Tutti gli articoli relativi a: economia

"Le colpe cerchiamole in casa", di Alberto Bisin

Un’altra giornata di passione in Borsa. Nei mercati italiani in particolare: record di perdite alla Borsa di Milano e nuovo record sullo spread tra i titoli del Tesoro italiano e quello tedesco. Lungi da me provare a interpretare il crollo di ieri o a prevedere se oggi la Borsa rimbalzerà. Ad ogni prima lezione di economia finanziaria gli economisti insegnano che l’andamento di Borsa giorno per giorno è essenzialmente imprevedibile. Quanto sta succedendo sui mercati finanziari in Europa e negli Stati Uniti da alcuni mesi è però perfettamente comprensibile.

Berlusconi mercoledì in Aula. Parti sociali convocate giovedì

Il premier in Parlamento, niente “tavolo unico” con le opposizioni Il governo ha convocato le parti sociali per giovedì mattina per un confronto sui temi della crisi. Nel pomeriggio dello stesso giorno si svolgerà anche un confronto fra le forze di opposizione con sindacati e imprese ma in un tavolo separato rispetto a quello governativo. La scorsa settimana le parti sociali avevano lanciato un appello comune al governo, inedito e dai toni drammatici, chiedendo subito un patto per la crescita, per dare un segnale di discontinuità ed evitare che la dinamica dei mercati finanziari porti a una situazione insostenibile per il paese. Dopo un prolungato pressing del Pd, Berlusconi ha deciso inoltre di riferire mercoledì prossimo alla Camera e al Senato sulla situazione economica. A quanto si apprende, il premier potrebbe intervenire nel pomeriggio. Tempi e modi dell’intervento a Montecitorio saranno definiti nella conferenza dei capigruppo prevista domani, dove il governo ufficializzerà la disponibilità del presidente del Consiglio a informare le camere. Il governo Per quanto riguarda il governo, il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi …

"Un patto non dirada la nebbia", di Bill Emmott

L’ accordo quadro sulla manovra fiscale concordato ieri tra democratici e repubblicani al Congresso degli Stati Uniti e la Casa Bianca all’altro capo di Pennsylvania Avenue, non è un granché e non è nemmeno di ampio respiro. Ma quanto meno è un accordo, e assumendo che sia accettato dal Congresso durante i prossimi due giorni eviterebbe alle finanze pubbliche una crisi del tutto superflua, potenzialmente in grado di innescare una nuova crisi finanziaria globale. Anche così, non è la fine della storia, non a lungo termine. Il direttore di una rivista italiana di recente mi ha chiesto cosa pensassi circa la differenza tra la crisi monetaria dell’Europa e quella dell’America, dicendomi che a suo avviso l’America ha il grande vantaggio di avere un sistema presidenziale. Spero che non lo pensi adesso, ma in ogni caso davvero dovrebbe prestare maggiore attenzione alla Costituzione americana. Perché questo dibattito farsesco sul tetto del debito è tutta colpa dei padri fondatori: Jefferson, Washington e gli altri. Hanno progettato la costituzione americana, con tutti i suoi pesi e contrappesi, espressamente …

"Crisi, non si ferma l'onda lunga", di Laura Matteucci

Di nuovo dati pesanti sulla crisi che non finisce mai, e di nuovo conferme di un governo incapace di gestirla. Anzi, che al momento non ha nemmeno risposto all’invito del segretario del Pd Pierluigi Bersani, inviato ai presidenti di Camera e Senato e rivolto direttamente a Berlusconi, di riferirne in Parlamento. «La difficile situazione del Paese, le tensioni sui mercati, i segnali di difficoltà che provengono dall’Europa e dagli Stati Uniti, l’appello al governo venuto dalle forze economiche e sociali, ci impongono di insistere », dice l’invito. Persino un pidiellino di ferro come Osvaldo Napoli, presidente pro tempore della stessa Associazione dei Comuni, fortemente contraria alla manovra, invita il governo «ad accettare la sfida».Mal’esecutivo si va consumando per autocombustione: adesso pure Bossi ha deciso che i ticket sanitari non s’hanno da fare, e il governo sta cercando la copertura per congelarli. Intanto gli indicatori convergono, e anche la seconda parte dell’anno si prospetta assai complicata. Con «l’onda lunga della crisi», rileva Confindustria, l’emorragia di posti di lavoro rallenta ma non si arresta. I timidi segnali …

