Tutti gli articoli relativi a: economia

Poveri. Sempre di più, sempre più invisibili

Alla Festa Democratica Nazionale si parla di povertà ed emarginazione sociale. Carmassi:”Il governo gioca con la crisi e vuol lasciare i privati ad occuparsi di chi resta indietro”. Il 2010 è l’anno europeo della lotta alle povertà, eppure a leggere i dati a guardarsi intorno in Italia la lotta alla povertà e alla emarginazione si faccia veramente poco, e male. Di questo si è parlato nell’incontro tenutosi alla Festa Democratica Nazionale in corso a Torino, dal titolo “Poveri. Sempre di più, sempre più invisibili” al quale hanno partecipato Cecilia Carmassi, responsabile Terzo settore e Politiche per la famiglia del Partito Democratico, Marco Revelli, il maestro di strada Marco Rossi Doria, Joli Ghibaudi, Rafaela Milano, Michele Consiglio. Aprendo il dibattito, Marco Revelli, presidente della Commissione sull’esclusione sociale, snocciola dati impressionanti sullo stato delle cose nel nostro paese, evidenziando come in Europa l’Italia sia tra i paesi più fragili. Ci sono 8 milioni di persone in situazione di “povertà relativa”. Ovvero poveri in rapporto al resto della popolazione, una misura di distanza sociale, fissata alla soglia pari …

"Il Pd: «Fiat, bene i patti ma senza spaccare il Paese»", di Giuseppe Vespo

«Non dividiamo l’Italia». «Non dividere il sindacato», semmai prova a batterlo, rimproverano a Marchionne due voci autorevoli e distanti tra loro, come quelle di Pier Luigi Bersani e Cesare Romiti: l’intervento del numero uno del Lingotto al meeting ciellino di Rimini continua a far discutere. Anche perché dietro il braccio di ferro tra la Fiat e la Fiom si gioca il futuro delle relazioni industriali del Paese. Per il leader del Partito democratico, la richiesta avanzata da Marchionne di unnuovo patto sociale tra lavoratori, imprese e Stato, va affrontata evitando – come sta avvenendo – di «spaccare il mondo del lavoro». Il cambiamento delle relazioni industriali non può avvenire «abbattendo completamente la contrattazione nazionale » o stabilendo che «in ogni campanile d’Italia ci si fa i propri diritti ». «Questo no», ha spiegato Bersani alla festa delPd di Ravenna, facendo riferimento alle condizione poste da Fiat per portare la Panda a Pomigliano e all’ipotesi di una fuoriscita del Lingotto da Federmeccanica e dai vincoli del contratto nazionale delle tute blu. «Se togliamo un po’ di …

"Le fabbriche riaprono i cancelli ma 500 mila posti sono a rischio", di Roberto Mania

Mezzo milione di posti di lavoro in bilico. Centinaia di aziende che domani non alzeranno nemmeno la saracinesca. La ripresa è debole e incerta, la domanda langue, i nuovi mercati sono lontani, la produzione resta ferma. È l´Italia imprigionata nella cassa integrazione. La crisi non se n´è andata e parla italiano: Fiat, Indesit, Antonio Merloni, Italtel, Burani, Tirrenia, Unicredit, Omsa, tra gli altri. E parla italiano – perché dipende dalle nostre fragilità ad attrarre gli investimenti esteri – anche quando racconta delle multinazionali che chiudono, come, per ultima, la Pepsi a Silea (un centinaio di dipendenti) nel trevigiano, dove si produce il Gatorade e il Lipton Ice Tea. Nella mappa della crisi italiana c´è Mirafiori, stabilimento simbolo della grande industria, e ci sono le centinaia di piccole imprese subfornitrici che mollano in silenzio. C´è un osservatorio privilegiato per leggere questa fase della crisi e la metamorfosi che si sta determinando nel sistema industriale italiano. È quello dell´Unità per le gestione delle vertenze delle imprese in crisi presso il ministero dello Sviluppo economico, guidata dall´ex sindacalista …

