"L´illusione come metodo", di Massimo Riva
Prima comincio a costruire la fabbrica e dopo – soltanto dopo – lo Stato, la Regione o il Comune potrà controllare se la mia attività è in contrasto con qualche disposizione di legge. Questo, a quanto pare, il succo della proposta di modifica dell´articolo 41 della Costituzione che il Consiglio dei ministri ha oggi in programma di approvare e inviare al Parlamento. Il principio al quale sembra ispirarsi questa proposta è quello del riconoscimento a priori della buona fede di chi assume un´iniziativa economica e lo strumento che viene offerto al riguardo è quello della semplice autocertificazione. Questa rievocazione del «laissez faire» di settecentesca memoria rappresenta senz´altro un bel colpo di teatro da parte del già colbertiano Giulio Tremonti. Ma si stenta a capire il senso pratico di un simile tentativo di riforma della Costituzione. Le ambizioni scenografiche sono evidenti: un governo in chiara difficoltà su fronti caldi come la manovra e le intercettazioni cerca di distrarre l´attenzione dell´opinione pubblica con misure palesemente illusionistiche. È un metodo di governo consolidato da anni, per Berlusconi. Ma …
