Tutti gli articoli relativi a: economia

"E' mancato il governo ci sentiamo abbandonati", di Tonia Mastrobuoni

Tra gli imprenditori del Nord-Est il consenso per Berlusconi crolla al 13% È come il film in cui Bill Murray si svegliava tutte le mattine per rivivere la stessa giornata. Gli imprenditori del Nordest non riescono a cambiare idea sulla fine della crisi. Il 32 per cento spera di uscirne entro dodici mesi. Ma è la stessa percentuale del 2010, quando era il 30,2 per cento. Il rapporto della Fondazione Nord Est per il 2011 presentato ieri a Padova ne deduce che la riemersione dalle secche della crisi viene continuamente spostata in avanti, «come se la dimensione dell’incertezza avesse congelato la situazione». Come in un incubo. Anche l’esigua minoranza che pensa che ne stiamo uscendo è sempre la stessa: il 13,2 per cento contro il 10 di un anno fa. Forse a questo infernale, eterno presente contribuisce il fatto che gli imprenditori che animano quest’area nordorientale del paese, la «Germania d’Italia» come la definisce anche il rapporto curato dal sociologo dell’Università di Padova Daniele Marini, si sentano, piuttosto, come in Belgio. Ormai da anni senza …

Ripresa più difficile Lavoro, redditi e produzione sotto tiro", di Rinaldo Gianola

Siamo il paese più indebitato e con il tasso di crescita dell’economia più basso tra i “grandi” d’Europa. Ora, arrivati al terzo anno di recessione, l’interrogativo che imprese e sindacati si pongono è quali conseguenze può avere l’ondata speculativa che ha spazzato i mercati e il sistema finanziario italiano ed europeo in questi giorni. La prima preoccupazione è che la crisi del debito possa compromettere quei timidi segnali di ripresa dell’economia comparsi negli ultimi mesi. Per quest’anno e il 2012 le prospettive di crescita del Pil sono modeste, poco più dell’1%, ma queste stime non tenevano conto della caduta di questi giorni e della manovra correttiva di rientro del debito che, per generale considerazione, avrà un impatto recessivo sull’economia. Rischiamo, dunque, il cosiddetto «doubledip», cioè una seconda caduta, dopo la prima fase di recessione che dal 2008 a oggi ha cancellato circa mezzo milione di occupati, con una profonda ristrutturazione dell’apparato produttivo (compresa la scomparsa o il trasferimento di intere produzioni) con un ricorso record alla cassa integrazione. L’Inps ha calcolato che il “tiraggio” della …

"Una cura immediata da 12 miliardi", di Eugenio Scalfari

La Borsa italiana ha paurosamente sbandato nella prima mattinata di ieri, poi si è ripresa. L´emissione di titoli del Tesoro è andata male, c´è stato un calo della domanda e un´ulteriore impennata dei rendimenti e dello “spread” rispetto al Bund tedesco. Le altre Borse europee hanno continuato a ballare per tutta la giornata e la stessa cosa è avvenuta a Wall Street. L´attacco della speculazione è dunque rivolto contro tutta la finanza europea e non soltanto contro l´Italia. Ho avuto modo di parlarne ieri con Mario Draghi. La sua valutazione riguarda la necessità che il Consiglio dei Capi di Stato e di governo dell´Unione europea che si riunirà tra una settimana decida di rafforzare anzi di costruire una politica unitaria che finora non c´è stata e la cui assenza ha stimolato l´aggressività della speculazione e la fragilità dei mercati. Avremo dunque ancora alcuni giorni molto agitati in Europa (e anche in Usa) prima di “riveder le stelle”. E in Italia? I commentatori italiani hanno spiegato il miglioramento di Piazza degli Affari con la dichiarazione di …

Crisi e manovra: Tremonti incontra opposizioni

Nel pomeriggio il ministro Giulio Tremonti incontrerà le opposizioni. Lo ha detto la capogruppo del Pd in Senato, Anna Finocchiaro in una conferenza stampa dedicata agli emendamenti delle opposizioni alla manovra. Finocchiaro ha fatto riferimento ad una «nota» del Tesoro che annuncerebbe l’incontro, «un fatto che ci era già stato comunicato». Durante la conferenza stampa il vicesegretario del Pd, Enrico Letta, ha chiesto che il «confronto avvenga nelle sedi istituzionali, e cioè in Senato», in modo «che tutto avvenga alla luce del sole». Pochi e condivisi emendamenti per arrivare già giovedì all’approvazione del testo in Senato. È questo l’accordo che maggioranza e opposizione, secondo quanto si apprende, avrebbero raggiunto sul decreto relativo alla manovra economica, fino a domani al vaglio della commissione Bilancio del Senato. L’intesa, sempre secondo quanto riferiscono le stesse fonti, dovrebbe essere formalizzata durante l’incontro tra il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti e i capigruppo dell’opposizione che si terrà questo pomeriggio a palazzo Madama. Alle 18 di oggi scade il termine per la presentazione degli emendamenti al testo. www.unita.it

