Tutti gli articoli relativi a: economia

"L'Emilia-Romagna chiede misure ad hoc per le Pmi", di Giorgio Costa

Rafforzare la competitività delle Pmi che devono trovare nel proprio territorio un ambiente in grado di favorirne lo sviluppo e la partecipazione ai mercati mondiali. Deve essere questo, secondo Anna Maria Artoni, presidente di Confindustria Emilia-Romagna, l’obiettivo della nuova politica industriale europea che è stata oggetto di ampio dibattito ieri a Bologna presso la sede di Confindustria tra Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea e commissario all’Industria e all’imprenditoria, l’assessore regionale alle attività produttive Gian Carlo Muzzarelli e l’Artoni stessa. «La politica industriale europea – ha detto Anna Maria Artoni – deve connettere da un lato la necessità di costruire e rafforzare le grandi imprese leader e dall’altro consentire un forte sviluppo delle piccole e medie imprese in grado di alimentare imprenditorialità diffusa, benessere sociale e grandi opportunità di crescita in molti settori». Per fare ciò, ha aggiunto Artoni, «servono interventi specifici su misura per le Pmi e, in questo contesto, reti di impresa e nuove politiche sui cluster assumono importanza decisiva. Così come non va persa l’occasione dell’ottavo Programma quadro di ricerca e innovazione …

"L'Italia resta in coda su innovazione e accesso al credito", di Francesca Barbieri

Meglio della Germania sul terreno dell’imprenditorialità, più forti della Spagna per efficienza dell’amministrazione pubblica, a pari merito con la Gran Bretagna per livello di integrazione sul mercato unico europeo. Le buone notizie si fermano qui. L’Italia esce dal confronto europeo con poche luci e molte ombre: il nostro paese non è un terreno fertile per lo sviluppo delle piccole e medie imprese, almeno in base agli indicatori fissati dallo Small business act. Una partita che si gioca su dieci campi diversi: imprenditorialità, seconda possibilità, pensare in piccolo, amministrazione recettiva, aiuti di stato, finanza, mercato unico, innovazione, ambiente e internazionalizzazione. Ciascuno corrispondente a un mix di princìpi, giudicati essenziali dalla Ue per creare condizioni paritarie di concorrenza tra le Pmi e per migliorare il contesto giuridico e amministrativo europeo. L’Italia è sempre ben al di sotto della media Ue, con l’unica eccezione dell’imprenditorialità, per cui si registra un risultato di poco inferiore. Su questo fronte emerge che negli ultimi anni il tasso di natalità delle imprese è stato più basso rispetto alla media Ue, ma abbiamo …

"Alimenti, bene legge su etichettatura. Ora Governo lavori con l'Unione Europea", di Enzo Lavarra

L’approvazione della legge nazionale sulla etichettatura costituisce un fatto di estrema importanza nella lotta per la tutela e la promozione della eccellenza alimentare italiana. Le contraffazioni e soprattutto l’emergenza diossina impongono norme efficaci per la trasparenza delle produzioni. Ora occorre da un lato dare immediata esecutività alla legge nazionale, dall’altro incidere nel processo legislativo UE. Come per il decreto del made in Italy per l’olio non deve essere lo spauracchio della procedura di infrazione a frenare le misure di tutela. Del resto anche per latte fresco, pomodori e carne c’è già il consenso UE sulla indicazione dell’origine. È evidente che per portare a coerenza l’impianto legislativo comunitario occorre una iniziativa costante e una capacità di alleanze del governo italiano che finora è mancata. A questo fine crediamo necessario un coordinamento operativo di tutti i parlamentari italiani ed europei, del ministero, delle associazioni agricole e dei consumatori per definire una strategia comune nelle sedi UE e sviluppare le iniziative più utili a sostegno dei nostri obbiettivi di fondo.

