Tutti gli articoli relativi a: economia

Fassina: norma su fisco, iniqua e regressiva

Irpef sulla prima casa, un aggravio pesante sulle famiglie e i giovani. Le profonde iniquità inflitte dalla manovra di finanza pubblica del governo Berlusconi ne appesantiscono gli effetti recessivi e, quindi, ne indeboliscono l’efficacia. La norma per gli interventi sul fisco, oltre a tassare la casa di abitazione, prevede la tassazione dei contributi pensionistici e sociali obbligatori. Se si attuasse l’improvvisato e irrazionale intervento predisposto da Tremonti, saremmo l’unico Paese al mondo a tassare due volte lo stesso reddito, per altro in modo pesantemente regressivo. Contestualmente, le rendite milionarie continuano a beneficiare di un’imposta sostitutiva al 12,5%. Il governo Berlusconi non ha alcuna credibilità per andare avanti. Ogni giorno in più aggrava i problemi dell’Italia. Saranno 24 milioni gli italiani che subiranno il ritorno dell`Irpef sulla prima casa. Un aggravio pesante che ha provocato una dura presa di posizione del Pd che con il responsabile economico Stefano Fassina ha giudica la norma che riporta l`Irpef sull`abitazione principale «iniqua e regressiva». www.partitodemocratico.it

"Ticket, Italia divisa. Ma undici Regioni si ribellano", di Bianca Di Giovanni

È positiva e va estesa la decisione i alcune regioni di congelare l’applicazione dei superticket da dieci euro: ora il governo li abolisca». Così interviene il segretario confederale della Cgil Vera Lamonica. Per la sindacalista « non si può scaricare sui cittadini il peso diuna misura iniqua e punitivamanon è giusto, né potrà reggere a lungo, affidare la soluzione alle singole Regioni che sono già duramente colpite dai tagli della manovra ». Insomma, la «questione sanità», che poi è questione sociale, continua a tenere banco a quattro giorni dal varo definitivo dell’ultima stangata. La maggior parte dei governatori (almeno 11) ha già deciso di ribellarsi alla decisione dell’Economia, a costo di altri tagli al bilancio. Tra gli altri, il dibattito è aperto su un eventuale ripensamento. «Siamo tra Scilla e Cariddi – spiega Roberto Formigoni – Confermo che stiamo cercando di trovare una soluzione. Ricordo che il ticket è stato introdotto per legge, nella manovra, e quindi o sono i cittadini a pagarlo o dovremo togliere fondi da un altro capitolo e dunque offrire meno …

"Famiglie troppo colpite, intervenite" di Gabriele Isman

Vescovi e associazioni chiedono modifiche. E Giovanardi cerca una mediazione. Cei, Caritas, Acli non allentano la pressione sul governo e chiedono modifiche. I cattolici all´attacco della manovra. La scomunica ufficiale è arrivata ieri con un editoriale sulla prima pagina dell´Avvenire: «L´abbiamo ingoiata senza fare troppe storie – scrive il giornale della Cei – . Questa manovra economica è stata necessitata prima ancora che necessaria. L´attacco speculativo era stato troppo grave, la situazione troppo instabile e incerta. Il risultato complessivo più che distribuire in maniera equa i pesi del rigore necessario continua a caricare sulle famiglie e sui ceti medio-bassi l´onere del risanamento, toccando solo marginalmente i ceti alti e certe corporazioni». E nell´editoriale non mancano le critiche ai mancati tagli ai costi della politica. Il giorno prima il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, aveva detto: «La famiglia deve essere difesa a tutti i costi perché è la base della società civile». E inevitabilmente le sue parole erano sembrate un richiamo al Parlamento. Ma l´attacco dei cattolici alla Finanziaria era partito già nei giorni precedenti: …

"Come salvare l’Italia e l’Europa", di Antonio Padoa-Schioppa

E così ci siamo arrivati. Dopo tante avvisaglie remote, ora l’Italia è davvero sull’orlo di un precipizio che potrebbe segnare la fine del benessereconquistatomezzosecolofa.E segnare la fine dell’euro e addirittura l’arresto se non la fine del processo di integrazione europea. Allarmismo eccessivo? Non credo. Sulla fine dell’euro scommettono ormai in tanti, e per tante ragioni diverse e concorrenti. Interessi potenti sono all’opera. L’obiettivo non sembra più irraggiungibile. Che fare? In questi giorni le proposte non sono certo mancate. Il punto di partenza degli osservatori è uno solo: le misure della manovra, per quanto corpose se viste nella cornice di quattro anni, sono inadeguate a scongiurare i rischi di attacco ai nostri conti. I 300 punti di spread raggiunti in pochi giorni dai nostri titoli pubblici decennali rispetto a quelli tedeschi comportano, da soli, un aggravio annuale di alcuni miliardi di euro sugli interessi del debito pubblico. Facile calcolare cosa costerebbe un raddoppio o una triplicazione o una quadruplicazione di queste cifre, che potrebbe arrivare in tempi brevi. LA GRECIA insegna. E i mercati non si …

