Tutti gli articoli relativi a: economia

Eurosud, l´ultima carta di Tremonti "Ora una regia per salvare i fondi Ue", di Valentina Conte

La missione impossibile di spendere i 10 miliardi in scadenza a Natale. I governatori scettici: le risorse europee richiedono forti investimenti anche dello Stato. L´idea forte esiste. E per Tremonti è un nuovo Piano Sud. Tra le misure più annunciate e meno realizzate dal centrodestra («sei volte in tre anni», calcola il Pd), è la carta a sorpresa, o della disperazione, giocata dal ministro dell´Economia, il giorno dopo il monito all´Italia della Commissione europea perché adotti «con urgenza» nuove misure per la crescita. Si chiamerà Eurosud, riferisce Tremonti al presidente della Commissione Barroso, ieri a Bruxelles per l´Ecofin. Un programma straordinario per lo sviluppo del Mezzogiorno, basato sulla «radicale revisione strategica dell´uso dei fondi europei» stanziati e inutilizzati. E non sempre per colpa delle Regioni, dato che un quarto del non speso del 2011 è nelle casse dei ministeri (2,5 miliardi su 10). Gelida la reazione dei presidenti di Basilicata, Abruzzo, Calabria, Campania, Molise e Puglia. In una nota bipartisan i governatori chiedono a Tremonti un «percorso condiviso», come quello già in atto sui Fas, …

Bruxelles boccia il Ponte sullo Stretto «Non è una priorità», di Pino Stoppon

Il Ponte sullo Stretto non è una priorità per l’Europa. Bruxelles non l’ha inserito tra i progetti prioritari per l’Europa. 31,7 miliardi di euro da utilizzare per 15 opere tra le quali la Napoli-Bari. Il Ponte di Messina non è una priopriorità per l’Europa. La Commissione Ue, che ha dato il via libera alla proposta di regolamento, non l’ha inserita tra i progetti nel quadro delle grandi reti transeuropee per il periodo 2014-2020. Nella lista figurano i collegamenti ferroviari Napoli-Bari, Napoli-Reggio e Messina-Palermo, ma non il ponte sullo Stretto. Il piano Ue prevede fondi per circa 31,7 miliardi di euro. Per l’Italia il piano prevede oltre 15 opere infrastrutturali. Le principali novità riguardano l’inserimento nel corridoio Baltico-Adriatico dei collegamenti ferroviari e delle piattaforme multimodali di Udine, Venezia e Ravenna, nonché dei porti della stessa Ravenna, di Trieste e di Venezia. Al Nord confermata poi la priorità assegnata alla Torino-Lione, al tunnel del Brennero e al collegamento ferroviario Genova-Milano-Svizzera. Nel Mezzogiorno, al potenziamento della ferrovia Napoli-Reggio Calabria è stata affiancata la priorità assegnata anche ai lavorida …

«Famiglie stressate. Non ce la fanno più ad aiutare i figli», intervista a Chiara Saraceno di Laura Matteucci

«Se il governo andrà avanti senza politiche per la crescita, con un decreto sviluppo che sarà una scatola vuota, migliorare è difficile». L’unico miglioramento dei figli rispetto ai genitori è nel livello d’istruzione. Ormai siamo tutti consapevoli che questa è la prima generazione che non ha alcuna speranza di migliorare rispetto alla precedente, né al momento dell’ingresso nel mercato del lavoro né nel corso della vita». Una generazione persa? «Continuo a sperare di no. A patto che loro, i giovani, non si aspettino che siano altri a fare qualcosa.Alivello familiare gli abbiamo dato molto, ma come società poco o niente. C’è un problema di fallimento delle promesse, cui si aggiunge quello molto concreto di migliaia di ragazzi che non riescono a trovare un lavoro decente. E, attenzione: se restano fuori dal mercato per anni, ammesso arrivi un po’ di ripresa economica, non sarà comunque facile rientrare. Le famigliemcontinuano a redistribuire il reddito, ma sono sole e sottoposte a notevole stress». La sociologa Chiara Saraceno legge l’ultimo Rapporto Caritas sulla situazione delle famiglie italiane: aumentano i …

