Tutti gli articoli relativi a: economia

"Nel segno dell'equità", di Maria Cecilia Guerra

Spostare l’onere del prelievo fiscale dal lavoro e dall’impresa, nel nostro Paese, è un obiettivo non più eludibile. La strategia per perseguire questo risultato deve seguire più strade. Il recupero dell’evasione, che sposterebbe l’onere fiscale sui redditi non da lavoro dipendente e sui consumi. La razionalizzazione delle agevolazioni fiscali, che non significa intervenire con tagli lineari su istituti come le detrazioni per lavoro dipendente o per carichi familiari, ma disboscare le centinaia di regimi speciali e incentivi di dubbia efficacia esistenti, molto spesso regressivi. Lo spostamento di parte dell’onere fiscale sui patrimoni e sui redditi finanziari. Il problema del prelievo patrimoniale va affrontato in termini rigorosi, ricorrendo non a un prelievo straordinario, finalizzato ad abbattere una tantum il debito pubblico, che è tanto minaccioso quanto non risolutivo, ma a un prelievo ordinario, con aliquote contenute, coordinato con gli altri aspetti del sistema fiscale, in linea con quanto avviene in tanti paesi avanzati. Un prelievo patrimoniale, che si sostituisca ad altri prelievi (o, in una situazione grave come quella delle finanze pubbliche italiane, ne eviti l’aumento), …

"Settembre nero nell’industria: a picco fatturato e ordini", di Luciano Costantini

Un settembre nero se è vero che i numeri sulla produzione industriale vanificano quasi interamente, comunque penalizzano molto, i buoni risultati ottenuti nell’arco dei primi nove mesi dell’anno che tuttavia restano positivi. In calo netto sia il fatturato che gli ordinativi. Secondo i rilevamenti Istat, a settembre il fatturato dell’industria è sceso del 5,4% rispetto ad agosto che vuol dire il peggior dato congiunturale dal novembre del 2008. Su base annua è salito però dell’1,9%, trainato dal mercato estero. Ancora più negative le cifre riguardanti gli ordini che a settembre sono arretrati dell’8,3% rispetto ad agosto. Il dato più basso dall’agosto del 2009. Ed in questo caso a pesare tantissimo è stato lo scarso tiraggio del mercato interno. Anche su base annua il risultato è negativo con una riduzione del 3,6%. Questi i numeri nudi e crudi di una evidente retromarcia rispetto alla performance registrata ad agosto e che aveva fatto immaginare una possibile inversione del trend critico del settore industriale. Analizzando le cifre relative al fatturato, il nostro istituto di statistica rileva che il …

"Non c'è solo lo spread", di Rinaldo Gianola

Ci risiamo. Per capire che aria tira basta fare un giro nelle strade dello shopping di Milano, con quelle vetrine luccicanti e opulente che si offrono compiaciute al cliente sempre più riottoso. Si moltiplicano le offerte “da non perdere” di negozi, grandi magazzini, gruppi di commercianti, “firme”. Non si sono mai viste le promozioni quando manca più di un mese a Natale.Il calo del consumi è misurato in circa il 25% e tutti cercano di salvarsi. Ci sono i commercianti che praticano uno sconto del 10% sul listino, c’è il nome storico americano che a chi compra due capi di abbigliamento pratica una riduzione del 50% su uno dei due, un’altra grande catena offre un taglio del 30% sui suoi ultimi prodotti. È insomma una stagione di saldi in autunno. Un autunno difficile non solo l’Italia, anche per altri paesi che vorrebbero farci la lezioncina, ma certo la nostra situazione è talmente delicata che forse solo un governo d’emergenza può essere così temerario da affrontarla. Se «non si vende un tubo» come si lamentano pubblicamente …

"La fiducia fragile", di Massimo Riva

I primi effetti positivi suscitati sui mercati dal preannuncio della candidatura di Mario Monti ieri si sono rapidamente dissolti. La giornata è cominciata bene con Piazza Affari in rialzo dell´1,3 per cento e il fatidico differenziale coi titoli tedeschi in discesa a 445 punti base. Ma gli scambi sono poi girati in negativo, soprattutto dopo la notizia che l´attesa asta dei Btp a cinque anni si era chiusa senza problemi dal lato degli acquisti ma con un ben poco rassicurante rendimento al 6,29 per cento.a quel momento il segno meno l´ha fatta da padrone: l´indice di Borsa è calato a fine contrattazioni di quasi il due per cento. Mentre lo spread è schizzato di nuovo attestandosi attorno a quota 490. Le parti politiche che mal sopportano il tentativo di formazione di un nuovo governo – in particolare all´interno del Pdl – hanno colto l´occasione al volo per dichiarare già esaurito il cosiddetto effetto Monti sui mercati. Nessuno si è chiesto se proprio la loro neanche troppo dissimulata ostilità contro la difficile prova che il professore …

