Tutti gli articoli relativi a: economia

"Sotto l'albero di Natale il contratto nazionale rischia di scomparire", di Bruno Ugolini

Molti lavoratori rischiano di trovare, in questo tormentato 2010, sotto l’albero di Natale, una triste sorpresa: la scomparsa del contratto nazionale di lavoro. È l’argomento di moda, da Pomigliano, a Mirafiori. Sergio Marchionne vuole un contratto tutto suo,nemmeno riservato al settore dell’auto. E già minaccia, se non verrà obbedito, di portare Mirafiori negli Usa. Non importa se la scelta di cancellare il contratto nazionale avrebbe un effetto a cascata. Ciascun imprenditore sarebbe incoraggiato a inseguire lo stesso obiettivo, magari facendo leva su rapporti di forza, nella propria impresa, sfavorevoli alla presenza sindacale. Sarebbe la giungla e renderebbe inutili anche le organizzazioni «nazionali», rimaste gusci vuoti, come Cgil, Cisl, Uil ma anche Confindustria, Federmeccanica. Come mai si os atanto?E’ chiaro che la crisi economica, l’ondata di casse integrazioni e chiusure, indebolisce il potere sindacale. Una fragilità aumentata dalle divisioni interne, da approcci diversi, tra dialoganti- accomodanti e resistenti ad oltranza. Cade proprio in questi giorni un anniversario importante: 50 anni fa gli elettromeccanici milanesi conun Natale di lotta segnavano una delle prime tappe della riscossa operaia …

Una legge di (s)bilancio che non dà risposte al Paese

Dal governo provvedimenti privi di contenuti significativi. Il Pd propone 17 maxiemendamenti “I provvedimenti della decisione di bilancio per gli anni 2011-2013 sono privi di contenuti significativi e in quanto tali rappresentano una risposta debole e del tutto inadeguata alle aspettative dell’intero tessuto sociale e produttivo del Paese, duramente colpito dalla recente crisi economica e finanziaria ed ora in attesa di interventi per il sostegno alla competitività e dei redditi”. Questo è quanto emerge dalla conferenza stampa al Senato sulla legge di stabilità proposta dal governo dove hanno partecipato il presidente Anna Finocchiaro, il relatore di minoranza senatore del Pd, Luigi Lusi e il capogruppo democratico in Commissione Bilancio, Widmer Mercatali. Il Pd ha presentato 17 macroemendamenti per denunciare l’immobilismo del governo e rilanciare la crescita del Paese. Anna Finocchiaro ha spiegato che l’azione del Pd è ispirata a un “atteggiamento responsabile nei confronti del Paese”, ovvero la promessa di “approvare la legge di stabilità prima del 14 dicembre”. Poi, ha precisato: “Non si tratta di un’apertura di credito nei confronti di questo governo, che …

Alitalia punta a tagliare 1.000 dipendenti di terra attraverso la cigs e gli esodi volontari

L’Alitalia punta a tagliare 1.000 unità del personale di terra entro giugno 2011. Lo hanno riferito i sindacati al termine di un incontro con l’azienda precisando che il taglio dovrebbe essere del 7-8% su un totale di poco più di 8.900 dipendenti pari a circa 700 persone che su base volontaria intendono andare in cassa integrazione straordinaria per sette anni. Altri 250 lavoratori verrebbero poi «esternalizzati», cioè passerebbero a società di gestione aeroportuale a cui Alitalia intende cedere le attività di handling, in particolare a Catania, Brindisi e Bari. Lo scalo più penalizzato sarebbe, ovvamiente, quello di Fiumicino. Obiettivo dell’Alitalia, secondo quanto hanno riferito i sindacati, è puntare al pareggio operativo concentrandosi sul core business. La compagnia vorrebbe concludere l’intera operazione entro giugno 2011, sfruttando i primi tre mesi per raccogliere la disponibilità dei lavoratori alla cassa integrazione. Una operazione che, tecnicamente, avverrebbe in due tranches: la prima entro i prossimi tre mesi e la seconda nei tre successivi. Il segretario nazionale della Fit Cisl, Claudio Genovesi, ha spiegato che sarà avviato «un confronto su …

