Tutti gli articoli relativi a: economia

«Un favore al Trota, un altro a Marina», di Bianca Di Giovanni

Un altro ministro che minaccia di andarsene (dopo Brancher, che lo ha fatto, e Tremonti, che non lo ha fatto). Stavolta è quello dell’Agricoltura Giancarlo Galan. Non gli va giù che in manovra la solita «manina» abbia infilato un emendamento che salva i «soliti» allevatori del nord disonesti: quelli che dovrebbero pagare le multe sulle quote latte. Ancora loro: hanno già intascato le risorse dell’ue, ora intascano quelle del governo italiano, mentre tutti gli altri pagano. Quando si dice. essere amici del «manovratore». La sospensione delle multe (che vengono però pagate a Bruxelles dallo Stato italiano) era stata promessa da Renzo Bossi, il figlio del leader della Lega, comunemente conosciuto come «la trota», agli allevatori che assediavano il Pirellone. E puntualmente è arrivato, nonostante la contrarietà del ministro, e anche di molte associazioni di agricoltori (sia Cia che Coldiretti). Galan si è precipitato in Senato, per fare pressioni sulla commissione. Ma è stato gentilmente pregato dal presidente e relatore Antonio Azzollini di tornarsene tranquillamente a casa, visto che la proposta si sarebbe discussa più tardi. …

Diritti dei disabili, diritti di civiltà. Il Governo modifica la manovra.

Il Pd alla manifestazione di Piazza Montecitorio indetta da Fand e Fis. Il governo fa marcia indietro e modifica alcuni punti della manovra. Ma non basta. Leggi le nostre proposte di intervento. Ieri il Pd ha partecipato alla manifestazione per i diritti dei disabili che si tenutasi a Piazza Montecitorio, a Roma. Una manifestazione indetta dalle associazioni dei disabili Fand e Fish contro i tagli previsti dalla manovra che ristringe i criteri per il riconoscimento della indennità di accompagnamento e innalza la soglia percentuale per l’attribuzione dell’assegno di invalidità. Il Pd era presente con la presidente dell’Assemblea nazionale Rosy Bindi, con la responsabile delle Politiche per la famiglia Cecilia Carmassi e i parlamentari che si sono battuti in Parlamento contro la manovra insieme alle associazioni. “Che fine ha fatto – si chiede Cecilia Carmassi – il governo della difesa della vita e delle famiglie? Solo chi è sostanzialmente in fin di vita ha diritto a misure (minime) di sostegno o all’accompagnamento? Gli altri, disabili con patologie plurime, non autosufficienti che si muovono con ausili e …

«Non parlare al manovratore», di Lietta Tornabuoni

La manovra economica e il suo manovratore, il governo, hanno offerto e offrono uno spettacolo molto interessante. Si poteva pensare che per una nazione rimediare 24 miliardi non fosse poi una «mission impossible»: se no cosa dovrebbe fare la Francia, che di miliardi deve tirarne fuori cento? Ma non è così: intorno a quei 24 miliardi è montato un disordine imprevedibile. Il governo manovratore è riuscito a scontentare tutti, a provocare forti reazioni promettendo tagli alle categorie più diverse e inopportune: poliziotti, disabili, professori, che già guadagnano meno di un gatto. Le reazioni sono risultate tanto vive che quei tagli sono stati subito ritirati e si è andati a tagliare altrove. Il primo manovratore, il presidente del Consiglio, non ha voluto ricevere i rappresentanti degli enti locali, che se ne sono assai impermaliti. E perché, poi? Timore, fastidio, paura di lasciarsi convincere? Ma non sarebbe il suo lavoro? Altre idee luminose: far pagare i ticket autostradali anche a chi fa il raccordo anulare romano per andare a casa a mangiare, tagliare le pensioni di invalidità …

