Tutti gli articoli relativi a: economia

"Mille economisti chiedono una tassa sulla speculazione", di Enrico Franceschini

Togliere ai ricchi per dare ai poveri. Sembra il motto di Robin Hood e infatti è stata subito soprannominata proprio così, “Robin Hood Tax”, la proposta lanciata da mille economisti appartenenti a cinquanta diversi paesi del mondo. In una lettera aperta inviata ai leader del G20, pubblicata dal quotidiano Guardian di Londra e altri giornali, i firmatari esortano i capi di governo delle maggiori potenze mondiali ad approvare una tassa sulle speculazioni nella City e nelle altre più importanti capitali finanziarie del globo. Tra gli ideatori dell´iniziativa figurano Jeffrey Sachs, direttore dell´Earth Institute alla Columbia University di New York e consigliere del segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon; i premi Nobel per l´economia Joseph Stiglitz e Paul Krugman; docenti autorevoli come Dani Rodrik dell´università di Harvard e Ha-Joon Chang della Cambridge University. Tutti insieme affermano che, se venisse introdotta una tassa anche solo dello 0,05 per cento sulle transazioni valutarie, si potrebbero raccogliere centinaia di miliardi di dollari da incanalare nello sviluppo e in progetti di energia sostenibile. Alcuni dei proventi potrebbero anche essere …

"La politica curi la sua malattia", di Giuliano Amato

L’uscita di Emma Marcegaglia sulla solitudine degli imprenditori ha provocato una pluralità di commenti, nutriti in più casi da spunti velatamente o anche esplicitamente critici nei suoi confronti, che sembrano tuttavia non vedere la piaga su cui la presidente di Confindustria ha messo giustamente il dito. C’è chi ha letto nelle sue parole la nostalgia per i vecchi incentivi che oggi la politica non offre più e ha auspicato al loro posto una politica industriale fatta largamente dal basso dalle stesse imprese, innovando e puntando sulle esportazioni. C’è chi ha invitato gli imprenditori ad assumersi le responsabilità che non si assumono, perché ciò che non va non è tanto la politica, quanto il fatto che tutti si comportano come i politici, ripetono cioè gli elenchi, noti e stranoti, delle cose da fare, ma non hanno il coraggio di spendersi per la loro realizzazione. Ebbene, c’è sempre una parte di ovvia verità in affermazioni del genere. Ma la ragione della solitudine denunciata da Emma Marcegaglia non è la mancanza d’incentivi. La questione da lei sollevata è …

"C’è il piano, le riforme dove sono?", di Pier Paolo Baretta

C’è il piano, le riforme dove sono? Dopo la maratona del processo breve arriva in parlamento la manovra economica. Le nuove regole della governance europea, in vigore da quest’anno – il semestre europeo – obbligano i governi a presentare entro aprile (sulla base delle indicazioni contenute in un documento: l’analisi annuale della crescita, inviato dalla Ue a fine gennaio) il Piano nazionale delle riforme, che deve contenere le linee di politica economica dei singoli stati membri. Già la terminologia utilizzata: “crescita” e “riforme” indica chiaramente il salto di qualità richiesto. Soffocata dalle devianti priorità della maggioranza e dai ritardi del ministero dell’economia, che solo tre giorni fa ha portato il Pnr in consiglio dei ministri, questa importante discussione parlamentare si concluderà nel giro di una settimana. È un peccato, perché questo appuntamento, che sostituisce il vecchio Dpef, costituisce il cuore della strategia economica del nostro paese. Le indicazioni della Ue sono chiare: risanare la finanza pubblica e accelerare la crescita. Sono due facce dello stesso problema, non scindibili tra loro. L’Italia a che punto è? …

