Tutti gli articoli relativi a: economia

Marcegaglia: «Nuove regole sui contratti. Subito un'agenda per le riforme, la pazienza sta finendo»

GENOVA. Occupazione e competitività. Questi i temi principali del convegno organizzato da Confindustria, in programma oggi a Genova. Politici, rappresentanti sindacali e imprenditori si confrontano sulle misure per rilanciare l’economia italiana che, secondo le ultime previsioni del centro studi di Confindustria dovrebbe crescere dell’1,2% nel 2010. Non abbastanza a detta di Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, secondo cui è necessaria «una crescita di almeno il 2% l’anno» per riassorbire la disoccupazione e a tenere in piedi il tessuto produttivo». Ecco la cronaca della giornata. 13.29. Il governo «deve andare avanti» facendo ciò per cui è stato votato dai cittadini. Ma deve farlo «subito», perché «il mondo dell’impresa e i cittadini stanno esaurendo la pazienza». Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, concludendo il convegno su competitività e occupazione. «Bisogna farlo con determinazione – ha aggiunto – il governo ascolti l’Italia che lavora e che fa impresa, che con responsabilità continua a fare il proprio mestiere. È questa l’Italia che regge il nostro paese e che va ascoltata». La presidente di Confindustria ha confermato …

"Il futuro perduto di giovani e imprese", di Giuseppe Turani

Anche l´Italia ha la sua generazione perduta. Solo che non vanno a Parigi a scrivere grandi romanzi (come Henry Miller o Scott Fitzgerald), ma più modestamente vanno al bar a giocare a biliardo o a passeggiare ai giardinetti (quando non si fanno di coca). Si tratta del 7-8 per cento (la quantificazione esatta spetta ai sociologi) di giovani che oggi hanno meno di 35 anni. Con le prospettive di crescita dell´economia italiana, questi ragazzi, che non hanno un lavoro, hanno la quasi certezza di non trovare mai un lavoro, né adesso né fra dieci anni o venti anni. Sotto di loro c´è quella che alcuni chiamano la generazione «né-né» (un po´ meno di un milione) che non fa assolutamente niente, per scelta: non studia e non lavora. Ma torniamo alla generazione perduta. Che rappresenta uno spreco totale e un problema sociale di cui l´Italia dovrebbe un po´ vergognarsi. In gran parte si tratta di giovani (anche del Nord) che hanno studiato, che sanno qualche lingua e che avrebbero voglia di fare qualcosa e che potrebbero …

"Confindustria: tutti intorno a un tavolo", di Teodoro Chiarelli

Chissà se passerà agli annali come «il patto di Genova». Certo la proposta «per la crescita, la competitività e l’occupazione» che Confindustria lancia dal centro congressi disegnato da Renzo Piano e incuneato nel cuore del Porto Antico del capoluogo ligure, potrebbe riannodare le fila di un confronto fra le parti sociali che sembrava irrimediabilmente sfilacciato. «Ci sono tutte le condizioni per decidere di fare insieme un primo tagliando all’accordo del 2009 e, con i sindacati tutti, firmatari e no, verificare oggettivamente lo stato dell’arte», dice Alberto Bombassei, vicepresidente di Confindustria. Sette volte ripeterà nel suo intervento «tutti insieme». Una chiara operazione di disgelo verso la Cgil dopo gli scontri sulla questione Fiat. «Non abbiamo nessun preconcetto nei confronti di nessuno – spiega il vicepresidente di Confindustria per le relazioni industriali – più siamo, meglio è». I tempi? «Al più presto, entro l’anno mi sembra ragionevole. L’importante è che non si pongano condizioni, non si mettano limiti. Bisogna sedersi sgombri da preconcetti, con l’obiettivo di guardare avanti e non con lo specchietto retrovisore». Gli industriali, dice …

"Come affondare l'unica banca multinazionale italiana", di Tito Boeri e Luigi Guiso

