Tutti gli articoli relativi a: economia

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Protesta dei terremotati de L'Aquila: tafferugli e 2 feriti lievi in piazza Venezia

Spintoni e manganellate anche per il sindaco Cialente In 5mila per chiedere il congelamento delle tasse. Il corteo cerca di forzare il blocco e arrivare al Parlamento ROMA – «L’Aquila non può crollare: è una città che sa volare». Sulla maglietta di un ragazzo è scritta tutta la rabbia degli abruzzesi che in cinquemila si sono radunati a Roma mercoledì mattina. Da piazza Venezia, volevano arrivare in corteo (non autorizzato) sotto al Parlamento, ma polizia e carabinieri hanno sbarrato loro ogni accesso da via del Corso e via del Plebiscito dove risiede il premier Berlusconi. Momenti di tensione: lancio di bottigliette e qualche spintone. Due ragazzi sono stati feriti in maniera lieve. Manganellate anche per il sindaco de L’Aquila, Massimo Cialente, e il deputato Giovanni Lolli. Dopo una trattativa (la piazza davanti al Parlamento era già occupata da un’altra manifestazione autorizzata), le forze dell’ordine hanno lasciato entrare i manifestanti in via del Corso e il corteo ha potuto iniziare a sfilare. Manganellate sulla folla (Infophoto) BLOCCO IN PIAZZA COLONNA – Ma davanti piazza Colonna un …

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"Riso amaro. Quei nove centesimi nelle tasche dei contadini", di Carlo Petrini

Che cosa si può comprare oggi con 9 centesimi di euro? Non bastano per un sms, forse sono sufficienti per pochi chiodi. Non mi viene in mente molto altro, se non che è il prezzo all´ingrosso di un chilo di carote. Ma è soltanto uno dei tanti esempi possibili se parliamo di cibo. È probabile che i lettori non se ne siano accorti perché a loro costa sempre uguale se non di più, ma i prezzi che spuntano i contadini sono in declino costante da anni. Le aziende agricole producono quasi tutte in perdita e la cosa passa sorprendentemente sotto silenzio. A qualcuno importa ancora della nostra agricoltura? Dal dopoguerra a oggi il settore non è mai stato così in crisi come adesso: si pensi soltanto che un quintale di grano viene pagato tra i 13 e i 15 euro, a un prezzo decisamente più basso di addirittura vent´anni fa, quando ne costava 25. Solo nell´ultimo quinquennio ha perso il 30% circa. E nel mezzo c´è stata l´inflazione dei costi di produzione: come rilevano le …

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"Il secondo atto della farsa Brancher", di Giovanni Valentini

Caso Brancher, atto secondo. Con le dimissioni-lampo del ministro-fantasma, s´è chiuso in qualche modo il caso giudiziario innescato dalla sua improvvida nomina e dal suo ancor più improvvido ricorso al legittimo impedimento. Ma contemporaneamente si riapre ora il caso politico di un ministro ad interim dello Sviluppo economico, vacante ormai da oltre tre mesi, interpretato dal presidente del Consiglio in prima persona con la disinvoltura di un attore-regista che scrive il copione e recita due parti in commedia. E per di più, in pieno conflitto di interessi, a mezzo servizio tra il governo e la sua azienda privata. Era già discutibile che si affidassero deleghe immaginarie a un fantomatico ministro al Decentramento, nel vortice di una crisi mondiale e in vista della manovra finanziaria per fronteggiarla, prima di colmare un vuoto del genere nell´organico governativo. È come se l´ex commissario tecnico Marcello Lippi, nell´impossibilità o incapacità di sostituire l´infortunato Pirlo in Nazionale, avesse deciso improvvisamente di scendere in campo al suo posto. Con l´ulteriore aggravante che, in questo caso, lo stesso premier è anche il …

"Una crisi pagata dai giovani", di Samuel Bentolila, Tito Boeri e Pierre Cahuc

La disoccupazione giovanile è al 20 per cento in Europa. Si tratta anche di una conseguenza di riforme del mercato del lavoro rimaste incomplete. Per rendere politicamente accettabili quelle intraprese a partire dalla fine degli anni Ottanta, si è lasciato che influissero solo sulle nuove assunzioni. Si è così creato un dualismo nel mercato del lavoro, tra contratti a tempo indeterminato e contratti a tempo determinato. Che è iniquo e fortemente distorsivo. Si può risolverlo ricorrendo a forme di tutela progressiva del lavoro. Mai prima d’ora una crisi aveva colpito così tanto i giovani. Questa volta non abbiamo avuto soltanto il congelamento delle assunzioni, anche una grande quantità di contratti temporanei non sono stati rinnovati. Di conseguenza, la disoccupazione giovanile nell’area euro è balzata in maggio al 20 per cento con livelli più alti nei paesi con maggiore dualismo nel mercato del lavoro, dal 15 per cento di prima della crisi. In Spagna, quattro giovani su dieci che partecipano al mercato del lavoro sono disoccupati, in Italia uno su tre, in Francia e Svezia – …

