"Sotto l'albero di Natale il contratto nazionale rischia di scomparire", di Bruno Ugolini
Molti lavoratori rischiano di trovare, in questo tormentato 2010, sotto l’albero di Natale, una triste sorpresa: la scomparsa del contratto nazionale di lavoro. È l’argomento di moda, da Pomigliano, a Mirafiori. Sergio Marchionne vuole un contratto tutto suo,nemmeno riservato al settore dell’auto. E già minaccia, se non verrà obbedito, di portare Mirafiori negli Usa. Non importa se la scelta di cancellare il contratto nazionale avrebbe un effetto a cascata. Ciascun imprenditore sarebbe incoraggiato a inseguire lo stesso obiettivo, magari facendo leva su rapporti di forza, nella propria impresa, sfavorevoli alla presenza sindacale. Sarebbe la giungla e renderebbe inutili anche le organizzazioni «nazionali», rimaste gusci vuoti, come Cgil, Cisl, Uil ma anche Confindustria, Federmeccanica. Come mai si os atanto?E’ chiaro che la crisi economica, l’ondata di casse integrazioni e chiusure, indebolisce il potere sindacale. Una fragilità aumentata dalle divisioni interne, da approcci diversi, tra dialoganti- accomodanti e resistenti ad oltranza. Cade proprio in questi giorni un anniversario importante: 50 anni fa gli elettromeccanici milanesi conun Natale di lotta segnavano una delle prime tappe della riscossa operaia …
