Tutti gli articoli relativi a: economia

"Nel paese dell'eolico servono regole", di Vittorio Emiliani

«L’incentivazione agli impianti eolici in Italia è stata fino ad oggi la più alta del mondo. Soltanto per questa ragione è stato conveniente impiantare oltre 5.000 torri per una potenza complessiva di 6.000 megawatt, non certo per la loro produttività. Infatti la ventosità in Italia si attesta in media sulle 1.500 ore/anno, ben al di sotto delle 2.000 ore/anno ritenute utili per una produzione competitiva». È soltanto un passo della lunga e argomentata lettera indirizzata in questi giorni ai ministri competenti (Clini, Ornaghi, Passera, ecc.) da associazioni come Italia Nostra, Lipu, Mountain Wilderness, VAS, Comitato per la Bellezza. Comitato Nazionale del Paesaggio, Amici della Terra, Altura, Movimento Azzurro, Terra Celeste e da decine e decine di Comitati nati nelle zone appenniniche. Iniziativa che si deve soprattutto alla passione di Carlo Alberto Pinelli, regista di storici documentari per la Rai, alpinista e ambientalista. Il documento, giustamente critico nei confronti della politica di incentivi, caotica e costosa, del governo Berlusconi, cerca di inquadrare il problema delle fonti energetiche rinnovabili con un approccio «freddo»: per razionalizzare una materia …

"Cambiano le frontiere del benessere", di Gianni Riotta

Il primo a segnalarlo, di buon mattino a Santo Stefano, è un tweet, messaggino online dell’economista venezuelano Moises Naim @moisesnaim: «Nel 2011 l’economia del Brasile ha superato quella inglese e il tasso di omicidi in Colombia è sceso del 26%». Solo in apparenza una bizzarria, perché l’ex ministro di Caracas segnala non solo il boom ormai impetuoso di Rio de Janeiro, +7% l’anno, ma un nuovo possibile partner nel club del benessere, la Colombia che sembrava ostaggio del narcotraffico e cresce invece del 4%. Il 2011 manda sui libri di storia – che si occuperanno di realtà, e non dei miraggi che incantano noi contemporanei – con il sorpasso Brasile-Regno Unito anche quello della Cina sul Giappone, staffetta asiatica incredibile solo qualche stagione fa. Noi italiani restiamo, ma attenti ormai le classifiche economiche cambiano più in fretta di quelle del football, all’ottavo posto. Abbiamo dietro la Russia (nona) e l’India (decima) e il Centre for Economics and Business Research, che ha annunciato ieri Rio avanti Londra, prevede abbiano già messo la freccia per superarci. A …

"Record della distanza tra salari e prezzi mai così lontani da quindici anni", di Valentina Conte

Il 2012 comincia all´insegna dei rincari su carburanti e alimentari, pesano le tasse e le buste paga bloccate Crescono dell´1,5% le retribuzioni, mentre l´inflazione è al 3,3%, il potere d´acquisto torna quello del 2001. «I salari sono bassi», ammetteva il ministro Fornero un paio di giorni fa. Molto bassi, certifica ora l´Istat, anche perché il loro potere d´acquisto viene eroso dall´inflazione a un livello record. Il divario tra crescita di salari e prezzi – fotografato dall´Istituto di statistica con riferimento al mese di novembre – non è mai stato così ampio dal 1997. Quindici anni in cui la corsa dei cartellini di cibo, affitti, benzina, vestiario ha più che doppiato quella delle buste paga. Non meraviglia affatto, in un contesto economico generale definito recessivo dalla stessa Istat, che il clima di fiducia dei consumatori – personale, sul presente, sul futuro, sul Paese – subisca un crollo. In cima alle ansie degli italiani per il 2012, la sicurezza del posto di lavoro, la capacità di risparmiare e acquistare beni durevoli. La sempre più ampia forbice tra …

