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Bersani: "Facciano un passo indietro. E' necessaria una vera discontinuità"

L’intervento del segretario PD alla Camera in occasione dell’informativa del governo sulla crisi economica Clicca qui per vedere il vio dell’intervento. Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, o lei ha sbagliato discorso o ha sbagliato Parlamento. Siamo in Italia e non si può descrivere la nostra situazione con i tratti di un cielo azzurro con qualche nuvola, che adesso spazziamo via facilmente. Credo che l’unico merito del suo discorso sia stato quello di essere stato fatto a mercati chiusi, francamente. Mi ha impaurito il discorso di Alfano, perché non credo che ci sia più consentito, a proposito dei reciproci ruoli, di stare nella genericità. Avrei molti motivi di polemica riguardo alle cose che ha detto il Presidente, al modo in cui siamo stati trattati in questi tre anni a proposito delle proposte che non avremmo avanzato, alla sufficienza, all’arroganza. Ma voglio far forza a me stesso e non farò nessuna polemica, e quel che dovevo fare l’ho già fatto. Attualmente, ho un altro tono rispetto a quello del Presidente del Consiglio: o sono su Marte …

"Il Cavaliere senza benzina", di Massimo Gramellini

Ormai non è nemmeno un problema politico. È un problema energetico. Nel momento meno adatto per lui, ma soprattutto per noi, Silvio Berlusconi ha esaurito la benzina. Non seduce e non indigna più. Annoia. Altro che nuovo predellino, questo è il discorso della sedia a dondolo: mancano soltanto la coperta sulle ginocchia e la papalina in testa. Purtroppo non sarebbe ora di andare a dormire, ma di svegliarsi e combattere. E invece non una parola d’ordine, un colpo di barra, un guizzo liberale. Il presidentetisana è completamente fuori contesto. Come se, sul cadavere di Cesare, Marcantonio avesse discettato sommessamente sulla stabilità del governo o, sotto le bombe naziste, Churchill avesse promesso agli inglesi un comitato interministeriale. Eppure speriamo che i mercati internazionali si limitino a leggerlo. Perché se per disgrazia vedranno anche le immagini, l’effetto sulle Borse potrebbe essere ancora più deprimente.

"Il cavaliere e i mercati tra Scilla e Cariddi", di Eugenio Scalfari

IL TOPOLINO partorito dalla montagna è estremamente gracile: sette miliardi e mezzo fuoriusciti dal Fas, il salvadanaio che avrebbe dovuto sostenere le Regioni meridionali e che è stato più volte manomesso e ridotto al lumicino dal ministro dell’Economia. Con sette miliardi e mezzo non si va lontano, tanto più che ci vorranno parecchi mesi per aprire i cantieri e assumere la manodopera necessaria. Ma ciò che rende grottesca questa trovata, la sola che ha dato un minimo di concretezza a quel discorso, è l’elenco delle opere e la loro tempistica. Nell’elenco appare niente meno che il completamento dell’autostrada e della ferrovia nel tratto Napoli-Salerno-Reggio. Sono trent’anni che se ne parla e ogni volta i governi l’hanno dato per fatto ma è ancora lì. Un Parlamento serio avrebbe dovuto seppellire con un’omerica risata quest’opera pubblica ballerina. E un’altra nello stesso elenco, da Bari a Napoli. Il presidente del Consiglio, presentando il topino, ha ricordato che quelle opere erano già state proposte dal governo alla Fiera di Bari dell’anno scorso. Fino a ieri erano finite non si …

"Parole in libertà", di Tito Boeri

Forse Berlusconi avrebbe fatto meglio a non parlare. In questi frangenti i discorsi vuoti sono peggio dei non discorsi. Aveva chiesto di parlare a mercati chiusi nutrendo l´aspettativa di annunci importanti, di segnali di svolta nelle politiche se non nelle persone. Ma questa volta non sono arrivati neanche gli annunci. Solo vuoti richiami alle parti sociali, l´ennesimo accenno al nuovo statuto dei lavori, di cui il ministro Sacconi parla da almeno sette anni senza aver mai presentato un progetto, e un vaghissimo riferimento a fusioni e aggregazioni di enti pubblici. Due conti possono essere utili per capire il pericolo che stiamo correndo. Ieri lo spread fra titoli di Stato decennali italiani e tedeschi era salito fino a 400 punti base: sul mercato si chiedevano rendimenti del 6,25 per cento per acquistare i nostri titoli di Stato, mentre i Bund alla stessa scadenza venivano comprati a poco più del 2,35 per cento. Per fortuna non dobbiamo pagare da subito questi interessi sul totale del nostro debito pubblico, ma solo sulle nuove emissioni e i nostri titoli …

"Le riforme che si possono davvero fare", di Stefano Lepri

Forse l’Italia sta rischiando oggi più che nel 1992; pur se questi giudizi storici li dà solo il senno del poi. Allora, almeno, si poteva sperare nei partiti che fino a quel momento non avevano mai governato, o in forze nuove capaci di emergere dalla società civile. Per giunta, inseriti come siamo nell’unione monetaria europea, abbiamo lo sgradevole potere di coinvolgere in un disastro anche altri Paesi. Il 2011 offre meno speranze politiche e molto minori margini di manovra nell’economia. Nelle ultime ore tutti sembrano essersi convinti che occorra uno sforzo nuovo. Al punto in cui siamo giunti, placare i mercati finanziari sarà arduo; quei mercati che ancora, a quattro anni dall’inizio della grande crisi, conservano l’inquietante forza di avverare sciagure che ritengono probabili. L’Italia deve risalire la china riconquistando una fiducia che i mesi scorsi le hanno fatto perdere. Non basta far meglio le stesse cose che si sono fatte finora. Ad esempio, come misura per la crescita era stato gabellato a suo tempo lo «scudo fiscale», il cui fallimento sotto questo profilo viene …

"Disoccupati, crescono gli «inattivi»", di Antonella Baccaro

Aumenta il peso di chi non cerca più, i giovani senza lavoro al 27,8% ROMA— Tasso di disoccupazione stabile all’ 8%a giugno, secondo i dati provvisori diffusi ieri dall’Istat. Rispetto agli altri Paesi di Eurolandia, siamo sempre sotto la soglia media, stabile al 9,9%, rispetto a maggio. In valore assoluto i senza lavoro in Italia a giugno erano 2 milioni. A livello annuo invece il tasso di disoccupazione scende dello 0,3%. Un dato che probabilmente va considerato insieme al tasso d’inattività tra i 15 e i 64 anni che, in un anno, risulta aumentato proprio dello 0,3%. Mentre giugno su maggio l’incremento risulta dello 0,1%.

"Un governo abbandonato da tutti", di Enrico Letta

Al governo è stata espressa la terza sfiducia di seguito. Quella delle parti sociali. Netta e senza appello, come mai era accaduto prima. Clamorosa soprattutto per le pregresse divisioni degli stessi firmatari del Patto economico-sociale reso noto qualche giorno fa. Prima di questo schiaffo il governo aveva ricevuto a maggio e a giugno la prima sfiducia, quella degli elettori con i due turni delle amministrative e il referendum. Anch’essa chiara proprio perché oggetto di una richiesta stessa di fiducia da parte di Berlusconi.