Tutti gli articoli relativi a: economia

"Monti: non c’è spazio per tagliare le tasse", di Stefania Tamburello

«Le tensioni politiche costano. Caso Bini Smaghi, governo dilettantesco». La gestione finanziaria dei bilanci pubblici «è stata solida e sana in questo periodo» ma bisogna proseguire la «linea di messa in sicurezza dei conti» che non consente la riduzione delle tasse. Anche l’ex commissario alla Concorrenza e presidente della Bocconi Mario Monti spezza una lancia a favore del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti e della sua politica del rigore. Intervistato da Lucia Annunziata nella trasmissione televisiva «1/2 ora» di Rai 3, l’economista ha parlato a tutto campo soffermandosi sui temi della crescita e dello sviluppo ma esprimendosi anche sul nodo dell’invito a dimettersi dal board della Bce, avanzato dal governo italiano a Lorenzo Bini Smaghi e sulla vicenda dello scandalo dell’ex direttore generale del Fmi Dominique Strauss-Kahn. «Vi sono molti interventi da fare in questo momento per far crescere di più l’Italia e per dare alla società un assetto più equo che non comportano la riduzione delle imposte» dice Monti che stronca ogni ipotesi di alleggerimento tributario: «Non abbiamo soldi per abbassare le tasse» . Per …

Bce in pressing sull'Italia: specifichi le misure per 2013-2014. Servono interventi per il 2,3% del Pil

L’Italia, «al fine di conseguire l’obiettivo di un pareggio di bilancio entro il 2014, vanno ancora specificati per il periodo 2013-14 ulteriori interventi per un importo cumulato pari circa al 2,3% del Pil». Lo scrive la Bce nel Bollettino mensile di giugno, in una sezione dedicata alle finanze pubbliche dell’Eurozona e ai singoli Programmi di stabilità presentati nel 2011. La Bce ricorda gli obiettivi italiani di una «riduzione del rapporto disavanzo/pil dal 4,6% del 2010 al 3,9% nel 2011 e, in seguito, a un livello inferiore al 3% nel 2012». Quanto al debito in rapporto al Pil, «dovrebbe rimanere sostanzialmente stabile attorno al 120% fino al 2012 e poi diminuire». La tensione sui titoli di stato L’attenzione dell’Eurotower sui conti pubblici (non solo dell’Italia) arriva in un momento di crescente tensione per la Grecia che ha contagiato tutto il mercato dei titoli di stato. Dalla fine di febbraio all’inizio di giugno – si legge nel bollettino Bce – i differenziali di rendimento dei titoli di Stato decennali dei paesi dell’area dell’euro rispetto ai titoli tedeschi …

"Non solo colf, 100 mila straniere con l’azienda", di Alberto Arbasino

Non le avevano mai contate. Non con questa precisione, di certo. Le donne immigrate che in Italia lavorano non per assistere anziani, o fare le cameriere, ma gestiscono imprese. Già, imprese: sono quasi 100 mila, secondo una ricerca fatta dal Censis insieme con la Confcommercio. Ancora in netta minoranza rispetto, appunto, alle badanti (oltre 700 mila nel nostro paese), ma un universo in continua ascesa. Per la precisione: sono 98 mila 294. E il 70 per cento fa impresa nel terziario, il 13,5 nei settori di noleggio e agenzie di viaggio, il 15 per cento nel commercio e nella ristorazione. «La donna immigrata appare ormai come interprete principale di un lento e silenzioso sviluppo all’interno della società» , commenta soddisfatta Patrizia Di Dio, presidente di Terziario donna della Confcommercio. Nella ricerca sono andati ad indagare anche le nazionalità delle imprenditrici. In testa, c’era da supporlo, le donne cinesi: rappresentano il 15,8 per cento del totale e si occupano di ristorazione e commercio. Seguono poi dalle romene (7,6 per cento), le svizzere (7,3 per cento), le …

"Fisco, il coraggio che serve per decidere cosa tagliare", di Tito Boeri

Mi capita spesso di questi tempi di leggere i giornali al mattino e di pensare di vivere in un altro Paese e in un altro periodo storico. Leggo di un ministro dell´Economia che sin qui ha rinviato ai posteri (al governo che verrà dopo le elezioni del 2013) l´aggiustamento dei conti pubblici e che, ciononostante, viene ritenuto troppo rigido dai suoi stessi alleati. Gli si chiede di abbassare le tasse e di ottenere dall´Europa un rinvio ulteriore della manovra di rientro del debito. Le richieste vengono un po´ da tutti, tanto dai «responsabili» del Sud che dall´ardimentoso (gli chiede “più coraggio”) partito del Nord. È una santa alleanza quella che si profila di fronte alle montagne, anche se tra le sue file si annidano non solo politici di conclamata comunione (e liberazione), ma anche chi ha ripetutamente confessato di «non essere un santo». Cerchiamo allora di sincronizzare le lancette dell´orologio con quelle del resto del mondo. Sono in corso i negoziati per ristrutturare il debito pubblico della Grecia, ci sarà dunque il precedente di un …

