Tutti gli articoli relativi a: economia

"L´Italia si sente sempre più povera", di Ilvo Diamanti

Sondaggio Demos-Coop. Il ceto medio diventa minoranza. C´è insoddisfazione in Italia. Un´insoddisfazione sorda ma non più muta. Trapela da mille segnali, piccoli e grandi. Le proteste sociali che si susseguono, da mesi. In modo ostinato e insistente. Nelle piazze, nelle scuole, nei luoghi di lavoro. L´abbiamo riconosciuta, da ultimo, nel voto amministrativo. Che ha rivelato cambiamenti profondi. E inattesi. Dietro a tanta insoddisfazione si colgono tanti motivi, di natura diversa. Uno, però, risulta evidente. L´ascensore sociale è in discesa, da troppo tempo. Per usare un ossimoro. I dati dell´Osservatorio di Demos-Coop, al proposito, sono espliciti. Anzitutto, la classe sociale (percepita dagli italiani). Per la prima volta, da quando conduciamo i sondaggi dell´Osservatorio, la piramide si rovescia completamente. Senza “mediazioni”. Infatti, le persone che si collocano nella “classe operaia” oppure fra i “ceti popolari” superano, per estensione, quelle che si sentono “ceto medio”. Dalla cetomedizzazione degli anni Ottanta – un neologismo ostico ma suggestivo, coniato da Giuseppe De Rita – si sta scivolando verso una sorta di “operaizzazione”. Singolare destino, visto che da tempo si predica …

Manovra da 40 miliardi entro il 2014 corsa ad ostacoli per non ricadere tra i Pigs", di Roberto Petrini

Tremonti stretto tra l´obiettivo del pareggio di bilancio e la regola anti-debiti della Ue. Se la ripresa non accelera, avverte Bankitalia, ci aspettano forti tagli di spesa. Il 22 dicembre del 2009 l´agenzia di rating Moody´s annunciò gelida: «Grecia e Portogallo rischiano una morte lenta». La profezia, due anni dopo, sembra realizzarsi e il “pre-declassamento” del nostro debito da parte di Standard&Poor´s, agenzia controllata dal colosso McGraw Hill che a sua volta ha come primo azionista il mega fondo Capital World Investors, non sembra promettere niente di buono. Torneremo nel girone infernale dei Pigs, i paesi maiali con rating “B” esposti alla speculazione? Nella migliore delle ipotesi per l´Italia si profila un percorso di guerra dove di fronte ad ogni ostacolo verrà emesso un giudizio. Un passo falso e la furia dei mercati potrebbe abbattersi sul nostro debito pubblico che nel 2011 chiede risorse per 188 miliardi. Tremonti ha ribadito anche ieri che l´obiettivo dell´Italia è quello di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2014 e che entro luglio saranno approvati dal Parlamento i necessari …

"Produttività e debito le due sfide perse", di Luigi Spaventa

L´agenzia di rating Standard & Poor, pur non abbassando il voto assegnato all´Italia, ha espresso una valutazione negativa sulle prospettive economiche del nostro paese. Nella crisi la caduta dell´Italia è stata maggiore, dopo la crisi la ripresa è stata minore. L´agenzia di rating non è un´associazione etero-diretta dai magistrati comunisti nella prassi, una valutazione siffatta segnala una probabilità elevata, pari a un terzo, che il voto possa essere abbassato in un futuro non lontano. In premessa, si vorrà concordare che Standard & Poor non è un´associazione con finalità di eversione del governo in carica, o etero-diretta da un nucleo di magistrati comunisti: le sue non sempre infallibili valutazioni possono essere certo discusse, ma nel merito e considerandone le implicazioni di politica economica. Un giudizio di prospettive negative fu espresso di recente anche nei riguardi degli Stati Uniti. Pur se l´analisi riguarda sempre la finanza pubblica, le motivazioni sono diverse nel caso americano e in quello italiano. Nel primo, si punta il dito contro l´incapacità di controllare un disavanzo elevato e destinato a crescere nel più …

"Ma al Nord evasione fiscale record in Veneto sparisce il 22,4% del reddito", di Luisa Grion

