Tutti gli articoli relativi a: economia

"I vantaggi del limite ai contanti", di Milena Gabanelli

La funzione della tracciabilità totale dei pagamenti dovrebbe essere quella di abbattere la piaga del « sommerso ». Alcuni sostengono che complicherebbe la vita alle persone e alle aziende aumentando i costi. Ma già ora quando paghiamo con la carta di credito, il bancomat, un bonifico o un assegno, la registrazione viene fatta in automatico dai sistemi informatici bancari, e non è gravata di costi, tranne i bonifici, che se fatti online hanno costi irrisori o nulli. Negli Usa, dove con la carta di credito ci paghi anche il caffè al bar, molti trovano utile usare un servizio gratuito che analizza l’estratto conto per categorie e fa capire dove si spende di più. Anche per le aziende diventerebbe molto più semplice, per esempio, analizzare i dati delle spese dei dipendenti e organizzare la contabilità. I pagamenti mediante carte di credito o bancomat hanno invece un costo sostenuto da chi vende il bene o il servizio. Aumentando il volume delle transazioni elettroniche, la commissione potrebbe scendere fino all’1,5%, che vorrebbe dire 15 euro ogni 1.000 di …

"Il dovere dell'equità", di Massimo Giannini

La parola-chiave della manovra che Monti presenterà lunedì agli italiani è una sola: equità. È questa l´unica «password», etica e politica, che potrà consentire al Parlamento, alle forze sociali e all´opinione pubblica di «accedere» a un programma di sacrifici inevitabili, ma altrimenti intollerabili. Tutti parlano di equità. L´ha invocata il presidente della Repubblica il 13 novembre, quando ha conferito a Monti l´incarico di formare un nuovo governo, «su scelte urgenti di consolidamento della nostra situazione finanziaria e di miglioramento delle prospettive di crescita e di equità sociale». L´ha promessa il presidente del Consiglio nel discorso sulla fiducia il 14 novembre: «I sacrifici necessari dovranno essere equi». La chiede ora il leader del Pd Bersani, che oggi incontrerà il premier, alla ricerca di «soluzioni che coniughino il rigore con equità e consenso sociale». Ma l´equità rischia di essere una parola vuota, e dunque la password rischia di non funzionare, se la manovra di Monti non si riempie di un significato politico chiaro, che vada oltre la pura tecnica dei numeri, dei fabbisogni, dei saldi. È evidente: …

"Censis: Italia prigioniera dei poteri finanziari", da unita.it

In tempi di crisi, gli italiani riscoprono il valore della responsabilità collettiva: il 57,3% è disponibile a fare sacrifici per l’interesse generale del Paese. Anche se il 46% di questi lo farebbe solo in casi eccezionali. Risulta da un’indagine del Censis contenuta nel Rapporto sulla situazione sociale del Paese 2011. Secondo il rapporto, il 65,4% indica la famiglia come elemento che accomuna gli italiani, mentre l’81% condanna duramente l’evasione fiscale. A fronte poi di un 46% di cittadini che si dichiara «italiano», c’è un 31,3% di «localisti» che si riconoscono nei Comuni, nelle regioni o nelle aree territoriali di appartenenza, un 15,4% di «cittadini del mondo» che si identificano nell’Europa o nel globale e un 7,3% di «solipsisti» che si riconoscono solo in se stessi. Ancora oggi i pilastri del nostro stare insieme fanno perno sul senso della famiglia, indicata dal 65,4% come elemento che accomuna gli italiani. Seguono il gusto per la qualità della vita (25%), la tradizione religiosa (21,5%), l’amore per il bello (20%). Cosa dovrebbe essere messo subito al centro dell’attenzione collettiva …

"La sovranità tedesca", di Barbara Spinelli

Sta diventando uno dei luoghi comuni dei nostri tempi: l´idea che l´Europa, costretta a difendere con brutali austerità la sua moneta unica, sia incompatibile con la democrazia fin qui conosciuta. Uno dopo l´altro si consumano governi, partiti, e nuovi leader vanno al comando. Son detti tecnocrati: più semplicemente, sono uomini spinti ad apprendere presto, a caldo, una nuova arte della politica. La vera questione non è l´assenza di democrazia, non è il famoso deficit democratico. Lo slogan è una magica litania, un mantra escogitato per scompigliare gli animi nascondendo loro la realtà: non la democrazia è minacciata, ma la sovranità che le nazioni europee pretendono di possedere. Tutte le nazioni, compresa quella che più di altre sembra padrona di sé e dell´Europa: la nazione tedesca. L´esempio più lampante di questa confusione fra crisi della democrazia e crisi della sovranità è infatti la Germania di Angela Merkel, che grazie alla sua potenza sta mettendo a rischio con rigido dogmatismo non solo l´Euro, ma la Comunità nata nel dopoguerra. È in nome della democrazia, della supremazia assoluta …