"Gli immigrati danno più di quanto ricevono. Ecco i dati Inps raccolti e diffusi dalla Caritas", di Vladimiro Polchi

Hanno versato nelle casse dell’istituto di previdenza 7,5 miliardi di euro nel 2008. Nell’insieme, sono 2.727.254 i lavoratori stranieri assicurati, pari a oltre un ottavo (12,9%) di tutti gli iscritti all’Inps (21.108.368). Scarse invece le prestazioni pensionistiche: all’inizio del 2010 sono stimabili in appena 110mila i pensionati stranieri e quelli entrati in età pensionabile nel corso dell’anno incidono appena per il 2,2%. Danno molto più di quanto ricevono. Sono gli immigrati iscritti all’Inps. Quanto versano in contributi? Tanto: circa 7,5 miliardi di euro nel 2008. Nell’insieme, sono 2.727.254 i lavoratori stranieri assicurati, pari a oltre un ottavo (12,9%) di tutti gli iscritti all’Inps (21.108.368). I numeri. A fotografare il pianeta immigrazione è il IV Rapporto sui lavoratori di origine immigrata negli archivi Inps, curato dai redattori del Dossier Caritas/Migrantes 1 e presentato oggi, 9 giugno, a Roma. I lavoratori immigrati assicurati sono così ripartiti: lavoratori dipendenti da aziende (63,2%); lavoratori domestici (17,6%); operai agricoli (8,5%); lavoratori autonomi (10,8%). Tradotto: ogni 10 lavoratori immigrati, 9 sono impiegati nel lavoro dipendente e uno solo svolge attività autonoma. …

"Industria, produzione quasi ferma, l’Italia scivola al 7° posto mondiale", di Luciano Costantini

Un Paese che arranca. Praticamente fermo. Superato da India e Corea del Sud e che ora sente sul collo il fiato del Brasile che viaggia a sole due incollature di distanza, ma con la più che fondata speranza di un prossimo sorpasso. Risultato finale: eravamo la quinta potenza industriale del mondo, siamo diventati la settima. E certo non può essere una consolazione il dato che nella graduatoria europea del settore manifatturiero restiamo al secondo posto, preceduti solo dalla Germania. Perché i tedeschi hanno recuperato quasi tutto il terreno perso negli ultimi tre anni mentre noi stiamo risalendo la china con improba fatica. E non può essere neppure una consolazione il fatto che solo la Spagna, tra le concorrenti continentali, abbia fatto peggio. Questo il quadro generale disegnato dal Centro Studi di Confindustria nel rapporto sugli scenari industriali. Tradizionale appuntamento che diventa soprattutto l’occasione per presentare bilanci e prospettive dell’Italia che produce. Il rapporto del Csc, ovviamente, è una miniera di numeri. Dice che la fase di recupero ha cominciato a frenare dopo il primo semestre …

"La povertà in Italia: un problema del sud", di Nerina Dirindin

Il rapporto annuale dell’Istat descrive un’Italia in cui coesistono regioni del Nord con livelli di benessere o inclusione sociale analoghi a quelli della Svezia e regioni del Sud con rischi di povertà o esclusione prossimi a quelli della Romania. Le politiche sociali dei comuni non riescono peraltro a contrastare i divari, anche perché il Nord continua a destinare per la lotta alla povertà molto di più del Sud. E intanto il governo riduce i fondi per le politiche sociali, nonostante gli impegni presi con l’Europa. Il Rapporto annuale dell’Istat descrive un paese in cui coesistono regioni (nel Nord) con livelli di benessere o inclusione sociale analoghi a quelli della Svezia e regioni (nel Sud) con rischi di povertà o esclusione prossimi a quelli della Romania. Le politiche sociali dei comuni non riescono peraltro a contrastare i divari, anche perché il Nord continua a destinare per la lotta alla povertà molto di più del Sud. E intanto il governo riduce i fondi per le politiche sociali, nonostante l’impegno, nell’ambito della Strategia Europa 2020, a far uscire …