Tutti gli articoli relativi a: economia

Ora Bruxelles avverte l´Italia "Preparatevi a nuove misure", di Andrea Bonanni

Rapporto sulle finanze Ue: dubbi sul recupero dell´evasione e sui tagli alle spese. Van Rompuy: “Serve un governo dell´Eurogruppo” No da sette Paesi dell´Est europeo. La Commissione europea giudica «plausibile» lo scenario economico presentato dal governo italiano e valuta positivamente l´impegno di risanamento delle finanze pubbliche poiché «il previsto sforzo fiscale sul 2010-12 è superiore allo 0,5% del pil e il percorso di aggiustamento dopo il 2012 è ben al di sopra delle disposizioni del Patto di Stabilità». Tuttavia Bruxelles avverte che «un´azione aggiuntiva sarà richiesta all´Italia se le entrate dovute a un migliorato adempimento degli obblighi fiscali saranno minori di quanto previsto nel bilancio, o se sorgessero difficoltà nelle restrizioni di spesa programmate». E´ questo il messaggio indirizzato al nostro Paese nel Rapporto sulle finanze pubbliche nella Ue pubblicato ieri. Le considerazioni di Bruxelles sembrano confermare un certo grado di scetticismo circa l´effettiva portata del recupero dell´evasione fiscale, così come calcolato dal governo italiano. Una prudenza che era già stata resa pubblica quando, nelle settimane scorse, il commissario Rehn (Affari economici) aveva invitato a …

"Piazza Affari è l'ora dell'angoscia", di Francesco Manacorda

In luglio dominava la preoccupazione; in agosto, sull’onda della manovra straordinaria, era spuntata la timida speranza che qualcosa cambiasse davvero. Adesso, invece, è l’ora dell’angoscia. Nella City milanese, tra gli uomini che ogni giorno guidano la finanza e l’economia di casa nostra, il rientro dalle ferie è stato amaro: i timori di qualche settimana fa hanno lasciato il posto a un sentimento più profondo e palpabile. Lo alimenta la sensazione di essere dentro una caduta senza freni, senza fondo e senza fine come quella di Piazza Affari, che solo nell’ultimo mese ha perso quasi il 12%, in un semestre poco meno del 40%. Lo rafforza ieri il giudizio senza sfumature che arriva dall’asta dei Bot dove i rendimenti schizzano oltre il 4%. Lo conferma lo «spread» tra i Btp italiani e i Bund tedeschi – la sirena d’allarme che in questi mesi tutti abbiamo imparato a conoscere e temere -, tornato vicino al livello di assoluto pericolo dei 400 punti. E’ vero – si spiegano da mesi l’uno con l’altro i protagonisti dell’economia che la …

Borse europee a picco, spread italiano vola

Forte calo per la Borsa di Milano a metà seduta, con gli indici scesi ai nuovi minimi da due anni e mezzo sui timori per un default della Grecia. Il Ftse Mib cede il 3,8% a 13.489 punti e l’All Share il 3,61% a 14.377; in Europa solo Parigi perde più di Milano, con la scure del taglio di rating da parte di Moody’s che pende sulle banche francesi: al giro di boa di metà giornata è a -4,7%. vanno a picco i titoli delle banche: Bnp Paribas lascia sul terreno oltre il 13%, Societe Generale e Credit Agricole del 9%. Rimane alto il differenziale Btp-Bund, fermo intorno ai 375 punti; attesa in rosso anche l’apertura di Wall Street. A piazza Affari soffrono, in particolare, le banche, a causa di voci di un possibile dclassamento delle banche francesi che penalizza maggiormente il settore del credito: Unicredit, che in mattinata era stata congelata al ribasso, cede il 7,21% e Intesa Sanpaolo il 6,31%. Peggiorano anche le popolare, con Bpm -2,03% e Ubi Banca -2,26%; in risalita …