"I punti fermi contro l'evasione", di Vincenzo Visco

Tra i non pochi problemi del sistema fiscale italiano, l’evasione è quello principale: almeno 120 miliardi di euro l’anno, 8 punti di Pil, da 2 a 3 volte l’entità riscontrabile negli altri Paesi avanzati. In altre parole l’evasione in Italia è fenomeno non solo endemico, ma di massa, che coinvolge milioni di persone (e imprese) per cifre unitarie che possono anche non essere elevatissime. Sono queste caratteristiche che rendono particolarmente difficile il contrasto all’evasione nel nostro Paese in quanto tale attività pone un problema di consenso rilevante. In altre parole la riduzione dell’evasione in Italia è più un problema politico che un problema tecnico. Sull’evasione si sa tutto; si conosce il suo ammontare e anche la sua distribuzione territoriale; si conosce chi evade di più o di meno: poco lavoratori dipendenti e pensionati (straordinari o attività secondarie in nero); non molto le imprese industriali in senso stretto, molto le costruzioni, il commercio, gli alberghi e ristoranti, i servizi, un po’ meno le professioni; molto più le imprese piccole rispetto a quelle di maggiori dimensioni e …

"Chi risolve l’eurorebus?", di Franco Mosconi

Di fronte alla gravissima crisi che stiamo vivendo, sono tre le questioni aperte sui tavoli delle istituzioni europee, in quelle sopranazionali così come negli stati membri: il ruolo della Bce, gli eurobond, l’unione fiscale. Sono esse destinate a viaggiare su binari paralleli, quasi che la soluzione di una delle tre debba escludere le altre due, oppure è nel novero delle cose possibili una riforma più complessiva? Una crisi che sembra non aver mai fine ha posto in risalto tutta l’inadeguatezza della governance economica europea negli anni dell’euro. La «zoppia» – per dirla con le parole del presidente Ciampi – di un’unione monetaria non controbilanciata da una politica di bilancio comune era stata da tempo denunciata. Certo, la crisi esplosa nell’autunno del 2008 ha aggravato questo stato di cose, ma la necessità di completare con ragionevolezza la costruzione europea non la scopriamo certo oggi. Riaffiorano così le tre questioni di cui si diceva all’inizio, che possiamo porre nei seguenti termini. Primo: la Bce deve continuare ad agire in base al suo attuale statuto – ove l’imperativo …

"Onu, ultima chiamata per la Terra" di Roberto Giovanni

Copenhagen, nel 2009, è stata la grande speranza fallita. Cancun, nel 2010, la precaria ripresa del negoziato. Da oggi, a Durban nel Sudafrica, comincia la Cop 17, la conferenza organizzata dall’Onu sul cambiamento climatico. Parteciperanno delegazioni di tutti il mondo, e certamente ascolteremo ispirate parole sulla necessità di arrestare il processo di riscaldamento globale del nostro pianeta, fenomeno che ormai la scienza (escluse minuscole frange negazioniste) considera reale e pericoloso. Eppure, sarà molto difficile, forse impossibile far sì che dal negoziato possa scaturire un accordo serio ed efficace in grado di fronteggiare il «climate change». Troppi i veti incrociati tra le potenze vecchie ed emergenti; troppi gli interessi in gioco; troppo indeboliti dalla crisi economica e finanziaria internazionale i leader politici. I termini scientifici della questione non sono in discussione. Già oggi la temperatura globale è aumentata di 0,8 gradi centigradi rispetto all’era preindustriale; andare oltre i 2 gradi può provocare conseguenze disastrose, anche se i modelli matematici di previsione non concordano sulla loro entità. Già oggi la concentrazione di CO2 nell’atmosfera tocca le 390 …