"Dare ossigeno all'economia", di Massimo Riva

Salvata l´Italia di oggi con il decreto d´emergenza, ora si tratta di salvare quella di domani con provvedimenti che prendano di petto la malattia più insidiosa del Paese. Quella bassa o nulla crescita che rischia di vanificare i pesanti sacrifici richiesti dal governo. Sacrifici indispensabili per riportare il Paese a testa alta in Europa e nel concerto internazionale. Questo, in estrema sintesi, il succo dell´intervento che Mario Monti ha fatto ieri in Senato a conclusione dell´iter parlamentare della sua prima manovra. Con il suo discorso, insomma, il presidente del Consiglio s´è assunto in prima persona l´impegno a compiere presto l´esercizio, fra tutti, più difficile: quello di ridare ossigeno e vitalità a un sistema economico da troppi anni languente e adagiato su se stesso. Monti non ha indicato dettagli su come intenda operare in proposito, ma ha richiamato obiettivi che fanno intuire le possibili linee d´intervento. Ha parlato di «agevolazioni fiscali per famiglie ed imprese» ed ha richiamato l´esigenza di recuperi di «produttività e competitività». Sul primo punto si deve dedurre che il governo voglia affrontare …

"Consumi, redditi e investimenti ecco gli effetti della recessione", di Luisa Grion

I dati Istat: -0,2% il Pil del terzo trimestre. La contrazione più forte da spesa pubblica e infrastrutture, ma anche le imprese faticano, resiste chi esporta. Secondo le stime dell’Associazione bancaria, il prossimo anno segnerà un rallentamento dello 0,7%. Le previsioni restano negative per tutto il 2012. E’ recessione: lo ha detto la Confindustria, lo ha predetto l’Abi. Manca solo il “sì” definito dell’Istat che, pur parlando di un Pil in declino, non ha ancora pronunciato “l’orrido” vocabolo per il semplice motivo che – ad essere precisi – per definire una recessione bisogna certificare un arretramento economico per sei mesi di fila. I primi tre sono già ufficiali: nel periodo luglio-agosto-settembre – segnala l’istituto di statistica – il Pil è diminuito dello 0,2 per cento rispetto al trimestre precedente: non accadeva dalla fine del 2009. Ma tutto lascia pensare che non sia finita qui. Ne è sicura la Confindustria, che stima per il 2012 un prodotto interno lordo in calo dell’1,6 per cento (“ma la caduta potrebbe essere peggiore” ha detto la Marcegaglia). Lo teme …

"Inflazione e tasse pesano: busta paga ferma da dieci anni", di Enrico Marro

Le retribuzioni dei lavoratori italiani sono basse e tartassate. Negli ultimi 15 anni hanno perso terreno nei confronti internazionali. E la differenza tra i salari più ricchi e quelli più poveri è aumentata. Adesso, poi, con l’inflazione che ha ripreso a correre e con la stangata Monti appena decisa, la perdita di potere d’acquisto rischia di essere pesante. Partiamo dai raffronti con gli altri Paesi, utilizzando i dati 2010 dell’Ocse, l’organizzazione dei Paesi più industrializzati. L’Italia si colloca al 22esimo posto su 34 nella classifica dei salari netti: 25.155 dollari (19.350 euro al cambio di ieri). Mille euro in meno della media Ocse e quasi 4 mila in meno della media dell’Ue a 15. Nel Regno Unito la retribuzione netta è stata di 11 mila euro superiore a quella media italiana. In Germania hanno preso quasi 5 mila euro in più che da noi, in Francia 2 mila e perfino in Spagna ci hanno superato di circa 1.500 euro. L’Italia è comunque ultima per livello di salario netto tra i Paesi del G7. Volete una …

"Da Draghi un fiume di liquidità", di Raffaella Cascioli

Il soccorso di Francoforte agli istituti di credito europei è una bella boccata d’ossigeno. Con un mercato interbancario paralizzato da mesi, un rischio di credit crunch reso sempre più concreto con il passare dei giorni, la difficoltà oggettiva a collocare i titoli di stato della zona euro alla vigilia di un trimestre di fuoco che si aprirà da qui a qualche settimane, Mario Draghi non ha indugiato. La mossa di ieri della Bce ha dato ossigeno alle banche commerciali con un’iniezione di liquidità senza precedenti. Come peraltro annunciato dal presidente Mario Draghi ieri l’Eurotower ha erogato 489,19 miliardi di euro ad un tasso dell’1% nel corso della prima asta di rifinanziamento a tre anni. Una richiesta al di là di ogni aspettativa che la dice lunga su come il mercato monetario, obbligazionario e interbancario sia vicino al collasso con alcune grandi imprese arrivate negli ultimi tempi a ritirare i propri depositi dagli istituti di credito. Draghi è stato di parola riversando circa 500 miliardi di euro nell’euro-sistema a condizioni agevolate a favore di 523 istituti …