"Nel segno dell'equità", di Maria Cecilia Guerra
Spostare l’onere del prelievo fiscale dal lavoro e dall’impresa, nel nostro Paese, è un obiettivo non più eludibile. La strategia per perseguire questo risultato deve seguire più strade. Il recupero dell’evasione, che sposterebbe l’onere fiscale sui redditi non da lavoro dipendente e sui consumi. La razionalizzazione delle agevolazioni fiscali, che non significa intervenire con tagli lineari su istituti come le detrazioni per lavoro dipendente o per carichi familiari, ma disboscare le centinaia di regimi speciali e incentivi di dubbia efficacia esistenti, molto spesso regressivi. Lo spostamento di parte dell’onere fiscale sui patrimoni e sui redditi finanziari. Il problema del prelievo patrimoniale va affrontato in termini rigorosi, ricorrendo non a un prelievo straordinario, finalizzato ad abbattere una tantum il debito pubblico, che è tanto minaccioso quanto non risolutivo, ma a un prelievo ordinario, con aliquote contenute, coordinato con gli altri aspetti del sistema fiscale, in linea con quanto avviene in tanti paesi avanzati. Un prelievo patrimoniale, che si sostituisca ad altri prelievi (o, in una situazione grave come quella delle finanze pubbliche italiane, ne eviti l’aumento), …