"Diventare poveri è ora la prima paura degli italiani", di Carlo Buttaroni

Cittadini in ansia per il timore di perdere il lavoro. Famiglie che intaccano i propri risparmi. Anche se il governo ha negato a lungo la crisi, stanno cambiando gli stili di vita. E torna la voglia di usare lo strumento della politica. Preoccupati per il futuro, in ansia per il lavoro. Un italiano su tre, nell’ultimo anno ha intaccato i propri risparmi e uno su quattro ha dovuto far ricorso a un prestito per andare avanti. Gli italiani scoprono la crisi, modificando abitudini d’acquisto, stili di vita, prospettive. Si direbbe che, dopo averlo a lungo evocato,come per allontanarlo, l’anno zero è veramente arrivato. E con sé ha portato il sentore di una catastrofe imminente, l’ansia di non riuscire a farcela, l’affanno di un futuro dai confini indistinti che trascina dentro un’atmosfera vischiosa. Eppure, a lungo, il Presidente del Consiglio ha negato la crisi, poi l’ha ridimensionata, infine l’ha sottovalutata nella sua drammaticità. E mentre l’Europa mandavasegnali preoccupati e preoccupanti la regola dell’esecutivo era ridimensionare, sminuire, negare. Di fronte alla drammaticità dei fatti Berlusconi si è …

"Esami a raffica dopo la fiducia", di Fabrizio Forquet

Nella settimana della crisi sfiorata c’è stata una bocciatura per il Governo che è passata quasi inosservata. Ma che rischia di pesare non poco sulla sua prossima navigazione. È quella che la Corte dei conti ha espresso sulla delega fiscale varata dal ministro Giulio Tremonti a luglio. Per il presidente dei magistrati contabili, Luigi Giampaolino, la riforma non ha di fatto più copertura, perché parte delle entrate sono state usate dal decreto di agosto. Il riferimento va all’aumento dell’Iva e all’aliquota unica sulle rendite finanziarie, ma anche agli oltre 20 miliardi nel triennio che devono contribuire al pareggio di bilancio. Sentiamo Giampaolino: «Oltre a largamente affidarsi a mezzi incerti, limitati e talora superati dagli eventi, la copertura del Ddl risulta intaccata e messa in forse dalla concorrenza che si è venuta a determinare tra due obiettivi: quella della riforma tributaria e quello della messa in sicurezza dei conti pubblici con riferimento alle risorse attese dal riordino della tassazione delle attività finanziarie e dalla parziale revisione delle aliquote Iva. Dimensioni ben più consistenti – ha ammonito …

"Polizia in ginocchio. Tagli incredibili. In piazza disarmati", di Luigina Venturelli

Domani in tutte le piazze d’Italia i sindacati di polizia manifesteranno contro i tagli, chiedendo un contributo di solidarietà ai cittadini per acquistare il carburante per le automobili delle forze dell’ordine. Pochi poliziotti, male equipaggiati, dotati di lacrimogeni scaduti, e spesso troppo anziani per rincorrere teppisti ventenni per tutta la città. Tra le cause a cui imputare la guerriglia urbana che si è scatenata sabato scorso nella capitale, con i suoi oltre 130 feriti e i suoi milioni di euro di danni, c’è anche questa: la scarsa dotazione di uomini e di mezzi a cui i ripetuti tagli di questo governo hanno condannato le forze dell’ordine. Tagli lineari che negli ultimi tre anni ammontano a ben 3 miliardi di euro al comparto sicurezza, pari al 10% del bilancio complessivo del ministero dell’Interno, e ad un miliardo e 31 milioni per la sola polizia di Stato. Alla faccia del presunto governo della sicurezza. POCHI E MALE EQUIPAGGIATI Così si spiegano i bossoli dei lacrimogeni scaduti da dicembre 2006 che ieri mattina tanti curiosi hanno raccolto a …

"La paralisi su Bankitalia", di Massimo Giannini

C´è un´indecenza pubblica, che più di ogni altra fotografa la crisi politica e la totale paralisi del governo Berlusconi e che rende bugiarda la risposta fornita alla Camera dal presidente del Consiglio all´urgenza di «governabilità» sollecitata mercoledì scorso dal presidente della Repubblica. La nomina del successore di Mario Draghi alla guida della Banca d´Italia. Una “pratica” che ormai da quasi quattro mesi marcisce e rimbalza inutilmente, dal tavolo di Palazzo Grazioli a quello di Via XX Settembre. Senza che il premier sappia assumersi la responsabilità di una decisione. «Signor presidente, lei ha ragione. So bene che la nomina è urgente. Ma l´impuntatura di Tremonti si sta trasformando in una vera e propria interdizione…». Venerdì pomeriggio, salito al Colle tre ore dopo aver incassato la “fiducia mutilata”, il Cavaliere ha spiegato in questi termini lo “stallo” sulla scelta del prossimo governatore. Di fronte a lui, un costernato Giorgio Napolitano gli ha ribadito quello che va dicendo ormai da quasi quattro mesi: questa incertezza «nuoce alle istituzioni, alle persone e anche al Paese. La decisione spetta innanzitutto …