Manovra. “Chiediamo crescita, equità e regole”

Nella latitanza del presidente del Consiglio, il PD si sta assumendo una responsabilità seria. Con Udc e Idv prepareremo pochissimi emendamenti. Dopo un passaggio alla Camera chiederemo che il Governo vada via. “Stiamo vivendo un momento difficile ma nessuno può smarrire l’idea che l’Italia ce la può fare a superare la crisi. Detto questo ribadiamo però che questa manovra è insoddisfacente e non la voteremo”. Così la presidente dei senatori del PD, Anna Finocchiaro ha introdotto la conferenza stampa dei democratici sulla manovra finanziaria che ha cominciato il suo iter a Palazzo Madama. “Intanto mancano 15 miliardi. È necessario che il governo presenti un disegno di legge di delega fiscale che dia regole di contabilità. Oggi durante la riunione dei capigruppo in Senato chiederemo di approvare la manovra nel più breve tempo possibile, senza rinunciare a tre punti chiave: crescita, equità e regole”. “Chiediamo che ci siano delle norme ad aiutare donne e giovani oggi marginalizzati nell’occupazione e nel reddito. Sul versante della crescita torniamo su due questioni: debiti delle pubbliche amministrazioni e patto di …

"Prodi: Governo, opposizione e Bankitalia insieme nell'emergenza", di Carlo Marroni

«Va lanciato immediatamente il messaggio che c’è un Paese unito, capace di fare sacrifici e di costruire compatto il proprio futuro». Nel giorno più nero per l’Italia sui mercati finanziari, Romano Prodi sollecita una prova di compattezza per superare questa crisi e respingere l’attacco speculativo internazionale a cui è sottoposta l’Italia. Per l’ex presidente del Consiglio «non ci sono alternative a questo approccio. Deve emergere subito un messaggio di stabilità, di compattezza, di fiducia, condiviso da maggioranza e opposizione, assieme a tutte le istituzioni. Questo fa un Paese che festeggia i 150 anni di unità e continua insieme a costruirsi il domani». Professor Prodi la situazione è davvero difficile. Sono fortemente preoccupato per quello che sta accadendo. E lo sono a maggior ragione alla luce di quanto avviene negli Stati Uniti, dove i conti pubblici sono peggiori dei nostri e la situazione politica interna non è certo più coesa della nostra. Eppure non si pensa altro che ad attaccare l’Europa. L’Italia è il Paese nel mirino più di altri? Dopo Irlanda, Grecia, Portogallo e Spagna …

Nella manovra oltre 50 milioni di euro tagliati ai beni e alle attività culturali

Beni culturali, cinema e spettacolo: riduzione della spesa progressiva dal 2012 al 2014. Scelte che tagliano il passato e il futuro del Paese Nella manovra economica del Governo, che a breve sarà votata dalla maggioranza, (supera quota 50 il ricorso al voto di fiducia), ingenti tagli al Ministero dei Beni e delle attività Culturali. Il Dipartimento Cultura e Informazione del PD ha svolto un accurato lavoro di analisi delle misure previste nella manovra, che avranno un impatto devastante per la tutela e lo sviluppo della Cultura in Italia. Clicca qui per leggere il documento tecnico www.partitodemocratico.it ****** «I tecnici di Palazzo Madama “Non raggiungerà gli obiettivi”», da repubblica.it Secondo il servizio Bilancio del Senato, gli interventi previsti per il 2013 e 2014 non colmeranno la distanza rispetto ai target indicati nel Def: c’è un differenziale del – 1,2 % tra saldo primario e indebitamento netto al termine dei tre anni. Solo con la riforma fiscale c’è qualche possibilità di centrare il ripianamento del deficit ROMA – La manovra “produce una parte significativa degli effetti finanziari” …