Tutti gli articoli relativi a: economia

"Specificità italiana, la carta da giocare", di Giuliano Amato

Chi teme nell’Europa del rigore che nessuno si preoccupi più della crescita aveva tempo addietro ragione di sentirsi da solo. Oggi non è più così e sembra anzi che stia accadendo il contrario. Esponenti politici di destra e di sinistra, testate prestigiose di orientamento progressista e conservatore, lo stesso Fondo monetario internazionale puntano i riflettori sulle ragioni della crescita e sulla necessità per i Governi di farsene carico. Noi stessi in Italia siamo in attesa di un “decreto sviluppo”, che – si dice – dovrebbe smuovere una buona volta la nostra economia stagnante da anni. Io mi auguro che sia così e parimenti mi auguro che approdi a qualcosa la robusta polifonia pro-crescita in atto in tutta Europa. Ma francamente ne dubito e non solo perché ancora non se ne dimostra sufficientemente convinta la Germania (almeno per quanto riguarda le politiche prioritarie da imporre ai Paesi più indebitati dell’Eurozona e gli strumenti da attivare in sede europea). Continua u pagina 5 Ciò che più mi lascia perplesso è che molti degli appelli a favore della …

"La mossa per salvarsi", di Tito Boeri

A meno di sorprese, oggi il Parlamento darà la fiducia a un non-governo. È infatti ormai evidente che ciò che è rimasto della coalizione uscita vincente alle elezioni del 2008 non è più in grado di fare altro che spendere rapidamente ogni risorsa in più che affluisce alle casse dello Stato. È il caso dei proventi dell´asta sulle frequenze del digitale terrestre, che potevano essere utilizzati per ridurre il debito pubblico. A dire il vero fa ancora peggio: pianifica di raccogliere altre risorse, magari pregiudicando entrate future come nel caso dei condoni ventilati da molti esponenti della maggioranza, pur di alimentare altra spesa. Stando a quanto dichiarato ieri dal ministro degli Esteri e dal sottosegretario alla Difesa Crosetto, il “pacchetto per lo sviluppo” non sarà a costo zero. I ritardi nella presentazione (come previsto slitterà ulteriormente, oltre il 20 ottobre) sono legati alla ricerca di “coperture”. Serviranno per ridurre i pochi tagli previsti dalla manovra estiva e di sviluppo ci sarà presumibilmente soprattutto quello dei bilanci dei loro ministeri. È davvero penoso assistere a questa …

"Solo gli italiani possono salvare l'Italia" di Mario Draghi

Gli interventi realizzati nella scorsa estate avviano la finanza pubblica italiana lungo un sentiero di maggiore sostenibilità. Ma ciò non basta. Senza aggredire alla radice il problema della crescita lo stesso risanamento della finanza pubblica è a repentaglio. Abbiamo più volte indicato gli interventi necessari in ambiti essenziali per la crescita come la giustizia civile, il sistema formativo, la concorrenza, soprattutto nel settore dei servizi e delle professioni, le infrastrutture, la spesa pubblica, il mercato del lavoro, il sistema di protezione sociale. L’obiettivo di rilanciare la crescita è finalmente oggi largamente condiviso, ma l’adozione delle misure necessarie si è finora scontrata con difficoltà apparentemente insormontabili. Eppure, sia la storia sia gli elementi positivi che oggi pur si colgono nel Paese mostrano che esso non è al di sopra delle nostre possibilità. Nel 1950 pochi osservatori avrebbero scommesso che nel giro di un paio di decenni l’Italia sarebbe diventata una economia industriale europea. Il Paese dimostrò allora una straordinaria capacita di adattare le tecnologie importate alle condizioni del Paese, di utilizzare per la moderna industria l’inventiva …

