Tutti gli articoli relativi a: economia

"Marchionne non fa tendenza. Parola di Emma Marcegaglia", di Giuseppe Vespo

Marchionne? Fra gli industriali non fa tendenza. Parola di Emma Marcegaglia, secondo cui il modello voluto dal manager Fiat per governare gli stabilimenti del Lingotto non è stato ripreso da nessuna altra impresa italiana. Edi conseguenza, non avrà nessun impatto sulle future relazioni industriali. La leader di viale dell’Astronomia lo assicura a Susanna Camusso, insieme alla quale è intervenuta al Festival «Manifutura» a Bologna. Alla segretaria della Cgil, invece, Marcegaglia chiede di rilanciare il tavolo sulla produttività e di trovare un «accordo complessivo » con i sindacati. Perché Fiat è Fiat, sostiene l’industriale mantovana, ha delle sue specificità che vengono dal passato, come l’assenteismo di alcuni stabilimenti. Ma il resto del mondo industriale è un’altra cosa, e quindi altrove va cercata la soluzione all’impasse delle attuali relazioni tra imprese e sindacati. «Non bisogna più ragionare con vecchie logiche perché la competizione è durissima – dice Marcegaglia alla Camusso – dobbiamo lasciare l’ideologia da parte, rispettandoci reciprocamente, ma lo dobbiamo fare». Va bene, sembra rispondere la segretaria di Corso Italia: lavoriamo a un tavolo di discussione …

"L'agricoltura insegna il buongoverno", di Ernesto Ferrero

Ogni riforma della scuola si è sempre dimenticata di introdurre una innovazione piccola ma fondamentale. Mi riferisco all’istituzione di un orto di classe, in cui dalle elementari i bambini possano fare esperimenti di coltivazione. Imparerebbero molto con poca fatica e grande divertimento, e si vaccinerebbero contro i pericoli di una vita troppo virtuale, che preoccupa giustamente pedagogisti, psicologi, neuroscienziati e genitori responsabili. Oggi più che mai occorre ripartire dalla terra come momento fondamentale di conoscenza, crescita e di autoformazione. Parlerò di tre italiani diventati grandi attraverso esperienze agricole dirette. Molto ha imparato Cavour dalla sua esperienza di imprenditore agricolo, avviata nel 1835 e durata una dozzina d’anni, sino alla discesa in politica. Ne è teatro la vasta tenuta di Leri, nel Vercellese. Quando il padre Michele deve onorare le cariche pubbliche cui è chiamato a Torino, di Leri si deve occupare Camillo. All’inizio non è semplice passare dai salotti torinesi a un reclusorio in cui non si parlava che di riso, fieno e letame. L’apprendistato è faticoso. Poi la nuova attività lo appassiona. Nel 1841 …

Milleproroghe, stop del Colle "Il decreto viola la Costituzione", di Umberto Rosso

Napolitano censura le modifiche: eluso il mio controllo. Il frequente ricorso alla apposizione del voto di fiducia realizza una ulteriore pesante compressione del ruolo del Parlamento. Bisogna evitare che un testo riguardante essenzialmente il rinvio di alcuni termini si trasformi in una sorta di nuova legge finanziaria dai contenuti più disparati. Quaranta minuti di colloquio sul Colle, con il premier, e il decreto Milleproroghe riprende la via delle Camere. Stoppato. Così com´è, ha spiegato senza tanti convenevoli Napolitano a Berlusconi, io non lo posso firmare. «Viola la Costituzione ed elude il vaglio preventivo che spetta al capo dello Stato sui decreti». Perciò il governo, che sul provvedimento al Senato aveva già incassato la fiducia e a Montecitorio si preparava a fare altrettanto saltando le commissioni, deve ricominciare da capo. Berlusconi, di fronte all´alternativa secca – o lo cambiate o non lo promulgo – fa buon viso a cattivo gioco e si piega al´ultimatum del Colle. Il governo, come si incarica di far sapere un comunicato ufficiale che arriva prima da Palazzo Chigi e poi “confermato” …

"Quote latte, le multe le pagano gli ammalati", di Luigi Chiarello

Gli irriducibili delle quote latte, quelli che finora non hanno versato il becco di un quattrino allo stato per le multe subite, potranno beneficiare dell’ennesima proroga per evitare di pagare il dovuto. E, soprattutto, per scansare i procedimenti esecutivi di Equitalia, almeno fino al 30 giugno 2011. Solo che, stavolta, a finanziare la dilazione saranno anche i malati di cancro. Già, perché in base a quanto previsto dal maxiemendamento al decreto mille-proroghe, oggi al voto di fiducia del senato, i cinque milioni necessari a dare copertura finanziaria alla riapertura dei termini di adesione alla rateizzazione, verranno prelevati da un fondo di 50 mln di euro, istituito dalla Finanziaria 2011 per «interventi urgenti finalizzati al riequilibrio socio-economico, allo sviluppo dei territori, alle attività di ricerca, alle attività di assistenza, ricerca e cura dei malati oncologici e alla promozione di attività sportive, culturali e sociali». Obiettivi ambiziosi per un budget di soli 50 mln. E fatti due conti, sottrarre cinque milioni di euro a questi interventi, per agevolare poche centinaia di allevatori riluttanti a pagare le multe, …

