Tutti gli articoli relativi a: economia

"La patrimoniale della destra", di Luigi Spaventa

Lo hanno detto e ripetuto il capo e i rappresentanti di questo Governo, settimana dopo settimana: «Non abbiamo mai messo, non mettiamo e mai metteremo le mani nelle tasche degli Italiani» – significando con ciò che per tenere sotto controllo la finanza pubblica non occorreva aumentare le imposte. La reazione era poi durissima se solo si sentivano le quattro lettere pi, a, ti, erre: pavlovianamente, senza neppure attendere se si volesse dire patria o, che so, patronimico. Subito ministri, portavoci, capigruppo di maggioranza dichiaravano che avrebbero protetto i cittadini dalla “patrimoniale”, con cui una “certa sinistra” voleva espropriare i risparmi dei cittadini. Bene, bene. Se è saggio chi sa cambiare idea, bisogna dire che il Governo con la “manovra” di questi giorni ha dato gran prova di saggezza. I 43,4 miliardi di correzione dei saldi di finanza pubblica fra quest´anno e il 2014 sono ottenuti per oltre un terzo con maggiori entrate: dunque con un aumento di pressione fiscale (già fra le più elevate d´Europa) anche trascurando le mani nascoste delle addizionali degli enti locali …

"Accuse del Pd: conti sbagliati così non si arriva al pareggio", di Bianca Di Giovanni

Gli impegni con l’Europa non saranno rispettati. Per il responsabile economico del Pd, Fassina, la tabelle che Tremonti doveva presentare arrivano a un saldo di 43,3 miliardi nel 2014 e non ai 60 necessari. I conti non tornano, e gli impegni con l’Europa con questa manovra non saranno rispettati. Forse anche per questo (non solo per la norma vergogna pro-Fininvest) la conferenza stampa del Tesoro fissata per ieri alla fine è saltata. A denunciare i «buchi» nei numeri appena sfornati da Giulio Tremonti è Stefano Fassina, responsabile economico del Pd. «Le tabelle che Tremonti doveva presentare in conferenza – spiega Fassina – arrivano a un saldo netto pari a 43,3 miliardi nel 2014, e non ai 60 che servirebbero per arrivare al pareggio. Il risultato è che il rapporto deficit Pil scenderà all’1,4%, e nonallo0,2% come concordato con l’Europa. È chiaro che i conti sono sbagliati. Il Tesoro tenta di nascondere l’errore calcolando l’effetto cumulato, e non quello a regime. Un errore tecnico e politico gravissimo: sono degli irresponsabili». Stando alle cifre rimbalzate sulle agenzie …

"È super-stangata sugli statali 215 euro in meno al mese", di Roberto Petrini

Taglio di 256 mila posti entro il 2014, mobilità obbligatoria. Dalle scuole via mille vicepresidi Insegnanti non idonei trasformati in segretari, Stretta sui giorni di malattia anche per le forze di polizia e per le forze armate. Gli statali vengono pesantemente schiacciati dalla manovra di Tremonti, più del previsto: declassamento di professori a bidelli, occhiute visite fiscali anche per poliziotti e carabinieri, mobilità territoriale obbligatoria e blocco degli stipendi. Il mito dell´impiegato statale sembra duramente colpito. L´articolo 16 della manovra d´estate, reso disponibile ieri, prepara tempi duri per i circa 2 milioni di dipendenti della pubblica amministrazione coinvolti: l´allungamento al 2014 del blocco della contrattazione, dell´adeguamento all´inflazione dei salari e della retribuzione accessoria dei dipendenti pubblici comporterà, secondo i dati della Cgil, la rinuncia a regime a 200 euro al mese lordi e di 15 euro al mese di salario accessorio. Tutto ciò non sarà compensato neppure dalla indennità di vacanza contrattuale, corrisposta per l´ultimo anno nel 2010 e pari ad 8 euro al mese lordi, ora congelata. La stretta sul potere d´acquisto, sul tenore …

"Tagliano ai pensionati mentre regalano 750 milioni al premier", di Raffaella Cascioli