"Un patto sociale: patrimoniale e nuove pensioni", di Bianca Di Giovanni

Il primo atto economico del governo Monti rischia di partire dalla stessa tassa che inaugurò quello Berlusconi: l’Ici sulla prima casa. Eliminata tre anni fa sull’onda dell’ottimismo della volontà berlusconiano, oggi è in via di riproposizione. Per il professore nonsarebbe neanche una forzatura rispetto al corso politico precedente. Giulio Tremonti infatti ha scritto nero su bianco l’ipotesi di un ripristino nella lettera inviata all’Ue che poneva 39 domande sull’attuazione degli impegni presi. «Un’eventuale reintroduzione dell’Ici porterebbe nelle casse dello Stato 3,5 miliardi di euro», si legge in quel testo. Che smaschera anche l’inganno dell’esecutivo uscente: quell’imposta, stando all’ipotesi Tremontiana, potrebbe tornare con il federalismo fiscale. Poprio quello che fino a ieri gli ormai ex ministri hanno sempre negato. Naturalmente con il nuovo governo l’imposta potrebbe subire declinazioni diverse, improntate a una maggiore progressività per tutelare i più deboli, ma che servano nuove entrate è una certezza matematica. Monti ha bisogno di trovare subito almeno 20 miliardi di euro, quelli che mancano alla manovra di Ferragosto che promette il pareggio di bilancio nel 2013. Il professore …

«Ma la svolta può partire solo dall’Europa», intervista a Lucrezia Reichlin di Bianca Di Giovanni

L’economista italiana della London School: «Per uscire dalla crisi le soluzioni tecniche non bastano, serve un progetto ambizioso». Con la crisi la storia europea sembra arrivata ad una svolta senza ritorno. Il vecchio continente arranca dietro i mercati in subbuglio. Come se ne esce? «Ci vogliono soluzioni che riassicurino i nostri creditori sulla capacità dei paesi europei a rischio a pagare e queste soluzioni implicano misure nazionali ma anche il rafforzamento delle istituzioni europee per il management della crisi. Non solo soluzioni tecniche, abbiamo bisogno anche di ricreare consenso attorno ad un progetto europeo che implichi più crescita e più giustizia. Abbiamo bisogno di una sorta di piano Marshall, un progetto ambizioso che coinvolga anche i cittadini». La pensa così Lucrezia Reichlin, docente di economia alla London Business School. Reichlin segue da oltre manica le sorti (pesantissime) del nostro Paese sui mercati, tocca con mano le distanze (siderali) tra i giovani e le donne italiane e quelli degli altri Paesi. C’è molto da fare: servono riforme subito, soprattutto per i più giovani (nuovo welfare) e …

«Le imbarazzanti domande dell'Europa sulla PA», di Luigi Oliveri

Il questionario della Commissione Europea, che vuole vederci chiaro sugli effetti delle riforme promesse come elemento dello sviluppo, tocca il nervo scoperto del sostanziale fallimento delle nuove regole sulla pubblica amministrazione, sbandierate come una panacea. Il governo in questi anni non ha fatto altro che parlare di scarsa produttività dell’amministrazione pubblica, di costo troppo elevato dei dipendenti e del loro numero eccessivo. In Europa, per coerenza, si aspettano concrete riduzioni di questi indicatori. Come spiegare ora che era solo propaganda? Il questionario della Commissione Europea per vederci chiaro sugli effetti delle riforme promesse come elemento dello sviluppo, tocca il nervo scoperto del sostanziale fallimento delle nuove regole sulla pubblica amministrazione, sbandierate come una panacea. COME SI VALORIZZANO GLI INSEGNANTI? La prima domanda che mette a nudo incertezze e contraddizioni delle riforme e degli impegni dell’Italia è quella contenuta al punto 14, ove si chiede “Come intende il governo valorizzare il ruolo degli insegnanti nelle singole scuole? Quale tipo di incentivo il governo intende varare?”. È una domanda molto pertinente. Sin dall’approvazione della manovra estiva 2008 …