Tutti gli articoli relativi a: economia

"Stop di Tremonti allo shopping francese ma è troppo tardi per la linea del Piave", di Massimo Giannini

Sospeso tra colbertismo e mercatismo, Giulio Tremonti minaccia di chiudere le frontiere ai conquistatori francesi, che si stanno comprando l´Italia a pezzi. Giù le mani da Parmalat, Edison, Autostrade, tuona il superministro. Ha mille ragioni. Ma la sua battaglia a difesa della famosa «italianità» rischia purtroppo di essere velleitaria, inutile, tardiva. Tremonti fa bene a invocare l´«interesse nazionale», di fronte all´invasione delle multinazionali che, come nel crepuscolo del nostro Rinascimento, stanno trasformando il Belpaese in una terra di conquista. Fa bene a declinare la tutela dei pochi «campioni nazionali» rimasti secondo la triade inscindibile «Europa-mercato-strategicità». Fa bene a scattare, quando in ballo non c´è più solo una «commodity» del lusso (come in fondo è Bulgari, appena rilevata dal colosso Lvmh) ma un «gioiellino» dell´alimentare (come è a tutti gli effetti Parmalat, nel mirino del gigante Lactalis) o a maggior ragione un «marchio» dell´energia (come invece è Edison, preda del titano Edf). Ma purtroppo la «moral suasion» di Tremonti con l´ambasciatore francese La Sabliere non può funzionare. È velleitaria. Perché se è vero che la Francia …

"Rinnovabili, il modello è la Germania", di Francesco Ferrante

«Lo spartiacque nella storia della tecnologia mondiale» (così Merkel ha definito la tragedia di Fukushima) ha tolto dall’agenda del futuro energetico il nucleare, tanto che di “opzione zero” parla apertamente il commissario europeo Oettinger, e impone definitivamente in tutto il mondo la marcia verso efficienza energetica e fonti rinnovabili. Una marcia che dovrà essere a tappe forzate, se vogliamo emanciparci presto e il più possibile dalla dipendenza dai fossili, e che premierà nella competizione globale i paesi che meglio e più rapidamente saranno in grado di adeguarsi a questo scenario. Oggi in Europa c’è già una lepre che corre nella direzione giusta e più promettente: la Germania che già produce oltre 40 Twh con il vento (per capirci in Italia siamo a 8 Twh) e vuole superare i 100 Twh entro i prossimi 10 anni, che ha già istallato 16mila Mw di fotovoltaico e conta di arrivare a 52mila Mw nel 2020, che punta con forza sullo sviluppo compatibile delle agroenergie, per arrivare all’80% di energia elettrica nel 2050. Dovrebbe essere quello il modello da …

Nucleare: Pd non partecipa a votazioni in commissione su decreto del governo

“Inaccettabile assenza Prestigiacomo e Romani”. “I deputati democratici in commissione Ambiente e Attività produttive non hanno partecipato alla discussione e alla votazione del parere sul decreto legislativo per la individuazione dei siti dove realizzare le centrali nucleari. Dopo settimane che i ministri competenti, Prestigiacomo e Romani, non si sono fatti vedere sono venute meno le minime condizioni di serietà per confrontarci su un tema così delicato”. Lo dicono i capigruppo Pd in commissione Ambiente, Raffaella Mariani, e Attività produttive, Andrea Lulli. “Solo ieri sera – proseguono Mariani e Lulli –, precettato all’ultimo momento, è venuto il sottosegretario Saglia. Non ci possono chiedere di partecipare ai lavori in commissione di fronte all’assenza dei ministri competenti, entrambi però presenti oggi alla Camera, alla fretta per l’avvicinarsi della scadenza della delega a causa dei ritardi del governo e del pressapochismo della maggioranza. Il dibattito su un tema del genere è delicato e per questo i ministri dovrebbero essere presenti e confrontarsi con il Parlamento. È grave che il governo non dica una parola chiara e univoca sul futuro …

