Tutti gli articoli relativi a: economia

"L´illusione come metodo", di Massimo Riva

Prima comincio a costruire la fabbrica e dopo – soltanto dopo – lo Stato, la Regione o il Comune potrà controllare se la mia attività è in contrasto con qualche disposizione di legge. Questo, a quanto pare, il succo della proposta di modifica dell´articolo 41 della Costituzione che il Consiglio dei ministri ha oggi in programma di approvare e inviare al Parlamento. Il principio al quale sembra ispirarsi questa proposta è quello del riconoscimento a priori della buona fede di chi assume un´iniziativa economica e lo strumento che viene offerto al riguardo è quello della semplice autocertificazione. Questa rievocazione del «laissez faire» di settecentesca memoria rappresenta senz´altro un bel colpo di teatro da parte del già colbertiano Giulio Tremonti. Ma si stenta a capire il senso pratico di un simile tentativo di riforma della Costituzione. Le ambizioni scenografiche sono evidenti: un governo in chiara difficoltà su fronti caldi come la manovra e le intercettazioni cerca di distrarre l´attenzione dell´opinione pubblica con misure palesemente illusionistiche. È un metodo di governo consolidato da anni, per Berlusconi. Ma …

"La nuova lenzuolata di Bersani per il rilancio delle liberalizzazioni", di Raffaella Cascioli

Benzina, farmacie, ordini professionali, banche, separazione proprietaria della rete di trasporto gas e autocertificazione per l’avvio immediato delle attività produttive. Il Pd mette le liberalizzazioni nel motore della crescita. Perché l’Italia deve tornare a crescere e i cittadini e le imprese possono risparmiare 10 miliardi di euro a costo zero per lo stato. Nel presentare sei proposte per una nuova stagione di liberalizzazioni, il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha spiegato che il partito tradurrà queste misure in emendamenti alla manovra, preannunciando che ulteriori proposte sulla concorrenza e la tutela dei consumatori saranno avanzate nel corso dell’esame al disegno di legge sulla concorrenza. Nel giorno in cui il presidente del consiglio Berlusconi all’assemblea di Confcommercio ha annunciato ai commercianti mirabolanti modifiche costituzionali, il Pd punta su proposte concrete. Come, ad esempio, non vincolare il gestore della pompa a comprare il 100% della benzina del suo marchio ma lasciandolo libero di rivolgersi al libero mercato per almeno il 50%. «È una proposta radicale ma se portasse a una diminuzione del costo della benzina di quattro …

"La protesta continua", di Vincenzo Mulè

Scendono ancora in piazza gli abitanti de L’Aquila, trasferiti in paesi irraggiungibili ed esclusi da ogni tipo di ricostruzione. Intanto nel centro della città tutto è fermo e il governo non ha i soldi per proseguire. Il suo volto peggiore, L’Aquila lo rivela di notte. Quando le case, che di giorno sembrano “normalmente” abitate, rimangono buie. E in silenzio. Quando cala il buio, poi, il centro vive un’anomala agitazione. Proprio nella zona rossa, quella interdetta agli abitanti e dove in molti nella fretta di fuggire al sisma hanno lasciato tutto, uno strano via vai di furgoni attira l’attenzione. «è il secondo turno degli operai – affermano gli aquilani -. Di giorno sono impegnati nella ricostruzione. Di notte, arricchiscono il proprio portafogli entrando nelle case ormai abbandonate». Un meccanismo perverso, spiegano le stesse persone che ne sono rimaste vittime. «Chi ha ottenuto un’abitazione con il pano C.a.s.e., infatti, è costretto a lasciare tutto nelle strutture pericolanti. Questo perché nei nuovi alloggi «non si può attaccare nemmeno un quadro». L’Aquila è un caso che andrebbe attentamente studiato. …