"Il boomerang della diseguaglianza", di Marco Simoni

Qual è la conseguenza della diseguaglianza? Questa domanda, le implicazioni che se ne potrebbero trarre, dovrebbe salire di importanza nelle discussioni di queste settimane sulla migliore politica economica da seguire. In estrema sintesi, al momento si fronteggiano due posizioni. Una è quella degli Stati Uniti, della Francia e di economisti come Paul Krugman di Princeton. Si sostiene che sia importante continuare a sostenere la spesa pubblica per consolidare la ripresa ed evitare che vi sia una seconda recessione. La seconda posizione, seguita da Germania, Regno Unito e da economisti come Alberto Alesina di Harvard, crede al contrario che sia ormai tempo di cominciare a ridurre il deficit per evitare che alla crisi economica faccia seguito una ben più grave crisi del debito pubblico. Alcuni Paesi come l’Italia non hanno praticamente scelta. Con un debito pubblico che supera largamente il 100% del Pil, l’aggiustamento dei conti pubblici è inevitabile. Quel che non è inevitabile, tuttavia, è il modo in cui avviene questo aggiustamento, le spese che si decidono di tagliare, e le riforme che si accompagnano …

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"Consumi, gli italiani tirano la cinghia", di Barbara Ardù

La spesa mensile in calo dell´1,7%. Sacrifici anche su pane e altri alimentari Il dossier ROMA – Gli italiani consumano, ma hanno dimenticato cosa significhi fare shopping. Un´occhiata alla vetrina la danno sempre, così come apprezzano il gusto dell´olio spremuto a freddo, ma dell´ennesima maglia ne fanno a meno e per condire l´insalata una marca vale l´altra. In tempo di crisi, certifica l´Istat, le famiglie tirano la cinghia e il carrello della spesa lo riempono a metà. Ma non tutte. È il ceto medio a pagare lo scotto. I dati parlano da soli: nel 2009 la spesa mensile (la media è 2.442 euro) è andata giù dell´1,7% e del 3% quella alimentare. Ma quell´1,7% diventa un -2,9 per metà delle famiglie. Un mare di cifre per certificare che le uscite in termini reali (inflazione compresa) sono crollate. La crisi ha colpito duro e l´Istat non lascia spazio ai dubbi: «La riduzione della spesa», scrive nel suo rapporto annuale, «appare alquanto significativa». Si risparmia su tutto, dal dentista, ai trasporti, al tempo libero, ai carburanti, ma …

"Liti, veti incrociati e aree contese così l´Expo 2015 rischia di fare flop", di Curzio Maltese

Milano, tre manager cambiati e nemmeno un´opera iniziata. Scontro sui terreni tra Moratti e Formigoni: sullo sfondo le mire dei ciellini. Berlusconi non se ne occupa, convinto che dopo di lui ci sarà il diluvio Mancano i soldi e Tremonti, scettico da sempre, ha tagliato tutto il tagliabile   «Cialtroni!», tuona Giulio Tremonti da Sondrio quando parla dei governatori del Sud, incapaci di spendere i finanziamenti europei. «Ghe pensi mi» è lo slogan preferito del presidente Berlusconi, la modernità milanese fatta mito. «Roma ladrona» è l´anatema scagliato da Umberto Bossi da Gemonio contro i parassiti nemici del federalismo. Non passa giorno, ora, telegiornale, senza che il governo non metta in scena la sua vera, unica ideologia: l´efficientismo meneghino. E allora come la mettiamo con la figura da cioccolatai che Milano sta rimediando nel mondo con l´Expo del 2015? La fotografia di gruppo del trionfo parigino del 31 marzo 2008, la vittoria su Smirne, campeggia nell´ufficio del sindaco Letizia Moratti. Tutti in festa, dalla Moratti a Formigoni, da Prodi a D´Alema, da Emma Bonino ai testimonial Al …