"Caos sullo sviluppo, spunta la mini-patrimoniale", di Valentina Conte

E’ ancora battaglia sul condono. «Non va escluso», ribadisce Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera. «Non è praticabile», gli replica Luigi Casero, sottosegretario all’Economia. «Riforme sì, condono no», titola la Padania di oggi. Così, mentre le tensioni nella maggioranza si acuiscono e nessuno ancora esclude una patrimoniale anche in versione “mini”, slittano sia il decreto Sviluppo che la Legge di Stabilità (la ex Finanziaria), per un varo forse contestuale. «Entro fine ottobre», riferisce Casero per il dl sviluppo, ma «senza condoni». Tra i motivi del ritardo anche il duro braccio di ferro tra i dicasteri sui tagli da 7 miliardi decisi dalle manovre estive. Alla Ragioneria dello Stato non sarebbero pervenute ancora le proposte dei ministri sulla distribuzione dei sacrifici. La Legge di Stabilità, da approvare entro il 15 ottobre di ogni anno, potrebbe intanto prevedere nuove misure: un prelievo dell’1% sulle baby-pensioni di coloro che hanno smesso di lavorare prima dei 50 anni (soprattutto dipendenti pubblici) e la proroga al 2012 della tassazione agevolata sui premi di produttività. Agevolazione pari al 10%. «Il …

"Il ritorno di Karl Marx nel cuore di Wall Street", di Paul Krugman

NON sappiamo ancora se i manifestanti del movimento Occupy Wall Street imprimeranno una svolta all’America. Di certo, le proteste hanno provocato una reazione incredibilmente isterica da parte di Wall Street, dei super ricchi in generale. E di quei politici ed esperti che servono fedelmente gli interessi di quell’un per cento più facoltoso. Questa reazione ci dice qualcosa di importante,e cioè che gli estremisti che minacciano i valori americani sono quelli che Franklin Delano Roosevelt definiva i monarchici economici (“economic royalists”) non la gente che si accampaa Zuccotti Park. Si consideri, innanzi tutto, come i politici repubblicani abbiano raffigurato queste piccole, anche se crescenti dimostrazioni, che hanno comportato qualche scontro con la polizia – scontri dovuti, pare, a reazioni esagerate della polizia stessa – ma nulla che si possa definire una sommossa. Non c’è stato nulla, finora, di paragonabile al comportamento delle folle raccolte dal Tea Party nell’estate del 2009. Ciò nonostante, Eric Cantor, leader della maggioranza alla Camera, ha denunciato degli «assalti» e «la contrapposizione di americani contro americani». Sono intervenuti nel dibattito anche i …

"Siamo come Malta ed Estonia", di Giovanni Stringa

Perché la Gran Bretagna si porta a casa nove A di rating (AAA da Standard & Poor’s, AAA da Moody’s e AAA da Fitch), mentre l’Italia riesce a malapena a incassarne tre (A da Standard & Poor’s, A2 da Moody’s e A+ da Fitch)? Perché queste sei A di differenza, quando il Regno Unito dovrebbe chiudere il 2011 con un disavanzo che vale, in percentuale, più del doppio di quello italiano (8,8% contro 3,7%)? E quando l’economia italiana, nel secondo trimestre dell’anno, è cresciuta più di quella britannica (+0,8% contro +0,6%)? 32 mila miliardi Delle motivazioni per la bocciatura del debito pubblico italiano a lungo termine, è stato ampiamente scritto. Ma quali sono le considerazioni che hanno portato alla promozione inglese? Prendiamo Standard & Poor’s, quartier generale europeo a Londra, nel distretto finanziario di Canary Wharf, poco lontano dal cuore economico (la City) e politico (Westminster) della Gran Bretagna. S&P’s — si legge sul sito — «è nota come una società indipendente che assegna rating (valutazioni, ndr) sul credito» e sotto la sua lente ci …

"Il decreto sviluppo slitta ancora", di Marco Rogari

Si allungano ancora i tempi per il varo del decreto sulla crescita. Alla fine di una giornata fitta di riunioni prima alla Camera, con Silvio Berlusconi, Giulio Tremonti e altri ministri, e poi a palazzo Grazioli con il premier e il solo stato maggiore del Pdl, ha preso corpo l’ipotesi di rimandare al 19-20 ottobre (al rientro del presidente del Consiglio dal Consiglio europeo di Bruxelles) il via libera del Consiglio dei ministri al provvedimento, in un primo tempo previsto per il 13-14 ottobre. Non è ancora sicuro invece che il varo posticipato riguardi anche la legge di stabilità, che dovrebbe vedere la luce prima del 15 ottobre. Anche se fin qui si è sempre parlato di una presentazione simultanea dei due provvedimenti. E mentre le misure sulla crescita restano in stand by, continua la partita, non priva di tensioni, sui tagli ai ministeri (al centro degli incontri di ieri mattina a Montecitorio tra Tremonti e gli altri ministri), così come il pressing della maggioranza, Pdl in testa, sul ministro dell’Economia per ottenere misure strutturali …