Tutti gli articoli relativi a: economia

Debito record

ll debito pubblico italiano tocca un nuovo record: 1.838,296 miliardi di euro. Francesco Boccia: “I dati di Bankitalia confermano ciò che diciamo da mesi. Se veramente hanno intenzione di andare avanti così, fra tre anni saremo alla bancarotta”. Brutte notizie da Via Nazionale: il debito pubblico italiano, a luglio di quest’anno è salito rispetto a giugno e ha toccato un nuovo record, a quota 1.838,296 miliardi di euro; il dato è contenuto nel supplemento del Bollettino statistico della Banca d’Italia dedicato alla Finanza pubblica. A giugno, il disavanzo era pari a 1.822 miliardi di euro, mentre un anno fa (luglio 2009), si attestava a 1.754,7 miliardi. In dodici mesi l’aumento è dunque di 83,596 miliardi, pari al 4,76%. Nello stesso periodo, l’aumento del Pil è stato di circa l’1%: inevitabile pertanto che il rapporto deficit-Pil sia peggiorato. Sul fronte delle entrate tributarie, il saldo è negativo: sempre secondo Palazzo Koch, nelle casse dello Stato sono affluiti a luglio 36.225 milioni di euro; erano stati 41.116 a giugno e 37.905 a luglio dell’anno scorso 2009. A …

"Fiat, Federmeccanica e il braccio di ferro", di Nicola Cacace

Sulle ultime mosse di Fiat e Federmeccanica, protocollo Pomigliano e disdetta del contratto nazionale, c’è chi ha parlato di «riforme necessarie per rendere le imprese più competitive» (Marcegaglia) e chi «di attacco grave ed irresponsabile ai diritti sindacali» (Landini). Le innovazioni del modello Pomigliano sono, 18 turni settimanali, dalle 6 di lunedì alle 6 di domenica, raddoppio dello straordinario contrattuale, pause dimezzate. Innovazioni più vicine alla Cina che all’Europa, dove i 18 turni non sono generalizzati, e che non avvengono nemmeno in Polonia, dove i turni del sabato sono coperti dagli straordinari: eppure sono state accettate da tutti i sindacati, Fiom compresa. La rottura con la Fiom è avvenuta sulla parte finale del protocollo relativa alla “clausola di responsabilità” con forti limitazioni dei diritti sindacali. Rottura che non condivido perché, come ha detto Carniti, «l’accordo Pomigliano è un dictat impresentabile, madi fronte a un prendere o lasciare senza alternative, la Fiom doveva firmare anche per presa d’atto» (Repubblica, 23 giugno). Un sindacato non può stare a lungo senza fare accordi, così come un padronato lungimirante …

"Il freno a mano della nostra economia", di Salvatore Bragantini

Sorda all’interesse generale, la classe dirigente politica e civile assiste al turbine di scandali come alla cronaca di una partita, se però in questa cronaca non leggiamo i nostri mali di fondo, non vincerà nessuno. Il dibattito pubblico, avvelenato fin qui da un duello combattuto coi vecchi arnesi dei Servizi — una costante della storia patria — inquadra alfine la nostra vera sfida: restare fra i grandi in mezzo ai sommovimenti dell’economia globale, salvando le conquiste dello scorso secolo. Fa bene il ministro dell’Economia a delineare un piano per crescere, recuperando la perduta competitività; lo chiede a tutta la Ue il presidente della Commissione Barroso, da ultimo al Parlamento europeo. Ce n’è da fare! Pesiamo, in Europa e nel mondo, molto meno della nostra economia. La vera politica estera italiana, mai passata dal Parlamento, è in mano a un autocrate onirico, che tratta a tu per tu con autocrati veri. Dopo Gheddafi rivedremo i sodali consueti; tutti guardano le scenografie (beduine o neo-sovietiche), ma nessuno sa cosa si dicono. L’Eni segue, o forse precede. I …

