Tutti gli articoli relativi a: economia

"Più austerità per tutti. O no?", di Martin Wolf

Risanare o non risanare, questo è il problema. Ed è un problema su cui le autorità cominciano a dare risposte diverse. Fanno bene? Se gli argomenti in favore del risanamento sono corretti, non risanare provocherebbe scossoni drammatici sul fronte dei conti pubblici e del settore finanziario in alcuni tra i paesi più importanti del mondo. Se gli argomenti in favore del risanamento non sono corretti, risanare metterebbe a rischio la ripresa e potrebbe scatenare altri terremoti finanziari. Da che parte stanno quelli che decidono? La dichiarazione seguita al vertice del G-20 di Toronto affermava: «Esiste il rischio che un risanamento dei conti pubblici sincronizzato in molte delle principali economie possa avere un impatto negativo sulla ripresa. Esiste altresì il rischio che non applicare misure di risanamento dove necessarie mini la fiducia e ostacoli la crescita». È un linguaggio molto più prudente di quello adottato al vertice di Pittsburgh, nel settembre del 2009, che affermava spavaldamente: «Oggi ci impegniamo a prorogare le misure forti che abbiamo adottato per reagire alla crisi fino a quando la ripresa …

"In nove anni più tasse per tutti il "grande bluff" di Berlusconi", di A. Bonafede e M. Di Pace

Il sogno: “Meno tasse per tutti”. La realtà: nel 2000 le entrate complessive dello Stato rappresentavano il 45,4% cento del Pil, nel 2009, alla fine del “decennio berlusconiano”, questa percentuale è salita al 47,2%, il valore più alto mai raggiunto. In termini assoluti, nello stesso periodo le entrate sono cresciute del 33%, un valore superiore di ben 12 punti percentuali rispetto alla crescita dei prezzi, ferma al 20,6%. Degli slogan elettorali di Berlusconi quello sulle tasse che diminuiscono, liberando risorse per famiglie e imprese, è certamente il più riuscito. Non c’è dubbio: nell’immaginario collettivo di moltissimi italiani i suoi governi si sono caratterizzati come quelli che non hanno “messo le mani nelle tasche della gente”. Al contrario, gli stessi slogan del centrodestra e dei media di Berlusconi (tv e giornali) hanno accreditato i governi di centro sinistra come quelli che hanno sempre puntato ad alzare le tasse. Al punto che negli ultimi giorni della campagna elettorale del 2006 Prodi perse terreno sulla base della martellante campagna mediatica di Berlusconi. Con il risultato che quella che …

«Sviluppo economico, ministero spolpato così il governo si spartisce l'eredità Scajola», di Roberto Mania

Senza il titolare si è aperta la caccia a fondi e competenze A Fitto i Fas, la Prestigiacomo punta sul nucleare e la Brambilla sulle risorse al turismo La manovra taglia dotazioni per 900 milioni. E Sacconi gestisce i casi Glaxo Fiat e Telecom Eutanasia di un ministero, spolpato dalla voracità degli altri dicasteri, dalle lotte interne, dalla lucida strategia di Giulio Tremonti, super ministro monocratico dell´Economia tutta. Il palazzone di Via Veneto, firmato da Piacentini e Vaccaro, che fu sede del ministero delle Corporazioni è lì immobile ma sembra che non serva più. Perché il ministero dello Sviluppo economico praticamente e politicamente è scomparso da oltre due mesi. Da quando Claudio Scajola ha dovuto dimettersi travolto dallo scandalo della casa con vista sul Colosseo comprata non si sa da chi, il ministero ha perso competenze, risorse, potere. È retto formalmente ad interim dal premier Silvio Berlusconi, ma in realtà è diventato un´altra incombenza del sottosegretario Gianni Letta. I dipendenti hanno chiesto aiuto a Berlusconi, i dirigenti hanno scritto al presidente Giorgio Napolitano. Lo hanno …

Tagli, medici in sciopero: «Stiamo difendendo i diritti dei malati», di Bianca Di Giovanni

