Tutti gli articoli relativi a: economia

Manovra, Della Monica: "Maggioranza ha rigettato proposte decalogo Bersani su giustizia"

“In commissione giustizia il parere della maggioranza sulla manovra correttiva s’è limitato a un attacco alla liberalizzazione della professione forense, con buona pace delle tante dichiarazioni d’intenti in senso liberista, e a un deciso no alla riduzione dell’indennità parlamentare per chi esercita la libera professione, in omaggio al più sfacciato spirito corporativo in un momento in cui il Paese soffre una grave crisi. Per questo, il PD ha votato contro”. Lo dichiara la senatrice del PD Silvia Della Monica, capogruppo PD in commissione Giustizia di Palazzo Madama. “In compenso – spiega Della Monica – la maggioranza ha rigettato le proposte per rendere più efficiente la giustizia civile e per combattere l’evasione contenute nel decalogo presentato da Bersani nei giorni scorsi. Effettivamente, trattandosi di una riforma d’interesse generale, sollecitata anche dalle imprese, e non di una misura corporativa, lo stupore è limitato”. “Resta il fatto – conclude Della Monica – che, al di là delle dichiarazioni di facciata, la maggioranza continua ad essere arroccata sull’unico collante che pare ancora tenerla insieme: salvare i privilegi di pochi, …

"EuroUnionBond, cresce il consenso", di Dino Pesole

È di fatto l’unica soluzione che l’Europa ha a disposizione per affrontare in modo strutturale la crisi dei debiti sovrani. Per l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, non vi sono al momento altre soluzioni possibili. «È un discorso complicato – ha osservato ieri in margine al meeting di Cl a Rimini – ma se non c’è una condivisione dei rischi è difficile immaginare strade per andare avanti». «Capisco – ha aggiunto Marchionne – che si oppongano questioni di solvibilità e appartenenza alla Comunità europea, ma se chiediamo agli altri di aumentare quel che pagheremmo sul debito nazionale, stiamo chiedendo loro di contribuire». In sostanza, per Marchionne quel che conta è che a livello europeo si individui comunque «una base per condividere il rischio, perché altrimenti il sistema non funziona. Se l’Italia ha la credibilità per convincere gli altri Paesi a fare gli eurobond è un altro discorso. Richiede serietà. Abbiamo bisogno degli altri Paesi, non certo una scelta che possiamo imporre al resto d’Europa». articoli correlati L’Europa può ripartire da un Piano infrastrutture Il dibattito, …

"Giochi sui condoni, non gli resta che l’Iva", di Francesco Lo Sardo

La sanatoria per gli evasori divide la maggioranza. Assicura Luigi Casero, sottosegretario all’economia, che «il condono non esiste» e che «non ci sarà nessun condono ». Curioso destino che spetti proprio a lui, ex repubblicano, già forzista e ora pidiellino di area Comunione e liberazione, smentire che il governo stia pensando di usare l’arma finale – quella del condono tributario da 30 miliardi – per mantenere invariati i saldi della manovra in vista della riduzione della tassa di solidarietà per i redditi oltre 90mila euro, mai digerita da Berlusconi. Singolare destino perché non soltanto l’idea di un condono (tributario, non quello valutario sui capitali all’estero già “scudati” o “scudabili”) è sempre stata viva e vegeta nelle file del Pdl, ma perché l’opzione condono era una di quelle da tempo caldeggiata proprio in ambienti ciellini del Pdl e di lì s’è propagata a macchia d’olio, contagiando tutta l’area ex dc del partito di Berlusconi. Il che aveva (ed ha) una logica stringente. Nu m e r i c a , perché con i tre specifici condoni …

«Patto sociale un bene pubblico Ci aspetta un autunno difficile», di Simone Collini

«L’impatto della manovra è fortemente recessivo e tale da scompaginare le tutele sociali». Ma la preoccupazione che Pier Luigi Bersani esprime nel corso dell’incontro nella sede del Pd con leader sindacali e rappresentanti del mondo bancario e dell’imprenditoria non è riferito soltanto al prossimo triennio. Riguarda anche tempi più stretti. «Sarà un autunno difficile», dice facendo correre lo sguardo sui volti dei vertici di Cgil, Cisl e Uil, di Confindustria, dell’Abi. Il leader del Pd prosegue avanzando agli interlocutori una proposta: «Penso sia opportuno stabilire un rapporto permanente, insediare un tavolo per proseguire il confronto e affrontare l’emergenza». Nessuna voce contraria si fa sentire, e anzi il fatto che i 10 punti della cosiddetta contro-manovra targata Pd ricevano molti apprezzamenti tanto dal segretario della Cgil Susanna Camussoquanto dal direttore generale di Confindustria Giampalo Galli viene giudicato un segnale incoraggiante: un po’ tutti hanno condiviso le critiche al contributo di solidarietà, mentre Galli ha contestato la proposta di tassare i capitali scudati. Il direttore generale di Confindustria ha anche proposto agli altri un nuovo incontro per …