"Bankitalia: l’occupazione non riparte", di Luca Cifoni

Ripresa «a ritmi contenuti» occupazione che «non riparte». Così la Banca d’Italia sintetizza nel suo Bollettino economico la situazione del nostro Paese, in un contesto internazionale di crescita «che resta sostenuta» ma con sensibili differenze tra le varie aree geografiche. Quanto ai conti pubblici, Via Nazionale rileva il miglioramento del 2010 e prende atto dell’impegno del governo a conseguire un sostanziale pareggio nel 2014, con una correzione biennale pari a 2,3 punti di Pil. Dopo il brusco rallentamento nell’ultimo trimestre dello scorso anno, l’economia italiana ha proseguito la crescita nei primi tre mesi del 2011; in particolare si è riportata in positivo – seppur di poco – la produzione industriale, meno dinamica rispetto agli altri Paesi dell’area euro. La spinta viene soprattutto dall’estero mentre, fa notare la Banca d’Italia, «le famiglie restano caute nei loro comportamenti di spesa, risentendo della contrazione del reddito disponibile reale e della debolezza delle condizioni nel mercato del lavoro». Questo numero del Bollettino non riporta una previsione di crescita per l’anno in corso, ma cita quella di analisti e centri …

"La cornice del nulla", di Luigi Spaventa

Due giorni fa il Consiglio dei ministri, pressato dalle urgenze del processo breve, ha approvato in meno di 60 minuti il Documento di economia e finanza (Def) 2011 presentato dal ministro dell´Economia. Si compone, il Documento, di tre volumi (con un´appendice): uno con il programma di stabilità, uno sulle analisi e tendenze della finanza pubblica e un Piano nazionale di riforma (Pnr), per un totale di circa 400 pagine (al netto delle comuni premesse), che occupano, elettronicamente, circa 11 Mb. Si è proceduto con troppa fretta? Non necessariamente. Per certo, la lettura del Pnr, il volume più corposo, è apparentemente ostica. Attento studio parrebbe necessario per comprendere gli incroci fra una complessa tassonomia di azioni e misure e le classificazioni comunitarie ispirate a Lisbona: fin quando ci si rende conto che quelle comunitarie sono solo cornici al nulla. Così, si apprende che, ma non si comprende come, abbiamo sinora attuato 87 (ottantasette) “azioni prioritarie discendenti dall´annual growth survey e dagli specifici impegni di policy del patto europlus”. Si voltano allora le pagine con ansia per …

"Politica industriale? Su vasta scala", di Pier Luigi Bersani

La politica industriale di un Paese come l’Italia deve muovere dalle diversità. E deve essere capace di suonare tutti i tasti del pianoforte. Non c’è futuro industriale per noi se si rinuncia completamente alla chimica, alla siderurgia, all’auto, settori niente affatto in declino ma in evoluzione. Ovviamente nei settori a larga economia di scala, o hai il fisico per correre da solo, o devi metterti in compagnia. E i Governi possono favorire i grandi accordi industriali extranazionali, come anche possono aiutare a sbagliare. Spendere tre miliardi di euro per fare una nuova compagnia aerea italiana è stato un grave errore da parte del Governo Berlusconi perché sarebbe bastato ben meno di un miliardo di euro per integrare l’Alitalia con Air France e Klm e mettere la nostra voce in un soggetto più grande. E avremmo così difeso meglio l’italianità: sono certo che nel futuro sarà facile capirlo. Per aziende come Finmeccanica, la cui committenza fa spesso riferimento agli Stati nazionali, si può addirittura parlare di diplomazia economica. Ma non è vero che questo interesse per …

Una famiglia su 4 non riesce più a pagare il mutuo

I dati dell’Osservatorio regionale sul costo del credito (Orcc): a rischio povertà il 47% dei nuclei che hanno sottoscritto un mutuo. A rischio povertà il 47% delle famiglie italiane che hanno sottoscritto un mutuo per l’acquisto di un appartamento e devono sostenere le spese ordinarie per le utenze. Circa una su 4, infatti, non è più in grado di garantire il regolare pagamento della rata mensile concordata con la banca. Se si considerano poi le spese per la gestione (tariffe e bollette per acqua, energia, gas e riscaldamento), quasi il 50% dei nuclei familiari è costretto a versare il 30% del proprio reddito per la casa, anzi, addirittura superiore a questa quota “all’interno di uno scenario per niente tranquillizzante: il grado di indebitamento nel 2011 ha raggiunto gli stessi livelli registrati nel 2007, quando non era ancora scoppiata la crisi economicofinanziaria”. Lo evidenzia con alcune proiezioni e analisi la seconda edizione dell’Osservatorio regionale sul costo del credito (Orcc), promosso da Caritas italiana e Fondazione culturale responsabilità etica, realizzato in collaborazione con il Centro culturale Francesco …