Tutti gli articoli relativi a: economia

"Cercasi politica disperatamente", di Daniele Marini

I temi per il rilancio dell’economia da troppo tempo latitano nell’agenda politica nazionale. Soprattutto in una fase, lunga, di grande incertezza, le imprese si muovono in una condizione schizofrenica. Da un lato, le economie internazionali e i mercati emergenti viaggiano a velocità crescenti. È sufficiente rinviare alle ultime previsioni dell’Fmi per ricavare un quadro complessivo: agli affermati Bric (Brasile, Russia, India e Cina) si stanno affiancando altri Paesi del Far East asiatico (Vietnam, Cambogia) caratterizzati da performance elevate. Tant’è che la Cina sta delocalizzando in Vietnam. Dall’altro lato, il nostro Paese permane fanalino di coda in un continente europeo segnato da bassa crescita. Certo, abbiamo retto meglio di altri alla bufera internazionale, grazie anche all’azione dell’esecutivo. Ma a quell’azione di difesa sono seguiti solo pochi annunci di interventi per un attacco. Nulla di più. Le imprese sono all’interno di questa morsa: la velocità (di realizzazioni, di crescita) al di fuori dei nostri confini, l’immobilismo e l’incertezza in casa. Se a questo sommiamo una domanda interna che non cresce, l’incertezza che le vicende del Nord Africa …

Aceto balsamico, il Pd: “Maggiore tutela ai prodotti tipici”

Interrogazione dei deputati modenesi al ministro Romani: “Noi chiediamo massima chiarezza normativa e nei comportamenti a difesa dei produttori e dei consumatori” I deputati modenesi del Pd interrogano il Ministro per le politiche agricole sul tema dell’aceto balsamico. I parlamentari chiedono al ministro Romani se ritenga “di intervenire per dare maggiore tutela ai prodotti tipici modenesi e maggiori certezze sia ai produttori che ai consumatori, promuovendo una normativa specifica sui prodotti denominati «balsamici» oggi presenti in grande quantità sui mercati nazionali ed internazionali”. L’interrogazione fa seguito al sequestro, eseguito nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza, di notevoli quantità di aceto balsamico in diverse aziende di Modena e Reggio Emilia produttrici di aceto balsamico IGP e DOP. “Da sempre ci siamo battuti per ottenere il riconoscimento dei marchi IGP e DOP per i nostri aceti – sottolineano gli on. Giulio Santagata, Manuela Ghizzoni, Ivano Miglioli e Ricardo Franco Levi – e consideriamo questo un risultato di grande importanza per l’economia modenese. La nostra interrogazione prende le mosse dall’esigenza di garantire il massimo di tutela ai …

"L’Istat diffonde i dati 2010 che registrano ulteriori flessioni dopo i crolli dell’anno precedente. Le famiglie portate a fondo Crolla il potere d’acquisto", di Marco Ventimiglia

L’uscita dal tunnel? Per l’Istat non si vede, almeno a giudicare dai dati sul potere d’acquisto delle famiglie italiane e sulla loro propensione al risparmio. Qualche timido segnale di miglioramente alla fine del 2010. Precario: nell’Italia del 2011 la parola si declina purtroppo in vari modi. Precario è colui che non trova un lavoro affidabile e continuativo, ma precario è anche lo stato di molte famiglie italiane. A sottolineare per l’ennesima volta quest’ultimo aspetto sono stati i dati diffusi ieri dall’Istat, che fotografano un Paese per il quale la crisi può dirsi tutt’altro che conclusa. Numeri relativi al 2010, che quindi non tengono conto di un avvio del corrente anno che fra crisi del Nord Africa e dramma giapponese può definirsi tutt’altro che incoraggiante pure sotto l’aspetto economico. Con una brutta e correlata notizia giunta proprio ieri: il prezzo della benzina è sempre più fuori controllo, attestato mediamente sull’insostenibile livello di 1,583 euro. NESSUNA RISALITA Cominciamo dall’Istituto di statistica che ha certificato come anche l’anno scorso è calato il potere di acquisto delle famiglie italiane. …

