Tutti gli articoli relativi a: economia

"Come uscire dalla crisi che ha cambiato il mondo", di Massimo Giannini

Un saggio di Luciano Gallino sui meccanismi che hanno portato alla “tempesta perfetta” del 2007 suggerendo anche una via d´uscita. La differenza fondamentale tra “la produzione” e “l´estrazione” del valore. Gli esseri umani ormai trasformati in robot o in esuberi dovrebbero ribellarsi al pensiero liberista dominante. Se dovessi scegliere il “romanzo della crisi” di questi anni di turbocapitalismo globale e letale voterei Sunset Park. Le prime pagine del libro di Paul Auster – in cui il giovane Miles Heller racconta il suo lavoro di “moschettiere della disgrazia”, incaricato di ispezionare per conto delle banche le case abbandonate dagli inquilini morosi e di fotografare le innumerevoli “cose abbandonate” per sempre dalle famiglie espropriate – sono l´affresco letterario di un´epoca. La Spoon River di «un mondo che crolla, di rovina economica e di difficoltà assidue e crescenti» per milioni di persone sommerse dalla “tempesta perfetta” iniziata oltre tre anni fa. Ma ora esce anche il “saggio della crisi”. Non che in questi mesi la titolistica sul tema sia stata avara. Ma il libro che vi suggerisco adesso …

"La crescita è possibile ma Tremonti non la vuole", di Eugenio Scalfari

La parola “stagflation” è un neologismo inglese da tempo entrato nel lessico economico. Indica una perversa combinazione di inflazione e recessione che, quando si verifica, penalizza pesantemente i “fondamentali” dell’economia, deprime i consumi e gli investimenti, falcidia i redditi, il commercio, l’occupazione, il credito e la tenuta dei conti pubblici. Avevo accennato a questo rischio nelle ultime righe del mio articolo di domenica scorsa prendendo spunto dalle cifre diffuse dalla Commissione di Bruxelles, ma non immaginavo che a distanza di poche ore la Banca centrale europea e il suo presidente l’avrebbero definita come un fenomeno incombente. Trichet è persona molto prudente; il suo timore sull’incombenza d’una “stagflation” su tutta l’area europea e la necessità che la politica monetaria della Bce si preparasse a fronteggiare quel fenomeno, ha messo in allarme i mercati producendone le immediate reazioni a cominciare dal tasso di cambio tra l’euro e il dollaro: la moneta europea è schizzata a 1,40 scontando la previsione di un aumento del tasso di interesse. Nei giorni seguenti e fino a ieri il tema della “stagflation” …

"Tensioni sul decreto rinnovabili – Gli incentivi nel resto del mondo", di Jacopo Giliberto e Federico Rendina

Un appello, già partito, al presidente della repubblica Giorgio Napolitano perché non firmi il decreto legislativo. Poi, in caso di insuccesso, un ricorso alla corte costituzionale. Intanto una raccomandazione alle regioni perché il decreto “ammazza rinnovabili”, così lo chiamano i contestatori, venga impugnato con tutti i mezzi possibili e in tutte le sedi plausibili. E, nel mentre, un ricorso parallelo all’Unione europea. Si parla di migliaia di persone pronte a finire in cassa integrazione (Valerio Natalizia del Gifi Confindustria Anie, eccede in pessimismo e azzarda 10mila addetti in cassa). Gli imprenditori parlano di nottate passate a rifare i business plan, di progetti congelati a decine, di telefonate algide con cui le banche sospendono i piani di finanziamento. Più colpiti sembrano i settori dell’energia fotovoltaica e dell’eolico; meno sensibile il settore delle agroenergie; qualche soddisfazione per segmenti come l’edilizia sostenibile; i consumatori industriali di energia attendono che la riduzione degli incentivi alleggerisca le bollette elettriche. Le principali associazioni degli imprenditori delle energie rinnovabili sono in allarme per i contenuti del decreto di razionalizzazione dei sussidi alle …