«Basta un poco di zucchero e la pillola va giù, tutto brillerà di più…». Cantava nel 1964 nel film Mary Poppins di disneyana memoria una giovane Julie Andrews. Una lezione che il ministro dell’economia Giulio Tremonti ha imparato bene tanto che c’è chi ipotizza che abbia fatto scattare una trappola ad hoc nella manovra triennale, giunta ieri dopo quattro giorni di riflessione al vaglio del capo dello stato. Uno specchietto per le allodole, ovvero il blocco totale e parziale della rivalutazione delle pensioni superiori al minimo a cominciare da chi percepisce 1.428 euro lordi al mese. Una misura così iniqua (tanto più che la mancata perequazione è disposta per anni di inflazione in aumento) da attirarsi le critiche non solo dei sindacati (tutti), ma anche delle forze politiche di maggioranza (da Cazzola a Storace) e di opposizione. Un taglio tanto più amaro e a danno dei più deboli perché arriva a fronte di un mega regalo contenuto, sempre nella manovra, a favore di alcuni. A cominciare dal presidente del consiglio che, in virtù dell’articolo 37 …

Osvaldo Napoli: "Hanno ignorato i Comuni, da uomo del Pdl sono deluso e amareggiato", di Francesca Schianchi

Osvaldo Napoli, deputato Pdl e sindaco di Valgioie, guida l’associazione dei Comuni Anci. Una domanda a palazzo Chigi: «Ma come, per la prima volta c’è un presidente del centro destra, e non lo ascolti?» Devo essere sincero: sono doppiamente deluso e amareggiato. Come uomo delle istituzioni e come uomo che crede in questo governo e questa maggioranza e si aspettava un trattamento, almeno nella forma, un po’ diverso». Osvaldo Napoli è il presidente facente funzioni dell’Anci. Ma è anche un parlamentare del Pdl, vicecapogruppo alla Camera. Dal governo nemmeno un cenno ai Comuni per discutere della manovra? «Io mi chiedo: ma come, per la prima volta c’è un presidente dell’Anci di centrodestra, e non lo ascolti? Non dico molto, ma una telefonata dal governo me la sarei aspettata. Invece non solo la manovra l’abbiamo appresa dai giornali, ma non ci hanno degnato neanche di un confronto sul merito delle questioni». Eppure lei, oltre a rappresentare i comuni, è pure un dirigente del Pdl… «Infatti il dispiacere è questo, avevano l’opportunità per una volta di ascoltare …

"Tav, il riformismo passa dalla Val di Susa", di Sergio Chiamparino*

Caro direttore, lo Stato italiano, se vuole, c’è. Lo ha dimostrato con la mite determinazione messa in campo per sgomberare i blocchi con cui si voleva impedire l’avvio dei cantieri per la Tav in Val di Susa. Lo ha affermato contro chi pensa in barba ad ogni regola di democrazia e di rispetto delle opinioni e delle decisioni della maggioranza del Paese di poter essere, come recitava uno degli ultimi cartelli no Tav: «padroni a casa nostra», come se l’Italia fosse un vestito d’Arlecchino in cui ognuno possiede il proprio spicchio. L’egoismo è deleterio comunque, non importa se milita sotto bandiere verdi o rosse. Grazie alle forze dell’ordine che con estrema professionalità hanno respinto pesanti provocazioni ed hanno costretto gli autonominati liberi cittadini «della Maddalena» a ripiegare con le pive nel sacco. E grazie a tutta la «filiera» del coordinamento dell’operazione, dal questore al prefetto al ministro. Stanno anche emergendo le differenze fra la stragrande maggioranza dei valsusini che può anche essere, legittimamente, contraria alla Tav, ma è democratica e non violenta, e, viceversa, l’estremismo …

"Dramma in due atti", di Stefano Fassina

La situazione economica e sociale europea è grave. La Germania è in condizioni decisamente migliori ma non è un’isola. È legata a doppio filo al destino degli altri Paesi euro. La finanza pubblica e l’inflazione preoccupano i mercati finanziari e i banchieri centrali. Il lavoro e i redditi angosciano i mercati rionali. I governi di centrodestra, concentrati sui primi e dimentichi dei secondi, portano la Ue e l’euro fuori strada. Il governo italiano è a rimorchio. Una nave senza nocchiere e senza bussola nella tempesta. L’economia reale ferma e la finanza pubblica fuori target. Non è vero che “i conti sono a posto”. La colpa non è soltanto del governo Berlusconi. Ma, il governo Berlusconi è colpevole. Sin dalla primavera del 2008 ha navigato a vista tra l’attuazione di promesse demagogiche, la difesa di rendite e la martellante propaganda sulle migliori condizioni dell’Italia rispetto agli altri Paesi europei. Oggi siamo in emergenza. Per provare a rassicurare i mercati e a farsi un curriculum da eroe della patria per il dopo-Berlusconi, il ministro Tremonti ha fissato …