«Chiediamo scusa ai cittadini per i disagi, ma in gioco c’è il bene prezioso della sanità pubblica». Annuncia così lo sciopero di oggi il segretario nazionale della Fp Cgil medici, Massimo Cozza. Uno stop dal lavoro di 24 ore dei dirigenti medici, veterinari, sanitari e amministrativi, con tanto di sit-in davanti a Montecitorio a mezzogiorno. Vengono sospesi 40 mila interventi chirurgici, «saltano» migliaia di visite specialistiche e di prestazioni diagnostiche, paralizzata tutta l’attività veterinaria connessa al controllo degli alimenti. Ma l’urgenza resterà garantita. Alla protesta aderiscono tutte le sigle autonome del comparto, oltre alla Cgil Funzione Pubblica. Fanno eccezione Cisl e Uil, che evidentemente considerano accettabili i tagli previsti. Con il governo c’è il solito botta e risposta. Davanti alle telecamere il titolare della Sanità ha buttato acqua sul fuoco. Ferruccio Fazio, ha ribadito che «non si prevede blocco del turn over nelle Regioni con i conti a posto e si pensa ai contratti a tempo per valorizzare il merito». I ricambi del personale verranno congelati, ha assicurato, «solo nelle quattro Regioni in profondo rosso». …

"Prove di federalismo, più tasse sulle imprese", di Valentina Conte

Il fisco in salsa federalista sa già di promessa mancata. A sorpresa, da una prima indagine sugli effetti dei nuovi studi di settore “regionalizzati”, si scopre che non solo l´obiettivo di pagare meno tasse si allontana, anzi si ribalta, ma a versare di più sarà proprio quella parte del Paese che da sempre lo invoca: il Nord. Le città più “tartassate” sono proprio lì: Milano, Venezia, Bologna. Mentre il Sud, per una volta, sorride. Notizia ferale per i 3,6 milioni di contribuenti soggetti agli studi. A partire dalle 220 mila aziende del settore edile, le prime a testare il nuovo meccanismo di accertamento legato alle diversità territoriali. Entro il prossimo 5 agosto, molte tra loro si confronteranno con un livello del fatturato presunto relativo al 2009 superiore a quello del 2008 (calcolato in base al “vecchio” metodo nazionale) anche del 17%. E dunque saranno soggette a più tasse. La simulazione, condotta dalla Cgia di Mestre, tiene conto dei criteri introdotti dalla legge 133 del 2008, pensati come apripista al federalismo fiscale. In pratica, nel nuovo …

"Cronaca di una stangata: Chi paga il rigore di Tremonti", di Bianca Di Giovanni

C’è chi già si è accorto molto bene che significano le parole «rigore e austerità» così tanto ripetute dal ministro Giulio Tremonti per giustificare l’ultima stangata prodotta dai suoi uffici. Dopo aver messo in salvo i capitali illegalmente esportati, e anche i propri stipendi (tuttora non risulta che i parlamentari si siano tagliati granché quanto a prebende), il governo si è convertito al credo della «frugalità»: basta che sia degli altri. Così, è arrivata la «dieta» su tutto quello che sa di Stato o di pubblico. Più che una dieta è una pozione mortale, gli anglosassoni chiamano il sistema: «starving the beast». Affamare la bestia. Cancellare il pubblico per lasciare agli «spiriti animali» campo libero. Ma per i cittadini come funziona la pozione? PENSIONI Per ora hanno cominciato a subirne gli effetti i pensionandi del pubblico impiego. Chi si aspetta di ricevere una liquidazione superiore ai 90mila euro sa già che la otterrà a rate trimestrali. Così, appena uscito il decreto, coloro che hanno già raggiunto i requisiti per il pensionamento sono corsi a presentare …

Tutti gli errori della manovra

“Noi non abbiamo mai messo in discussione né la necessità della manovra né la sua consistenza. Abbiamo invece insistito, e continueremo a farlo, sul fatto che questa manovra sia fortemente ed evidentemente iniqua e che sia recessiva, destinata cioè ad impoverire il Paese di ogni prospettiva di crescita e di sviluppo. Io guardo all’iniquità di questa manovra, alla sua straordinaria povertà di effetti nel tempo, al suo essere davvero così circoscritta all’oggi”. E’ l’attacco della dichiarazione di voto della capogruppo PD in Senato, Anna Finocchiaro, in occasione della fiducia chiesta dal governo sulla manovra correttiva. Ed è un attacco ai cardini della manovra tremontiana che non offre nulla al paese, ai suoi giovani. Ma non solo, la Finocchiaro ha ben riassunto i punti deboli della legge. In questa manovra non c’è una misura sul Mezzogiorno. Questa maggioranza ha vinto in Sicilia anche sull’onda del Ponte sullo Stretto; ebbene ( guardare all’articolo 46 ) gli unici soldi che ci sono, quei pochi che ci sono, sono destinati al MOSE; il resto, se guardiamo all’esperienza fatta in …