E’ stato un gesto di irresponsabilità, in cui hanno giocato un ruolo decisivo le fondazioni bancarie, quello che ha portato all’impeachment di Alessandro Profumo senza un sostituto e senza un preciso capo d’accusa. Un nuovo amministratore delegato dovrà essere trovato entro poche settimane, da un consiglio tutt’altro che coeso al suo interno. Bene che si faccia sin d’ora chiarezza sui criteri e le procedure che verranno seguite nel selezionare i candidati. Sarà fondamentale anche rivedere la governance di Unicredit che si è rivelata fragilissima. La lezioni da trarre è che le fondazioni devono uscire dalle banche. Gioverebbe alle banche, alla collettività. E anche a loro. Il metodo scelto per far fuori Alessandro Profumo da Unicredit è stato dei peggiori. IMPROVVISAZIONE E IRRESPONSABILITÀ AL POTERE Gli azionisti hanno ovviamente il diritto di sostituire un amministratore delegato. Buoni azionisti lo fanno quando l’ad smette di produrre valore per l’impresa. Buoni azionisti, prima di farlo, trovano un adeguato sostituto, soprattutto se l’avvicendamento avviene in un momento di tensione come quello oggi attraversato da Unicredit: una colosso bancario in …

"Disoccupazione ai massimi dal 2003", di Luisa Grion

Aumenta il numero di chi non ha lavoro e di chi disperatamente lo cerca, ma nonostante i dati lascino pochi dubbi – sono i peggiori da sette anni a questa parte – sulla loro interpretazione scoppia una nuova polemica fra Cgil e governo. La disoccupazione, segnala l´Istat, nel secondo semestre dell´anno è salita all´8,5 per cento, il livello più alto dal 2003. È aumentata dell´uno per cento in un solo anno e colpisce ora più che mai i più giovani: nella fascia d´età fra i 15 e i 24 anni il tasso sale al 27,9 per cento, il che vuol dire che un ragazzo su quattro non lavora. Quota record dal 1999, in espansione ovunque e in crescita esponenziale al Sud, dove i giovani senza lavoro sono il 39 per cento (il 40 fra le donne). Perdono il posto soprattutto i dipendenti con il posto fisso del Nord, (meno 0,9 per cento, 114 mila posti in meno in un anno) e i lavoratori del Mezzogiorno (meno 1,8 per cento per un taglio di 88 mila …

"Dal Veneto la scalata verde alle fondazioni", di Gianni Del Vecchio

Chi sostiene che la Lega non ha uomini né mordente nelle fondazioni bancarie e che queste ultime continuano e continueranno a essere governate da ex democristiani dice una mezza verità. Mezza perché è vero che attualmente il Carroccio non occupa ruoli chiave tali da poter influenzare direttamente la gestione delle banche ed è vero che sono tutti appannaggio di vecchi dc. Ma è anche vero che la tornata di rinnovi nei consigli delle fondazioni, che è appena cominciata e si chiuderà fra due anni, rivoluzionerà lo status quo: ci sarà una bella infornata di consiglieri in quota Lega che, se non riuscirà a far eleggere un padano alla guida di questi enti, sicuramente influenzerà, e non poco, la gestione degli istituti di credito. Insomma, in via diretta o indiretta, comunque i leghisti metteranno le mani sulle banche. E sarebbe strano il contrario, visto che a loro spetta solamente capitalizzare il boom elettorale alle regionali, provinciali e comunali degli ultimi due anni. Del resto i primi segnali dell’inizio di questa nuova stagione nel mondo delle fondazioni …

"La vittoria dell'asse Berlusconi-Geronzi", di Massimo Giannini

La battaglia contro Alessandro Profumo e la conquista di Unicredit è l´ultima, grande operazione del capitalismo di rito berlusconiano-geronziano. L´indecoroso «dimissionamento» dell´amministratore delegato e il clamoroso ribaltone al vertice della prima banca italiana non è solo la sconfitta di una certa idea del libero mercato, dove ognuno fa il suo mestiere: la politica detta le regole del sistema, i manager gestiscono le società creando valore per gli azionisti, e i soci incassano gli utili e i dividendi. In Italia non funziona così: nelle grandi casseforti dell´economia e della finanza, spesso blindate tra partecipazioni incestuose e relazioni pericolose, politici arrembanti e azionisti deferenti si alleano per far fuori i manager disobbedienti. Letta in questa chiave, la battaglia di Piazza Cordusio e la cacciata di Profumo lasciano sul campo due sicuri vincitori: Silvio Berlusconi e Cesare Geronzi. Il presidente del Consiglio ottiene una vittoria politica, in vista dell´appuntamento cruciale che, nella sua agenda, è fissato per il marzo 2011: le elezioni anticipate. Il presidente delle Generali strappa una vittoria finanziaria, in vista della mossa che, nella sua …