"Il condono della sicurezza", di Tito Boeri

Il ministro dell´Economia ha promesso da tempo di sburocratizzare le imprese, ma sin qui nulla si è visto al di là degli annunci. Meglio di niente si dirà. Permetteteci di essere in disaccordo. Molto meglio il silenzio. Perché gli annunci generici, non accompagnati dai fatti, indeboliscono le normative vigenti senza proporre sostituti. L´annuncio generico invita al condono della violazione sistematica delle norme. Da qualche settimana gli annunci di Tremonti hanno avuto come oggetto le norme sulla sicurezza sul lavoro. Frasi in libertà, prima smentite e poi ribadite, tra feste di partito e meeting di Cl. Finalmente venerdì 10 settembre il Ministro ha messo per iscritto le sue opinioni in merito alle norme vigenti in tema di sicurezza, in una lettera al “Corriere della Sera”. Gli adempimenti previsti dal Testo Unico per la sicurezza, ha scritto Tremonti, sono eccessivamente penalizzanti nei confronti della piccola impresa, tant´è che «di questo tipo di regole e di costi si può fare a meno» «perché un conto è la grande industria dove avvengono i grandi, tragici, incidenti, un conto è …

Bersani alla Festa Democratica. Un risveglio italiano

L’intervento del Segretario del PD, Pier Luigi Bersani, alla chiusura della Festa Democratica nazionale Care democratiche, cari democratici, cari amici, cari compagni, questa nostra splendida festa è vissuta nel cuore stesso della città di Torino, città del Risorgimento e del lavoro. Città bellissima e ospitale. Assieme a voi saluto Torino e la ringrazio. Assieme a voi saluto il suo Sindaco, i dirigenti cittadini, provinciali e regionali del Partito. Grazie davvero. E’ stata una grande e bellissima festa. Chi ha voluto aggredirla non è riuscito a sfregiarla. Nelle nostre feste, a differenza di ormai tutte le altre, si discute anche con chi non la pensa come noi, si discute anche con gli avversari politici, si discute dentro alle tensioni della politica e della società. Si discute nelle piazze, all’aperto, secondo le normali regole della convivenza e dell’ordine pubblico. Penso che meriteremmo un ringraziamento da tutti quelli che sperano ancora che il nostro Paese possa essere un Paese civile. In ogni caso noi non accetteremo mai, così come ci ha cantato Francesco de Gregori in questa splendida …

"L’Ocse vede nero per l’Italia. Il pil torna a perdere quota", di Marco Ventimiglia

Un numero già pesante di per sé, che diventa drammatico nel raffronto con le altre grandi economie occidentali. L’Ocse ha diffuso la previsione relativa al pil del terzo trimestre, e per il nostro Paese è davvero notte fonda, a dispetto dell’ottimismo governativo che ieri ha peraltro trovato un ennesimo interprete nel ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. L’Italia torna alla crescita negativa, unica fra i Paesi del G7, ed è indicata all’ultimo posto anche nella classifica della competitività redatta dal World Economic Forum. Più in generale, l’Ocse stima una ripresa mondiale più lenta del previsto, confermando la crescita in moderazione nell’ area euro rilevata dalla Banca centrale europea. IN FONDO AL GRUPPO In particolare, secondo l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, nel terzo trimestre la Penisola registrerà un calo trimestrale del prodotto interno lordo dello 0,3% (dato annualizzato). Una sinistra ricomparsa,quella del segno meno, su cui pesa anche lo stop agli incentivi auto. E non conforta più di tanto l’elevato margine d’incertezza sulla previsione ammesso dalla stessa Ocse (la “forchetta” di variabilità è di …

"Così si va verso la giungla. Addio patto sociale", di Bruno Ugolini

Perché la Cgil, la Fiom difendono con tanta ostinazione il contratto nazionale? La risposta è facile. Perché è un modo per non disperdere in mille rivoli (come già sempre più spesso avviene attraverso il ricorso ai lavori precari e atipici) l’ esercito del lavoro. Un esercito che non è scomparso Ma è disseminato in migliaia di unità produttive mentre buona parte delle grandi fabbriche si è svuotata. Quel contratto assicura (o dovrebbe assicurare) a donne e uomini che vivono in luoghi di lavoro di ogni entità, anche minuscola, anche dove non c’è un sindacato o c’è un sindacato debole, diritti, tutele concordati nazionalmente. Se si annullasse l’Italia del lavoro diventerebbe un’Italia a pelle di leopardo, (altro che gabbie salariali), come se non bastassero le differenziazioni che già ci sono. Quelle affermate, ad esempio, con le paghe “ad personam”, per non parlare degli stipendi d’oro assegnati “al merito” di manager gonfi di sconfitte produttive. Ora quel che si vuole mettere in atto certo non è la cancellazione pura e semplice dello “scudo” nazionale, ma il suo …