Tutti gli articoli relativi a: economia

Tre punti fermi per la riforma fiscale

La mozione del Pd per una riforma fiscale basata su tre capisaldi: l’aumento dell’aliquota per le rendite finanziarie al 20%; la diminuzione del primo scaglione di aliquota al 20%; il tetto al 20% al reddito da impresa, per poi passare alla normale aliquota Irpef per la parte eccedente. “Il fisco è un’urgenza. Non è tema su cui girare attorno per anni. Questo governo non è in grado di fare riforme e allora la proponiamo noi al Parlamento”. Così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha introdotto la presentazione della riforma fiscale messa a punto dal Pd in una conferenza stampa alla Camera con Dario Franceschini, Francesco Boccia, Michele Ventura e Stefano Fassina. Per il leader del Pd si tratta di “un’operazione tesa anche a rilanciare l’attività del Parlamento che è stato totalmente privato della materia economico-finanziaria”. Una piccola rivoluzione perché “in questo testo ci sono novità radicali anche rispetto alla nostra esperienza. Il senso è quello di arricchire l’impresa più che l’imprenditore e inserire criteri di equità”. La riforma fiscale che il Pd propone …

"Riformisti Fiom, un patto con la Fiat", di Gianni Del Vecchio

Da Firenze la controproposta a Marchionne delle tute blu anti-Landini. A Fausto Durante, leader dell’ala riformista della Fiom che conta per il 27 per cento all’interno del sindacato dei metalmeccanici, l’intervista di Sergio Marchionne di domenica sera non è piaciuta più di tanto. Non lo hanno convinto alcuni slogan recitati dall’amministratore delegato della Fiat, come quello sulla mancanza di utili provenienti dalle fabbriche italiane («alla Ferrari e alla Sevel, dove si producono veicoli commerciali, i bilanci parlano chiaro, gli utili ci sono», nota Durante) o quello sulla scarsa produttività degli stabilimenti nazionali («il problema è che in Italia si produce poco, gli impianti non lavorano a pieno regime e non per colpa dei lavoratori», precisa l’esponente Fiom). «In generale, la sua performance è stata negativa, ha esagerato, ho l’impressione che non abbia molta dimestichezza con il mezzo televisivo nonostante sia un grande comunicatore ». Su una cosa però Durante è sostanzialmente d’accordo con Marchionne: il deficit di competitività che il nostro paese sconta rispetto alle altre economie europee. E i riformisti della Fiom sono pronti …

"Se l'Africa è povera i colpevoli non sono solo gli stranieri", di Sanou Mbaye*

Il crollo dei prezzi delle risorse naturali africane, che in passato ha portato a deficit cronici, ha invertito la tendenza. I consumi, alimentati dall’enorme domanda asiatica di materie prime africane, sono in aumento in tutto il continente. Per gran parte dell’Africa questa svolta dovrebbe segnare una decisiva rottura con la povertà endemica. Ma non sarà così, a meno che i leader africani non cambino il loro approccio. Si stima che l’Africa detenga oltre il 10% delle riserve mondiali di petrolio e un terzo dei giacimenti di cobalto e di metalli di base. Il Sud Africa possiede da solo il 40% dell’oro del mondo, che sta salendo alle stelle dall’inizio della crisi finanziaria globale. Il potenziale agricolo africano è stato a malapena toccato. A lungo termine è improbabile un calo della domanda mondiale di materie prime e di manodopera dall’Africa. La Cina, che dal 2003 ha aumentato di cinque volte gli scambi con l’Africa, ha svolto un ruolo di primo piano in questa svolta, che ha incoraggiato gli investitori di altri Paesi, compresi Europa e Stati …

Fiat, Marchionne minaccia di tagliare. Alt del PD: dialogo con i sindacati, dal governo aspettiamo una politica industriale