"Crisi, cento economisti: così si va a picco", di Carlo Clericetti

Le “politiche dei sacrifici” non serviranno a risolvere la crisi, anzi la faranno precipitare e provocheranno anni di deflazione e probabilmente la fine dell’Unione europea. Ad affermarlo è una lettera-manifesto sottoscritta da cento economisti che propone soluzioni radicalmente diverse da quelle che si stanno attuando in particolare in Europa. L’iniziativa è stata promossa da Bruno Bosco (Università di Milano Bicocca), Emiliano Brancaccio (Università del Sannio), Roberto Ciccone (Università Roma Tre), Riccardo Realfonzo (Università del Sannio), Antonella Stirati (Università Roma Tre) e tra chi ha già aderito si leggono i nomi dei più autorevoli economisti italiani di orientamento progressista. L’attuale instabilità dell’Unione, dice il documento, è il frutto “dell’insostenibile profilo liberista del Trattato e dell’orientamento di politica economica restrittiva dei paesi membri caratterizzati da un sistematico avanzo con l’estero”. La crisi mondiale è tuttora in corso perché non si sono affrontate le sue cause strutturali, prima fra tutte “l’allargamento del divario mondiale tra una crescente produttività del lavoro e una stagnante o addirittura declinante capacità di consumo degli stessi lavoratori”. Una crisi da domanda, dunque. L’Europa, …

Sfida al Governo

Sei proposte a costo zero per spostare dieci miliardi di euro dalla rendita e dalle posizioni dominanti a favore dei cittadini e delle imprese. Il Pd dà una ricetta semplice e concreta per modificare la manovra finanziaria senza alcun onere per lo Stato con l’effetto immediato di risparmiare svariati miliardi di euro. Per il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani sono piccole lenzuolate con cui “sfidiamo il governo a dire se intende continuare con le chiacchiere o se intende fare qualche fatto”. “Abbiamo una bassissima crescita, una manovra depressiva, dobbiamo mettere qualcosa nel motore della crescita. Questi sono i primi punti di una posizione articolata sui temi della manovra per una posizione, la nostra, che non è solo di denuncia ma anche di proposta”. “Ci siamo stancati di sentire il lancio di bolle di sapone da parte del governo – ha continuato Bersani – che finiscono sempre nel nulla, e ci siamo stancati dei pretesti del governo per attaccare la Costituzione: l’articolo 41 non impedisce operazioni di semplificazione e di liberalizzazione”. Non si sa quale …

Imprese, 40 milioni di euro dalla Regione per sostenere i distretti produttivi, le reti d'imprese e l'avvio di iniziative imprenditoriali di nuove cooperative.

L’assessore regionale Muzzarelli: “Finanziamo la ricerca assicurando a centinaia di giovani opportunità occupazionali”. Al via il finanziamento, con un contributo complessivo di 22 milioni, per sostenere la ricerca e l’innovazione dei distretti produttivi a cui si aggiungono anche oltre 12 milioni di euro per i ‘Progetti per reti di imprese’ e 2 milioni di euro per il sostegno finanziario all’avvio di iniziative imprenditoriali di nuove cooperative. «Un pacchetto di misure per stimolare l’innovazione e gli investimenti delle imprese per trasformare le idee in prodotti. Per superare la crisi – ha sottolineato Gian Carlo Muzzarelli, assessore regionale alle Attività produttive- occorre stare a fianco del sistema produttivo sostenendo la debole ripresa in atto. Le risorse regionali finanziano concretamente la ricerca assicurando a centinaia di giovani ricercatori un lavoro di qualità per loro e per la comunità emiliano romagnola». Dai distretti produttivi ai distretti tecnologici. I 22 milioni di euro – messi a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna riguardano il bando ‘Dai distretti produttivi ai distretti tecnologici’ – finanzieranno 35 progetti di ricerca per la nascita e la …

Manovra, Regioni in rivolta. Formigoni: incostituzionale

«Si carica su un figlio tutto il carico e il padre fa spallucce. Siamo di fronte ad un padre sciamannato che ha aumentato il debito pubblico ». Il giudizio di Roberto Formigoni sulla manovra del governo è tranchant: da sciamannati. Il governatore lombardo è il più duro: ma i suoi colleghi sono pronti a sostenerlo. Il fronte è compatto (a parte qualche screzio tra regioni virtuose e quelle indebitate). Per tutte le Regioni la «mannaia-Tremonti » è irricevibile, oltre che con gravi rischi di incostituzionalità. Sottrae finanziamenti senza uno straccio di consultazione. Alla faccia del federalismo. Il documento finale della riunione di ieri dei governatori è unanime: «Così com’è il testo è irricevibile – spiega il presidente Vasco Errani – e non sostenibile perché il peso dei tagli è caricato sulle Regioni per oltre il 50%». Tradotto: 4,5 miliardi nel solo 2011. FUOCO AMICO I governatori si preparano al pressing sul Parlamento per modificare la manovra. Oggi incontreranno i capigruppo di maggioranza, seguiranno quelli delle opposizioni. Ma il governo dovrà vedersela anche con un altro …