Tutti gli articoli relativi a: economia

"Tre parole per un patto, le nuove regole europee di stabilità", di Tommaso Padoa-Schioppa

Nel marzo scorso il presidente Sarkozy e il cancelliere Merkel, da podi affiancati, invocarono un «governo economico» per l’Europa. L’invocazione fu accolta dall’intero Consiglio europeo dopo solo tre mesi; ma chi leggeva il comunicato ufficiale scopriva che nelle principali lingue dell’Unione il concetto era espresso con tre parole diverse, di forza decrescente (Gouvernement, Governance, Steuerung). Ora la Commissione propone come tradurre quel concetto in regole, procedure, poteri, sanzioni. L’impianto è questo: le regole di bilancio restano quelle del Patto di stabilità, ma il debito pubblico (sotto il 60 per cento) – finora trascurato – assurge alla stessa importanza del deficit (sotto il 3); si rafforzano i meccanismi di controllo e le sanzioni; alla disciplina di bilancio si aggiunge una politica di prevenzione e correzione degli squilibri macroeconomici; si fa più autonomo il potere della Commissione e più difficile il boicottaggio del Consiglio. Le proposte sono complesse e occorre guardarsi dai giudizi affrettati; tanto più che non sappiamo con quali modifiche diverranno norme, né come le norme saranno poi applicate. Suggerisco questa linea di giudizio e …

"Una mappa senza le strade del futuro", di Giuliano Amato

Viviamo fra incertezze e inquietudini per ciò che ci aspetta e ci consola pensare che sia colpa dei politici di oggi. Guardiamo alla politica interna e vediamo i nostri leader immersi nei conflitti del loro presente e per questo lontani dai problemi del nostro futuro. Guardiamo alla politica europea e la vediamo dominata da mille localismi di cui i leader sono prigionieri e non riescono per questo a costruire il futuro comune di cui sentiamo il bisogno. Erano meglio i leader di una volta – diciamo a noi stessi – loro sì che si impegnavano sui veri problemi. Non sarò io a negarlo, è verissimo che in passato abbiamo avuto leader politici di alta statura che si sono cimentati con le questioni cruciali del tempo. Ma lo scarto che oggi constatiamo fra domande e risposte, fra bisogni e soluzioni non è solo questione di qualità personali e di attenzione maggiore o minore dedicata alle cose che contano. C’è anche il fatto che le cose che contano sono diventate dannatamente più difficili specie per chi governa …

"La lezione tedesca di Berselli", di Franco Mosconi

Quando se n’è andato, nella primavera scorsa, Edmondo Berselli aveva da poco finito il suo ultimo libro, L’economia giusta (Einaudi). Dove si legge: «Ehi, c’è qualcuno là fuori che si ricorda della New Economy, e dei suoi successi?». Arriverà mai un tempo nel quale potremo dargli una risposta all’altezza? Qualcosa come: «Sì, forse siamo diventati meno ricchi – anzi, più poveri – e la crescita non è più senza fine. Ma forse l’economia si è fatta più giusta». Già, arriverà mai quel tempo? La domanda nasce perché quello di Berselli è un libro essenziale, rigoroso e, a un tempo, intriso di passione umana. Come ha scritto Ilvo Diamanti «quasi un invito a non dimenticare. Noi, certamente, non ci dimenticheremo di lui». La ricchezza di quella che, pur all’interno di un’ampia produzione letteraria, può essere considerata la sua eredità morale e intellettuale, si presta a una molteplicità di letture. Tutti i quattordici brevi capitoli in cui il saggio si articola meriterebbero un commento, pieni come sono di citazioni d’autore (da Marx ai pontefici passando per Keynes …