"Area Ocse a un passo dalla stagnazione", di Marco Moussanet

Il rapporto presentato ieri dall’Ocse, con l’aggiornamento delle previsioni sulla crescita dei Paesi del G-7, è di quelli da far tremare le vene ai polsi. «L’andamento delle principali economie sviluppate nel secondo trimestre dell’anno – spiega il capo economista e numero due dell’organizzazione parigina Pier Carlo Padoan – è stato nettamente peggiore di quanto ci aspettavamo e il ritmo di sviluppo degli emergenti sta rallentando. Il commercio mondiale ha smesso di crescere e la disoccupazione ha smesso di scendere. L’impatto sul Giappone di terremoto e tsunami è stato più forte del previsto e i prezzi delle materie prime si sono nuovamente impennati. Ma soprattutto c’è una caduta generalizzata della fiducia da parte di famiglie e imprese, cui si aggiunge un aumento del rischio percepito sui mercati. In particolare negli ultimi due mesi si è diffusa la sensazione che i policy makers sui due lati dell’Atlantico stiano tentennando e che le risorse per correre ai ripari siano ormai ridotte al lumicino». Un disastro insomma. Che si traduce in stime largamente riviste al ribasso sulla seconda parte …

"Contro la crisi si può fare di più", di Valerio Onida

In queste settimane siamo bombardati dalle considerazioni e dalle proposte che gli esperti di economia formulano sulla crisi italiana e sui rimedi praticabili. Le manovre si succedono a ritmo frenetico, e quel che si capisce bene sono solo i veti e le resistenze di questo o di quello su ogni possibile intervento, con un effetto finale di confusione e di scarsa equità. Da “cittadino incompetente” vorrei provare a mettere in riga alcune semplici e magari semplicistiche riflessioni capaci di orientare il giudizio che, alla fine, anche gli elettori, non solo i “mercati”, dovranno dare sulle scelte compiute o non compiute. Una cosa l’abbiamo capita bene: il debito pubblico che ristagna intorno al 120% del Pil è una palla al piede che il Paese non può ulteriormente permettersi. Il problema è come ridurne l’entità. Ci dicono che la via maestra sarebbe l’aumento del Pil (la famosa “crescita”) con ritmi che, nel volgere degli anni, ridurrebbero l’incidenza relativa del debito, pur costante in termini assoluti, se si riesce nel frattempo a evitare un nuovo disavanzo annuale. Ma …

"Il prezzo maggiore pagato dalle donne", di Chiara Saraceno

Tra i tanti difetti e ingiustizie della manovra varata dal governo una sta passando sotto silenzio: i costi della manovra saranno pagati direttamente e indirettamente in modo sproporzionato dalle donne, come lavoratrici e come principali responsabili del lavoro famigliare. Le donne costituiscono infatti una grossa fetta dei dipendenti pubblici, che, dopo lo svillaneggiamento sistematico cui sono stati sottoposti come nullafacenti dal “loro” ministro, si sono visti bloccare i rinnovi del contratto, i trattamenti economici integrativi per il 2011-2013 e, nel caso degli insegnanti di ogni ordine e grado, gli scatti di anzianità. All´ultimo momento sembra che abbiano salvato tredicesima e Tfr; ma rimangono gli unici a dover pagare il contributo di solidarietà se superano i 90 mila euro di reddito annuo. Il fatto che siano poche le donne che raggiungono quel reddito è una scarsa consolazione. Sempre nel pubblico impiego, le lavoratrici hanno subito la beffa di vedere sparire il fondo costituito dai risparmi prodotti dall´innalzamento dell´età alla pensione. Esso avrebbe dovuto essere destinato al rafforzamento dei servizi, necessari per poter conciliare lavoro remunerato e …

"Articolo 8, sempre peggio", di Tiziano Treu

Con il decreto 138 varato il 13 agosto scorso il nostro legislatore ha fatto un (altro) tentativo di rispondere alla drammatica emergenza del nostro paese. È dal 13 agosto che non solo il Pd e l’opposizione, ma la gran parte delle forze sociali, denunciano l’inadeguatezza delle misure adottate; non solo l’ingiustizia nella distribuzione dei sacrifici richiesti dalla crisi, ma anche la scarsa credibilità dell’insieme e quindi la sua inefficacia. Dal 13 agosto il Pd e le opposizioni hanno avanzato al senato modifiche che cambiano la manovra, nel segno dell’equità e dell’efficacia. Invano! I cambiamenti al testo del decreto introdotti da una maggioranza più che mai dilaniata al suo interno, hanno solo peggiorato il risultato. Tale giudizio, purtroppo, si vede nelle reazioni stroncatorie delle autorità e dei mercati internazionali, che ci indicano “l’orlo dell’abisso” su cui siamo. In questo contesto le vicende dell’articolo 8, sulla contrattazione collettiva di prossimità, sono drammaticamente emblematiche. A nulla sono valse le richieste avanzate da osservatori esperti e non certo estremisti come Franco Marini di stralciare la norma, che non c’entra …