Tutti gli articoli relativi a: economia

Disoccupazione all'8,7 %. Il dato più alto dal 2004

Ad aumentare è soprattutto quella giovanile che si attesta al 28,9 % con un aumento percentuale rispetto a novembre 2009 di 2,4 punti. E aumentano anche gli “inattivi”, cioé quelli che hanno rinunciato a cercare o non possono più accedere al lavoro. Disoccupazione stabile in Europa al 10,1 %. Il tasso di disoccupazione a novembre rimane sostanzialmente stabile all’8,7%, lo stesso livello registrato a ottobre, anche se fuori dagli arrotondamenti si nota un lievissimo calo (dall’8,729% all’8,678%). Lo comunica l’Istat in base a dati destagionalizzati e a stime provvisorie. Il tasso all’8,7% è il più alto dall’inizio delle serie storiche mensili, ovvero dal gennaio del 2004. Le persone in cerca di occupazione sono stimate dall’Istat in 2 milioni e 175 mila. Ad aumentare è soprattutto la disoccupazione giovanile: il tasso si è attestato al 28,9%, con un aumento di 0,9 punti percentuali rispetto a ottobre e di 2,4 punti rispetto a novembre 2009. Anche in questo caso si tratta di un livello record dall’inizio delle serie storiche a gennaio 2004. Sulla base delle informazioni finora …

"Le nuove sorprese della crisi", di Paul Krugman

Pillola di saggezza per il nuovo anno: anche se forse abbiamo finalmente smesso di sprofondare siamo ancora ben in fondo al pozzo. Spero che la gente lo capisca. Perché sento il bisogno di dirlo? Perché ho notato che molti hanno accolto con eccessivo entusiasmo i recenti dati positivi in campo economico. A preoccuparmi è soprattutto il rischio di un magnanimo ottimismo, temo cioè che alla luce di qualche indicatore economico favorevole si decida che non serve più promuovere la ripresa e si prendano iniziative che ci facciano andare a fondo. Ma veniamo alle buone notizie: vari indicatori economici, a partire dall´andamento relativamente positivo delle vendite natalizie fino ai nuovi dati relativi alla disoccupazione ( siamo scesi finalmente a meno di 400.000 domande di indennizzo la settimana) indicano che la fase dei grandi tagli post bolla sta forse per concludersi. L´edilizia non dà segni di un ritorno ai livelli dei tempi della bolla e le famiglie oberate dai debiti non sembrano propense a tornare alla vecchia abitudine di spendere tutto ciò che guadagnano, ma per una …

"Arretrare nei diritti o perdere il lavoro:è questa la modernità?", di Stefano Fassina*

L’essenza della cultura riformista è fare un’analisi autonoma ed empiricamente fondata della realtà, tentare i risultati possibili in base ai rapporti di forza dati, valutare gli esiti effettivi dell’azione intrapresa, costruire le condizioni per equilibri più avanzati. Di fronte a “Fabbrica Italia”, riformisti e radicali, sul versante sindacale e politico non sono stati all’altezza della sfida. La divisione tra resistenza ideologica e rassegnazione pragmatica ha acuito le debolezze ed i rischi di irrilevanza degli uni e degli altri, a danno di lavoratori e lavoratrici. Il difetto principale è stato di analisi. Il timore di smarrirsi ha portato a rimuovere dalla discussione la drammatica asimmetria nei rapporti di forza tra capitale, a caccia di lavoro low cost nelle sterminate praterie dell’economia globale, e lavoro relegato nella dimensione locale della politica e del sindacato. Abbiamo fatto finta di essere ancora nel ‘900, quando il lavoro negoziava con il capitale dentro i confini dello stato nazionale e lo sciopero era un’arma efficace. Abbiamo definito “accordo” un atto unilaterale dove è evidente la regressione del lavoro, mentre non si …

«Numeri in libertà sul federalismo», di Massimo Bordignon

Giorni di festa con i giornali pieni di stime degli effetti del federalismo sulle entrate dei comuni capoluogo di provincia italiani, con tanto di vincitori e vinti. Ma hanno senso questi numeri? Difficile rispondere. Il vero problema è l’ambiguità dello schema di decreto sul quale quelle stime si basano. Dice poco su quello che avverrà da qui al 2014 e nulla su quello che succederà dal 2014 in poi. Un nuovo esempio di federalismo annunciato, senza che i problemi siano veramente affrontati. A Santo Stefano i giornali si sono riempiti delle stime, dovute a un senatore del Pd, Marco Stradiotto, sugli effetti del federalismo prossimo venturo sulle entrate dei comuni capoluogo di provincia italiani, con tanto di vincitori, generalmente al Nord, e di perdenti, generalmente al Sud. Ma hanno senso queste stime? Difficile rispondere. Al di là dei numeri, il vero problema è che lo schema di decreto a cui le stime fanno riferimento è ambiguo; dice poco su quello che succede da qui al 2014 e nulla su quello che succederà dal 2014 in …

