede la separazione della rete del gas e più licenze. Arrivano le liberalizzazioni. E grazie a loro, finalmente ci sarà una prima scossa all’economia italiana che, secondo la relazione introduttiva del decreto che verrà approvato domani dal consiglio dei ministri, potrebbe valere nel lungo periodo un incremento del pil dell’11 per cento e dei salari reali del 12 per cento. Un intervento su vasta scala, quello del governo, che va a toccare sia i grandi interessi che i privilegi delle corporazioni più piccole. L’anticipazione più significativa la dà il premier in persona nella conferenza stampa conclusiva dell’incontro col suo collega Cameron: nel decreto ci sarà la separazione della rete del gas (Snam Rg) dall’Eni. Il modello che si prenderà come esempio sarà quello dell’energia elettrica, dove la rete è gestita da Terna, società non dipendente dal leader di mercato, e cioè Enel. In questo modo si dovrebbe immettere più concorrenza in un settore che oggi è dominato dall’Eni, cosa che contemporaneamente dovrebbe ridurre sia le bollette per i cittadini che la rendita di …

"Così la giustizia può aiutare l'economia", di Vladimiro Zagrebelsky

Ascoltando la relazione che il ministro della Giustizia Severino ha svolto in Parlamento sull’amministrazione della giustizia nell’anno decorso, si aveva la rassicurante sensazione che ella parlava di ciò che conosce. Di ciò di cui conosce in dati reali e la loro importanza, ma anche la difficoltà di affrontarne i problemi. Nessuna semplificazione o facile promessa di soluzione, quindi, ma descrizione della grave situazione e illustrazione delle sue implicazioni generali, unite all’indicazione di specifiche misure prese, da questo e dal precedente governo. Si tratta di interventi legislativi e amministrativi tutti in chiave di efficienza (o rimozione di cause dell’inefficienza). E proprio questi si richiedono al ministro della Giustizia, sia perché il principale problema della giustizia in Italia è la sua grave inefficienza (di cui la durata e onerosità dei procedimenti civili e penali è l’aspetto più vistoso), sia perché proprio questa è la responsabilità che la Costituzione assegna al ministro della Giustizia, cui spettano l’organizzazione e i servizi relativi alla giustizia. Il ministro ha impostato il suo discorso, di cui non si possono qui seguire tutti …