L'inflazione ricomincia a crescere

A febbraio l’inflazione torna a crescere, spinta al rialzo (+2,4%) da carburanti e alimentari. Si tratta del dato peggiore dal novembre 2008, quando era stato toccato il 2,7%. In particolare – spiega l’Istat – il prezzo della benzina è aumentato dello 0,8% su base mensile, con un incremento annua dell’11,8 per cento. La rincorsa dell’inflazione potrebbe essere spinta ancora più avanti dalle turbolenze nel mondo arabo. Intanto resta critica la situazione sul fronte del lavoro: a gennaio per il terzo mese consecutivo il tasso di disoccupazione si attesta all’8,6%. A crescere – segnala l’Istat – è soprattutto il tasso di disoccupazione giovanile (età compresa tra i 15 e i 24 anni), che raggiunge il 29,4%. Dall’Istat anche le cifre su crescita e debito: il Pil italiano nel 2010 è aumentato dell’1,3%, oltre il target del governo (+1,2%). Il rapporto deficit/Pil nello stesso anno è stato pari al 4,6%, quasi un punto in meno rispetto al 2009. Infine il fabbisogno del settore statale a febbraio è risultato pari a circa 8 miliardi, inferiore di circa 5 …

Giovani disoccupati,è nuovo record. Anche gli inattivi sono sempre di più", di Laura Matteucci

La disoccupazione continua a macinare record. A gennaio gli occupati sono 83mila in meno rispetto a dicembre (-0,4%, il dato peggiore da settembre 2009), 110mila in meno rispetto a un anno fa, e la disoccupazione giovanile (tra i 15 e i 24 anni) vola al 29,4%, il dato più alto dal 2004, anno di inizio delle serie storiche dell’Istat. Siamo alle solite, come dice il segretario Pd Pierluigi Bersani, che indica nel governo il primo responsabile: «Non ci stiamo occupando del paese, non abbiamo un governo: si procede col pilota automatico e non si mette mano a nulla. Se non si sblocca la situazione i mesi che perderemo oggi li pagheremo duramente domani». Susanna Camusso, segretaria Cgil, richiama l’attenzione sul rischio che la già scarsa ripresa sia «senza occupazione».A preoccupare è soprattutto la «moltiplicazione» delle forme precarie di lavoro, che fanno sì che i giovani restino senza prospettive. Una situazione che spinge anche Raffaele Bonanni, segretario Cisl, a tirare il governo per la giacca, chiedendo «un’economia più solida, una strategia economica più opportuna», «ci vuole …

Draghi: «La crescita stenta da 15 anni Giovani, troppe risorse sprecate», di Stefania Tamburello

Draghi: l’aumento del petrolio potrebbe frenare il Pil dello 0,5%. E’ il momento di aver «più coraggio» nelle riforme perché in Italia la crescita «stenta da quindici anni» mentre dovrebbe procedere a ritmi più sostenuti ed in modo più «equo» e «duraturo» «per «migliorare» le aspettative» delle imprese, delle famiglie e soprattutto dei giovani. Il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, intervenendo all’annuale assemblea dei tesorieri e degli operatori del Forex, Assiom e Aiaf, torna a sollecitare interventi più decisi per risvegliare l’economia italiana: nel campo dell’istruzione e della ricerca, dove va premiato e valorizzato il merito; nella pubblica amministrazione, per ridurre l’onerosità della burocrazia; nel mercato di lavoro, «fortemente segmentato dove si va dall’estremo della minima mobilità a q u e l l o d e l l a massima precarietà» . E’ «uno spreco di risorse» osserva Draghi denunciando «l’avvilimento» dei giovani, fra i quali il tasso di disoccupazione sfiora il 30%, e i cui salari di ingresso nel mondo del lavoro sono fermi in termini reali da oltre dieci anni. E poi …

Manifutura 2010: Resoconto degli interventi conclusivi di Pier Luigi Bersani e Romano Prodi

Un nuovo patto sociale per uscire dalla crisi economica e politica. “Chi governa deve dire all’Italia cosa vuole fare, deve avere un’idea per muovere le forze vive del Paese”. Con queste parole Pierluigi Bersani è intervenuto alla chiusura del festival di Manifutura 2011 che si è svolto a Bologna. In Italia, ha affermato il Segretario del Pd, è molto difficile accendere i riflettori sull’industria, mentre la cultura progressista ha interesse e attenzione per l’economia reale, come già abbiamo mostrato con i governi di centrosinistra. La manifattura si aggrega a settori sempre più ampi ed occorre sospingere l’interesse generale verso un tasso di conoscenza più elevato dei problemi. Sulle liberalizzazioni che possono essere occasione di nuovi investimenti, come è accaduto nel settore elettrico, oppure nella tanto richiamata questione della banda larga, molto se ne è parlato ma poco, o nulla, si è fatto. “Non abbiamo saputo combinare le politiche industriali con l’interesse del Paese, ha sottolineato Bersani, non è possibile dire solo che non si fa nulla, bisogna dire che in queste condizioni non si può …