«Federalismo al via senza cinque regioni», di Sergio Rizzo e Mario Sensini

ROMA— Per sputare il rospo Salvatore Bilardo aspettava solo l’occasione. Che finalmente, mercoledì 16 febbraio, è arrivata sotto forma di un’audizione alla Commissione Bicamerale sul federalismo. L’ispettore capo della Ragioneria si è seduto e ha scandito bene le parole: «L’eliminazione delle inefficienze e delle storture in materia di finanza pubblica, cui è finalizzato il processo di federalismo fiscale, non può che riguardare l’intero territorio nazionale» . Quindi, anche le Regioni a statuto speciale. Considerazione che ha provocato la replica stizzita («È il ministro che deve parlare di politica, non la Ragioneria» ) del presidente della Commissione Enrico La Loggia, siciliano, nonché nipote dell’omonimo uomo politico che fu fra i fondatori dell’autonomia regionale della Sicilia. Un autentico macigno, l’autonomia, sulla via del federalismo. Nonostante un paradosso. Sulla carta, infatti, le Regioni a statuto speciale sono già «federaliste» , se con questo s’intende trattenere sul territorio le tasse che lì vengono prodotte. Esattamente quello che accade in Sicilia, Sardegna, Friuli-Venezia Giulia, Valle d’Aosta e nelle due Province di Trento e Bolzano, per un totale di 9 milioni …

"Scoppia il caso Sevel, Fim e Uilm con la Fiom", di Antonella Baccaro

Dopo Pomigliano e Mirafiori, scoppia il caso Sevel. Nello stabilimento Fiat con sede a Atessa (Chieti), che produce veicoli commerciali leggeri, ieri il 50%degli operai ha aderito allo sciopero proclamato dalla Fiom-Cgil per il turno di straordinario del mattino. E quelle di ieri avrebbero dovuto essere le prime ore di straordinario, secondo un accordo discusso da Fiat con tutti i sindacati che, alla fine, è stato firmato solo da Fismic. L’intesa, resasi necessaria per «sfruttare la ripresa del mercato dei veicoli commerciali leggeri» , come ha detto lo stesso ad della Fiat, Sergio Marchionne, prevedeva l’applicazione di un vecchio accordo del 1985 che consentiva di aggiungere due sabati lavorativi straordinari ai 5 previsti dal contratto nazionale. In cambio i sindacati ottenevano l’assunzione di 150 persone e il trasferimento dalla ex-Bertone di Torino a Chieti di altri 150 lavoratori. Il tavolo, per tutti tranne Fismic, è saltato quando i sindacati si sono visti presentare per la firma un testo in cui erano state introdotte da Fiat la clausola di esigibilità e le clausole sanzionatorie previste già …

"Maserati, i silenzi di Sergio Marchionne", lettera aperta dei parlamentari modenesi del Pd

I parlamentari modenesi del Partito democratico – Manuela Ghizzoni, Ricardo Franco Levi, Ivano Miglioli, Giulio Santagata, Giuliano Barbolini e Mariangela Bastico – intervengono in merito alla vicenda Maserati all’indomani dell’audizione dell’amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne davanti alla commissione Attività produttive della Camera. Ecco la loro lettera aperta. «Continua il silenzio di Sergio Marchionne sul futuro della Maserati. Di molto ha parlato l’amministratore delegato della Fiat nel corso dell’audizione alla Commissione attività produttive della Camera, eppure lo stabilimento Maserati non ha mai avuto l’onore di essere citato. In quanto rappresentanti del territorio modenese, sul quale Fiat è presente con gli stabilimenti di Maserati, Ferrari e CNH (ora in Fiat Industrial), condividiamo e ci facciamo interpreti della preoccupazione che la mancanza d’informazioni suscita nei lavoratori dello stabilimento Maserati (circa 700) e nelle Istituzioni locali, che nel tempo molto hanno investito per valorizzare la tradizione automobilistica modenese, dal Museo Casa natale Enzo Ferrari alla pista prove di Marzaglia, da Modena Città di Motori alla Motor Valley. Tale omissione non pare giustificata dal timore di avvantaggiare la concorrenza …