"La difficile coesione sugli interessi comuni", di Giuliano Amato
E’ segno dei tempi che si legga una lettera della Banca centrale europea al nostro Governo come un messaggio dell`Oracolo di Delfi, dal quale apprendere la strada che dobbiamo imboccare per la nostra salvezza. Ed è segno degli stessi tempi che venga dalle imprese un “progetto per l`Italia”, articolato in cinque proposte per fare finalmente ripartire la crescita. Gli italiani hanno capito che stringere la cinghia è essenziale per porre un argine robusto alla crescita del nostro debito e per farlo anzi scendere una buona volta al di sotto dei livelli di guardia. Ma hanno anche capito che senza crescita rischiarne di trasformare la cura intrapresa in una sorta di calvario verso l`anoressia, raggiunta la quale il debito sarà ancora alto e noi non avremo più ne forze ne risorse per abbatterlo. Si rischia, in una situazione del genere, di creare nel Paese un clima psicologico opposto a quello che serve per rendere condivisa l`austerità alla quale comunque esso è chiamato: se tanto devo morire, perché devo morire digiuno? Di qui l`attenzione con cui vengono …
