Tutti gli articoli relativi a: economia

«In Italia i mutui più cari d´Europa», di Barbara Ardù

L´allarme dei costruttori: 9 mila euro di costi extra per i tassi troppo alti ROMA – Sono in Italia i mutui più cari d´Europa. Lo denuncia l´Ance. Messi al tappeto dalla crisi, i costruttori edili puntano il dito anche contro il caro mutui, che secondo loro finisce per costituire un ostacolo alla ripresa del mercato immobiliare. Sotto accusa le banche, che rispetto agli altri Paesi della Ue, finiscono per far pagare di più i finanziamenti per l´acquisto dell´abitazione. Per dimostrarlo l´Ance ha preso come base di riferimento i tassi sui mutui alle famiglie della Bce e ha ipotizzato un finanziamento in Italia e Eurolandia pari a 150mila euro (durata di 25 anni). Quindi ha tirato le somme: il risultato è che lo stesso mutuo in Italia costa 9mila euro in più. Se sottoscritto a settembre, perché ad agosto la cifra arrivava a 17mila euro. Ma prendendo per buono settembre «è come se le famiglie italiane pagassero per dodici mesi in più rispetto a quelle europee», sottolinea l´Ance nel rapporto “Il credito nel settore delle costruzioni …

«Se un senatore dice cose da sinistra», di Luciano Gallino

Finalmente. Un senatore ha tenuto un discorso in aula dicendo cose di sinistra. Ha descritto in modo severo la situazione in cui versa il paese, ma sono stati tali e tanti i temi affrontati che un partito consapevole che la destra sta portando tutti al disastro potrebbe ricavarne un programma completo per le prossime elezioni. In questa prospettiva merita soffermarsi sui punti salienti del suo discorso, disponibile nella trascrizione fatta in Senato. Ampio spazio viene dato ai problemi dell´occupazione e del reddito. Tempo fa, prima che arrivassero l´economia globale, la robotica e i computers, nota il senatore, una persona poteva lavorare 40 ore alla settimana e guadagnare abbastanza da pagare i conti della famiglia. Oggi per pagare i conti bisogna lavorare almeno in due, e se non si sgobba in due – facendo magari tre o quattro lavori – si rischia di non riuscire a pagare nemmeno il riscaldamento e il carburante per l´auto. Per vari gruppi di età, in specie i giovani e gli over 50, il reddito reale è addirittura più basso che …

«Ai sindaci non piace il federalismo: ci toglie 2,5 miliardi. Calderoli: subito la riforma o il voto», a cura di Gianni Trovati

Ai sindaci i conti del federalismo fiscale non tornano. Mentre il decreto attuativo è dovuto approdare in parlamento senza il parere dei diretti interessati, proprio a causa delle incertezze sui fondi, i tecnici dell’Ifel, la fondazione dell’Anci per la finanza locale, si sono tuffati nelle tabelle del ministero dell’Economia e della commissione tecnica per l’attuazione della riforma, e ne sono riemersi con un timore circostanziato: la riforma disegnata dal decreto attuativo può costare ai comuni quasi 2,5 miliardi, cioè circa il 10% delle risorse in gioco, e conferma a regime tutti i tagli imposti dalla manovra estiva (la sforbiciata ai trasferimenti vale 1,5 miliardi per il 2011 e un altro miliardo per il 2012). Non solo, perché le stime fornite dal governo sul gettito dei nuovi tributi, per esempio l’emersione del “nero” sugli affitti grazie alla cedolare secca, sembrano spesso ottimistiche, e se si rivelassero contraddette dalla realtà il conto per i sindaci diventerebbe anche più pesante. Dubbi, obiezioni e timori dei sindaci sono finiti in un dossier elaborato dall’Ifel, che ora offrirà la base …

"Il sindacato americano padrone di Marchionne", di Eugenio Scalfari

Il mio tema di oggi è Sergio Marchionne. Ma il discorso augurale pronunciato la sera del 31 dicembre alla televisione dal Presidente della Repubblica merita una speciale menzione. Non è stato soltanto un augurio agli italiani, ma una strategia di governo, un orizzonte sul futuro e un intenso ricordo del passato in mancanza del quale nessun futuro può essere immaginato né costruito. Napolitano ha affrontato tutti i problemi che occupano l’agenda nazionale: l’unità del paese, la sua storia dal Risorgimento ad oggi con le dolorose tappe del fascismo, della guerra, del terrorismo; l’isolamento della politica e delle istituzioni, l’intollerabile aumento delle diseguaglianze, la mancata crescita economica, le condizioni del Mezzogiorno, il degrado di Napoli e la necessità della collaborazione collettiva. Ma ha battuto e ribattuto sulla necessità di aprire una prospettiva alla generazione dei giovani che non ha sbocco di speranza e di lavoro ed alla quale occorre dedicare ogni sforzo. Ha anche ammonito che non bisogna indulgere in un facile ottimismo che nasconde una realtà difficile e in certi casi drammatica. Un grande discorso …

