Tutti gli articoli relativi a: economia

"Se si dimentica quanto costa al paese la disoccupazione", di Paolo Leon

Si può fare a meno di una politica industriale? La domanda non è retorica, perché in sede europea la politica industriale è, in realtà, proibita. A Bruxelles, da sempre, si identifica la politica industriale con pratiche protezioniste, che contrastano con i principi di concorrenza fondativi dei trattati comunitari. Naturalmente, il protezionismo riappare sempre sotto nuove forme in diversi settori e diversi paesi dell’Unione. Ad esempio, un paese come l’Inghilterra, che gode di un mercato finanziario molto sviluppato, tende a concentrare su di sé la massima quantità di scambi finanziari, proteggendo la propria specializzazione (acquistando, ad esempio, le borse di altri paesi). Oppure, grandi imprese pubbliche fingono di essere private, come l’Electricité de France, le Landesbank in Germania, l’Eni in Italia, realizzando formidabili protezioni entro i propri confini. La produzione militare è sempre stata protetta, perché anche nella Comunità europea le politiche nazionali di difesa hanno un trattamento particolare. Grandi conglomerate, non perseguite come forme monopolistiche da anti trust europeo o nazionale, concentrano nel paese di origine direzione e proprietà. In fondo, anche la differenziazione del …

Napolitano: «In Italia ci vuole una seria politica industriale», di Gerardo Pelosi

Dopo la standing ovation al Palazzo del cinema al Lido per il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano oggi il ritorno in terraferma a Mestre, già cuore con Portomarghera, della cultura industriale ed operaista italiana che oggi vive una delle crisi peggiori. L’occasione la cerimonia per l’inaugurazione di una piazzetta intitolata al dirigente dell’ex Pci e amico di Napolitano, Gianni Pellicani. «Credo sia giunto Il momento per Il Paese – afferma il Presidente della Repubblica – di dotarsi di una seria politica industriale secondo i principi dell’economia di mercato e in ossequio ai principi della libera competizione». Napolitano non nasconde la sua preoccupazione per gli effetti della crisi ma è soprattutto l’occupazione giovanile che desta maggiore allarme perché «intorno ad essa si stringono tutti I nodi della crisi». E qui Napolitano cita gli studi che evidenziano come «quote consistenti di giovani non siano impegnati né nei processi formativi, né in quellqi lavorativi né di addestramento al lavoro». Ecco perché, secondo Napolitano, «dobbiamo dare risposte a questi problemi tenendo pero’ conto dei limiti. Esistenti nelle risorse finanziarie …

"D'Alema e Cofferati in coro: Marchionne sta sbagliando", di Simone Collini

«Marchionne ha compiuto degli errori e ha assunto degli atteggiamenti sbagliati», dice Massimo D’Alema dall’area dibattiti Norberto Bobbio, in Piazza Castello. «Per lui Pomigliano non è un incidente di percorso bensì un modello, ma così si nega il rispetto della Costituzione e si finisce per smontare il Contratto nazionale », dice Sergio Cofferati dalla sala Adriano Olivetti, zona dibattiti della libreria della Festa nazionale del Pd. Presidente del Copasir ed europarlamentare si sono trovati più volte in passato su posizioni contrapposte, specialmente sul tema del mercato del lavoro e dell’azione del sindacato, specialmente quando il primo era presidente del Consiglio e il secondo segretario generale della Cgil. Ma oggi sulla Fiat e sulle ultime mosse del suo amministratore delegato i due concordano su più di un punto. D’Alema riconosce a Marchionne «una forte personalità» e sostiene che si debba «interloquire» con lui: «Bisogna avere anche il coraggio di relazioni industriali di maggiore collaborazione ». Ma in quest’ultima fase, aggiunge di fronte al migliaio di persone stipate sotto il tendone montato a Piazza Castello, ha «compiuto …

Un milione di lavoratori e molte aziende a rischio

C’è un ministero vuoto a Roma, in via Molise. Ma non si tratta di ferie prolungate perché lo Sviluppo Economico è senza guida dal 4 maggio. “Uno scandalo”. Così Pier Luigi Bersani, segretario del Partito Democratico, definisce ai microfoni del Tg di La7 l’interim di Silvio Berlusconi al ministero dello Sviluppo economico, che dura dal 4 maggio, data in cui il titolare Scajola si è dimesso. “Nello stesso periodo – ha spiegato il leader del Pd – abbiamo almeno un milione di persone coinvolte dalla cassa integrazione, abbiamo decine di migliaia di piccole imprese che sono saltate o stanno saltando, abbiamo una industria ancora nei guai. Nessuno se ne preoccupa”. Bersani ha aggiunto che “questa è la prova maggiore del totale disinteresse di questo governo verso i dati reali della situazione italiana”, non dimenticando i precari della scuola e tutti i lavoratori che “vengono lasciati a casa dalla sera alla mattina senza uno straccio di ammortizzatore. Se ne occupa qualcuno in questo Paese? O continuiamo a chiacchierare solo dei problemi di Berlusconi?”. Per Luigi Zanda,vicepresidente …

