Tutti gli articoli relativi a: economia

"Napolitano: bene opposizioni, governo le ascolti", da www.unita.it

Napolitano: bene opposizioni, governo le ascolti Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, «ha preso nota con viva soddisfazione degli annunci venuti dall’opposizione nel senso di un impegno a concorrere con pochi qualificati emendamenti, a una ‘rapidissima approvazione’ della necessaria manovra finanziaria». È quanto si legge in una nota del Quirinale. «Ci si attende – sottolinea ancora il Colle – che a ciò corrisponda la immediata disponibilità di governo e maggioranza a condurre le consultazioni indispensabili e a ricercare le convergenze opportune». BERSANI: NOI PRONTI A DISCUTERE «In parlamento noi abbiamo sempre collaborato e collaboreremo, ma questo governo la deve smettere di fare delle chiacchiere e dei segnali di fumo». Così il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, in visita a Ramallah, ai microfoni di Sky Tg24. «Gli abbiamo proposto di discutere la Finanziaria fino a settembre garantendone l’approvazione, ma hanno detto no – prosegue Bersani – noi vogliamo fare delle riforme che suggeriscono un percorso di crescita credibile per il paese, disturbando un po’ tutti ma disturbando di più chi si è disturbato di meno …

"Responsabilità istituzionale", di Massimo Giannini

Illudiamoci pure. Sforziamoci di credere che il vertice straordinario di questa mattina a Bruxelles tra le più alte cariche di Eurolandia (Von Rompuy, Barroso, Trichet e Juncker) non sia stato convocato per discutere del “caso Italia”. Ma da venerdì sappiamo che l´allarme tricolore, in Europa, è ormai suonato. Sul piano internazionale, si tratta di capire se e come sarà possibile disinnescarlo. Sul piano nazionale, si tratta di evitare che il fallimento politico di un governo ormai impresentabile si trasformi nella bancarotta di un intero Paese. Non siamo alla soglia di un altro 1992, quando un´Italia schiantata dal peso del suo debito pubblico fu distrutta dalla speculazione. Allora la lira uscì dallo Sme e fu pesantemente svalutata, e il governo Amato impose alla nazione una cura da quasi 100 mila miliardi di allora, con tanto di “scippo” notturno sui depositi bancari. Ma da allora ad oggi la differenza più rilevante riguarda solo l´esistenza dell´euro, che finora ci ha salvato da un collasso sistemico. Per il resto, il debito ha ricominciato a salire, Berlusconi è il premier …

"Ecco i veri numeri della manovra", di Tito Boeri

Per azzerare il deficit entro il 2014 occorre una correzione di circa 2,3 punti di Pil, più o meno 40 miliardi. Gli aggiustamenti previsti dal Governo hanno efficacia solo dal 2013 in poi (prima il saldo è zero) e per più di un terzo sono affidati a una delega fiscale il cui contenuto è tutt’altro che definito. A conti fatti, si tratta di una manovra che grava soprattutto sulle entrate contrariamente agli impegni presi dal nostro Governo in Europa. Il contributo delle entrate sarà ancora maggiore se Regioni, province e comuni aumenteranno le imposte locali per rifarsi dei tagli ai trasferimenti. Nessuna misura per lo sviluppo. Grazie al lavoro del Servizio Bilancio del Senato è possibile finalmente ricostruire i numeri della manovra . Per centrare l’obiettivo di azzerare il deficit entro il 2014 occorre una correzione di circa 2,3 punti di Pil. Con un Pil stimato per il 2014 a circa 1750 miliardi, questo significa reperire 40 miliardi. La tabella qui sotto documenta come nella manovra manchino circa 15 miliardi all’appello. Il reperimento di queste …

«La tentazione del premier: è meglio votare», di Ninni Andriolo

La condanna della Corte d’Appello di Milano è l’ultima tegola di una stagione di frane giudiziarie e di fallimenti politici. Incerto sul da farsi e fiaccato dai sondaggi il Cavaliere medita perfino le urne. Tra i suoi, infatti, avanza la suggestione di elezioni «in tempi brevi» che mettano nel conto perfino la possibile sconfitta. «Passaggio obbligato», questo, per preparare «un nuovo 2008» e il miraggio dell’ennesima «rinascita» dopo «quella che seguì al fallimento del governo Prodi». «Io corruttore? Siamo alle solite, questa è una sentenza politica – si sfoga Berlusconi dopo il verdetto di Milano – Siamo all’ultimo anello della persecuzione giudiziaria…». E ce n’è per tutti i gusti a leggere le reazioni dei maggiorenti Pdl chiamati a far quadrato a difesa del capo. «Sentenza illegale», «verdetto comprato», «siamo al Tribunale di Mosca e all’inquisitore Vyscinskij», «ritorsione», «esproprio proletario», «clima da piazzale Loreto». Berlusconi, in realtà, la dava ormai per scontata «la mazzata» di ieri. Aveva provato a neutralizzarla approfittando di quel codicillo nascosto tra le pieghe del decreto legge sulla manovra economica, ma l’espediente …