«L'entropia dei conti», di Massimo Giannini

L’eroica settimana del “ghe pensi mi” precipita nella prosaica entropia della manovra economica. Berlusconi ha disinnescato la mina Brancher, al prezzo di una penosa rinuncia che ha svelato il patto diabolico tentato sulla pelle delle istituzioni: un ministero ad personam in cambio di un’impunità personale. Ma non riesce a disinnescare la bomba del decretone da 25 miliardi, sul quale si concentrano le tensioni della maggioranza e le pressioni della società. La ragione è semplice. Per un governo non c’è atto politico più costitutivo di una legge finanziaria. E poiché questo governo non ha una proposta politica, non può sperare nel consenso del Paese sulla sua manovra economica. C’è un’evidente confusione “tecnica”, che in queste ore supera i limiti della decenza. In una manovra già nata male, perché iniqua nella distribuzione dei tagli di spesa e incerta nella quantificazione delle voci di entrata, si stanno moltiplicando emendamenti sulle materie più astruse e disparate. A colpi di “refuso” quotidiano, e di blitz notturni di fugaci peones e audaci relatori, si aggiungono e si sottraggono impreviste stangate sulle …

Manovra. Inaccettabile fiducia preventiva

Il capogruppo del Pd, Dario Franceschini, ha invitato il presidente della Camera Fini a stigmatizzare il comportamento del governo che oggi ha annunciato una doppia fiducia sulla finanziaria. “La manovra -ha dichiarato nel corso della seduta a Montecitorio- non è ancora arrivata in aula al Senato e arriverà tra diverso tempo qui alla Camera e il governo già avverte il bisogno di farci sapere che verrà posta la questione di fiducia. Oggi -ha aggiunto Franceschini- abbiamo avuto la prova di quanto sia difficile la situazione sociale che e sarebbe un errore sottovalutare. Quando in piazza, senza nessuna organizzazione nazionale, ne’ partiti ne’ sindacati, manifestano i disabili, i terremotati dell’Aquila, i lavoratori dell’Eutelia e l’unica risposta è ignorare o occultare attraverso i mezzi di comunicazione, non gestire i problemi diventa una scelta irresponsabile. Fare finta che i problemi non esistano è il modo migliore per far esplodere le tensioni sociali ed è questa esattamente la linea che il governo sta seguendo, un governo che pretende di mostrare i muscoli senza più averli. L’annuncio della fiducia, prima …

"Lavoro, l´Italia evita il tracollo solo con la Cig", di Barbara Ardù

Ocse: nel 2010 disoccupazione all´8,7%, precario un giovane su due. Salari, siamo in coda. Eurostat: nel primo trimestre Pil +0,4%, meglio di Francia, Germania e Gran Bretagna. “La crisi ha distrutto 17 milioni di posti di lavoro nei paesi industrializzati” ROMA – Non ci sono morti né città da ricostruire, ma la crisi economica ha spazzato via posti di lavoro come fosse passata una guerra, in tutto 17 milioni nei paesi industrializzati. E se l´Italia ne è uscita meglio di altri è solo perché la cassa integrazione ha limitato i danni. È un bollettino di perdite il rapporto annuale dell´Ocse presentato ieri a Parigi: il tasso medio di disoccupazione nei 31 paesi monitorati è arrivato al limite minimo dal dopoguerra, l´8,6% (con l´Italia all´8,7). Un vantaggio, quello italiano, che rischia però di rivelarsi effimero: senza il ricorso agli ammortizzatori sociali, le cui domande tra l´altro continuano a salire, la disoccupazione a maggio 2010 sarebbe salita al 12%. Lo dice l´Ocse e lo ricorda la Cgil, che chiede da tempo al governo un prolungamento del sostegno …

"Enti locali sul piede di guerra: niente dialogo se il premier non ci incontra", di Celestina Dominelli

Enti locali sempre più vicini alla rottura definitiva con il governo sui drastici tagli previsti dalla manovra di finanza pubblica su cui l’esecutivo intende porre la fiducia. La conferenza unificata prevista per domani è appesa a una condizione inderogabile: quella che il premier incontri Regioni, Comuni e Province o nella stessa conferenza o prima che questa si tenga. A dettare la linea, nel corso di una conferenza unificata con Comuni e Province, è stato il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani. «Parteciperemo – ha detto Errani- alla conferenza unificata se avremo la garanzia della presenza del premier e così quella diventerà la sede dell’incontro che abbiamo richiesto. Diversamente parteciperemo se prima il premier ci ascolterà e ci dirà come intende affrontare i problemi che abbiamo posto, altrimenti non parteciperemo alla conferenza unificata perchè non avremo nulla da dire». Errani ha anche prospettato la possibilità che l’incontro con Berlusconi si possa realizzare, al di là dell’unificata, pochi minuti prima anche in un’altra sede. «Se nessuna delle due ipotesi dovesse realizzarsi – hanno sottolineato i tre …