"Il Pil futuro dipenderà dalla scuola di oggi", di Giovanni Bardi

Il Pil di oggi lo produce la scuola degli anni ’70 e ’80. Quella di oggi, quale Pil produrrà fra venti o trentanni? Riformare i sistemi scolastici per affrontare veramente le sfide del terzo millennio è la priorità. Se n’è parlato a Parigi nel corso del meeting dei ministri dell’educazione organizzato dall’Ocse. Bisogna che la scuola, insieme agli altri sistemi, concorra alla formazione del capitale umano. Il che significa che dalla scuola di base e da quella superiore escano persone formate non solo alle conoscenze ma anche alle competenze e soprattutto alle competenze chiave per l’apprendimento permanente. L’Ocse fa propria la raccomandazione dell’Europa, ma le raccomandazioni non bastano. Adesso bisogna che la scuola cammini verso gli obiettivi fissati dalla raccomandazione 18 dicembre 2006 di parlamento e consiglio europei. Mentre in altri paesi, soprattutto in Inghilterra, iniziano a chiedersi se veramente il Pil riesca a misurare il benessere delle nazioni, è un dato che l’educazione e l’istruzione influiscano sul Pil di una nazione. Diversi studi in questo senso, condotti anche per conto delle Nazioni Unite, dimostrano …

"2010, l’anno nero del lavoro" di Bianca di Giovanni

È una fotografia che il governo non vuole mostrare, ma che gli italiani hanno stampata nella carne e nel sangue. Le crisi aperte in Italia durante la crisi (attualmente si contano 170 tavoli) coinvolgono 216mila dipendenti. Di questi almeno un quarto (53mila) sono a rischio. Vuol dire che a fine crisi resteranno a casa. Numeri secchi che disegnano un dramma. Ad elaborarli per il Pd sono stati Cesare Damiano e Matteo Colaninno. Un lavoro a due teste, per analizzare dal punto di vista dei lavoratori (Damiano ha un passato di sindacalista in Cgil, oltre all’eperienza al ministero di Via Veneto) e degli imprenditori (Colaninno ha calcato per un ventennio i corridoi di Confindustria, e oggi è alla Piaggio). I dati sono pesantissimi. Nel 2010 si arriverà a un totale di oltre un miliardo e 200milioni di ore di cassa integrazione, con un aumento del 44% rispetto all’anno scorso. In particolare sono aumentate più di due volte e mezzo le cig, e di quattro volte le casse in deroga. Per il mondo produttivo, è come se …

"Governi europei troppo buoni con i banchieri", di Stefano Lepri

Reggerà l’area euro senza un soccorso anche per il Portogallo? Reggerà senza annunciare un aumento del Fondo di stabilità finanziaria, sul quale ci si confronta in queste ore, la Germania contraria? Da oggi – nei giorni che in Italia ci separano dalla votazione di fiducia sul governo – si verificherà se bastano a placare i mercati le parziali soluzioni adottate dalle autorità europee. Il sollievo di giovedì e venerdì scorsi è dovuto a una nuova espansione del ruolo della Banca centrale europea; ma la Bce non è in grado di tenere in piedi tutto da sola. Siamo sempre sul filo del minimo necessario per impedire che la situazione degeneri. Inutile deprecare la corta veduta dei politici, o la mancanza di solidarietà fra i popoli del continente. In concreto, le difficoltà di oggi discendono dall’incapacità dei governi nazionali di affrontare alcuni problemi nazionali. Sono state cattive politiche interne, intraprese per sudditanza a gruppi di potere, o nel timore di toccare radicati interessi elettorali, a produrre disastri di portata sovrannazionale. Se oggi si parla di possibile bancarotta …

"Marchionne gioca al gatto col topo", di Raffaella Casciolo

Ci risiamo. È ancora una volta la Fiat formato Marchionne quella che ieri ha fatto saltare il banco in quell’eterno gioco tra gatto e topo. Stavolta Marchionne ha finalmente calato la maschera: Fiat utilizza i tavoli con i sindacati per scardinare il contratto nazionale e portarsi nei fatti fuori da Confindustria. Ad essere saltato stavolta è il tavolo (l’ennesimo tavolo Fiat) sul piano Mirafiori visto che l’azienda, mentre l’intesa era in dirittura d’arrivo, ha parlato di trattativa finita (e fallita). E, purtroppo, in tempo di crisi economica e di lavoro, quella che per Fiat è la fine della trattativa, per i sindacati – o meglio per una parte di questi – è solo una sospensiva. Una pausa di riflessione. Una nuova convocazione sarebbe attesa per la prossima settimana, sebbene al Lingotto non si sa se e quando riprenderanno gli incontri. E, certo, non contribuisce all’intesa né l’intransigenza Fiat su quello che potrebbe essere un accordo di compromesso né tanto meno il clima politico da fine legislatura che pure rende per molti versi improcrastinabile un’intesa. Anche …