Tutti gli articoli relativi a: economia

"Lo scaricabarile non nasconde le colpe del Cav", di Stefano Fassina

E’ in atto, da parte del presidente del consiglio Berlusconi e dei suoi ministri, spalleggiati dai media di famiglia e da quelli «indipendenti» al seguito, il tentativo di liberarsi delle responsabilità politiche per le scelte compiute nelle ultime settimane di emergenza di finanza pubblica. È colpa della crisi globale, la più grave degli ultimi decenni, sentenziano. È colpa degli speculatori, attaccano. È colpa della Banca centrale europea, insinuano, che, per acquistare i nostri BoT, impone una ricetta che fa «grondare di sangue il cuore» del nostro primo ministro. La situazione precipita improvvisamente ed inaspettatamente, dicono. La casa brucia, spegniamo insieme l’incendio, ripetono. Le misure sono necessarie e non vi sono alternative, insistono. No. Non è così. È evidente che siamo in un tornante storico difficilissimo: è una grande transizione, non una crisi da eccessi di finanza e speculazione. Accelera, dopo due decenni di lenti slittamenti, lo spostamento dell’asse geo-economico e geo-politico del pianeta: dal secolo americano al «secolo cinese». Insieme, le contraddizioni materiali squarciano il velo dell’ideologia conservatrice dominante nell’ultimo trentennio . I mercati non …

La manovra alternativa del PD

Contro una manovra depressiva e ingiusta, le 7 proposte del PD. Paghi chi non paga mai Le decisioni prese dal Consiglio dei ministri sono inadeguate e poco credibili rispetto alla sfida che il paese ha di fronte anche sul piano internazionale e fortemente inique sul piano sociale e fiscale. Gli esempi più eclatanti riguardano in particolare l’anticipo della delega sull’assistenza, che facilmente si tradurrà in un drastico taglio degli sgravi fiscali, scaricando sulle famiglie una parte rilevante dell’intera operazione di riduzione del disavanzo pubblico, colpendo in modo particolare i nuclei meno abbienti. La mancata precisazione degli interventi da inoltre all’anticipazione di questa delega un carattere generico e di incertezza che non corrisponde all’esigenza di credibilità della manovra. L’intervento sugli enti locali è ancora insufficiente sul piano del riordino istituzionale, ma fortemente incisivo sul livello dei servizi, livello che invece va mantenuto e in alcuni casi irrobustito. Il contributo di solidarietà incide sui ceti popolari e sui ceti medi che pagano le tasse. In sostanza paga chi già paga. L’intervento sul Tfr dei dipendenti pubblici non …

"L'economia reale soffre", di Daniele Lepido

Se le Borse sono orologi rotti, l’economia reale è il tempo che smette di scorrere, la sospensione del mondo causata dall’incriccarsi degli indici. Paradossi e dolori di questa mezza estate, fatta non solo di spread troppo larghi e ottovolanti virtuali, ma anche di produttività mancata, esportazioni a rischio, aziende timorose dell’inasprirsi del credito e impaurite dell’incertezza sui tassi. Come tre anni fa, quando l’America crollò una prima volta, inghiottita dalla voragine Lehman Brothers. Oggi gli effetti della crisi finanziaria sull’universo produttivo iniziano a impensierire gli economisti, che annunciano per il nostro Paese un autunno nero, dopo un inizio d’anno tanto scoppiettante quanto illusorio, fatto di vendite all’estero che nei primi cinque mesi avevano corso a ritmi «tedeschi», crescendo del 17 per cento. Tutto da rifare: lo spiega l’ultima analisi mensile del Centro studi di Confindustria, secondo la quale per l’Italia la crescita nel terzo trimestre sarà «quasi nulla», dopo che nel secondo trimestre si era avuto un aumento dell’1,6% della produzione industriale, «concentrato nella prima parte del periodo», che ha causato una temporanea accelerazione del …