"Famiglie e imprese senza rete", di Tito Boeri

IL 29 settembre il pensiero di tutti era rivolto ad altro. Poi d’improvviso è comparsa, sul sito del ministero dell’Economia, la prima Decisione di Finanza Pubblica (Dfp). È un documento annunciato dalla riforma delle procedure di bilancio varata a fine 2009. Arriva con mesi di ritardo, stranamente senza che nessuno, neanche dai banchi dell´opposizione, si sia premurato di lamentarne la mancanza. In realtà la Dfp non decide nulla, si limita a fotografare l´esistente. Sarebbe stata utile come cornice per la manovra varata in primavera. Invece arriva con l´autunno annunciando nella premessa di essere non solo la prima, ma anche l´ultima Dfp a vedere la luce, perché il coordinamento delle politiche di bilancio a livello europeo imporrà, d´ora in poi, un diverso titolo e calendario (speriamo rispettato) per questo documento. Ma la vera ragione per cui sarà l´ultima decisione di finanza pubblica è nel voto di fiducia alla Camera che ha certificato come ormai l´unica vera priorità dell´agenda di governo è quella di prendere tempo, sopravvivere, rinviando ai posteri ogni decisione impegnativa. Peccato, perché questa ultima …

"Il made in Italy ora vince con la laurea", di Irene Tinagli

C’è un nuovo made in Italy che si sta facendo strada nel mondo. Un made in Italy che forse da noi non fa molta notizia, perché sfugge agli stereotipi dell’artigiano con il metro che pende dal collo o chino su una forma di parmigiano che tanto amiamo, ma che sta facendo scintille. Sono fenomeni come Grom, catena di gelaterie di alta qualità ormai famosissima; oppure Amorino, altro marchio di gelaterie di lusso nato da due italiani che hanno conquistato la Francia (circa trenta negozi in pochissimi anni). O ancora Christian Oddono, l’italiano che sta sbaragliando il mercato del gelato in Gran Bretagna. I casi di Grom, Amorino e Oddono sono già stati molto citati, ma tutte le attenzioni sono state rivolte al prodotto venduto, il gelato, rivendicando la rinascita di uno dei nostri prodotti più noti nel mondo, più raramente alle persone e alle competenze che ci sono dietro. E invece è proprio lì che dovremmo andare a guardare per trovare il vero trait d’union di queste tre storie e di molte altre in altri …

"Senza sviluppo non c'è benessere", di Laura Matteucci

Io vedo in giro delle Ferrari, qualcuno in questo Paese s’è arricchito. La domanda è: a spese di chi? L’impoverimento medio è un fatto accertato, confermato da molti indicatori, i dati sul pil, sui consumi, adesso anche dagli ultimi della Cgil sulla perdita di potere d’acquisto dei salari. Del resto, anche quelli di Confindustria sul crollo della produttività oraria sono un altro lato della stessa medaglia. L’Italia arretra: qualcuno è diventato più ricco, anche molto, ma la maggior parte degli italiani è tangibilmente più povera».Giacomo Vaciago, direttore dell’Istituto di economia e finanza alla Cattolica di Milano,commenta lo studio Ires-Cgil sulla crisi dei salari, che hanno perso oltre 5mila euro di potere d’acquisto in 10 anni. Perchè indietreggiamo, professore? «In questi anni abbiamo fatto l’elenco dei capri espiatori, dall’euro alla recessione, che in questo caso, trattandosi di uno studio relativo all’ultimo decennio, non può certo essere la causa principale. Io credo che il problema sia lo sviluppo, che nessun governo si è mai posto come priorità. Adesso Emma Marcegaglia (leader di Confindustria, ndr) esorta ad una …

"Incentivi, partita da riaprire. Restano ancora 124 milioni", di Luigina Venturelli

Limitati in quantità, discutibili per qualità e, soprattutto, inefficaci rispetto al dichiarato obiettivo di sostenere le famiglie italiane nella peggior crisi economica degli ultimi decenni. Detto questo, il decreto incentivi emanato dal governo la scorsa primavera resta l’unica misura politica di cui i cittadini – almeno quelli che si potevano permettere l’acquisto di una cucina nuova, non quelli che dovevano tirare la cinghia per far la spesa – abbiano avuto esperienza diretta. RISORSE INUTILIZZATE Un’esperienza non troppo felice, a giudicare dalle cifre raggiunte a tre mesi dalla loro scadenza definitiva: dei 300 milioni di euro a disposizione, ne sono stati stanziati al momento solo il 58%. Restano da spendere ancora 124 milioni di euro. Sarà che non sono molte le persone che hanno bisogno di cambiare la propria gru a torre, sarà che le risorse sono state mal distribuite. I 12 milioni di euro che erano destinati a sostenere l’acquisto di motorini, ad esempio, sono stati esauriti nel giro di due settimane, tanto che ora il sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, sta pensando ad …