"La "scossa all´economia"? Dopo due mesi il nulla", di Massimo Giannini

Annunciavano una «scossa», e invece è stata una truffa. Oggi, a due mesi esatti dal varo del famoso «Big bang della ripresa», i nudi fatti dimostrano che il pacchetto «scossa all´economia», approvato a Palazzo Chigi il 9 febbraio scorso, è stata una banale operazione di marketing politico, una volgare «televendita», un puro diversivo. L´Italia è ferma, e il governo è immobile. È un giudizio basato sull´evidenza, non un pregiudizio dettato dall´ideologia. E non lo inficia il grande attivismo di Giulio Tremonti, sulle nomine nelle public utilities, sul ribaltone alle Generali e ora sulla nascita del Fondo salva-imprese da 20 miliardi, che nascerà lunedì sulle fondamenta della Cassa depositi e prestiti e che (anche se il ministro lo nega) somiglia tanto all´Iri del Terzo Millennio. Queste sono altre «partite»: riguardano il potere dell´establishment, non la crescita del Paese. La partita della crescita la stiamo perdendo. Per la semplice ragione che il governo non la sta giocando. «Per tornare a crescere dobbiamo dare una forte scossa all´economia. Forse la più forte che ci sia mai stata». Era …

OCSE: In Italia servono riforme e la piena attuazione del decreto Bersani

Il rapporto Going for Growth dell’ OCSE punta il dito sull’occupazione, sull’istruzione e la concorrenza. Fassina: Il governo ha fatto arretrare l’Italia nei processi di liberalizzazione messi in atto nella scorsa legislatura dalle “lenzuolate” di Bersani. Il prodotto interno lordo pro-capite e la produttività in Italia “hanno continuato a registrare un calo rispetto alla metà superiore dei Paesi Ocse” e nel quinquennio 2004-2009 c’è stata una diminuzione media annua del Pil pro-capite di 0,2 punti. Questo è quanto si legge dal rapporto Going for Growth del OCSE con riferimento all’Italia. Per l’Organizzazione economica internazionale, nel Belpaese “sono necessarie ulteriori riforme” a partire dalla “piena attuazione e l’estensione del decreto Bersani del 2006”. Nella nota ha messo in evidenza che ”le azioni adottate per migliorare l’efficienza della pubblica amministrazione e semplificare la legislazione sono proseguite nonostante ancora non si vedano significativi risultati”. Per l’OCSE tre sono i principali obiettivi che l’Italia deve realizzare sono: a) maggiore attenzione al mercato del lavoro per implementarne la crescita, favorendo l’occupazione ”permanente” e riducendo il ”dualismo” tra i differenti tipi …

Rivara, il Pd: “Tempo scaduto, il centrodestra deve decidersi”

I deputati modenesi del Pd invitano l’on. Bertolini del Pdl a pronunciarsi con chiarezza. Ma chiedono una presa di posizione anche a Poletti, candidato sindaco del Pdl a Finale. “E’ finito il tempo delle chiacchiere. E’ ora che tutti i parlamentari, indipendentemente dagli schieramenti, esprimano con chiarezza, attraverso il voto, la propria posizione sulla realizzazione del deposito di gas di Rivara”. La richiesta arriva dai deputati modenesi del Pd – Ghizzoni, Levi, Miglioli e Santagata – dopo che i rappresentanti democratici in commissione Ambiente della Camera ieri hanno chiesto che entro la fine della prossima settimana si proceda con il voto sulla risoluzione del Pd sul maxi-deposito. I rappresentanti democratici sono convinti che “il tempo a disposizione per i parlamentari modenesi che ancora non hanno apposto al loro firma a sostegno della risoluzione Pd o della Lega stia per scadere”. Chiaro il riferimento all’on. Isabella Bertolini del Pdl che ancora non si è espressa in proposito. “Comprendiamo la sua difficoltà – incalzano i parlamentari del Pd – poiché all’interno del suo partito trovano spazio orientamenti …

"Politica industriale non pervenuta", di Fabrizio Onida

In mezzo alle fibrillazioni giornalistiche sulla “difesa dei settori strategici” (latte e succhi di frutta?) dal conquistatore straniero, l’intervista di Emma Marcegaglia sul Sole 24 Ore del 1° aprile sollecita un salutare ripensamento sulla politica industriale, annunciando un’assise nazionale il prossimo 7 maggio a Bergamo. Pur ricordando che «la vera politica industriale la fanno le politiche strutturali su fisco, burocrazia, liberalizzazioni» e che «anche il concetto di settore è superato», non manca di aggiungere che «la logica corretta è quella di Industria 2015: si identificano alcuni settori a grande impatto per la crescita su cui investire per creare nuovi progetti, piattaforme di ricerca». Peccato che, mentre le riforme di fisco-burocrazia-liberalizzazioni non sembrano appartenere al cuore pulsante dell’attività parlamentare, il timido investimento lentamente varato anni fa sui cinque progetti-filiera di Industria 2015 sia ormai uscito dalle priorità del Governo, depotenziato nel finanziamento pluriennale e mutilato di uno dei progetti più promettenti per le potenzialità del Paese (Scienze della vita). Forse la cosa non dispiacerà a quei colleghi accademici che continuano ad aborrire anche la sola espressione …