"Sulla sussidiarietà il nostro modello diverso da CL", di Franco Monaco

Confesso la mia diffidenza verso una certa retorica bipartisan. Specie in una stagione politica nella quale l’oggettiva esigenza di fronteggiare l’emergenza e di invocare il senso di una responsabilità comune può condurre a offuscare le differenze politiche e a misconoscere la funzione costituzionale dell’opposizione. Alla quale compete sì di non sottrarsi al dovere di cooperare alla fuoriuscita dalla crisi, ma anche di porre le premesse di un’alternativa. La qualità e la forza di una democrazia si misurano anche dalla sua capacità di non rinunciare, pure dentro le emergenze, ai fondamentali della stessa democrazia. Tra questi appunto la funzione costituzionale di un’opposizione degna di questo nome. Tanto più diffido della retorica bipartisan in tema di sussidiarietà. Un principio prezioso, sia chiaro, che, con la riforma del titolo quinto, abbiamo messo in Costituzione. Un principio cardine anche dell’insegnamento sociale della Chiesa sin dalla enciclica «Quadragesimo Anno» di Pio XI del 1931. Ma anche una parola decisamente inflazionata e dal significato mobile e incerto. È la ragione per la quale non ho mai aderito alla pur affollata associazione …

«Bersani alle parti sociali: tavolo di confronto su crisi, sarà un autunno pesante», di Celestina Dominelli

Un tavolo con le parti sociali «per proseguire il confronto e affrontare l’emergenza» in vista di «un autunno pesante». Pierluigi Bersani riparte da qui per incalzare il Governo sulla manovra correttiva. Così, nell’incontro con le parti sociali convocato oggi dal Pd per illustrare loro le dieci ricette anti-crisi, il numero uno dei Democrats cerca di costruire un fronte comune tra opposizione, associazioni datoriali e i sindacati contro il decreto varato dall’esecutivo. Bersani: la manovra è fortemente recessiva Al vertice voluto dai democratici ci sono tutte le sigle: dal direttore di Confindustria, Giampaolo Galli, ai vertici di Cgil e Uil, Susanna Camusso e Luigi Angeletti, al segretario generale aggiunto della Cisl, Giorgio Santini, e al numero uno dell’Ugl, Giovanni Centrella. A loro Bersani ribadisce le critiche che già ieri aveva puntellato nel corso della conferenza stampa di presentazione della contro-manovra. Il leader dei Democrats ripete quindi che l’impatto della manovra è fortemente recessivo e tale da scompaginare le tutele sociali nel nostro paese. Quindi torna a ribadire le sue perplessità per «i molti e molti miliardi …

«Evasione fiscale, quattro mosse per ridurla davvero», di Alessandro Santoro *

In occasione di ogni manovra finanziaria torna, immancabile, la discussione sulla (cosiddetta) lotta all’evasione. Basta guardare le tabelle riassuntive degli impatti dei decreti 98 e 138 predisposte dalla Ragioneria Generale dello Stato per capire che gli importi attesi dai (modesti) provvedimenti antievasivi sono poco rilevanti. D’altronde, in anni recenti il governo di centro-destra ha attribuito ad altre misure (il redditometro, ad esempio) un notevole di recupero di gettito. Il punto, in effetti, non è quello di «dare i numeri», quanto piuttosto di affrontare razionalmente il problema partendo da alcuni punti fermi, senza i quali la discussione si trasforma in chiacchiericcio. Primo: esistono pochi confronti internazionali affidabili, ma da quel che sappiamo tutti i Paesi mediterranei, Grecia e Italia in testa, sono caratterizzati da livelli di evasione più elevati rispetto agli altri Paesi Ocse, sebbene nessuno tra essi, neppure i celebrati Stati Uniti, siano esenti dal problema. Secondo: è vero che i livelli di etica fiscale (tax morale, nella letteratura inglese) contribuiscono a spiegare i differenziali di evasione tra i diversi Paesi, ma non è vero …