Damiano: “Accettare la sfida della competitività ma no alla logica che allude a tagli”. Fassina: “Marchionne faccia chiarezza su ‘Fabbrica Italia’”. Fanno discutere le dichiarazioni dell’amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, sul rapporto tra l’Italia e l’azienda che amministra, rilasciate ier, ospite della trasmissione ‘Che tempo che fa’ condotta da Fabio Fazio: “La Fiat potrebbe fare di più se potesse tagliare l’Italia, perché siamo al 118° posto su 139 Paesi per efficienza del mercato del lavoro. Nemmeno un euro dei 2 miliardi dell’utile operativo dei primi 9 mesi del 2010 è arrivato dal nostro Paese”. Immediata la reazione di Cesare Damiano, capogruppo in Commissione Lavoro del Pd, a difesa dei lavoratori dell’azienda e della loro storia: “Le parole di Marchionne sono ingenerose nei confronti dell’Italia e dei lavoratori che hanno contribuito a fare grande la Fiat. L’azienda è nata e cresciuta nel nostro Paese più di 100 anni fa, e se oggi è una multinazionale di successo è anche grazie a questo inizio”. Marchionne, ha sostenuto il proprio intervento sottolineando che Fiat a differenza di …

"Le scorciatoie del Lingotto", di Luciano Gallino

Se si mettono insieme diagnosi e proposte formulate in tv dall’ad Sergio Marchionne si è forzati a concludere che il grosso della produzione di Fiat auto è ormai destinato a svilupparsi all’estero. Non si vede infatti come sia possibile raccordare le prime con le seconde. Dal lato delle diagnosi, l´ad forse esagera quando afferma che l´Italia è al 118/mo posto su 139 per efficienza del lavoro, ma ha ragione nel dire che negli ultimi 10 anni l´Italia non ha saputo reggere il passo con gli altri paesi – aggiungendo subito che non è colpa dei lavoratori. Il problema è che da parte sua neanche la Fiat ha saputo reggere il passo con gli altri costruttori europei. Una parte delle difficoltà del gruppo proviene certo dalla situazione del paese. Però di suo, nel decennio, Fiat ci ha messo sia la difficoltà a produrre e vendere su larga scala modelli di fascia medio-alta, quelli su cui si guadagna sul serio (anche quando ne aveva di eccellenti, come accadde con l´Alfa 156), sia una organizzazione complessiva della produzione, …

"Dalla crisi un'opportunità per i talenti", di Irene Tinagli

Come ha detto l’economista Paul Romer, è un vero peccato sprecare una crisi. Le crisi possono infatti essere ottime occasioni per ripensare vecchi modelli di sviluppo e investire in futuro, preparando il terreno per la creazione di nuove attività imprenditoriali, nuovi settori, nuove tecnologie. E questo non lo si fa, come hanno fatto alcuni Paesi, immettendo miliardi di euro o dollari per salvare grandi gruppi, o per stimolare la costruzione di opere pubbliche e case (che andranno ad ingrossare la mole di appartamenti vuoti che già invadono città e periferie), o per incentivare l’acquisto di cucine e lavastoviglie. Misure di questo genere possono solo servire a evitare il tracollo del vecchio (e sulla loro efficacia esistono comunque molti dubbi), ma non certo a creare le basi per qualcosa di nuovo. Il nuovo lo si costruisce pensando a ciò che deve crescere, formarsi, a ciò che sarà. Il nuovo lo costruiranno in larga parte le nuove generazioni, per questo oggi più che mai sarebbero necessarie politiche rivolte a loro. Nuovi modelli educativi, che insegnino davvero cosa …

«La riforma fiscale non legata al recupero dell’evasione», di Marco Ventimiglia

Alla fine, ma in realtà siamo solo all’inizio, a diradare il fumo delle precedenti dichiarazioni in tema di riforma del fisco ci ha pensato Guglielmo Epifani. «Se vogliamo fare le cose seriamente, dobbiamo fare delle scelte. Non trovo onesto raccontarci un altro film – ha dichiarato il segretario della Cgil intervenendo al tavolo con il governo -. Occorre scegliere, il che significa dare a qualcuno e prendere a qualcun altro; se non si fa così, non si può fare». Parole normalmente sensate, che però hanno assunto una valenza particolare per il momento in cui sono state pronunciate, dopo gli interventi del premier e del ministro dell’Economia, che fra affermazioni di principio e negazioni di presunte intenzioni dell’esecutivo, si erano ben guardati dal fare intuire le loro intenzioni in tema di riscrittura del sistema fiscale, materia ovviamente incandescente. Dovendo scegliere, fra tanta vaghezza, la cosa più rilevante se l’è lasciata “scappare” Giulio Tremonti, perlomeno escludendo uno dei modipiù classici per aggirare l’intera questione: «Non possiamo immaginare una riforma coperta dal recupero dell’evasione fiscale – ha detto …