«Più ricchi e più poveri: foto di gruppo di un Paese diviso» di Luca Lando

La strana unità d’Italia. Un ricco Paese di poveri: ecco l’Italia che si appresta a celebrare i 150 anni di Unità nel segno della diseguaglianza e delle difficoltà. E sempre più lontana dall’Europa. Nell’anniversario dell’Unità gli indicatori economici mostrano una nazione gravemente frammentata: cresce la povertà e aumenta il divario fra redditi Alla faccia dell’Unità. Certo, con l’aria che tira è meglio non andare per il sottile e celebrarli davvero questi 150 anni, con tanti saluti a chi vorrebbe passare oltre o addirittura tornare indietro. Il guaio è che per smontare le fissazioni leghiste, finiamo per parlar d’altro. E per rispondere all’ipotesi insulsa di un improbabile stato padano, dimentichiamo di affrontare i problemi reali di un concreto stato italiano. Insomma, se non fosse per i teorici delle camicie verdi, oggi al governo, questi 150 anni sarebbero l’occasione per celebrare criticamente l’Unità d’Italia. Ponendosi in tutta libertà una domanda semplice ma importante: l’Italia, questa Italia, è davvero unita? Centocinquant’anni dopo siamo davvero una nazione? O non siamo piuttosto un collage di realtà diverse. Uno spezzatino di …

«Nel 2010 seimila aziende in cassa integrazione», di Cristina Casadei

2010: l’anno delle 6mila aziende in cassa integrazione straordinaria. Della cassa in deroga che cresce del 250% rispetto all’anno prima. Della cassa integrazione che, nel complesso, ha di gran lunga superato il miliardo di ore autorizzate, mentre nel 2009 era arrivata solo molto vicina ai nove zeri che tanto preoccupano i sindacati. In attesa di conoscere gli ultimi dati relativi a dicembre, che dovrebbero essere diffusi dall’Inps tra oggi e domani, qualunque confronto dei numeri porta a concludere che per il lavoro il 2010 verrà ricordato come l’anno della cassa integrazione straordinaria e in deroga. E forse non è il migliore ricordo perché la cigs e la cigd non sono necessariamente il preludio di un rientro al lavoro, soprattutto senza segnali forti di una ripresa economica a cui potrebbe legarsi quella dell’occupazione. Mentre i numeri dei lavoratori coinvolti stanno diventando importanti: secondo una rielaborazione dell’ufficio studi della Cgil, che si ferma a novembre, nel 2010 i lavoratori in cigo a zero ore sarebbero 163.452, quelli in cigs circa 227.344, mentre quelli in cigd 179.197: sommati …

«Caso Fiat, l’appello di Napolitano «Ritrovare un dialogo costruttivo»", di Marzio Breda

«Ci attendono prove molto impegnative. Occorre uno scatto, una mobilitazione. E bisogna soprattutto tenere aperta la linea di comunicazione con le generazioni più giovani, i cui problemi sono esattamente quelli del futuro dell’Italia» . Giorgio Napolitano torna al cuore del suo messaggio di Capodanno e usa ancora il linguaggio della verità. Esprime cioè senza illusioni o vaghezze i termini del proprio ragionamento, nel quale ripropone l’urgenza di una missione collettiva mirata sui giovani— «perché le loro ansie diventino l’assillo di tutti» —, fondata sulla coesione nazionale e su un diverso approccio alle emergenze che ci stanno davanti. La prima delle quali, per ragioni di calendario, riguarda la prova di forza sul destino dello stabilimento di Mirafiori. Il capo dello Stato ne parla a Napoli (dove si è concesso un po’di riposo a Villa Rosebery), in risposta ai cronisti che lo intercettano al termine di una visita al Pio Monte della Misericordia. Presidente — gli viene chiesto — il debutto della «doppia Fiat» in Borsa è stato premiato dal successo, ma resta assai discusso dai lavoratori: …