CGIL, tassa del 5% sui redditi più alti per finanziare il lavoro dei giovani

Una tassa del 5% sui redditi superiori ai 150 mila euro per finanziare un piano di lavoro per i giovani, parallelamente ad un intervento sul fisco che parta da una intensificazione della lotta all’evasione. Parte da qui la proposta lanciata dalla Fisac-Cgil, la categoria che riunisce i bancari e gli assicurativi di Corso Italia, con cui si punta alla creazione di un fondo di solidarietà, per complessivi 8,4 miliardi, da utilizzare per la stabilizzazione di 300 mila giovani, nell’arco di tre anni. E ancora: per le banche, l’indicazione di un tetto ai compensi degli amministratori delegati; per le imprese, un premio alle assunzioni dei giovani con un contratto nazionale. La proposta, presentata dal segretario della Fisac, Agostino Megale, si basa su «un contributo del5%sui redditi superiori ai 150mila euro», da imporre quindi su «alti dirigenti, top-manager e banchieri». Un prelievo che garantirebbe «1,4 miliardi l’anno». Andrebbe poi previsto un«intervento del governo di pari misura utilizzando una quota derivante dalla lotta all’evasione e dalla fiscalità generale ». A sostegno di un piano triennale per la «buona …

"È l'evasione il principale problema del fisco italiano. Contribuenti pronti a più tasse per servizi migliori" di Marco Mobili

È l’evasione il principale problema del sistema fiscale italiano. Ancor più del peso oggi raggiunto da imposte e tasse dovute. Non solo. Oltre il 55% degli italiani preferirebbe pagare più tasse ma avere più servizi. Sì, poi, alla lotta all’evasione, ma senza farla sulla pelle dei contribuenti. È quanto emerge da una ricerca Censis commissionata dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e svolta con il metodo Cati nelle ultime due settimane di settembre su un campione rappresentativo di mille persone di età compresa tra i 25 e i 70 anni. Sondaggio / Quale tassa è per voi più difficile da accettare? Come dimostrano i dati dello studio presentati ieri a Roma dal presidente del Censis, Giuseppe De Rita, e dal direttore dell’istituito di ricerche, Giuseppe Roma, la percezione che gli italiani hanno del fisco continua a essere negativa: ingiusto per il 36,2%, inefficiente per il 25,5% ed esoso per il 23,7 per cento. Solo il 9,9% lo giudica efficiente e il 4,7% lo ritiene solidale. A sorpresa, come sottolineano gli stessi …

"Inseguire i Paesi emergenti tagliando gli stipendi è sbagliato meglio qualità e innovazione", di Fabio Gambaro

La base della crisi. Il silenzio delle vittime. Da quando è iniziata la crisi ha sempre prevalso il silenzio delle vittime, questa volta le vittime non sono state zitte. «Nonostante la sconfitta oggettiva di chi si è opposto all´accordo su Mirafiori, quel 46% di voti contrari è un importante segnale della resistenza del mondo operaio italiano». Alain Touraine giudica i risultati del referendum alla Fiat di Torino, che «nella situazione di decomposizione politica del paese mostrano la vitalità dei lavoratori e la loro capacità di mobilitarsi. «Il celebre sociologo francese, autore di molti saggi tra cui “La globalità e la fine del sociale” e “Après la crise” (appena uscito in Francia da Seuil), lo sottolinea, dal suo ufficio alla prestigiosa École des Hautes Études en Sciences Sociales: «Il no di quasi la metà dei lavoratori sarà anche un appello disperato, come sostiene qualcuno, ma mostra che è possibile provare a difendere gli interessi dei lavoratori, anche sullo sfondo di un contesto estremamente sfavorevole e con il rischio reale di perdere il posto di lavoro. In …

"Le previsioni di Bankitalia: pil fermo, disoccupazione e le famiglie più indebitate", di Marco Ventimiglia

Una raffica di dati che fotografa un Paese nella migliore delle ipotesi fermo e per il quale non c’è da aspettarsi nulla anche nel prossimo futuro. Numeri pesanti, quelli forniti ieri da Bankitalia per crescita, disoccupazione e reddito delle famiglie, al cui confronto la constatazione che il fabbisogno statale è in lieve miglioramento fa venire in mente la storiella dell’operazione chirurgica riuscita anche se il paziente è morto… Per Via Nazionale l’Italia si è incamminata in modo incerto sul sentiero della ripresa, con un passo non solo più lento degli altri grandi paesi come la Germania, ma anche sotto la media dell’area euro, con l’ovvia conseguenza di non“agganciare” la crescita economica mondiale, la quale invece avanza a un tasso migliore del previsto. Una ripresa debole che, ed è questa la conseguenza peggiore, non riesce a creare posti di lavoro. RECUPERO TROPPO LENTO Nel bollettino economico di Bankitalia spicca subito il dato relativo al pil che dovrebbe rimanere inchiodato su un modesto progresso dell’1% nel prossimo biennio (contro la stima del governo che parla di un …