"Così comprò i giudici per creare un impero", di Giuseppe D'Avanzo

Se non si ricorda come sono andate le cose venti anni fa, ci si può lasciare confondere dal frastuono sollevato dai commessi ubbidienti dell´Egoarca. Dunque. Due privati cittadini, capi d´impresa, si trovano in conflitto per la proprietà della Mondadori. Accade che gli eredi del fondatore (Arnoldo Mondadori) pattuiscano con Carlo De Benedetti (editore di questo giornale) la cessione della loro quota entro un termine, 30 gennaio 1991. Tra i soci c´è anche Silvio Berlusconi. Mai schietto, lavora nell´ombra. Traffica. Intriga. Ottiene che gli eredi passino nel suo campo. Nasce una lite. La decidono tre arbitri a favore di De Benedetti. Berlusconi impugna il lodo dinanzi alla Corte d´appello di Roma. E´ qui si consuma il coup de théatre, il crimine, il robo. All´indomani della camera di consiglio, il giudice relatore Vittorio Metta deposita centosessantasette pagine d´una sentenza che dà partita vinta a Berlusconi. Era stata già scritta e non l´ha scritta il giudice e non è stata scritta nemmeno nello studio privato o nell´ufficio del giudice in tribunale. Preesisteva, scritta altrove. Il giudice ha venduto …

«Case e appalti, i segreti della Sogei. E i vertici sono di nuovo in bilico», di Sergio Rizzo

Le strane coincidenze sulla sede di rappresentanza a Roma Un nuovo ribaltone si prepara ai vertici della Sogei, la società pubblica che ha in mano con l’Anagrafe tributaria tutti i nostri dati più delicati. E’ l’ennesimo, nel giro di neanche tre anni. Il grimaldello per far saltare i vertici è stato infilato nel decreto sviluppo. Con il pretesto di rilanciare il progetto della carta d’identità elettronica è previsto che un pezzo del Poligrafico dello Stato venga integrato nella Sogei: conseguenza inevitabile il rinnovo degli amministratori a strettissimo giro di posta. Il decreto ha concesso al consiglio una sopravvivenza massima di 45 giorni. E sebbene la disposizione sia stata concepita ben prima che esplodesse il caso di Marco Milanese, non è escluso che questo renda l’avvicendamento ancora più rapido del previsto. L’amministratore delegato Marco Bonamico non sconterà il fatto che la sua nomina sia stata a suo tempo caldeggiata proprio dall’ex consigliere di Tremonti ora destinatario di gravissime accuse, quanto piuttosto una gestione che il principale cliente della società, cioè l’Agenzia delle entrate, non considera a …

"Prodi: «L’Italia paga per la debolezza di questo governo»", di Francesco Cundari

L’allarme per l’attacco della speculazione contro l’Italia si inserisce nel contesto della crisi dell’Europa, dice Romano Prodi, ma se in questo quadro l’Italia ha preso «la bastonata più forte» è perché «lo scossone europeo ha coinciso con un momento di grande debolezza e di fortissime tensioni interne al governo italiano». Negli ultimi anni Romano Prodi ha scritto molto e parlato poco. Ha partecipato al dibattito pubblico più attraverso articoli e interventi d’occasione che attraverso interviste. In questo caso, l’occasione è offerta dagli auguri che l’ex presidente del Consiglio e della Commissione europea ha voluto fare al nuovo direttore dell’Unità, «tanto più doverosi in un momentoc osì difficile per la stampa quotidiana». Certo non è un momento facile nemmeno per l’Italia nel suo complesso. Qual è la sua impressione, all’indomani del tracollo della borsa e dei titoli di stato sui mercati? «Sono problemi che partono da lontano. Pesa, in particolare, l’incapacità della leadership europea di affrontare i problemi della moneta unica. Ormai è più di un anno che si continua a rinviare, lasciando così uno spazio …