Tutti gli articoli relativi a: economia

"Aumenta la disuguaglianza diminuisce la democrazia", di Jean-Paul Fitoussi

La disuguaglianza e il suo aumento inarrestabile sono al tempo stesso causa ed effetto della crisi. Perché si è arrivati a questo punto? Nei Paesi industrializzati veniamo da trent´anni di crescita della disuguaglianza di pari passo con la dottrina dominante, che dalla rivoluzione conservatrice dell´inizio degli anni Ottanta ha generato una conversione al liberalismo, al free trade, alla deregolamentazione. Il fenomeno è caricaturale negli Stati Uniti, dove il 10% più ricco ha visto la quota di reddito nazionale aumentare del 15% mentre il salario medio dell´altro 90% conosceva una stagnazione. Oggi la disuguaglianza è più forte che alla vigilia della crisi, e la ragione è la seguente: se c´è una stagnazione del reddito della grande maggioranza della popolazione, la domanda globale è bassa. Per contrastare quest´insufficienza la politica monetaria diventa espansionista. La gente che aveva difficoltà ad arrivare alla fine del mese ha fatto prestiti, e così il debito privato è aumentato. Dall´altra parte ci sono quelli che hanno avuto benefici dall´aumento della disuguaglianza, cioè i ricchi, che hanno visto la loro quota di reddito …

Il Fmi mette l’Italia sotto tutela «Ora non è un Paese credibile», di Bianca Di Giovanni

Sorvegliata speciale. Così esce l’Italia dal G20. Non sono solo Sarkozy-Merkel ad esprimere preoccupazione. È ora il Fondo monetario: «L’Italia non è unn Paese credibile». Gli osservatori del Fmi da domani a Roma. «Silvio, non hai capito che il problema sei tu? Se non ti dimetti, lunedì i mercati ci distruggono». La “frasetta” (che in serata i suoi addetti stampa hanno tentato di smentire) sussurrata da Giulio Tremonti all’orecchio di Berlusconi subito dopo la conferenza stampa del G20 filtra da ambienti vicini all’esecutivo e mette il sigillo al crollo della credibilità del nostro governo, unico vero leitmotiv del summit francese. Tutti, proprio tutti, qui a Cannes hanno citato preoccupati le catastrofiche conseguenze della crisi di fiducia dei mercati nei confronti dell’Italia. Crisi confermata anche dopo le decisioni drastiche prese ieri: «Una valutazione e una sorveglianza dettagliate della commissione europea (sulle politiche italiane, ndr) e la verifica pubblica della realizzazione delle politiche su base trimestrale da parte dell’Fmi», recita il comunicato finale del vertice. Una doppia camicia di forza imposta a Berlusconi dopo un lungo negoziato, …

"Disabili, anziani, famiglie i poveri che pagano la crisi", di Jolanda Buffalini

«La crisi noi non la paghiamo» è uno slogan molto popolare nelle proteste dell’ultimo anno ma, se ci si riferisce ai gruppi più deboli della società, giovani precari e famiglie a basso reddito, la cui condizione economica è aggravata dalla presenza nel nucleo familiare di anziani non autosufficienti, portatori di handicap o persone colpite da una malattia. Queste persone la crisi la pagano già. E anche molto cara. Soprattutto se si considera che disabilità e malattie sono fra le cause principali dell’impoverimento: assistere un familiare significa spesso, soprattutto per le donne, la rinuncia ad una attività remunerativa o il sacrificio della carriera. Ieri un gruppo di associazioni del terzo settore (Auser, Fish, Cittadinanza attiva, Cnca fra le altre) ha presentato dati inediti sui risparmi fatti sulla pelle dei più deboli, così come li ha calcolati lo stesso ministero del Tesoro. Nel 2007 gli stanziamenti per la spesa sociale sommavano 1594 milioni di euro, la previsione per il 2013 (sulla base della legge di stabilità 2011) è di 144 milioni di euro, con un taglio che …