"Un'economia che produce poca innovazione", di Emanuele Felice e Michelangelo Vasta

Nella letteratura economica esiste oggi un ampio consenso sulla stretta relazione tra i livelli di istruzione di un paese e la sua attitudine verso l’innovazione da un lato, e la capacità di crescere dall’altro. Anche la prospettiva di lungo periodo offre numerose conferme: lo straordinario successo della Germania sul finire dell’Ottocento, all’epoca della Seconda rivoluzione industriale, rispetto all’allora declinante Inghilterra; o più recentemente, l’affermazione dei paesi asiatici che contrasta con la stagnazione dell’Africa. El’Italia?Da quando esiste come stato unitario, il nostro Paese non ha mai brillato in quanto a livelli di istruzione. Nel 1861, al momento dell’unificazione, oltre tre quarti della popolazione era analfabeta: nel 1911 il tasso di analfabetismo era ancora del 40%, livello incommensurabilmente più elevato rispetto ai principali paesi europei. Allo stesso tempo, all’interno delle università prevalevano gli studi umanistici, mentre le scuole tecniche rimanevano relativamente poche. Le classi dirigenti preferivano formarsi nella cultura giuridica e nell’ambito delle professioni, non di rado garantite nei redditi da privilegi corporativi; nella nascente industria, la scarsa domanda di ingegneri era soddisfatta, al più, dai pochi …

"Manovra, i sindaci scendono in campo: ci hanno emarginati" di Marcella Ciarnelli

I sindaci del nord scendono in campocontro la manovra. Si ritroveranno a Venezia il 14 settembre. La protesta scenderà verso il sud facendo tappa a Perugia. E alla fine tutti a Brindisi per l’assemblea dell’Anci. Non ci stanno i sindaci italiani a subire, senza far sentire la loro voce, le conseguenze di «scelte di politica economica che mettono ai margini le autonomie locali su decisioni strategiche e contingenti assunte in totale spregio e violazione anche di norme costituzionali, a partire dall’articolo 114 della Costituzione che proclama il pari ruolo istituzionale di Comuni, Province, Regioni e Stato». Ed allora l’Anci ha deciso di convocare per il 14 settembre un incontro a Venezia cui sono stati invitati tutti sindaci del nord. Scendendo lungo lo stivale l’appuntamento successivo è stato fissato a Perugia per il 23 settembre ed, infine, tutti i primi cittadini si ritroveranno a Brindisi dal 5 all’8 ottobre per l’Assemblea dell’Anci al momento presieduta da Osvaldo Napoli, berlusconiano di chiara fede e accanito difensore della politica del governo, che però davanti al progressivo venirmeno delle …

"Un tesoro nascosto di 150 miliardi ecco i capitali all´estero degli italiani", di Maurizio Ricci

Tra Cayman e Bermuda, proliferano titoli e depositi anche dopo lo scudo. Uno studio di Bankitalia quantifica l´esportazione illegale di soldi. Ci sono 150 miliardi di euro sui conti clandestini che tuttora gli italiani detengono illegalmente all´estero, al riparo dagli occhi del fisco. Un centinaio è investito in azioni, fondi, obbligazioni e titoli pubblici. Il resto in depositi e conti bancari. Lo scudo Tremonti, insomma, è servito a poco: nel 2009 sono rientrati, nonostante i termini favorevoli offerti, solo fra metà e un terzo dei soldi fuori legge investiti in titoli. E´ la stima contenuta in uno studio appena pubblicato da due ricercatori della Banca d´Italia, che hanno messo a confronto una lunga serie di dati statistici. I due ricercatori – Valeria Pellegrini ed Enrico Tosti – si sono concentrati, in particolare, sugli investimenti di portafoglio, cioè in titoli, perché qui era possibile mettere a confronto i dati dei paesi che hanno emesso i titoli e sui loro acquirenti, con i dati all´altro capo della catena, cioè in Italia. Il divario che ne risulta equivale …