"L’anno si apre con 170 aziende in crisi", di Luigi Grassia

Il 2011 si trascina dietro tanti problemi: comincia con 170 tavoli di crisi aziendale aperti al ministero dello Sviluppo economico e 92 imprese in amministrazione straordinaria. La Cgil valuta che dietro questi numeri siano 200 mila i lavoratori coinvolti. Fra le prognosi più favorevoli figura quella della Vinyls, un’azienda chimica con impianti a Marghera, Ravenna e Porto Torres e circa 400 lavoratori. C’è già un accordo preliminare per la cessione in toto da parte dell’Eni (l’attuale gruppo proprietario) alla finanziaria svizzero-tedesca Gita, che garantirebbe l’occupazione per quattro anni; entro due mesi si dovrebbero concludere le trattative per l’acquisizione definitiva. Buone prospettive anche per Basell: il polo chimico di Terni dovrebbe trovare uno sbocco per i circa mille lavoratori, con la cessione dell’azienda alla Novamont. Ci sono speranze concrete pure per la Videocon, azienda di proprietà di una multinazionale indiana, che costruiva televisori e ha cessato l’attività. È stata aperta una trattativa per l’acquisizione dello stabilimento e sono interessati 1.200 lavoratori. Poi c’è la Firema, che produce treni in stabilimenti ad Avellino, in Basilicata e in …

Stangata in arrivo, mille euro a famiglia Crescono benzina, tariffe e servizi bancari

È in arrivo una stangata di oltre 1.000 euro a famiglia. Secondo i calcoli di Adusbef e Federconsumatori, tra rincari di alimentari, benzina, tariffe, assicurazioni e servizi bancari, il 2011 sarà “un anno infelice”, con un impatto di 1.016 euro annui a famiglia. La voce più consistente sarà quella alimentare, con aumenti annui di 267 euro, ovvero del 6%. A seguire i carburanti, per i quali, sulla scia dei previsti incrementi del petrolio (si dà ormai per scontato un rally fino a 100 dollari al barile) la spesa aumenterà di ben 131 euro l’anno. Oltre 120 euro in più saranno spesi per il trasporto ferroviario, comprese le tratte dei pendolari, mentre i prezzi dell’Rc auto cresceranno, secondo Adusbef e Federconsumatori, di 105 euro (+10-12%). Aumenti sono previsti anche per le tariffe autostradali (+2%), per quelle del gas (+7-8%) e della luce (+4-5%), per quelle dei rifuiti (+7-8%) e per l’acqua (+5-6%). L’aumento più consistente in termini percentuali è però quello del trasporto pubblico locale (+25/30%). ”Anche il 2011 – commentano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, …

"L´america a torino", di Luciano Gallino

L´accordo per la nuova società che gestirà Mirafiori segna una brutta svolta nelle relazioni industriali in Italia. Esclude la Fiom, che sin dagli anni del dopoguerra è stato il sindacato di maggior peso nel grande stabilimento torinese. Inasprisce deliberatamente il conflitto tra i maggiori sindacati nazionali: Fiom-Cgil da una parte, tutti gli altri contro. Divide i sindacati in un momento in cui i lavoratori dipendenti, di fronte alle cifre drammatiche della disoccupazione, della cassa integrazione e del lavoro precario, avrebbero il massimo bisogno di sindacati uniti per poter uscire dalla insicurezza sociale ed economica che li attanaglia. In presenza, per di più, di un governo del tutto inerte di fronte ai costi umani della crisi. Ora che si è chiuso stabilendo che solo i sindacati che lo hanno firmato potranno avere in essa i loro rappresentanti, si può dire che nell´insieme l´accordo su Mirafiori lascia intravvedere un paio di certezze, ed altrettante incognite. Una prima certezza è che l´ad Sergio Marchionne pensa evidentemente di importare in Italia non solo le auto, ma anche le relazioni …