"Atomo e arroganza ideologica", di Roberto Della Seta e Francesco Ferrante

La situazione della centrale di Fukushima è in drammatica evoluzione, e i tentativi volti a minimizzare gli effetti del disastro in corso hanno ormai definitivamente lasciato il posto a timori fondati di un incidente atomico che legherà per sempre il nome della città giapponese a quello di Chernobyl e Three Mile Island. Infatti, anche se nelle prossime ore si riuscisse a bloccare il processo di fusione del nocciolo vincendo questa drammatica battaglia contro il tempo, la quantità di radionuclidi rilasciati comporterà comunque gravi effetti nel tempo sulla salute dei giapponesi. Quarantotto ore fa, proprio mentre si consumava questa tragedia umanitaria e industriale, in un’affollata conferenza stampa un governo annunciava la definitiva approvazione di un grande piano per il nucleare civile. No, non era il governo italiano: a discettare di energia atomica senza neanche un accenno alla possibilità che in Giappone stesse per fondere il nocciolo di una centrale nucleare, era il premier cinese Wen Jiabao. Il parallelismo con l’Italia è nelle cose: anche da noi, unico caso in Occidente, il governo ha reagito alla catastrofe …

Care imprese il bonus è a sorpresa

Il bonus per le aziende del settore tessile e dell’abbigliamento serve a sostenere un settore in difficoltà. L’agevolazione, introdotta circa un anno fa con il decreto legge “incentivi”, prevede la detassazione per gli investimenti effettuati nel 2010 in attività di ricerca per prototipi e campionari. Si tratta di un incentivo automatico – non sottoposto a gare o click day – per cui tutte le imprese che hanno trasmesso alle Entrate, fino allo scorso 31 dicembre, la richiesta con l’indicazione dei costi sostenuti hanno “teoricamente” il diritto di usufruirne. Teoricamente, perché l’aiuto è sottoposto ad alcuni limiti, tra cui un plafond di stanziamenti complessivi pari a 70 milioni. Dunque, se fossero pervenute istanze per 100 milioni (ipotesi non improbabile), le imprese dovrebbero accontentarsi di ricevere il 70% di rimborso fiscale. In altri termini, molti dovranno abbandonare l’idea di ottenere una piena copertura dell’investimento. Su quale percentuale di bonus si potrà contare, però, ancora nessuno lo sa. A pochi giorni dalla chiusura dei bilanci 2010, infatti, manca ancora il provvedimento che dovrà ufficializzare il riparto delle risorse. …

"Liberalizzazioni, bandiera del Pd", di Alberto Tanzilli

Appare urgente riprendere il tema delle liberalizzazioni, ripartendo, magari, dalla discussione sul mondo dei trasporti. Pierluigi Bersani, fin dalle sue “lenzuolate”, è su queste posizioni, ribadite nel Documento finale approvato all’Assemblea di Varese, e bene ha fatto a riproporre questo argomento e a farne uno dei punti cardine della proposta di politica economica del partito. Un moderno centrosinistra deve avere al centro della sua agenda politica il tema della libertà economica. Parafrasando le parole di Benedetto XVI, potremmo affermare che il mercato non ha in sè una natura positiva o negativa, ma ciò che lo ha reso avido fino al punto di portare l’intero sistema al collasso è legato all’egoismo degli uomini che hanno realizzato una società economica senza valori. Per questo crediamo che il tema delle liberalizzazioni debba diventare il campo su cui costruire l’identità stessa di un moderno partito riformista, affiancando alla discussione una grande battaglia sul rafforzamento del sistema di “regolazione” e controllo. Il settore dei trasporti, con l’ormai consolidato avvio dell’Alta velocità ferroviaria, che sempre più deve essere declinata come Alta …

"Il rebus dei fondi per la cassa in deroga", di Francesca Barbieri

Il miliardo che il governo ha stanziato nella legge di stabilità per rifinanziare gli ammortizzatori nel 2011 è “sospeso”, in attesa dell’assegnazione ai governatori. Il motivo? Nella partita sulla riforma del federalismo, alle regioni è chiesto di investire risorse sulle politiche attive per i cassintegrati, mentre lo Stato si impegna a trasferire fondi per il trasporto pubblico locale. Uno scambio di “oneri” che fatica a trovare un punto d’incontro. «È chiaro che c’è un ritardo – commenta Vasco Errani, presidente della Conferenza dei governatori -, ma le regioni sono pronte a rispettare gli impegni. Auspichiamo di firmare il nuovo accordo quadro nel giro di poche settimane e dare così il via libera alle risorse, a patto però che ciascuno faccia la sua parte». Sullo sfondo della contesa il ritorno di fiamma della cassa integrazione, che proprio sulle deroghe ha registrato il maggiore aumento a febbraio rispetto a gennaio (+23%, si veda l’articolo sotto). Insieme a un dato di fatto: rispetto agli otto miliardi del biennio 2009/2010, quest’anno ci sarà comunque un taglio di risorse, anche …