Btp-Bund: sfondata la soglia dei 460 punti

Le borse aprono malissimo e poi riprendono a correre dopo l’intervento della BCE che, nel primo pomeriggio, decide di tagliare i tutti i tassi dello 0,25%. Bersani: Siamo finiti sul fronte più esposto alla bufera”. Sfonda la soglia dei 460 punti lo spread dei Btp italiani rispetto al bund tedesco. Il differenziale ha toccato quota 462 punti, con il titolo decennale che ha raggiunto un rendimento del 6,4%. Questo quanto è accaduto oggi in apertura dei mercati. Una situzione davvero drammatica che è andata migliorando con il passare delle ore. Dopo l’intervento diretto della BCE sul mercato secondario, c’è stato un restringimento dello spread. Per effetto degli acquisti il differenziale tra Italia e Germania sulla scadenza decennale è sceso sotto i 450 centesimi. Al momento il differenziale si attesta a quota 449 punti, anche se il rendimento dei titoli rimane alto, al 6,33%. La Bce ha deciso di tagliare tutti i tassi dello 0,25%: quello fisso di rifinanziamento scende all’1,25%, quello sui depositi passa allo 0,50% e quello marginale al 2%. E’ questa la decisione …

""Interventi immediati o dimissioni" l´ultimatum di banche e imprese", di Roberto Mania

Montezemolo: si volti pagina. Prodi e Amato: serve credibilità. Il governo dovrà dimettersi se non riuscirà ad approvare entro domani, per la riunione del G20 a Cannes, i provvedimenti chiesti dal Consiglio europeo. È la presa di posizione di tutte le associazioni imprenditoriali (Confindustria, Rete Imprese Italia, Abi, Alleanza delle cooperative e Ania). Una sorta di aut aut al governo Berlusconi, ma anche un allarme serissimo dalla frontiera del lavoro e della produzione, al termine di una giornata drammatica per la Borsa e i titoli di Stato italiani. Un appello analogo sarà pubblicato oggi sul Sole 24 Ore a firma di Giuliano Amato, Romano Prodi, e degli economisti Alberto Quadrio Curzio e Paolo Savona: «Il momento è drammatico ed esige l´adozione di provvedimenti immediati e quantitivamente adeguati a fronteggiare l´emergenza. Ogni ritardo può avere conseguenze irreversibili». Siamo, dunque, a un passo dal baratro. «L´attuale condizione – è scritto nella nota delle imprese – è insostenibile per l´Italia e per gli italiani. Non possiamo continuare ad assistere alla corsa degli spread e al crollo dei valori …

"L'Europa non deve cedere allo scoramento. Serve il colpo di reni", di Carlo Azeglio Ciampi

I Paesi europei, uno per uno, e l’Europa tutta hanno mezzi, intelligenze, forze per superare l’attuale temperie finanziaria che tanto preoccupa gli Stati, Italia in testa. Guai a farsi prendere dallo scoramento. La storia di questo continente glorioso dimostra quale sia il cammino straordinario che i suoi cittadini hanno saputo compiere attraversando tragedie immani, ma anche momenti di irripetibile sintesi politica e di eccezionale generosità culturale. Guai a dimenticare chi siamo. Anche l’Italia, anche noi, abbiamo lo spirito, la tenacia, le risorse che servono per recuperare quella fiducia che oggi appare incrinata, quella credibilità che oggi sembra scomparsa. Sta in noi; sta in noi, come europei, sta in noi come italiani ritrovare il senso dell’unificazione di un continente. La missione di una sola moneta per nazioni che nel Novecento erano nemiche in armi e ora si ritrovano sotto l’unico mantello dell’Euro, moneta forse “visionaria”, ma proprio per questo più forte perchè fondata sulla storia di popoli antichi e sul futuro di un continente destinato, si spera il più presto possibile, a guarire l’attuale zoppìa politica. …

"Tutto in mano a Draghi", di Gianni Del Vecchio

Il primo novembre 2011 rischia di passare alla storia come la data in cui Berlusconi e il suo governo perdono definitivamente la presa sulle leve della politica e dell’economia italiana. Due fatti hanno stretto il presidente del consiglio in un’ideale manovra a tenaglia, costringendolo a un’ultima riunione della disperazione, convocata in fretta e in furia nella tarda serata di ieri. Stiamo parlando della nota del presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, con cui si aprono di fatto delle consultazioni per un eventuale esecutivo di responsabilità nazionale sostenuto anche dalle opposizioni, ma soprattutto dell’insediamento di Mario Draghi a capo della Bce. Con l’avvento dell’ex governatore della Banca d’Italia a Francoforte e il contestuale sfondamento della soglia psicologica 450 dello spread fra titoli di stato italiani e tedeschi, ora più che mai la sorte dell’Italia e di Berlusconi è appesa alla volontà e alla capacità di Draghi di convincere il consiglio direttivo a continuare nell’acquisto dei nostri bond. Sembra ormai evidente come il nostro paese non possa fare a meno della “droga” europea per evitare che la speculazione …