La regione più “virtuosa” è la Sardegna che sottrae all´erario solo il 13,7%. L´Associazione: nessuna etichetta al Settentrione, Italia unita dalla fuga dal Fisco. Un Paese unito nel nome dell´evasione fiscale: nascondere una parte o la totalità del reddito agli occhi dello Stato è un´attività diffusa su tutto il territorio italiano. Ma gli evasori non sono tutti uguali: c´è chi si accontenta di truffare il fisco solo in parte, e chi mette via ogni remora pur di accumulare entrate senza versare le tasse. Al Nord come al Sud, anzi al Nord un po´ di più. Contrariamente a quanto si pensa per via della maggiore diffusione dell´economia sommersa, il picco dell´evasione si raggiunge nel Settentrione. La regione che sottrae più ricchezza ai fini dell´Irpef è il Veneto, che nasconde in media il 22,4 per cento dei suoi redditi, la più virtuosa è la Sardegna dove l´evasione si contiene al 13,7%. Fra i due estremi, c´è il ritratto di un Paese che si attrezza in mille modi per ingannare il fisco quando il contribuente non versa la …

"Alta produttività e ricerca gli «asset» della Germania", di Rossella Bocciarelli

Saranno pure meri confronti congiunturali, però lasciano di stucco: gli ultimi numeri diffusi da Eurostat descrivono un paese, la Germania, che sembra avviato verso un nuovo miracolo economico e un altro, l’Italia, per descrivere il quale bisogna rispolverare la frase attribuita a Galileo Galilei: “Eppur si muove”. Nell’ultima settimana abbiamo scoperto che il Pil tedesco viaggia al +4,9% tendenziale mentre quello italiano cammina all’1%; la produzione industriale tedesca ha una crescita annua a due cifre(+10,9%) mentre quella italiana è aumentata in un anno del 3,1 per cento. Inoltre il tasso di occupazione delle persone in età compresa fra i 15 e i 64 anni in Germania è oggi del 71,1% mentre in Italia si colloca al 56,9%, cioè 14 punti in meno. Ma anche se guardiamo al reddito delle famiglie, vediamo che nell’arco di un decennio il reddito reale di quelle tedesche è salito dell’11% e quello dei nuclei italiani è sceso del 4 per cento. Ma perché l’unico confronto con la Germania che non fa rattristare gli italiani è quello calcistico? «All’origine della forza …

"Imprese e politica economica in stand by", di Francesco Silva

Osservatori, operatori economici e policy maker concordano, a parole, su un punto: l’incremento della crescita economica è la condizione necessaria per poter affrontare con qualche probabilità di successo i maggiori problemi dell’economia e della società italiana: la bassa occupazione, il divario Nord-Sud, l’impoverimento della popolazione, l’indebitamento pubblico, la competitività. Questa convergenza per ora non si traduce né in azioni coerenti, né tanto meno in risultati concreti: il tasso di crescita permane assai depresso, e le previsioni di breve periodo non inducono a grande ottimismo. Uno dei motivi di questo stallo va ricercato nel fatto che il problema è visto e affrontato in modo piuttosto semplicistico. Non esiste infatti una sola mossa capace stimolare un’ accelerazione dello sviluppo, né tanto meno basta affermare che è necessaria più ricerca e innovazione, o modificare le regole del mercato del lavoro, o semplificare la Pubblica Amministrazione per ottenere il risultato auspicato: un conto è desiderare e un altro realizzare. Di questi problemi si parla da decenni, ma poco è cambiato: i freni allo sviluppo sono il frutto di resistenze …

"Draghi alla Bce sulla poltrona più scottante", di Mario Deaglio

Lo scarno annuncio dell’appoggio – quasi certamente decisivo – del governo tedesco alla candidatura di Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia, alla carica di presidente della Banca Centrale Europea (Bce) è stato dato, sicuramente per caso, nel giorno dell’arrivo ad Atene della delegazione dell’Unione Europea e del Fondo Monetario Internazionale, incaricata di concordare i termini della politica greca di austerità. E ha trovato la capitale greca paralizzata dall’ennesimo sciopero generale precisamente contro quella politica di austerità. Pochi giorni prima, l’Eurostat, l’istituto statistico europeo, ha certificato che il debito pubblico tedesco ha superato quello italiano in valore assoluto, divenendo il terzo del mondo. Draghi è stato quindi invitato ad accomodarsi su una poltrona che scotta, nel momento più difficile della storia dell’euro, in un quadro di generale confusione del mercato finanziario internazionale. Il debito greco è la punta di un iceberg che potrebbe sconvolgere il quadro politico-economico globale e non solo quello europeo: ci si accorge oggi che l’ammissione della Grecia nella zona euro è stata avventata e che la Grecia si trova in una situazione …