"Da Unicredit all’Eni, ecco gli affari sotto la tenda beduina", di Raffaella Cascioli

Sotto la tenda del Muammar Gheddafi, allestita nella residenza dell’ambasciatore libico in Italia, il business italo-libico riflette quello che fonti diplomatiche definiscono l’«eccellente stato dei rapporti bilaterali » tra Italia e Libia. Potere della globalizzazione avrebbe sentenziato il ministro dell’economia Giulio Tremonti che non da oggi va spiegando in giro come la Vecchia Europa debba iniziare a ragionare non potendo più contare su vecchie rendite di posizione. E così nel corso di trenta minuti di colloquio tra Berlusconi e Gheddafi, presente il ministro Frattini, sono molti i temi economici ad essere stati affrontati. A cominciare da quello che si profila essere un importante accordo nel settore della difesa. Un ruolo da protagonista, a quanto si apprende, dovrebbe averlo Finmeccanica che tra l’altro è impegnata a fornire il “Selex sistem”, un sistema satellitare di controllo delle frontiere terrestri libiche. Nella doppia veste di premier nonché di ministro dello sviluppo economico, Berlusconi avrebbe fra l’altro affrontato con il leader libico anche i temi delle infrastrutture e dell’energia che tuttavia sono poi stati oggetto di incontri ad hoc …

"Il ministro che manca da 119 giorni", di Massimo Giannini

C´è una vicenda esemplare che la politica, l´establishment e l´opinione pubblica continuano a sottovalutare. Fotografa la palude nella quale sta sprofondando il governo Berlusconi. Riflette l´irresponsabilità nella quale sta declinando il presidente del Consiglio. Questa vicenda si chiama ministero per lo Sviluppo Economico. Oggi sono 119 giorni. Sabato prossimo saranno 4 mesi esatti. Nell´anno più nero dell´industria italiana, nel cuore di una recessione di cui non si vede l´uscita, a tanto «ammonta» il vuoto di potere in quel dicastero, strategico per la tenuta del Sistema-Paese e per il sostegno delle imprese. La sede è «vacante» da maggio. Da allora il premier esercita un´impalpabile e insostenibile «supplenza», in attesa di nominare il nuovo ministro. Attesa vana, consumata nel Palazzo tra annunci ambigui, tentativi grotteschi, promesse inevase. Attesa cara, pagata dall´Italia al prezzo di una crisi economica e occupazionale gravissima. Ci si chiede come sia possibile, in una grande democrazia industriale impegnata a fronteggiare la «tempesta perfetta» di questi ultimi due anni. Eppure succede, nell´Italia berlusconiana di oggi, dove l´intera dimensione della politica economica si esaurisce nella …

"In sette mesi oltre 650mila cassintegrati", di Roberto Mania

Un esercito di cassintegrati a zero ore: oltre 650 mila nei primi sette mesi di quest´anno. È come se l´intera popolazione di una città come Palermo fosse rimasta a casa da gennaio a luglio senza mai andare a lavorare. È un pezzo del nostro sistema industriale che si sta insabbiando, per il quale i segni di ripresa potrebbero non arrivare mai. A elaborare i dati dell´Inps sulla cassa integrazione (ordinaria, straordinaria e in deroga) è stato il dipartimento Settori produttivi della Cgil, secondo il quale ciascun lavoratore in cig a zero ore ha perso circa quattromila euro di retribuzione, ricevendo unicamente il sussidio al reddito. Un “buco” potenziale nella domanda interna che si avvicina ai tre miliardi di euro. Non a caso la Confcommercio ha lanciato poche settimane fa un vero allarme sul calo dei consumi in Italia. I dati della Cgil coincidono sostanzialmente con quelli dell´Unità per la gestione delle crisi presso il ministero dello Sviluppo economico dove arrivano i casi più difficili, le aziende che appaiono quasi spacciate. Valga per tutti l´esempio della …