Tutti gli articoli relativi a: economia

Conti a posto? No, l'Italia affronterà l'anno più duro dal 1990

Bersani e Fassina contro la legge di stabilità: “Mentono su tutto, servirà una manovra correttiva”. E intanto il governo taglia i fondi alla cultura e al 5 per mille e nega i contributi quote-latte agli allevatori onesti. L’esecutivo non ha più alibi politici che tengano, costretto com’è a impegnarsi ogni giorno a raccontarci di aver risolto problemi che non ha mai affrontato: traccheggiano con ricadute negative pesantissime sull’economia del Paese. Oggi siamo ancora in piena crisi, dopo due anni e mezzo in cui Palazzo Chigi ha sempre e soltanto inseguito i problemi personali del premier e il Parlamento è stato esautorato delle sue funzioni, mentre tutti i settori, dalla cultura all’agricoltura, soffrono. “È ora di smontare la leggenda secondo la quale abbiamo i conti a posto. Tra livello del debito e coperture fantasiose di Tremonti, entrate in calo e nuove regole europee, lo scenario che si presenta è, in realtà, drammatico – attacca Pier Luigi Bersani, segretario del Partito Democratico – la legge finanziaria ci dice che avremo davanti un anno di cui la destra …

"Le due Italie di un lavoro nella crisi", di Bruno Ugolini

È forse la prima indagine che si occupa dei danni arrecati dalla crisi. È apparsa sotto il titolo “Come cambia il lavoro” (a cura di Mimmo Carrieri e Cesare Damiano, Ediesse) ed è stata costruita, sulla base delle risposte (settembre-novembre 2009) provenienti da 5.500 interpellati. È il seguito di un’altra inchiesta risalente al 2003. Che cosa è cambiato in questi sette anni? Un deterioramento della condizione materiale dei lavoratori – spiega Emilio Gabaglio, presidente Forum lavoro del Pd – e un diffuso senso di insicurezza sociale. Mentre al sindacato si chiede più che unità (forse per una sorta di avvilimento) “contrattazione, competenza”. Due parole chiave, come per dire: datevi da fare subito, magari senza perder tempo su “trattativa si, trattativa no”. C’è la dinamica negativa dei salari ma anche dell’organizzazione del lavoro (i saggi di Marcello Pedaci). Il 44,9% dei lavoratori indica un’alterazione della condizione economica della propria famiglia negli ultimi anni. È progressiva l’intensificazione del lavoro, attraverso la saturazione dei tempi, l’accorciamento delle pause, l’aumento dei ritmi. Con più ampia diffusione di stress e …

"Le nuove sfide della democrazia nell´era della crisi economica", di Nadia Urbinati

A giudicare dal suo successo planetario, sembra di poter dire che la democrazia non abbia più nemici. Chi può dirsi oggi anti-democratico? Ma il non aver più rivali credibili esterni non significa che abbia vinto le sfide al suo interno. Una delle condizioni essenziali della cittadinanza democratica è che la società offra soddisfacenti opportunità di formazione e di riuscita e che le carriere siano aperte a tutti senza discriminazione; infine, che ci sia un´ampia classe media, un fattore quest´ultimo essenziale per la stabilità del sistema. I rischi maggiori vengono oggi dalla destabilizzazione di questo equilibrio socio-economico. Rischi classici e che si rinnovano. A scanso di equivoci, la democrazia non è governo degli economicamente eguali, ma governo nel quale le condizioni sociali ed economiche non devono valere a determinare il trattamento da parte della legge e il diritto di contribuire al processo decisionale. La democrazia consiste nell´impedire che le diseguaglianze sociali si traducano in diseguaglianze di potere politico. Il suo è un lavoro di contenimento. A questo scopo, e proprio perché la libertà economica è fondamentale, …

