"Quella norma da cancellare", di Guglielmo Epifani
Dopo l’approvazione del decreto legge del governo tutta l’attenzione si è rivolta ai temi della sostenibilità sociale ed economica della manovra, della sua equità, della sua efficacia per contrastare l’andamento dei mercati e mettere al riparo il nostro Paese. Troppo poca attenzione invece, si sta dando a quella parte del decreto che interviene direttamente nella sfera della autonomia degli accordi tra le parti sociali. Il tema in realtà è di assoluta importanza e merita di essere discusso, affrontato in modo esplicito e trasparente. Il ministro Sacconi ha provato a spiegare l’inserimento di questa normacon l’esigenza di ridurre il peso dell’intervento legislativo e favorire quello di natura pattizia tra le parti sociali. Quello che Sacconi ha fatto è esattamente il contrario. È intervenuto senza che le parti glielo chiedessero proprio sul cuore dell’azione rivendicativa di sindacati e imprese: il rapporto tra il primo e secondo livello di contrattazione. Ha cambiato a suo modo i contenuti dell’accordo del 28 giugno tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria dal quale ha fatto sparire la funzione sovraregolatrice del contratto nazionale …