"Ma solo l'equità è sostenibile", di Tito Boeri

Come volevasi dimostrare, non sarà possibile un semplice cambiamento nella tempistica della manovra economica varata nello scorso mese di luglio per raggiungere con un anno di anticipo il bilancio in pareggio. Lo ha riconosciuto lo stesso ministro dell´Economia Giulio Tremonti prima nell´incontro con le parti sociali e poi nell´audizione alla Camera di ieri. Ha parlato di “ristrutturazione della manovra” nonostante avesse dichiarato solo qualche giorno prima che tutto sarebbe rimasto come prima, con il solo anticipo di un anno dei vari provvedimenti. Anche nell´audizione di ieri il ministro Tremonti ha dato però un´impressione di totale improvvisazione. Rischiamo così di trovarci dopo il prossimo Consiglio dei ministri, forse già oggi, solo con i dilatori e inutili (se non sbagliati) interventi sulla Costituzione e qualche balzello estemporaneo in più. Peccato perché la crisi ci offre un´opportunità per migliorare una manovra mal congegnata dall´inizio e poi rattoppata “con un tacon peggio del buso”. Bisognerà rafforzarla quantitativamente dato che il peggioramento della congiuntura rende più oneroso l´aggiustamento, ma soprattutto qualitativamente. Il principio cardine deve essere quello di essere equi, …

Bersani: «Domani dimezziamo i parlamentari», da www.unita.it

«Riduzione della spesa: privilegiamo un taglio delle spese non tanto sul sociale ma su tutta l’area pubblica amministrazione. Partiamo domani mattina e facciamo il dimezzamento del numero dei parlamentari. Di lì in giù, occupandoci di piccoli comuni, accorpamento delle province e via dicendo. Liberalizzazioni: usciamo dalle nebbie. Ordini professionali, farmaci, rc auto, separazione Snam rete gas, siamo contro la privatizzazione forzata non contro la liberalizzazione». Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, è il primo a replicare dopo il discorso di Tremonti alle commissioni di Camera e Senato sulle misure urgenti del governo per affrontare la crisi. Bersani lo fa entrando subito nel merito delle questioni economiche, ma prima fa una amara riflessione: «Riteniamo che in Italia la questione politica sia il cuore del problema e non possa essere separata dalla crisi. A qualche commentatore vorrei chiedere come mai in Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna, a modo loro, hanno cambiato il Governo? C’è un tema di fiducia a livello internazionale che riguarda la possibilità di chiamare il maggior numero di forze a contribuire». SECONDA MAASTRICHT PER …

"Crisi, cosa ha detto (in realtà) Tremonti", da www.unita.it

CRISI, DOMANI CDM PER IL DECRETO Potrebbe essere convocato già domani nel pomeriggio il Consiglio dei ministri per il varo del decreto legge contenente le misure anticrisi. Lo si apprende da fonti di Governo. La riunione del cdm dovrebbe seguire a un incontro con le parti sociali. Il ministro dell’Economia riferisce alle commissioni di Camera e Senato sulle misure urgenti del governo per affrontare la crisi e per metà del tempo parla di riforme costituzionali (degli articoli 41 e 81) che hanno tempi lunghi mesi e anni. Solo in chiusura del suo intervento cita in modo sommario varie possibilità prese in considerazione dal governo. Su singoli temi riferisce dei “suggerimenti” contenuti nella lettera arrivata dalla Banca centrale europea e lo fa per dimostrare quanto possano essere ‘dure’ le misure chieste dall’Europa (libertà di licenziamento, riduzione degli stipendi dei dipendenti pubblici, ecc.), anche se si affretta ad aggiungere che sono provvedimenti sui quali il governo non ha intenzione di assecondare la Ue. Il giudizio complessivo sull’intervento di Tremonti lo dà uno dei suoi grandi alleati: Umberto …

"Regge il patto tra le parti sociali. Camusso: Ci prendono in giro", di Claudia Fusani

Separati in casa ma con un piano comune. Costretti al domicilio coatto da un governo che ostenta lunghi conclavi ma poi non decide, comunica a pezzetti e male; e dai mercati che continuano la loro aggressione speculativa. Le parti sociali al tavolo della crisi, dalla Confindustria alla ritrovata terna sindacale, dall’Abi agli artigiani e tutte le associazioni di categoria per un totale di 18 sigle, riescono a tenere un fronte unico e compatto quel patto sociale di obiettivi e intenti siglato un paio di settimane fa con il documento della discontinuità. Unità e compattezza che in questo momento spiazzano governo e maggioranza invece divisi e nervosi. E’ il dato politico più importante, l’unico costruttivo, di una giornata cominciata subito male in borsa e con grandi attese circa i risultati del tavolo governo- parti sociali convocato a palazzo Chigi alle cinque del pomeriggio. E che alla fine si è rivelata disastrosa, sia per le borse che per i risultati del cosiddetto tavolo. Il tavolo delle beffe, con 130invitati, tra cui mezzo governo, neppure una pietanza e …