Fiat: cerchiamo una soluzione

“Superare il grave episodio per creare le condizioni per un confronto pacato e serio”. Così il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha risposto alla lettera dei tre operai della fabbrica Fiat di Melfi licenziati e poi reintegrati ma con il solo ruolo sindacale, gli hanno inviato chiedendo un sollecito intervento per risolvere la loro difficile questione con l’azienda di Torino. Il Capo dello Stato ha espresso il “vivissimo auspicio – che spero sia ascoltato anche dalla dirigenza della FIAT – che questo grave episodio possa essere superato, nell’attesa di una conclusiva definizione del conflitto in sede giudiziaria, e in modo da creare le condizioni per un confronto pacato e serio su questioni di grande rilievo come quelle del futuro dell’attività della maggiore azienda manufatturiera italiana e dell’evoluzione delle relazioni industriali nel contesto di una aspra competizione sul mercato globale”. Napolitano ha concluso la sua lettera esprimendo “il profondo rammarico per la tensione creatasi alla FIAT SATA di Melfi in relazione ai licenziamenti che vi hanno colpito e, successivamente, alla mancata vostra reintegrazione nel posto di …

"La metamorfosi di Marchionne dall´elogio dell´etica all´Ok Corral", di Paolo Griseri

Da canadese a texano, da manager-filosofo che cita Popper a uomo del saloon che sfida i sindacati all´Ok Corral. Non è chiaro se Sergio Marchionne, 52 anni e tre nazionalità, abbia davvero cambiato idea. E´ evidente che nel giro di pochi mesi la sua immagine si è clamorosamente rovesciata, una metamorfosi non solo mediatica che gli consente oggi di planare come un marziano nel tempio post-democristiano di Cl. Com´è stato possibile che il maglioncino blu più amato dalla sinistra italiana si sia trasformato in quello che un nutrito gruppo di sindacalisti chiama ormai «il nuovo Valletta»? Sembrano lontani i tempi del Marchionne 1. «La Fiat è spesso caricata di un´identità simbolica, come una specie di matrice di idee e di valori. Sentiamo la necessità che tutte le nostre decisioni siano prese con cura, diligenza e rigore e con piena coscienza delle conseguenze che ne possono derivare. Per questo lo sviluppo della Fiat sta seguendo principi etici e sociali ben definiti». Era il 27 maggio 2008 quando l´uomo in maglione riassumeva così la sua filosofia manageriale …

"Il diktat di Marchionne", di Gad Lerner

I delegati della Fiom Cgil “confinati” nella saletta sindacale di Melfi, con proibizione di fare ritorno al loro posto di lavoro, nonostante il reintegro disposto dalla magistratura, evocano ricordi lontani. E’ passato più di mezzo secolo, infatti, dagli “anni duri alla Fiat” testimoniati da operai comunisti come Aris Accornero e Emilio Pugno. Destinati in quanto “sabotatori” della pace sociale in apposite officine isolate, i cosiddetti “reparti-confino”. Erano i giorni della guerra fredda, il conflitto di fabbrica era insieme sindacale e ideologico. In quello che Carlo Marx definiva “il segreto laboratorio della produzione”, dove “si dovrà svelare l´arcano della fattura del plusvalore”, si consumava una lotta di classe finalizzata a modificare la condizione operaia, ma anche gli assetti del potere politico. Quel sapore antico che la Fiat italo-americana ha scelto di riproporre nell´estate del 2010 ha però ben poco a che vedere con la cultura di Vittorio Valletta, il padre-padrone di un´epoca superata. Il manager apolide Sergio Marchionne non somiglia al suo predecessore, non concepisce il rapporto con le maestranze come destino ineluttabile di una comunità …

"L'autunno nero, sono 200 mila i posti a rischio", di Marco Sodano

Duecentomila posti di lavoro che ballano, volendo contare solo le aziende che attraversano crisi «elevate» o «medio alte», 170 vertenze aperte al ministero (vacante ormai dal 4 maggio scorso, giorno delle dimissioni di Claudio Scajola) per lo Sviluppo economico – più quelle che potrebbero aprirsi nelle prossime settimane – una ripresa timida che non è ancora abbastanza omogenea né decisa da permettere di ben sperare in una prossima impennata dell’economia italiana. È il quadro dell’autunno (caldo? nero?) che si prepara per il sindacato, le aziende e i lavoratori italiani, dipinto in un report steso dallo stesso ministero dello sviluppo. Le regioni più colpite sono il Mezzogiorno e il Nordovest, i settori sono tessile – e di conseguenza moda – meccanica, i cantieri e l’industria aerospaziale. Il panorama non è di quelli incoraggianti: il ministero ha diviso il Paese in sistemi locali del lavoro (aree di comuni contigui nelle quali l’occupazione gravita intorno a un settore): su 686 zone individuate 113 sono in crisi «elevata», 136 in crisi «medio-alta». Il tessile maglia nera Il record del …