"Cgil e Cisl in pressing su Marchionne", di Paolo Griseri

Camusso:”La testa Fiat verso gli Usa”. Bonanni:”Basta gioco al massacro con la Fiom” Marcegaglia: preferiamo la Fiat cruda che sta sul mercato a quella dei sussidi. Marchionne «non può giocare al massacro infilando le banderillas sul dorso della Fiom». E´ Raffaele Bonanni ad esprimersi così aggiungendo che «se a Marchionne interessano gli investimenti in un clima di corresponsabilità, deve dare garanzie di trasparenza e serenità». Una posizione abbastanza inattesa quella del numero uno della Cisl che in questi mesi non aveva mancato invece di attaccare la Fiom difendendo le posizioni del Lingotto. Che cosa è accaduto negli ultimi giorni? La posizione della Cisl lascia intravedere una certa preoccupazione dell´organizzazione di Bonanni per la piega che rischia di prendere la trattativa sul futuro di Mirafiori. Perché è difficile immaginare che nella fabbrica torinese si possa replicare semplicemente lo schema di Pomigliano. Alcuni dettagli fanno temere una drammatizzazione. Il primo è il fatto che Marchionne abbia annunciato di voler chiudere la trattativa «entro Natale» quando in realtà la Fiat non ha ancora convocato i sindacati: «Ci attendiamo …

"L'Italia che stringe la cinghia", di Rossella Bocciarelli

Un paese in cui aumentano le tempie grigie e si diventa madri da “primipare attempate”, dove il tasso di occupazione, già basso, appare in ulteriore riduzione, e dove i laureati impiegano non meno di tre anni per trovare un lavoro. Anche se, poi, la vita di tutti i giorni procede bene, se non altro perchè si può contare sulla crescita del gruzzolo in banca (90 miliardi di depositi in più) e sulla casa di proprietà (ne dispone il 74,3% degli abitanti). l’Italia statisticamente scolpita dall’Istat nel suo annuario 2010 è così: un paese ancora agiato (tanto che un italiano su due si dichiara soddisfatto della sua condizione economica) ma non molto friendly verso i giovani. La fecondità ha subito un stop. I dati demografici, sulla base dei quali i residenti in Italia italiani sono 60 milioni 340mila 328 e uno su cinque ha più di 65 anni, dicono anche che per la prima volta dal 1995, anno in cui aveva ricominciato a crescere, il tasso di fecondità interrompe il ciclo crescente, attestandosi nel 2009 a …

"Effetto Marchionne: torna il sereno tra la Cgil e la Fiom", di Luigina Venturelli

«Come si fa a non condividere una giornata di mobilitazione?» ha risposto Susanna Camusso a chi le chiedeva di esprimersi sulla proposta della Fiom per indire entro gennaio una giornata di protesta nazionale a sostegno della vertenza Fiat. Risposta facile, consenso scontato. Ed è certamente un notevole passo in avanti nell’evoluzione dei rapporti tra la leader della Cgil e il sindacato dei metalmeccanici, che solo fino a pochi giorni fa, all’indomani del passaggio di consegne da Guglielmo Epifani alla segretaria generale della confederazione, era stato inaugurato all’insegna della frizione. TENSIONI ACCANTONATE Causa del braccio di ferro, le diverse strategie invocate dalla radicale Fiom: uno sciopero generale di tutti i lavoratori italiani, l’abbandono del tavolo di discussione con Confindustria sulla produttività entro la fine dell’anno, e poi la presentazione di una proposta di legge sulla rappresentanza sindacale avanzata dalle tute blu con il sostegno dell’Italia dei valori. Richieste ed iniziative nel migliore dei casi mal sopportate dai vertici di Corso d’Italia. Poi è arrivato Marchionne, la sua chiusura a discutere del piano industriale del gruppo automobilistico …

Lavoro Italia, il PD incontra le parti sociali

La crisi economica non può aspettare il governo. “Abbiamo presentato alle forze sociali le nostre proposte su fisco, lavoro, patto di stabilità e abbiamo espresso le nostre preoccupazioni sullo stato dell’economia, delle imprese e dell’occupazione. E abbiamo raccolto la stessa preoccupazione anche da parte delle forze sociali e una forte esigenza di governabilità e di governo”. Così Pier Luigi Bersani, segretario del Pd al termine di un incontro con le parti sociali a cui hanno partecipato, tra gli altri, Emma Marcegaglia e i segretari di Cgil, Cisl e Uil. “Viene fuori con grande acutezza – ha aggiunto il leader democratico – che in questo momento c’è un’assenza di governo e se la instabilità politica porta ad una fase elettorale avremo per mesi una situazione molto complicata”. Un chiaro segnale d’allarme che è stato condiviso da tutte le parti sociali: prima si esce da questa impasse-crisi politica e prima si potrà riavere un governo stabile capace di dare nuovi impulsi alle politiche industriali economiche e fiscali e far ripartire l’economia. All’incontro dove il Pd ha esposto …