"Caro-Irpef, chi ha 20 mila euro pagherà il doppio dei più ricchi", di Valentina Conte

Le previsioni della Voce.info. Le detrazioni ridotte si concentrano sui ceti medio-bassi. La stangata si abbatterà soprattutto sui redditi tra 16 mila e 27 mila euro. Alla fine, chi li pagherà quei tagli alle agevolazioni fiscali? Soprattutto le famiglie italiane con redditi medio-bassi. E quanto? Quasi il doppio di quelle abbienti. Fare i conti il giorno dopo l´approvazione d´emergenza della manovra da 48 miliardi non porta buone notizie ai contribuenti. Le famiglie con redditi modesti, e che versano le tasse, nei prossimi anni subiranno la stangata più odiosa. Grazie a una clausola di salvaguardia che mette in sicurezza i conti dello Stato, ma che stravolge quelli domestici. E dunque, proprio chi fino ad ora contava su detrazioni, deduzioni e bonus fiscali per alleggerire l´Irpef, nel 2013 e nel 2014 vedrà ridotti sensibilmente gli sconti. L´effetto regressivo, calcolato per il sito lavoce.info da Massimo Baldini, economista e docente, si abbatte con particolare iniquità sui nuclei familiari con un reddito medio tra i 16 e i 27 mila euro che a regime, nel 2014, perderanno 620 euro …

Camera dei Deputati – Manovra: dichiarazione di voto di Pier Luigi Bersani

Signor Presidente, la fiducia che il Governo ha posto oggi l’aveva annunciata un mese fa, come aveva già fatto per quarantasei volte prima di questa. Noi abbiamo consentito al Governo, insieme alle altre forze di opposizione, di cambiare i tempi della questione di fiducia, di porla in una settimana invece che nelle solite tre. L’abbiamo fatto per l’Italia aggredita dai mercati, per non aggiungere due settimane di confusione ed una situazione già confusa e drammatica, sapendo che la confusione finisce sempre per scaricarsi sui più deboli. Nei vostri confronti, sia chiaro, la nostra responsabilità si ferma qui. Noi adesso la nostra responsabilità ce la prendiamo davanti agli italiani e diciamo subito che siamo radicalmente «contro» (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). Siamo contro la vostra politica economica, se mai ce n’è stata una; siamo contro la vostra conduzione delle cose in sede europea; siamo contro, ancor più fermamente, ai contenuti ingiusti di questa manovra. E diciamo una parola chiara. L’Europa ci conosce, conosce la nostra tradizione di forza europeista e di Governo che non …

"La manovra per i prossimi tre anni: 87.700.000.000", di Paolo Baroni

Tagliate le detrazioni su asili nido, spese sanitarie, mutui casa, assicurazioni e ristrutturazioni. Col rush finale Senato-Camera (ieri il primo sì, oggi pomeriggio il voto di fiducia finale a Montecitorio) la manovra cresce ancora sino a toccare un valore cumulato di 87,7 miliardi. «A regime» la legge taglia-deficit in effetti «vale» meno, circa 47 miliardi di euro, ovvero la cifra che serve per portare in pareggio i nostri conti entro il 2014. Rispetto alla correzione iniziale (2 miliardi quest’anno, 6 il prossimo, 17,8 nel 2013 e 25,3 l’anno successivo), con il passaggio in Senato ieri si sono aggiunti interventi per altri 2 miliardi quest’anno, 5,5 per il 2012, 6,5 per il 2013 e 22,6 miliardi per il 2014, importi che fanno lievitare il totale grezzo della manovra sin quasi a quota 90 miliardi. Molti tagli e, potenzialmente, anche nuove tasse. Ogni famiglia, stima la Cgil, perderà tra i 1200 ed i 1800 euro l’anno per effetto della tagliola su bonus e detrazioni che in assenza della riforma fiscale scatterà nel 2013. L’effetto «salvaguardia» Dal punto …